{"id":1947,"date":"2014-03-09T23:47:00","date_gmt":"2014-03-09T23:47:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.marcobani.it\/blog\/2014\/03\/09\/10-mesi-di-miur-una-corsa-nel-fango\/"},"modified":"2014-03-09T23:47:00","modified_gmt":"2014-03-09T23:47:00","slug":"10-mesi-di-miur-una-corsa-nel-fango","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.marcobani.it\/blog\/2014\/03\/09\/10-mesi-di-miur-una-corsa-nel-fango\/","title":{"rendered":"10 mesi di Miur: una corsa nel fango"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;Deve essere stato bello lavorare al Ministero!&#8221; Questa \u00e8 stata la frase pi\u00f9 ricorrente degli ultimi giorni. Bello. Una parola cos\u00ec soggettiva, cos\u00ec ambigua, cos\u00ec vaga. Un caleidoscopio di significati che spesso non definisce niente.<br \/>\nAvrei potuto rispondere con un sorriso finto, &#8220;s\u00ec, \u00e8 stato bello&#8221;, e vedere la rassicurazione negli occhi dell&#8217;interlocutore di fronte a una risposta aspettata e scontata. Avrei potuto, ma sarebbe stata una sporca bugia.<br \/>\n\u00c8 stato faticoso, struggente, dilaniante, mentalmente ed emotivamente massacrante. Il fallimento non contemplato. Ogni piccolo errore, ogni parola sbagliata, ogni email scritta frettolosamente poteva avere conseguenze devastanti. Non su di me, ma su una famiglia allargata, decisamente turbolenta, fatta di studenti, insegnanti, ricercatori.<br \/>\nE&#8217; incredibile la resilienza del corpo umano, si adatta velocemente ai nuovi stimoli e alle nuove necessit\u00e0: dormire poche ore, prendere decisioni importanti in millisecondi, prestare attenzione a ogni parola, rimanere sempre concentrato, non mostrare debolezze. Ritmi frenetici, lontani dallo stereotipo del politico incollato alla poltrona, impegnato a tessere clientele piuttosto che soluzioni.<br \/>\nLa sensazione perenne di avere &#8220;quella specie di ovo sodo dentro, che non va n\u00e9 in su n\u00e9 in gi\u00f9, ma che ormai mi fa compagnia come un vecchio amico&#8221;, come diceva il celebre film di Virz\u00ec. Gli impegni, le carte da studiare, i documenti da scrivere, le persone da ricontattare: un elenco senza fine, senza fondo, che ti privavano anche di quella piacevole sensazione di sollievo quando con la penna cancelli una riga dall&#8217;elenco delle cose da fare.<br \/>\nLeggere i giornali ogni mattina \u00e8 stato come correre dopo un acquazzone: dovevi stare attento a evitare le pozzanghere di fango, altrimenti correvi il serio rischio di impanatanarti e di portare la morchia lungo tutto il percorso.<br \/>\n&#8220;Calunniate, calunniate, qualcosa rester\u00e0&#8221; diceva il filosofo inglese Francis Bacon. Costruisci qualcosa di positivo e sarai ignorato. Prova ad inciampare e la tua caduta sar\u00e0 in mondovisione. Non importa se poi la caduta \u00e8 vera o finta, l&#8217;importante \u00e8 il commento, la battuta, il ritornello &#8220;io l&#8217;avevo detto&#8221;. Un esercito di Nelson Muntz, il bullo dei Simpsons, che con la voce stridula e il dito puntato ripetono con sarcasmo e derisione &#8220;AH AH!&#8221;.<br \/>\nSe corri sei troppo veloce, se rifletti sei troppo lento. In ogni caso le bacchettate sulle nocche sono garantite.<br \/>\nLa sede del Ministero si trova nello stimolante quartiere di Trastevere, ricco di diversit\u00e0 e vibrante dinamismo, e il suo palazzo bianco trasmette una sensazione di maestosit\u00e0 e imponenza, che incuterebbe suggestione a chiunque, figurarsi a chi \u00e8 stato chiamato a gestire le politiche che vengono fatte al suo interno.<br \/>\nGovernare la scuola farebbe tremare chiunque. Non solo i polsi, ma tutto il corpo. Come potrebbe essere altrimenti? 8 milioni di studenti, il pi\u00f9 grande datore di lavoro nazionale (pi\u00f9 di un milione tra insegnanti, personale ATA, funzionari) uniti sotto un&#8217;unica parola che campeggia sul muro dell&#8217;ufficio del Ministro: EDUCARE, dal latino e-ducere: \u201ctirar fuori ci\u00f2 che sta dentro&#8221;.<br \/>\nMa tremare non farebbe altro che danneggiare le gi\u00e0 fragili scuole, al collasso strutturale e emotivo.<br \/>\nE allora ti destreggi tra gli sputi, alimentati da anni di totale disinteresse, e rispondi alla centesima chiamata e ascolti quel nuovo problema, l&#8217;ennesimo, quando saprai gi\u00e0 che dovrai fare una scelta di priorit\u00e0, data la vastit\u00e0 di problemi cos\u00ec inversamente proporzionale alle risorse e al personale messo in campo.<br \/>\nC&#8217;\u00e8 mancanza di attenzione sull&#8217;educazione, d&#8217;altra parte perch\u00e9 dovrebbe interessare? Soldi e gossip stanno da altre parti. S\u00ec, ci sono gli slogan, ma con quelli non si costruiscono le scuole, non si pagano gli insegnanti, non si finanzia la ricerca.<br \/>\n&#8220;La storia siamo noi, nessuno si senta offeso, siamo noi questo prato di aghi sotto il cielo.&#8221; cantava De Gregori. Ma per non offendere nessuno occorre tempo, sudore e pazienza: sindacati dalle sigle pi\u00f9 assurde, consulte, associazioni, deputati, senatori, dirigenti di partito, rettori, presidenti, comitati, presidi, ricorsisti, controricorsisti. Tutti che vogliono essere ascoltati, tutti con la presunzione di essere seduti dalla parte giusta della &#8220;storia&#8221;. Un &#8220;prato di aghi&#8221; che a volte stimola, a volte pungola.<br \/>\nIl filosofo tedesco Shopenauer diceva &#8220;Chi \u00e8 amico di tutti non \u00e8 amico di nessuno.&#8221;<br \/>\nE noi gli amici li abbiamo cercati anche altrove, soprattutto tra gli studenti, tra i ricercatori, tra gli insegnanti, i primi destinatari delle nostre azioni costruite in quel palazzo cos\u00ec imponente situato in Viale Trastevere.<br \/>\nE cercando amici fuori ti confronti per forza con il mondo reale, perch\u00e9 solo attraverso la conoscenza si sviluppa l\u2019empatia. E scopri che non \u00e8 meglio, anzi. Scopri l\u2019odio, il rancore, l\u2019avversione, l\u2019ostilit\u00e0. Non tanto verso l\u2019istituzione che rappresenti, ma verso proprio tutto ci\u00f2 che \u00e8 \u201cpolitica\u201d.<br \/>\nRicordo ancora quando sono uscito un pomeriggio da Palazzo Chigi e una signora dall\u2019et\u00e0 avanzata, distinta, che aspettava qualcuno sul marciapiede, mi apostrof\u00f2 con queste parole \u201c Ecco, un altro che ci ruba i soldi, con l\u2019abito costoso e lo stipendio da ventimila euro!\u201d.<br \/>\nA parte che l\u2019abito l\u2019avevo comprato agli ultimi saldi da ZARA e che il mio stipendio non si avvicinava nemmeno lontanamente alla cifra sparata, quello che mi colp\u00ec fu l\u2019accusa di essere un ladro. Accomunato a uno dei tanti protagonisti tragicomici degli ultimi anni, a chi si \u00e8 fatto rimborsare le mutande verdi, a chi ha comprato un fuoristrada con i soldi pubblici , a chi ha ricevuto grandi tangenti per piccoli appalti. Proprio io, che avevo rinunciato agli affetti, che avevo dovuto cancellare ogni sensibilit\u00e0, che mi ero negato la gioia del mare, del sole, di una breve vacanza. Io che mi credevo un supereroe dei fumetti, ero invece visto come il pi\u00f9 spietato dei villani. Invece di essere Batman, ero il Pinguino.<br \/>\nPer questo devi lavorare il doppio, se non il triplo, per conquistarti un briciolo di credibilit\u00e0, per essere ammessi a parlare \u201cal pari \u201c con gli altri, per nobilitare un rospo brutto e gracchiante come \u00e8 la politica adesso.<br \/>\nE magari nonostante tutti gli sforzi, il dolore, le emozioni, le sofferenze, potrebbe non bastare, potrebbe non essere sufficiente per riconoscere il lavoro che hai fatto. It\u2019s politics, stupid.<br \/>\nAllora hai davanti due strade: rinchiuderti nel rancore, farti sopraffare dal vuoto, sperare nel fallimento altrui.<br \/>\nOppure puoi trovare nuova forza ricordando perch\u00e9 hai corso con il cuore in gola, ingoiando bile amara, evitando gli sputi e le pozzanghere di fango. C\u2019\u00e8 un momento che voglio condividere con voi, che mi fa sorridere ogni volta che mi torna in mente: durante una delle frequenti visite nelle scuole, il mio sguardo si ferm\u00f2 su uno striscione. C\u2019era scritto questo: \u201cOccorre una scossa forte. Non una rivoluzione,che spesso conduce a destini incerti, ma una metamorfosi. Sogno un\u2019Italia che sia consapevole dell\u2019importanza dell\u2019istruzione come fattore propulsivo per la mobilit\u00e0 sociale, per la coesione territoriale, per la promozione della cultura e della tecnica, in modo sostenibile e con la valorizzazione del nostro patrimonio paesaggistico, culturale e artistico, che possa portare a un nuovo \u201crinascimento\u201d.\u201d<br \/>\nErano parole che avevo scritto per il Ministro e qualcuno le aveva trovate cos\u00ec interessanti da farne un poster e appenderlo nelle stanze di un\u2019aula scolastica, proprio l\u00ec dove si costruisce il futuro. Magari avrebbe ispirato qualcuno, magari sarebbe stato tolto il giorno dopo. Chiss\u00e0, non lo sapr\u00f2 mai. Ma per me quell\u2019attimo ha significato molto, mi ha fatto capire il motivo di quello che stavo facendo, la necessit\u00e0 di non perdere di vista per chi stavo veramente lavorando. Non per il pubblico pagante, ma per chi stava fuori: quella maggioranza silenziosa che non mi avrebbe mai chiamato sul cellulare, che non avrebbe mai scritto su un giornale, che non sarebbe mai apparsa in televisione.<br \/>\nE&#8217; stato bello lavorare al MIUR? No, per niente, ma ne \u00e8 valsa la pena. Anche solo per quell\u2019attimo, il tempo di un battito di mani, che per\u00f2 ha dato un senso alla mia vita.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.marcobani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/DSC_0261_bn.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.marcobani.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/DSC_0261_bn-1024x573.jpg\" alt=\"DSC_0261_bn\" width=\"584\" height=\"326\" class=\"aligncenter size-large wp-image-14891\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Deve essere stato bello lavorare al Ministero!&#8221; Questa \u00e8 stata la frase pi\u00f9 ricorrente degli ultimi giorni. Bello. Una parola cos\u00ec soggettiva, cos\u00ec ambigua, cos\u00ec vaga. Un caleidoscopio di significati che spesso non definisce niente. Avrei potuto rispondere con un sorriso finto, &#8220;s\u00ec, \u00e8 stato bello&#8221;, e vedere la rassicurazione negli occhi dell&#8217;interlocutore di fronte [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.marcobani.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1947"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.marcobani.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.marcobani.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.marcobani.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.marcobani.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1947"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.marcobani.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1947\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.marcobani.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1947"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.marcobani.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1947"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.marcobani.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1947"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}