{"id":1828,"date":"2012-02-01T11:27:02","date_gmt":"2012-02-01T11:27:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.marcobani.it\/blog\/2012\/02\/01\/rai-superare-la-mediocrita\/"},"modified":"2012-02-01T11:27:02","modified_gmt":"2012-02-01T11:27:02","slug":"rai-superare-la-mediocrita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.marcobani.it\/blog\/2012\/02\/01\/rai-superare-la-mediocrita\/","title":{"rendered":"Rai: superare la mediocrit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Ieri, come tutti noi, ho pagato il canone RAI. Nonostante mi riduco a guardare il servizio pubblico solo per rari eventi sportivi e qualche \u00a0programma di informazione, possedendo una televisione ho dovuto pagare l&#8217;odioso balzello. Ma almeno ora, come &#8220;socio finanziatore&#8221;, posso criticare alcune scelte del consiglio d&#8217;amministrazione, che hanno condannato la RAI ad essere un servizio che ha i vizi delle\u00a0TV\u00a0commerciali (pubblicit\u00e0 ossessiva, scarsi approfondimenti culturali) senza ereditarne i pregi. Se la Rai fosse stata privata, i dirigenti sarebbero stati cambiati dopo pochissimo, alla\u00a0luce\u00a0dei continui fallimenti e del crollo dello share. E invece ancora una volta ci troviamo di fronte a un&#8217;ingerenza estrema della politica, <a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/politica\/2012\/01\/31\/news\/maccari_confermato_al_tg1_si_spacca_il_cda_rai-29105369\/\">con un balletto di poltrone fondamentale in vista dei prossimi assetti elettorali<\/a>.<\/p>\n<p>E mi rivengono in mente le parole di Michele Serra, sull&#8217;incapacit\u00e0 di offrire un vero servizio pubblico da parte della Rai:<\/p>\n<p><em>I motivi &#8220;squisitamente di mercato&#8221; addotti dalla Rai per spiegare la distribuzione molto risicata del film di Mario Martone Noi credevamo (solo 30 copie in tutta Italia) sono stati smentiti dal pi\u00f9 inatteso degli oppositori: il mercato in persona. Code ai botteghini per vedere un film &#8220;difficile&#8221; e lungo tre ore. Vacilla (non solo al cinema, anche in televisione) l&#8217; idea che il mercato sia una specie di falce che mozza il capo di chiunque osi alzare la testa oltre il livello della mediocrit\u00e0. Il mercato \u00e8 l&#8217; alibi prediletto dei produttori paurosi, degli editori pigri e degli artisti conformisti: la frase &#8220;la gente non capirebbe&#8221; ha fatto pi\u00f9 danni alle arti, alla comunicazione, alla cultura e anche alla politica di qualunque censura, di qualunque taglio, di qualunque crisi. La gente non esiste, esistono le persone, esiste una rete fitta, molteplice e indecifrabile di piccole comunit\u00e0 pensanti, di amici comunicanti, di idee contagiose, di passioni mutevoli. A volte gli artisti riescono a dare corpo a questo misterioso groviglio, a volte no. Il rischio intellettuale \u00e8, appunto, un rischio: ogni editore che si rispetti (e la Rai \u00e8 il primo editore italiano) non pu\u00f2 non saperlo. E la capacit\u00e0 di rischiare, oltretutto, non era il vanto della famosa societ\u00e0 di mercato?<\/em><\/p>\n<p>Che senso ha mantenere pubblica la Rai, con i nostri soldi, se poi non riesce a offrirci qualcosa in pi\u00f9 delle altre televisioni? Quel &#8220;qualcosa&#8221; che va contro il mercato, che pu\u00f2 arricchire l&#8217;offerta culturale, che le altre tv non hanno il coraggio di fare per paura di perdere ascolti e quindi pubblicit\u00e0. Vorrei una Rai che punta di pi\u00f9 sulla qualit\u00e0 dei contenuti e dell&#8217;informazione, che mi sappia dare qualcosa che mi distolga dall&#8217;ampia offerta di Internet e social media. E per ottenere questo c&#8217;\u00e8 un unico modo: allontanare la politica. Non \u00e8 compito dello Stato competere sul mercato televisivo, che deve invece promuovere un&#8217;informazione trasparente e contenuti di qualit\u00e0. Solamente cos\u00ec, ogni anno, a fine Gennaio, \u00a0sar\u00f2 contento di pagare il canone \u00a0pur non guardando mai la televisione, perch\u00e9 sicuro di offrire un servizio per tutti, e non per pochi intimi che usano i canali pubblici come merce di scambio per favori al potente di turno. Per non trovarsi pi\u00f9 di fronte una Rai che \u00e8 stato di tutto, ma anche di pi\u00f9.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ieri, come tutti noi, ho pagato il canone RAI. Nonostante mi riduco a guardare il servizio pubblico solo per rari eventi sportivi e qualche \u00a0programma di informazione, possedendo una televisione ho dovuto pagare l&#8217;odioso balzello. 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