{"id":1945,"date":"2012-10-02T16:43:04","date_gmt":"2012-10-02T16:43:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.marcobani.it\/blog\/2012\/10\/02\/5-mangiarsi-gli-stereotipi-tu-vuo-fa-litaliano\/"},"modified":"2012-10-02T16:43:04","modified_gmt":"2012-10-02T16:43:04","slug":"5-mangiarsi-gli-stereotipi-tu-vuo-fa-litaliano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.marcobani.it\/blog\/2012\/10\/02\/5-mangiarsi-gli-stereotipi-tu-vuo-fa-litaliano\/","title":{"rendered":"5 &#8211; Mangiarsi gli stereotipi: tu vu\u00f2 f\u00e0 l&#8217;italiano?"},"content":{"rendered":"<p><iframe loading=\"lazy\" width=\"420\" height=\"315\" src=\"http:\/\/www.youtube.com\/embed\/BqlJwMFtMCs\" frameborder=\"0\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>\u201cItaliano? Ahhh, pizza, spaghetti, mandolino, mafia!\u201d. Molte sono le storie che narrano le gesta e l\u2019epica degli italo-americani. Da quando sbarcavano a Ellis Island, di fronte a Miss Liberty, la statua della libert\u00e0, con una valigia di cartone legata con un piccolo spago, fino alle storie dell\u2019ultima serie tv di successo come \u201cI soprano\u201d, che ovviamente racconta le vicende di una famiglia invischiata nella malavita. Certo non sono pi\u00f9 i tempi di Al Capone, Lucky Luciano e Don Vito Corleone, personaggi veri o immaginari legati alla triste storia criminale americana, che abbiamo tristemente esportato insieme alla nostra creativit\u00e0 e filosofia di vita. Adesso i figli dei figli della prima generazione devono affrontare molti meno pregiudizi, essendosi affermati anche nella societ\u00e0 pubblica americana, come ad esempio Mario ed Andrew Cuomo, padre e figlio governatori dello Stato di New York, o il famoso ex sindaco della Grande Mela Rudolph Giuliani. Nonostante la globalizzazione e il tempo ci abbia avvicinato alla grande famiglia americana, l\u2019esaltazione e la drammatizzazione dell\u2019italiano medio rimane, non solo in televisione grazie alle cafonate di Jersey Shore, un misto di impietose irreverenze alla cultura nostrana, ma anche nell\u2019idea comune che serpeggia nelle menti degli americani. E questo lo possiamo vedere bene durante le varie feste patronali che animano i quartieri italiani delle varie citt\u00e0 statunitensi. Anche a Boston c&#8217;\u00e8 una piccola &#8220;Little Italy&#8221;, nel quartiere North End, dove un tempo vivevano i lavoratori del vecchio porto. La zona \u00e8 ricca di storia, dato che North End \u00e8 il primo quartiere della citt\u00e0, ed \u00e8 disegnato da vicoli stretti e strade tortuose, che ricordano pi\u00f9 le citt\u00e0 medievali italiane che i grandi spazi americani. Una piccola perla rispetto alla banalit\u00e0 architettoniche di molti quartieri bostoniani.<br \/>\nNelle viuzze si respira aria di casa. Cartelli che inneggiano alla pizza, nomi che riportano alla mente grandi personaggi del nostro paese, negozi che si vantano di avere il miglior gelato del mondo (si, vabb\u00e8).<br \/>\nUn trionfo dell\u2019italianit\u00e0? Assolutamente no. Semmai \u00e8 l\u2019esaltazione dei caratteri pi\u00f9 distintivi della nostra cultura, la mercificazione degli stereotipi pi\u00f9 difficili da distruggere.<br \/>\nPurtroppo le feste patronali ne sono una triste sintesi. A Boston quella pi\u00f9 famosa \u00e8 dedicata a Sant\u2019Antonio, che si svolge negli ultimi weekend di Agosto a North End.<br \/>\nPi\u00f9 che altro \u00e8 una fiera del cibo, dove centinaia di piccoli stand offrono pietanze italiane (e non) per placare la fame degli avventori. In realt\u00e0 la cosa buffa \u00e8 che nella maggior parte dei casi sono cibi che non ho mai sentito, dei quali non ne immaginavo nemmeno l\u2019esistenza, che hanno stupito un fine conoscitore della cucina italiana come me: sono io che mi sono perso qualcosa o qui stanno sbagliando tutto? Credo pi\u00f9 la seconda: tra gli stand possiamo vedere cannoli fatti senza ricotta, il gelato mischiato con gli Oreo (dolci americani che ricordano i Ringo), banane caramellate, in un crescendo di bestemmie gastronomiche che arrivano fino all\u2019offesa finale: la pizza con l\u2019hamburger sopra. Uno scempio che da troppo tempo rimane impunito, battuto solo dall&#8217;inglese pizza con l&#8217;ananas.<br \/>\nMi verrebbe voglia di sedermi accanto a uno di questi tanti venditori di &#8220;presunta italianit\u00e0&#8221;, accarezzargli affettuosamente la testa chiedendogli  in tono materno perch\u00e9 sta violentando cos\u00ec barbaramente l&#8217;Italia. Abbiamo gi\u00e0 tanti motivi per venire derisi, almeno sul cibo no, non possiamo rovinarci la reputazione.<br \/>\nAd esempio essere italiano significa essere un fino conoscitore di vino e quando ai ristoranti c&#8217;\u00e8 da ordinare una bottiglia tutti si rivolgono a me, certi di una mia esperienza superiore che gli garantir\u00e0 la migliore scelta. E pur non sapendo distinguere un cartone di Tavernello da una bottiglia di Sassicaia, recito la parte del ma\u00eetre, vantandomi di avere un&#8217;innata capacit\u00e0 di critica enologica grazie al mio sangue italiano. Per fortuna \u00e8 difficile incontrare qualche americano conoscitore di vino pronto a smascherarmi, sono troppo impegnati a bere birra.<br \/>\nUn carro pieno di dollari attaccati con la spillatrice attraversa le strade del quartiere: raccoglie le donazioni al santo che andranno a finire misteriosamente da qualche parte ( la trasparenza non \u00e8 mai stata un nostro forte).<br \/>\nC&#8217;\u00e8 aria di festa, la musica \u00e8 ovunque. Allegria, sorrisi, abbracci. Questa \u00e8 l&#8217;Italia che voglio esportare. E siccome conosciamo bene il perdono, rinuncio ai miei intenti di evangelizzazione gastronomica e mi unisco al divertimento.<br \/>\nAlla fine capisco che quello che vogliono vendere non sono i prodotti reali del nostro paese, ma solamente concetti italiani rielaborati per venire incontro ai gusti americani,  ovvero pi\u00f9 zuccheri, pi\u00f9 proteine, pi\u00f9 calorie. Hanno provato a fare gli italiani e hanno fallito.<br \/>\nD&#8217;altra parte bisogna solo ringraziarli: adesso nel mondo l&#8217;italiano grassottello mangiatore di pasta \u00e8 stato scalzato dall&#8217;americano oversize divoratore di ciambelle.<br \/>\nAnche se a dire la verit\u00e0, alcuni membri della comunit\u00e0 italo-americana che ho conosciuto qui hanno provato in tutti i modi a mantenere intatto lo stereotipo dell&#8217;emigrante: capelli scuri, sovrappeso, con i baffi e un inglese dall&#8217;accento &#8220;funny&#8221;. Un misto tra Pavarotti e SuperMario.  Come li ho conosciuti? Questa \u00e8 un&#8217;altra storia, una fiaba tutta italiana. State sintonizzati.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cItaliano? Ahhh, pizza, spaghetti, mandolino, mafia!\u201d. Molte sono le storie che narrano le gesta e l\u2019epica degli italo-americani. 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