{"id":1941,"date":"2012-09-04T01:30:10","date_gmt":"2012-09-04T01:30:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.marcobani.it\/blog\/2012\/09\/04\/3-la-storia-si-ripete-sempre-due-volte-la-prima-volta-come-tragedia-e-la-seconda-come-farsa-una-valigia-uno-spago-e-il-disperato-bisogno-di-un-tetto\/"},"modified":"2012-09-04T01:30:10","modified_gmt":"2012-09-04T01:30:10","slug":"3-la-storia-si-ripete-sempre-due-volte-la-prima-volta-come-tragedia-e-la-seconda-come-farsa-una-valigia-uno-spago-e-il-disperato-bisogno-di-un-tetto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.marcobani.it\/blog\/2012\/09\/04\/3-la-storia-si-ripete-sempre-due-volte-la-prima-volta-come-tragedia-e-la-seconda-come-farsa-una-valigia-uno-spago-e-il-disperato-bisogno-di-un-tetto\/","title":{"rendered":"3 &#8211; La storia si ripete sempre due volte: la prima volta come tragedia e la seconda come farsa &#8211; Una valigia, uno spago e il disperato bisogno di un tetto"},"content":{"rendered":"<p>Canzone da ascoltare:<a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=TF4RX7fTMOc\"> Hotel California<\/a><\/p>\n<p>Central square, Cambridge, Boston area. Questo \u00e8 il primo contatto con la vera realt\u00e0 americana. \u00a0Una piazza che non ha l\u2019apparenza della piazza, ovvero \u00e8 solo un crocevia tra due delle arterie stradali pi\u00f9 grandi della zona. Il tempo \u00e8 uggioso, ma non \u00e8 freddo. Siamo sempre al 15 di Agosto! Quello che vedo non \u00e8 niente di nuovo: negozi con vetrine molto alte, gente che passeggia, biciclette che sfrecciano. Ma guardando bene ci sono molti nomi di negozi che non ho mai sentito prima: le grandi marche non hanno ancora vinto. A parte l&#8217;onnipresente Starbucks, che domina l\u2019angolo pi\u00f9 importante dell\u2019incrocio con il suo inconfondibile stemma: quell&#8217;ibrido regina\/sirena bianca su sfondo nero e la scritta gigantesca. Fino ad oggi noi italiani siamo riusciti ad essere immuni dallo sbarco della multinazionale del caff\u00e8, grazie alla nostra rete capillare di bar, la colla dell&#8217;Italia, \u00a0ma c\u2019\u00e8 qualcuno, spie del nemico, che chiedono a gran voce la conquista del nostro territorio da parte del marchio americano. Blasfemi e antipatrioti. Cappuccino e cornetto nostrani sono le vere tradizioni da difendere! Fosse non solo per il prezzo: per fare colazione da Starbucks con caff\u00e8 e pezzo dolce (gli strazuccherati muffin per esempio), spendi minimo 5 euro, pi\u00f9 il conto da pagare al dentista per le carie che verranno. Si vede lontano un miglio che hanno provato a copiare lo stile italiano, fallendo clamorosamente. Almeno potrebbero dire &#8220;macchiato&#8221; in maniera corretta, senza storpiarlo in un maccheronico &#8220;macciato&#8221;. E poi dov&#8217;\u00e8 la tazzina di porcellana? No, sono stato un pirla a non portare la moka.<br \/>\nMa lasciando perdere l\u2019invettiva su Starbucks, l\u2019arrivo a Cambridge, la piccola citt\u00e0 vicino Boston che ospita Harvard e il M.I.T, mi ha fatto ripiombare nel mio dramma personale. Diciamo che per colpa delle migliaia di cose da fare pre-partenza, dalla scelta della quant\u00e0 dei calzini da mettere in valigia fino al superamento degli ostacoli per ottenere il visto americano, mi sono \u201cdimenticato\u201d di trovare una sistemazione per i primi giorni. Vabb\u00e8 ci saranno gli hotel, penserete furbamente voi. No, il mio animo tirchio e misero da studente \u00a0ha preso il sopravvento, impedendomi di optare per una costosa sistemazione in hotel ( i prezzi partivano da 100$ a notte). \u00a0Allora \u00a0un ostello? Nemmeno quello, dato che non c\u2019erano pi\u00f9 camere singole disponibili nelle vicinanze e muoversi con 40 kg di peso addosso vi assicuro che \u00e8 abbastanza complicato.<br \/>\nIn America va di moda ora un nuovo sito web, che si chiama <a href=\"https:\/\/www.airbnb.com\/\">Airbnb<\/a>. Airbnb mette in contatto persone che hanno a disposizione spazio in pi\u00f9 con viaggiatori che stanno cercando un posto dove stare. Chi ospita pu\u00f2 promuovere il proprio alloggio ad un pubblico di milioni di utenti, sia che si tratti di un appartamento in citt\u00e0, di un castello in campagna o di uno sgabuzzino in casa.\u00a0Si pu\u00f2 trovare davvero di tutto, dal bellissimo appartamento vista mare, al materasso buttato in salotto.<br \/>\nHo passato tutto il tempo dello scalo a Dublino a cercare un posto che si potesse considerare &#8220;abitabile&#8221;. Non \u00e8 semplice, perch\u00e9, come potete immaginare, entrare in casa di perfetti sconosciuti non \u00e8 nella nostra cultura: fidarsi di lasciare tutta la notte i bagagli, che contengono tutta la tua vita dei prossimi mesi, in mano a estranei, dormire la notte in camere che non possono essere chiuse.<br \/>\nMa la vita \u00e8 un\u2019avventura e, con qualche precauzione, sembra che questo sistema sia ottimo per trovare alloggi temporanei a poco prezzo e per chi ha spazio in pi\u00f9 di raggranellare qualche dollaro extra.\u00a0Il sistema di feedback e di recensioni, in puro stile E-bay o Amazon, dovrebbe limitare le brutte sorprese.<br \/>\nInfatti la prima cosa che ho guardato sono stati proprio i commenti degli utenti che avevano provato quella sistemazione. La scelta non \u00e8 ancora molto ampia, soprattutto se vuoi spendere poco: si va dai 50 $ a notte per un divano in un soggiorno di un appartamento di lusso, ai 60$ sempre a notte per un ufficio che non viene pi\u00f9 utilizzato come posto di lavoro, ma come ostello per viaggiatori, ai 200$ per un&#8217;intera casa a tre piani in pieno stile New England.<br \/>\nNon sempre le recensioni erano positive e per la mia prima esperienza cercavo qualcosa di \u201cnormale\u201d: una camera con una fottuta porta. L\u2019unica soluzione che rispondeva alle mie esigenze era proprio a Cambridge: due ragazze che affittavano la loro terza stanza della casa mentre la coinquilina era in vacanza. Cinquanta dollari a notte, compreso coperte e asciugamani pi\u00f9 una piccola percentuale che va al sito.<br \/>\nDalle foto sembrava anche una casa discreta, quindi non mi lascio scappare questa possibilit\u00e0 e contatto le ragazze per la disponibilit\u00e0. Infatti, per tutelare anche gli ospitanti, ci deve essere prima un controllo \u201csociale\u201d, ovvero una breve spiegazione del tuo viaggio, l\u2019arricchimento del profilo e il link alla pagina facebook. Se i proprietari ti giudicano positivamente puoi prenonotare e pagare direttamente con la carta di credito. Un sistema macchinoso e ancora non esente da problemi, ma che pu\u00f2 aiutare la cosiddett\u00e0 \u201ceconomia sociale\u201d dove pi\u00f9 dei soldi conta la reputazione (in questo caso online) che hai.<br \/>\nOvviamente le due ragazze, Colinne e Amanda, accettano la mia prenotazione, ma questo lo sapr\u00f2 solo al mio arrivo in America. Un intero viaggio con l&#8217;incognita del pernottamento. Al massimo Boston ha tanti ponti sotto i quali ripararsi. Un altro problema \u00e8 che quando arrivi devi compilare tutta la pesante burocrazia per garantiti l\u2019entrata \u00a0in suolo americano e devi segnalare dove andrai a dormire. Panico. Ho messo l\u2019indirizzo del M.I.T, l\u2019unico che mi ricordavo. Ha funzionato. Un buco nel sistema di sicurezza? O solamente la non curanza di qualche poliziotto svogliato? Dov\u2019\u00e8 la rinomata \u00a0precisione certosina nel controllo alla frontiera? Non so e me ne frego poco. Fatto sta che quando atterro riesco a scoprire che avr\u00f2 un letto sul quale dormire. Questo mi basta per allontanare ogni domanda. Ecco perch\u00e9 scendo alla fermata Central di Cambridge, per iniziare la mia prima passeggiata nell\u2019American Life e andare a dormire nella camera di una ragazza totalmente sconosciuta, con uno zaino in spalla e una borsa legato con lo spago, dato che si stava rompendo per il troppo peso. Un tipico immigrato italiano degli anni \u201820. Marx diceva che &#8220;la storia si ripete sempre due volte: \u00a0la prima volta come tragedia e la seconda come farsa&#8221;. E io in questo momento mi sento terribilmente comico, sudato, impacciato. \u00a0Ma prima di riprendere il cammino, mi fermo da Starbucks. Ho bisogno di quel dannato cappuccino insieme a un ipercalorico muffin. E l&#8217;invettiva contro la multinazionale? Gi\u00e0 dimenticata al primo morso. In qualche modo dovr\u00f2 pure cominciare ad ambientarmi?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Canzone da ascoltare: Hotel California Central square, Cambridge, Boston area. Questo \u00e8 il primo contatto con la vera realt\u00e0 americana. \u00a0Una piazza che non ha l\u2019apparenza della piazza, ovvero \u00e8 solo un crocevia tra due delle arterie stradali pi\u00f9 grandi della zona. Il tempo \u00e8 uggioso, ma non \u00e8 freddo. 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