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Consigliere comunale del PD a Pisa, dottorando di Scienze Politiche presso la Scuola Superiore Sant'Anna , pessimista con l'intelligenza, ma ottimista con la volontà

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27 Gennaio – Giorno della memoria – Meditate su ciò che è stato

Si intende per memoria la facoltà umana di conservare tracce delle esperienze passate e di avere accesso a esse nel ricordo.Primo Levi

Qualunque cosa state facendo fermatevi e meditate qualche minuto so ciò che questo è stato. Quando ce ne saremo scordati, si ripeterà.

Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un si o per un no.
Considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi, alzandovi.
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi.

Abbiamo fatto l’Europa, facciamo gli europei : l’educazione civica europea

La rivisitazione della celebre frase di Massimo D’Azeglio è più che mai attuale. L’Europa è ancora un concetto confuso, troppe volte usato come capro espiatorio da chi deve far ingoiare manovre difficili: “ce lo chiede l’Europa”, “è colpa dell’euro”, “ah come si stava bene prima”….etc.
Purtroppo la lontananza delle sedi delle istituzioni e la totale mancanza di politiche integrate alimentano la percezione di un distacco. Allora prima di esprimere un giudizio netto cerchiamo di capire meglio cos’è l’Europa, come funziona la macchina amministrativa e come influisce sulle nostre vite.
Partiamo dalle nuove generazioni, quelle che decideranno il destino del continente, che devono essere preparate nel prendere le decisioni giuste. Partiamo dai fondamentali, dalle scuole e dall’università.
Alcune proposte potrebbero essere (scaturite da una due giorni a Bertinoro):
In ambito universitario, considerando che verrà destinata una quota premiale pari al 7% del fondo complessivo del finanziamento ordinario per le università virtuose, si propone di favorire la mobilità e l’internazionalizzazione attraverso una percentuale della quota premiale prevista all’incentivazione delle buone pratiche per la mobilità universitaria. (Erasmus e simili)
In ambito scolastico, partire dalla formazione degli insegnanti valorizzando e potenziando le competenze europee ed i progetti esistenti nella formazione scolastica.
Nel rispetto dell’autonomia degli istituti scolastici, lo scopo è stato quello di favorire la sensibilizzazione degli insegnanti su questa tematica, aumentando la visibilità della mappatura
dei progetti già esistenti) introducendo meccanismi premiali per sostenere finanziariamente le scuole che hanno sviluppato progetti in favore dell’europeizzazione e dell’internazionalizzazione.
Nell’ambito delle indicazioni nazionali del primo ciclo che sono attualmente in fase di revisione, si sostiene di sensibilizzare la tematica attraverso la proposizione di un emendamento del titolo
dell’art. 1 della legge 169/2008 relativa a ‘Costituzione e cittadinanza’ (e su circolari attuative) in favore dell’educazione civica europea a partire dal titolo che andrebbe modificata in questi
termini: ‘Cittadinanza italiana e europea e Costituzione’
Tutte queste misure devono andare verso l’insegnamento futuro di una materia fondamentale per la comprensione dei processi politici comunitari: l’educazione civica europea, che si può declinare come materia autonoma o in forte integrazione con quelle già esistenti.

Non sia mai che la prossima generazione, scoprendo l’Europa, non si senta più unita in Italia.

L’epoca passata, epoca che è finita con la rivoluzione francese, era destinata ad emancipare l’uomo, l’individuo, conquistandogli i doni della libertà, della eguaglianza, della fraternità. L’epoca nuova è destinata a costituire l’umanità;… è destinata ad organizzare un’Europa di popoli, indipendenti quanto la loro missione interna, associati tra loro a un comune intento. G.Mazzini

C’è sempre da imparare, caro Martone

Sfigati. Così il Viceministro Martone, enfant prodige della classe dirigente italiana, giudica chi si laurea dopo i 28 anni. Senza nessuna distinzione. Hai avuto problemi con le tasse? Sfigato. Problemi burocratici? Sfigato. Problemi di salute? Sfigato. Problemi personali? Sfigato.
Ora non voglio certamente tutelare chi decide di parcheggiarsi all’università, “sponsorizzato” dai genitori. Ci penserà il mercato del a lavoro “punirli” se non se lo meritano.
Ma l’idea di classificare le persone, giudicarle in maniera brutale, appartiene a un tipo di politica che non mi piace e speravo fosse superata. Qualcosa come i “fannulloni” di Brunetta, i “coglioni” di Berlusconi, ma anche i “bamboccioni” di Padoa Schioppa. Il Viceministro Martone, che ha sicuramente un curriculum impressionante, non avrà avuto problemi nel dedicarsi allo studio, visto che economicamente aveva il forte appoggio della famiglia, che gli ha permesso anche illustri raccomandazioni. Se vuole fare davvero qualcosa per i giovani, è necessario che tutti abbiano le sue stesse opportunità, dando l’autonomia finanziaria a chi se lo merita e privilegiando la conoscenza del “cosa” rispetto a quella del “chi”.
Prenda esempio di stile dai suoi colleghi al governo. Martone sarà pure un giovane brillante, ma ha ancora tanto da imparare.

L’unico fascino del passato è che è passato (Oscar wilde)

Il 2011 è stato sicuramente un anno speciale, sia in Italia che nel mondo.
Ce lo racconta Zoro, in questo fantastico documentario satirico, che ripercorre le vicissitudini politiche di un “normale” anno italiano. Un’ora e venti di giornalismo comico, decisamente piacevole e pungente, sicuramente meglio di ogni altro speciale che potete vedere in televisione. Un “film” che meriterebbe l’uscita nelle sale:

Ma il 2011 è stato anche contrassegnato dalle insurrezioni popolari, dalle manifestazioni di protesta. Questo altro documentario, commissionato dal Forum Nuovi Linguaggi del PD, presieduto da Pippo Civati, racconta il perché molti giovani dei paesi occidentali sono scesi in piazza, alla ricerca (per ora vana), di una alternativa al capitalismo finanziario:

Buona visione!

[PD Pisa] Restare connessi: il percorso politico verso le prossime elezioni

Le ultime divergenze sul caso Rebeldia non devono mettere un freno alla discussione politica sulle alleanze cittadine, che deve continuare in parallelo all’attività amministrativa. Da mesi le scelte che stiamo facendo come consiglio comunale convergono con quello di forze a noi vicine. Con Sel condividiamo molto: una particolare attenzione alla giustizia sociale, alla difesa del lavoro, all’attenzione per il territorio. Anche la loro ultima astensione sul bilancio preventivo 2012, basato sull’equità e sul mantenimento dei servizi, senza aumentare nuove tasse ai cittadini, è un forte segnale positivo, qualcosa da cui partire per testare un percorso comune. Stare insieme non solamente per una fredda somma aritmetica, ma per alimentare un nuovo centrosinistra che sappia rispondere ai difficili passaggi del futuro, finalmente laboratorio di una vera alternativa di governo da riproporre anche a livello nazionale. Nonostante una forte vicinanza di idee non mancano elementi di contrasto, ma è anche normale evitare di appiattirsi su posizioni comuni (non avrebbe senso altrimenti la distinzione in due partiti), evidenziando le sfumature senza perdere l’arricchimento che parte da un confronto aperto e costruttivo.
Come non essere d’accordo con il discorso di Vendola di ieri, che citava le parole sulle quali ripartire per la costruzione di un centrosinistra a vocazione europea: innovazione, ambientalismo, nuove forme di partecipazione,questioni dei migranti, un nuovo sviluppo sociale, contro l’egoismo e i degeneri della finanza. Parliamo un linguaggio comune su questo, non abbiamo bisogno di vocabolari o traduttori.
Anche a Pisa vedo ampie possibilità di un avvicinamento. Il documento che SEL ha presentato a Luglio, che disegna la città del futuro, si sovrappone molte volte con la nostra visione.
Una città che sappia fare sistema con le tante realtà che insistono sul territorio: Università, centri di ricerca, le aree industriali, associazionismo. Una città che non lascia indietro nessuno e che quindi sviluppa politiche d’integrazione e punta ad aiutare direttamente chi è in difficoltà, per una migliore armonia e convivenza nella comunità.
Una città proiettata in Europa, turistica, tecnologica, vivibile, che predilige sempre l’utilizzo di mezzi meno impattanti della macchina per lo spostamento urbano.
Sono state queste le direttrici del PD in questi anni di governo.
E poi il rilancio degli spazi sociali e di aggregazione (giovanili e non). A breve ci sarà il nuovo bando per la Leopolda e una ricognizione trasparente di tutti i locali del Comune, per vedere se si possono sfruttare meglio. E’ inoltre allo studio in Commissione la revisione del regolamento sul patrimonio, per valutare se è possibile ridurre il canone di concessione (adesso al 50% del valore di mercato) di un immobile.
Inoltre gli spazi in Via Pisano sono una grande possibilità di arricchimento dell’offerta sociale. Dato che ci sarà bisogno di una nuova variante per ampliarne le potenzialità, bisogna velocizzare il tutto e ridurre al minimo i tempi morti della burocrazia, come si sta facendo per l’insediamento di Ikea, per poi procedere al bando pubblico che assegnerà la gestione, enfatizzando le finalità sociali dell’area.
Spero che Rebeldia e le associazioni che gravitano attorno a questo nome, vogliano partecipare ai prossimi bandi pubblici, per portare la loro esperienza al servizio della città. Hanno tutte le carte in regola per farlo. Un loro rifiuto avrebbe un sapore politico, sicuramente legittimo, ma che mal si sposa con le tante attività sociali che hanno dimostrato di saper creare in questi anni.
Nel frattempo come PD continuiamo a lavorare politicamente per capire quale sarà la miglior offerta di governo per le prossime elezioni, guardando e dialogando con chi usa le nostre stesse parole, in modo che il percorso sia trasparente anche per chi non parla il politichese. Restare umili, cercando di ascoltare tutti, partiti e cittadini, con la consapevolezza di aver fatto molto, ma con l’ambizione di portare sempre nuova linfa alla nostra chiara visione sulla crescita umana ed economica di Pisa (e oltre). Semplicemente restare connessi, con la realtà e con i sogni, con il presente e con il futuro.

Grande è la confusione sotto il cielo

Mao Tze Tung diceva: “grande è la confusione sotto il cielo: la situazione è eccellente”. Una massima perfetta in tempi di rivoluzioni, ma che può descrivere la situazione politica italiana
Tassisti che bloccano le città, siciliani che riprendono i forconi, navi che affondano, disoccupazione galoppante, borse come altalene, teorie complottiste. Tutti che improvvisamente diventano esperti di economia, novelli Keynes o studiosi di Friedman, giocando con la macroeconomia come se fosse fatta di pongo, facile da manipolare e modellare. Siamo arrivati all’ora X che tanto temevamo, le decisioni difficili da prendere, come risposta alle continue non-scelte fatte nel passato. Si parla di cambiamento quando invece siamo innamorati dello status quo, della nostra sfera personale, come se ci fosse una sindrome nimby anche sui sacrifici da fare: non nel mio cortile.
C’è la forte percezione di essere in movimento verso qualcosa, ma non sappiamo ancora se ci porterà benessere o altra disperazione. Qualcosa che assomiglia vagamente all’interregno gramsciano, ovvero la consapevolezza di aver fallito nel passato e della necessità di andare oltre, anche se non è ben chiaro come costruire il futuro.
Sono queste le fasi più a rischio, perché non si ha più né il tempo né la pazienza di aspettare che i lunghi ma necessari tempi della democrazia abbiano un effetto sulle nostre vite disastrate.
Tempi come questo hanno visto nel secolo scorso l’insorgere di regimi totalitari, o più recentemente, della (ormai finita?) fase berlusconiana. L’impossibilità di soddisfare tutti cercando di mantenere i privilegi per pochi.
Al contrario di quello che dicono i sondaggi, i partiti possono contare molto, se mettono in secondo piano i “giochi” a favore di una visione collettiva che deve scontentare i piccoli aggregati di potere in nome di una visione collettiva che indirettamente favorisce tutti. Non possiamo aspettare di vedere con quale riforma elettorale andremo a votare per poi formare le alleanze. I leader delle coalizioni “fatte in fretta” possono essere solo leader “frettolosi”. Non serve il messia, serve credibilità. Cercate chi vi sembra più meritevole, chi ha una visione chiara del futuro e si limita a inveire contro il presente e dategli una mano .
Grande è la confusione sotto il cielo: la situazione fa schifo.

[PD] Prima gli elettori

“Se l’intesa per una riforma non fosse possibile, resta una strada, radicale e decisiva: il Pd, che le ha già sperimentate per la scelta del suo leader, decida che si impegna oggi stesso – se la legge non cambierà – a scegliere tutti i suoi candidati attraverso le primarie. In questo modo, restituirebbe da solo ai cittadini ciò che la “porcata” ha loro tolto. E diventerebbe l’apriscatole del sistema. ”

Ezio Mauro su Repubblica fa un’implicita campagna pubblicitaria all’iniziativa che in molti stanno provando a fare all’interno del PD. Domani inizia l’assemblea nazionale del partito, dove probabilmente verrà discusso un ordine del giorno che prevede le primarie per tutti i parlamentari. Dare un segnale verso questa direzione, mentre si continua a lavorare per una riforma migliore, sarebbe un bel gesto di trasparenza, passo obbligatorio per far riacquistare fiducia e credibilità. Siamo il primo partito italiano. Dimostriamo di meritarci questa posizione.

Il coraggio di “andare a bordo”

Il coraggio non si vende e non si compra. Dalle telefonate di ieri tra il comandante Schettino e la Capitaneria di porto è emerso fortemente come ci sia stata una forte mancanza di coraggio e una fuga dai suoi doveri da parte dell’ufficiale sorrentino. Incalzato dalle parole della Capitaneria, Schettino non riusciva a trovare una giustificazione efficace per sostenere le pesanti accuse che De Falco gli stava riversando addosso. Si sentiva la voce di un uomo impaurito, terrorizzato, intimorito dal buio e sbigottito dallo stesso disastro che aveva creato. Il coraggio è la prima delle qualità umane, perché è quella che garantisce le altre, diceva Winston Churchill. E le qualità umane di Schettino sono affondate con la nave, piano piano che scoprivamo nuovi dettagli sulle cause dell’incidente.
Non biasimo la mancanza di coraggio di Schettino, che dovrà giustamente pagare per le sue inadempienze, ma nemmeno esalto le parole di De Falco, che non deve essere considerato un eroe solo perché ha svolto in maniera eccellente e ineccepibile il suo lavoro. Mi vorrei soffermare su chi sceglie i vari Schettino e De Falco, e mi ritorna in mente uno dei drammi della classe dirigente italiana: troppe volte, con eccessiva superficialità, vengono scelti profili non adatti, non per merito ma per conoscenza. Personaggi in cerca d’autore, a volte responsabili delle vite altrui, che accettano ruoli prestigiosi senza pensare minimamente alle responsabilità che comportano, che “abbandonano la nave” di fronte alle prime difficoltà. La Costa Concordia come metafora dell’Italia.
Abbiamo avuto il nostro “Schettino” al governo per troppi anni, che ci ha riempito di bugie. E’ l’ora di “andare a bordo” e guidare saldamente una grande nave che si è arenata, ma non ancora definitivamente affondata. Basta avere coraggio.

I posti di lavoro sono tutti uguali? Pisa contro l’acquisto dei 131 aerei F35/JSF

Quando qualche ministro/amministratore vuole farci ingoiare qualcosa di indigesto, cerca sempre di usare la leva dei “posti di lavoro che si vengono a creare”. In un clima di disoccupazione galoppante, chi osa opporsi alla creazione di lavoro viene dipinto come un ostruzionista, un egoista, distante dalle preoccupazioni della gente.
Ha utilizzato lo stesso messaggio il Ministro alla Difesa De Paola, parlando di come il programma di acquisto degli aerei JSF porterà nuova occupazione:
“Ma quegli aerei ci servono e quel programma significa crescita operativa, tecnologica e occupazionale notevole: parliamo di 10 mila posti di lavoro in 40 aziende”.
In questo modo si cerca di zittire chi, giustamente, ha forti perplessità sull’acquisto degli aerei da guerra. Come si può essere contrari alla formazione di lavoro in questi tempi difficili?
Fermi un attimo, ma quanto costa il programma JSF? Ai conti attuali l’acquisto dei 131 aerei F-35/Jsf, comporterebbe per l’Italia una spesa di oltre 16 miliardi di Euro, spalmati su più anni (fino al 2026).
Ma lo sapete quanta forza lavoro sostenibile e duratura si potrebbe creare con 16 miliardi di euro? Quanti lavori legati allo sviluppo delle energie rinnovabili, alla ricerca di tecnologie innovative, al finanziamento di startup tecnologiche, alla riduzione del digital divide, a un welfare efficiente.
Nuove tecnologie che sono un investimento nel tempo, non un bene che comincia a deprezzarsi il momento dopo l’acquisto. Oltre che socialmente svantaggioso, lo è anche economicamente.

Alla luce di questi fatti, settimana scorsa in consiglio comunale, abbiamo votato a maggioranza un documento che invita il Governo

  • ad assumere iniziative volte a bloccare, in via definitiva, il programma per la produzione e l’acquisto dei 131 cacciabombardieri Joint Strike Fighter ed a valutare la reale possibilità di utilizzare tali risorse per il welfare municipale, le politiche per gli ammortizzatori sociali, il rilancio dell’economia e il sostegno all’occupazione giovanile
  • ad assumere iniziative volte a cancellare i finanziamenti previsti per il 2012 per la produzione dei 4 sommergibili Fremm, dei cacciabombardieri F-35, delle due fregate ‘Orizzonte’ con un risparmio previsto intorno ai 783 milioni di Euro;
  • ad assumere iniziative finalizzate a rivedere gli stanziamenti che interessano la difesa presenti nello stato di previsione del ministero dello Sviluppo Economico, comparto strategico e fondamentale per il reale rilancio dell’economia e del Paese, valutando la possibilità dell’impiego di tali risorse in ambiti di maggiore urgenza e necessità;

Ma bisogna dire che c’è stato qualcuno che aveva idee molto chiare sulla difesa e gli armamenti. Lascio a voi ogni commento.

[Pisa] La fine di Camp Darby?

La base di Camp Darby è stata declassata da guarnigione autonoma a guarnigione satellite di Vicenza, visti i tagli del Governo americano sulle spese militari. Questo significa una drastica riduzione delle funzioni che comporterà la perdita del posto di lavoro a un terzo dei civili che lavora nella base immersa nella pineta: 67 unità, dopo un altro taglio avvenuto nel 2006, che precludono fortemente l’operatività dell’avamposto militare.

Questa vicenda potrebbe portare nuovi sviluppi sul futuro di Camp Darby. Gli americani non cederanno mai la sovranità del territorio se non c’è una forte pressione da parte degli enti locali e del Governo italiano. E’ inutile continuare a tenere una mastodontica base militare se non viene utilizzata, quando invece è possibile restituire alla comunità (pisana e non) una buona parte della bellissima pineta, da destinare allo sviluppo sociale-turistico dell’area.
Una maggior trasparenza e riconversione ad usi civili dell’area dipanerebbe anche i molti dubbi sulla sicurezza del luogo, dove si rincorrono notizie di stoccaggio di armi militari non convenzionali (le fatidiche cluster bomb).

Adesso la priorità è quella di salvare il posto di lavoro ai 67 civili italiani, ma dopo è necessario fare un approfondimento sul futuro di Camp Darby, cercando di fare fronte comune per poi chiedere un incontro al Ministro degli Esteri e all’Ambasciatore Usa Thorne.
Non è tabù lo smantellamento delle basi militari USA: solamente due anni fa è stata chiusa quella della Maddalena in Sardegna. A 60 anni dalla seconda guerra mondiale, dopo lo scongelamento della guerra fredda, dopo una serie di tagli che porterà a una funzionalità limitata, Camp Darby ha ancora senso?