La riscossa delle volontà negate – Bar camp sui diritti individuali

Stasera sono qui a parlare con gli amici radicali sulle coppie di fatto e quando queste vengono riconosciute dal Comune. L’iniziativa in generale è interessante e la formula barcamp (10/15 minuti a intervento + domande dal pubblico) rende tutto molto più appassionante. I temi sono molteplici e i relatori cercheranno un approccio molto comprensibile per questioni molto articolate e complesse. Per fare chiarezza sullo stato attuale dei diritti civili e cercare di proporre soluzioni venite numerosi stasera!

Un piccolo passo per Pisa, un grande passo per i diritti di tutti

Da oggi a Pisa è possibile presentare il proprio testamento biologico. Dopo l’approvazione in consiglio a Febbraio della mozione elaborata dal gruppo, finalmente vediamo qualcosa di concreto. Il lavoro di sintesi, mai fatto a livello nazionale, ha portato all’elaborazione di un testamento biologico che segue le direttive della fondazione Veronesi, costituendo il primo vero documento di un gruppo formato da molte sensibilità. Una sintesi arrivata dopo accese discussioni, belle, appassionate che hanno alimentato il senso di appartenenza  al gruppo e, in attesa di una legge nazionale, hanno tracciato una via legale di esempio per gli altri comuni.

Un bel segnale a chi dice che il PD non ha il coraggio di affrontare le questioni etiche e una piccola conquista personale data l’alta sensibilità personale su questo tema.

E’ disumano prendere decisioni su un’altra vita senza sapere se abbiamo fatto la cosa giusta, se era la sua vera volontà. Essere costretti a vivere con il rancore e il peso di un fardello che non dovrebbe essere sulle spalle di un familiare è qualcosa che non deve accadere. Trovo anche molto da egoisti lavarsene le mani e lasciar decidere a qualcun altro, con tutte le frustrazioni che comporta. Per questo io mi impegno, mi appassiono e sono felice di poter incidere a migliorare i diritti di tutti. Altro che congresso…

Il consiglio comunale del 3 Marzo – Il testamento della democrazia

Perchè un titolo così duro? E’ stato un consiglio molto atipico quello del 3 Marzo, visto che il PDL non ha partecipato ai lavori per protesta sulla decisione di istituire le nuove “circoscrizioni” (vedi consiglio precedente) o come si chiamano ora “consigli territoriali di partecipazione”. Abbiamo sperimentato l’autarchia visto che anche l’unico gruppo di opposizione presente, la Sinistra Arcobaleno, ha votato sempre come la maggioranza.


In questo consiglio però abbiamo discusso di un tema spinoso e controverso: il testamento biologico. E’  stato approvato un ordine del giorno presentato da Pd e Sinistra arcobaleno, che impegna il Sindaco e il Presidente del consiglio a istituire presso il Comune un apposito registro per raccogliere, autenticare e conservare le dichiarazione dei cittadini in merito al proprio “Testamento Biologico”, modello diffuso dalla Fondazione Veronesi. Attraverso il modello sarà possibile dichiarare quale terapie accettare o meno in caso di incapacità, e nominare un fiduciario al quale affidare l’esecuzione della propria volontà. Il testo approvato fa ampio riferimento nella parte iniziale, alla ratifica da parte del parlamento italiano della Convenzione di Oviedo sui diritti dell’Uomo e la Biomedicina, la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea e articoli del codice di deontologia medica della FNOMCEO, nonché al rispetto dell’articolo 32 della Costituzione. In tale articolo si afferma che “nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge, la quale non può in nessun caso violare i limiti disposti dal rispetto della persona umana e della sua dignità”

E’ stato davvero un bel risultato politico arrivare a una posizione unica dopo aver mediato tra i diversi pluralismi all’interno del partito, un esempio per i parlamentari, ancora alle prese con litigi e prese di posizione oltranziste. Mi sono speso in prima persona e trovate il mio intervento in un post precedente.

Speriamo che questo documento sia uun segnale da dare ai parlamentari della Camera e che venga cambiata la proposta di legge nazionale sul testamento biologico, che viola il diritto dell’uomo di rifiutare le cure e lascia troppa discrezionalità al medico, che può non seguire le direttive del paziente. Ma spente le luci dello spettacolo dei media  sembra che anche stavolta la legge scivolerà nel dimenticatoio, risolvendo  la faccenda in maniera pilatesca. I tecnici di Comune e Provincia sono comunque al lavoro per sperimentare il testamento biologico a livello locale.

Il documento è stato approvato, con l’indegna assenza del PDL, privando il dibattito di un necessario contradditorio…evidentemente non sapevano che dire.

L’irreale consiglio comunale prosegue con una votazione favorevole su una mozione che favorisce la cooperazione decentrata, che ha il ruolo di stimolo alla crescita sociale, culturale, politica e di innovazione strategica .

Infine viene approvata una mozione che critica il pacchetto sicurezza preparato dal governo sull’indegna possibilità di denunciare i clandestini che usufruiscono del servizio sanitario nazionale. Una mia dichiarazione su questo argomento è stata consegnata alla stampa poche ore dopo l’enunciazione di questa norma liberticida e razzista.

Chiude una discussione sul bilancio della Società della Salute che verrà approfondito nel prossimo consiglio comunale.

Devo dire che l’autarchia non è male però…di sicuro siamo usciti molto meno stressati.

Il testamento del testamento biologico

Troppe parole sono state spese in queste settimane sul fine vita. Parole di rabbia, di disprezzo, di odio. Parole usate per convincere altre persone sulla certezza delle proprie convinzioni. Abbiamo assistito ad uno spettacolo aberrante, che ha causato addirittura una crisi nelle istituzioni senza precedenti. C’è stata molta, troppa disinformazione, che ha creato solo maggiore confusione e disagio. Ci siamo intromessi prepotentemente nella vita di una persona,che non nominerò per rispetto, come ospiti non graditi di un dramma che doveva restare in famiglia. Ci siamo riempiti la bocca con il suo nome, cercando di capire cosa provava, se era capace di un’emozione, di un sentimento, di un sussulto. Aspettavamo da lei un segnale, un tremito di ciglia, uno sbadiglio, qualcosa che rafforzasse le nostre fragili certezze, non importa se erano riflessi automatici dell’incoscienza.

Abbiamo sparlato di un padre, così forte e coraggioso, pronto a sacrificarsi moralmente per far rispettare le sue volontà. Sono inorridito quando il capo del governo ha detto che per quel padre la sopravvivenza della figlia era un gravame, non conoscendo per niente il suo tormento, la sua disperazione.

Hanno speculato sulle capacità fisiche di ripresa di una donna che è stata in coma per 17 anni, vomitando favole sulla possibilità di generare figli da parte di questa donna, sulla possibilità di sentire il tepore del sole o il brivido di un tocco per biechi e spregevoli fini di consenso.

Una donna è stata usata, strumentalizzata, quasi annullata nella riduzione a puro simbolo e pretesto feroce di una battaglia di valori. Abbiamo assistito all’umiliante degradazione della politica,scoprendo la ferocia e la crudeltà della destra italiana, così avida di potere e aliena al rispetto delle istituzioni.

Non so se sono insensibile o un mostro, ma quando è morta quella persona ho tirato un sospiro di sollievo e ho voluto chiederle scusa.

Tutto questo poteva non succedere se avessimo fatto come in tutti gli altri stati europei una legge sul testamento biologico.

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Il nodo gordiano

Questo è il punto focale della proposta della pdl e di alcuni emendamenti del PD (vedi Rutelli) sul testamento biologico:

“La proposta afferma che il rifiuto all’idratazione e alla nutrizione artificiale non può essere inserito nelle dichiarazioni anticipate. Questo perché sono considerate forme di sostegno vitale finalizzate ad alleviare le sofferenze. A parte il fatto che non è vero: in molti pazienti terminali affetti da tumore un’idratazione corretta sarebbe fonte di ulteriore sofferenza. Ma perché se siamo lucidi possiamo rifiutare cibo e acqua, mentre se siamo affetti da una malattia che ci toglie la possibilità di esprimerci allora perdiamo pure questo diritto? La legge afferma che la vita è inviolabile e che quindi nelle dichiarazioni non può essere data indicazione all’eutanasia, ma senza definirla. E questo è pericoloso. Molti affermano che rinunciare a un trattamento salvavita è eutanasia, negando l’articolo 32 della costituzione. Ma allora, su cosa potremo pronunciarci? Io non vorrei mai finire la mia esistenza in stato vegetativo. Perché la società dovrebbe obbligarmi a questo? Il nostro ordinamento stabilisce i diritti e doveri che abbiamo nei confronti degli altri. Non entra nell’intimo rapporto che ognuno ha nei confronti di se stesso. Il tentato suicidio non è reato in Italia. La Costituzione vieta la tortura ma l’autoflagellazione o il cilicio non sono reato. Io mi batterei fino in fondo affinché un mio concittadino ammalato che desideri andare avanti con tutti i trattamenti possibili (ventilazione, nutrizione, dialisi e quant’altro) possa riceverli gratuitamente dalla società. Ma mi batterò fino in fondo affinché la stessa società non imponga a nessuno un trattamento che questi non voglia ricevere, in qualsiasi condizione egli si trovi”. Guido Bertolini – Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, Ranica (Bergamo)- Foglio – 27/02/09

Scusa Eluana

Scusa Eluana se abbiamo parlato di te, se sei stata al centro delle nostre turbolenti discussioni, noi, che non sapevamo nemmeno la differenza tra testamento biologico ed eutanasia

Scusa Eluana se ci siamo riempiti la bocca con il tuo nome, così particolare e intenso, melodioso ed esotico, cercando di capire cosa provavi, se eri capace di un’emozione, di un sentimento, di un sussulto,

Scusa Eluana se egoisticamente aspettavamo da te un segnale, un tremito di ciglia, uno sbadiglio, qualcosa che rafforzasse le nostre fragili certezze, non importa se erano riflessi automatici dell’incoscienza,

Scusa Eluana se ci siamo intromessi prepotentemente nella tua vita, ospiti non graditi di un dramma che doveva restare in famiglia,

Scusa Eluana se ci siamo riferiti a te come un’amica lontana, una compagna di viaggio, anche se per 17 anni abbiamo ignorato il tuo dramma, ostinandoci e costringendoti a tenerti in vita soprattutto per noi, perché la morte ci spaventa,

Scusa Eluana se abbiamo sparlato di tuo padre, così forte e coraggioso, dotato di un amore infinito nei tuoi confronti, pronto a sacrificarsi moralmente per far rispettare le tue volontà,

Scusa Eluana se hanno detto che eri un “gravame” per i tuoi familiari, non sapendo il loro tormento, la loro disperazione, il loro primo pensiero quando si svegliano,

Scusa Eluana se ti abbiamo sempre immaginato sorridente, con quei capelli lunghi e gli occhi profondi, non sapendo quanto si può cambiare in tanti anni di coma,

Scusa Eluana se abbiamo puntato i nostri voraci occhi nella tua stanza-prigione, sperando ardentemente che ti svegliassi, anche se sarebbe stata una non vita, con l’organo celebrale così compromesso, ma almeno noi ci saremmo sentiti meglio,

Scusa Eluana se hanno detto che potevi fare figli, sentire il tepore del sole, il brivido di un tocco , giocando beffardamente sul tuo corpo per biechi fini di consenso,

Scusa Eluana se qualcuno è stato troppo cieco per capire che mai avresti voluto tutto questo, imponendo i l loro pensiero su un tuo diritto sancito dalla nostra Costituzione,

Scusa Eluana se sei stata usata, strumentalizzata, quasi annullata nella riduzione a puro simbolo e pretesto feroce di una battaglia di potere che è appena incominciata,

Scusa Eluana se vergognosamente in tuo nome abbiamo trascinato il Capo dello Stato sul terreno della vita e della morte per aver esercitato i suoi doveri di custode della Repubblica,

Scusa Eluana se sulla tua vicenda abbiamo assistito all’umiliante degradazione della politica,scoprendo la ferocia e la crudeltà della destra italiana, così avida di potere e aliena al rispetto delle istituzioni,

Scusa Eluana se negli ospedali, nelle corsie, a un certo punto si tira una tenda per riparare il momento finale di chi sta morendo e invece siamo diventati osservatori morbosi della spettacolarizzazione della morte,

Scusa Eluana se sto parlando ancora di te, quando invece dovrei rispettare la tragedia con un silenzio riparatore,

Scusa Eluana se al momento della tua morte non ho pianto ma ho tirato un disperato sospiro di sollievo,

Ciao Eluana, riposa in pace, mi hai dato un dono stupendo: la consapevolezza di essere vivo. Da ateo spero vivamente in qualcosa dopo la morte per sapere se ci hai perdonato.