{"id":1861,"date":"2012-03-19T10:04:42","date_gmt":"2012-03-19T10:04:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.marcobani.it\/blog\/2012\/03\/19\/a-quando-un-nuovo-rinascimento\/"},"modified":"2012-03-19T10:04:42","modified_gmt":"2012-03-19T10:04:42","slug":"a-quando-un-nuovo-rinascimento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.marcobani.it\/blog\/2012\/03\/19\/a-quando-un-nuovo-rinascimento\/","title":{"rendered":"A quando un nuovo Rinascimento?"},"content":{"rendered":"<p>Un&#8217;occasione persa. Sabato scorso a Parigi, si sono incontrati Bersani, Hollande, candidato alle presidenziali per il partito socialista francese, e Gabriel, leader del partito di centrosinistra tedesco\u00a0SPD. Poteva essere un momento storico, un evento che segnava l&#8217;inizio di un nuovo modo di fare politica: condiviso, europeo, di largo respiro. Eppure, almeno in Italia, ne abbiamo parlato pochissimo, se non per le reiterate polemiche interne al partito di chi voleva che Bersani non andasse, perch\u00e9 troppo spaventato dalle parole &#8220;progressista, sinistra, socialista&#8221;.<\/p>\n<p>Ma nel documento firmato ci sono le basi per la politica comunitaria del futuro: &#8220;crescita, il completamento del mercato interno, gli Eurobond&#8221;. Nuovamente questioni economiche, fondamentali nel periodo di crisi, ma che non danno risposta alla necessit\u00e0 di una maggiore coesione politica fra i vari stati dell&#8217;Unione, che porti finalmente a &#8220;innamorarsi&#8221; e sentirsi parte dell&#8217;Europa.<\/p>\n<p>Eppure i 3 grandi partiti europei si definiscono &#8220;progressisti&#8221;.\u00a0&#8220;Progresso&#8221; \u00e8 la promessa di un futuro migliore, di maggiori opportunit\u00e0 di sviluppo personale, di una societ\u00e0 pi\u00f9 giusta.\u00a0E&#8217; la promessa che il duro lavoro porta i suoi vantaggi in termini di maggiore sicurezza, pi\u00f9\u00a0opportunit\u00e0 e maggiore prosperit\u00e0 per tutti.\u00a0Ma ora il &#8220;progresso&#8221; \u00e8 spesso visto come una minaccia.\u00a0Oggi non possiamo pi\u00f9 essere certi che vada di pari passo\u00a0con un buon lavoro, un buon reddito,la sicurezza sociale, la sostenibilit\u00e0 e la democrazia. Le persone si sentono alla merc\u00e9 dei mercati.\u00a0Si sentono abbandonate, impotenti di fronte a\u00a0una societ\u00e0 che \u00e8 governata da processi senza nome e agenti riconoscibili.\u00a0Stiamo vivendo una contraddizione.\u00a0Da un lato, la crescita appare necessaria per realizzare la moderna\u00a0promessa del benessere per tutti.\u00a0Ma d&#8217;altra parte vediamo le conseguenze negative di questa spasmodica ricerca della ricchezza, sotto forma di danni ambientali e sociali.<br \/>\nLa globalizzazione \u00e8 qui per rimanere, e gli Stati, le imprese e le persone apparentemente non hanno alternative se non quella di adattarsi ad\u00a0essa.\u00a0Ma c&#8217;\u00e8 una presa di coscienza in costante crescita che questo sta causando gravi danni economici, imponendo costi sociali elevati\u00a0e la frammentazione della societ\u00e0.<br \/>\nDobbiamo reinventare l&#8217;idea di progresso.\u00a0Deve\u00a0diventare un progetto di speranza e di un futuro nuovo, che pu\u00f2 avere successo solo se riesce a rompere le storture del passato. Non il progresso inteso come crescita industriale, ma come crescita dell&#8217;umanit\u00e0.<\/p>\n<p>L&#8217;iniziativa di Parigi \u00e8 stata chiamata &#8220;verso un nuovo Rinascimento&#8221;, un periodo che fu di cambiamento, dove il singolo individuo cap\u00ec la sua capacit\u00e0 \u00a0di autodeterminarsi e di coltivare le proprie doti, con le quali riesce a vincere la\u00a0Fortuna\u00a0(nel senso latino, &#8220;sorte&#8221;) e dominare la natura modificandola. In questo presente che vede la democrazia in sofferenza, con decisioni che vengono prese troppo spesso da\u00a0\u00e9lites\u00a0non elette, \u00e8 necessario pi\u00f9 coraggio. Altrimenti questo triste e oscuro Medioevo 2.0 sar\u00e0 ancora troppo lungo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un&#8217;occasione persa. Sabato scorso a Parigi, si sono incontrati Bersani, Hollande, candidato alle presidenziali per il partito socialista francese, e Gabriel, leader del partito di centrosinistra tedesco\u00a0SPD. 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