<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Marco Bani &#187; Sociale</title>
	<atom:link href="http://www.marcobani.it/blog/tag/sociale/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.marcobani.it/blog</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Tue, 07 Feb 2012 08:50:38 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>[Pisa] L&#8217;ombrellone della pace. Una risposta &#8220;dolce&#8221; al problema dell&#8217;abusivismo</title>
		<link>http://www.marcobani.it/blog/2011/07/pisa-lombrellone-della-pace-una-risposta-dolce-al-problema-dellabusivismo/</link>
		<comments>http://www.marcobani.it/blog/2011/07/pisa-lombrellone-della-pace-una-risposta-dolce-al-problema-dellabusivismo/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 07 Jul 2011 09:57:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pisa]]></category>
		<category><![CDATA[Litorale]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.marcobani.it/blog/?p=13733</guid>
		<description><![CDATA[<p>Ogni volta che si avvicina l&#8217;estate, i giornali cominciano a parlare di lotta all&#8217;abusivismo e dei venditori che affollano le nostre spiagge offrendo merci e servizi. Per alcuni sono un&#8217;emergenza da debellare, per altri un fastidio alla quiete. Altri ancora sono spesso clienti, visto che i prezzi sono rimasti low-cost. Alcuni si fermano a parlare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni volta che si avvicina l&#8217;estate, i giornali cominciano a parlare di lotta all&#8217;abusivismo e dei venditori che affollano le nostre spiagge offrendo merci e servizi. Per alcuni sono un&#8217;emergenza da debellare, per altri un fastidio alla quiete. Altri ancora sono spesso clienti, visto che i prezzi sono rimasti low-cost. Alcuni si fermano a parlare con loro e scoprono spesso storie drammatiche, degne di diventare un copione di un film strappalacrime.</p>
<p>E&#8217; chiaro che è sbagliato vendere merce contraffatta e che, come amministrazione,  puntiamo a un quadro fatto di regole e legalità. Ma le soluzioni brevi e di corto raggio, che non risolvono le questioni, ma anzi alimentano conflitti, non vanno nemmeno prese in considerazione. Occorre un impegno che coinvolga tutte le Istituzioni (dal Comune fino allo Stato) e le associazioni di categoria e del Terzo Settore per trovare soluzioni convincenti al fenomeno dell&#8217;abusivismo, che possano creare un nuovo modello coraggioso, come è stato fatto in primavera dalla Regione Toscana sul caso delle persone migranti dalla Tunisia.</p>
<p>Resta il fatto che adesso i venditori abusivi non sono invisibili,ma sono persone reali, tangibili, che provano fatica e sudore. Spesso lo dimentichiamo e parliamo dell&#8217;argomento come se fosse solo una &#8220;questione burocratica&#8221;: una norma da cambiare, un regolamento da scrivere, una piaga da debellare.</p>
<p>In questo clima generale di &#8220;lotta&#8221; c&#8217;è un&#8217;iniziativa molto interessante, che restituisce uno spiraglio di speranza. Il bagno Vittoria, a Marina di Pisa, ha messo a disposizione un ombrellone gratuito  per chi vuole sostare all&#8217;ombra, per un massimo di trenta minuti garantendo così un &#8220;turn over&#8221;. Scrive <a href="http://iltirreno.gelocal.it/livorno/cronaca/2011/07/06/news/un-ombrellone-gratis-per-30-minuti-4566692#commenta">Il Tirreno:</a></p>
<p><em>Per l’ombrellone del viandante, indicato da un cartello scritto in diverse lingue, sono stati scelti i colori della pace. Oltre ad andare incontro a quanto prescrive l’ordinanza per gli stabilimenti balneari che prevede il libero accesso al mare per tutti l’iniziativa ha risolto il problema della presenza degli ambulanti sotto gli ombrelloni dei clienti dello stabilimento. Stanchi di camminare sotto il sole, i venditori di colore sono soliti sedersi sulle sdraio dei bagni, con inevitabili proteste da parte dei clienti. Ora al Vittoria il problema è superato.</em></p>
<p>Una risposta di sensibilità che permette a tanti &#8220;venditori&#8221; di trovare un minimo di riposo dopo aver camminato e sudato sotto il sole. Anche gli ambulanti soffrono. Un&#8217;altra via per la risoluzione dei conflitti è possibile. E abbiamo scoperto che può essere più umana e più dolce.</p>
<div style="height:33px;" class="really_simple_share robots-nocontent snap_nopreview"><div class="really_simple_share_google1" style="width:90px;">
					<g:plusone size="medium" href="http://www.marcobani.it/blog/2011/07/pisa-lombrellone-della-pace-una-risposta-dolce-al-problema-dellabusivismo/" ></g:plusone>
				</div><div class="really_simple_share_twitter" style="width:110px;">
					<a href="http://twitter.com/share" class="twitter-share-button" data-count="horizontal" 
						data-text="[Pisa] L&#8217;ombrellone della pace. Una risposta &#8220;dolce&#8221; al problema dell&#8217;abusivismovia @marcobani" data-url="http://www.marcobani.it/blog/2011/07/pisa-lombrellone-della-pace-una-risposta-dolce-al-problema-dellabusivismo/" 
						data-via="" ></a> 
				</div></div>
		<div style="clear:both;"></div><fb:like href='http://www.marcobani.it/blog/2011/07/pisa-lombrellone-della-pace-una-risposta-dolce-al-problema-dellabusivismo/' send='false' layout='standard' show_faces='true' width='450' height='65' action='like' colorscheme='light' font='lucida+grande'></fb:like>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.marcobani.it/blog/2011/07/pisa-lombrellone-della-pace-una-risposta-dolce-al-problema-dellabusivismo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Pisa &#8211; Il modello toscano per principianti &#8211; La coppa Maroni &#8211; 1</title>
		<link>http://www.marcobani.it/blog/2011/04/pisa-il-modello-toscano-per-principianti-la-coppa-maroni-1/</link>
		<comments>http://www.marcobani.it/blog/2011/04/pisa-il-modello-toscano-per-principianti-la-coppa-maroni-1/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 14 Apr 2011 11:15:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bani</dc:creator>
				<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Estera]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.marcobani.it/blog/?p=13505</guid>
		<description><![CDATA[<p>Abbiamo parlato molto in questi giorni di immigrazione, di clandestini e di ipotetiche invasioni. Sono stati usati  toni  che io credevo relegati solo nel profondo Nord leghista.  Un linguaggio pieno di odio, rabbia e xenofobia. Poi sono arrivati. Nella nostra provincia abbiamo allestito 4 centri d&#8217;accoglienza: Santa Croce, Montopoli, San Piero, San Giuliano (nel parco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo parlato molto in questi giorni di immigrazione, di clandestini e di ipotetiche invasioni. Sono stati usati  toni  che io credevo relegati solo nel profondo Nord leghista.  Un linguaggio pieno di odio, rabbia e xenofobia. Poi sono arrivati. Nella nostra provincia abbiamo allestito 4 centri d&#8217;accoglienza: Santa Croce, Montopoli, San Piero, San Giuliano (nel parco di San Rossore).</p>
<p>Visto il clamore suscitato, vista la sicurezza e la certezza di molti nel descriverli come qualcosa di  destabilizzante e tremendamente pericoloso per la comunità, pronti a minare l&#8217;equilibrio sociale ed economico della provincia, il minimo che potevo fare era capire se era davvero così.</p>
<p>Domenica scorsa ho avuto la fortuna di partecipare a un giro nei centri d&#8217;accoglienza insieme ai parlamentari pisani, ai dirigenti del PD locale e a Khalid Chaouki, responsabile nazionale Forum Seconde Generazioni, che faceva da interprete.</p>
<p>Ovviamente la realtà che ho trovato era totalemente diversa dalle paure e dalle parole purtroppo sentite nei giorni scorsi.</p>
<p><strong>Santa Croce</strong><br />
Il viaggio dell&#8217;accoglienza inizia a Santa Croce, terra di concerie e immigrazione. Santa Croce sull&#8217;Arno è infatti il Comune con la più alta presenza di stranieri della Provincia (18 %), dovuta all&#8217;enorme domanda di lavoro manuale.<br />
Arriviamo a destinazione la mattina presto, con il sole nascosto fra le nuvole che aumenta il grigiore della struttura.<br />
I primi saluti sono da parte di due poliziotti. Hanno il viso rilassato, chiaro segnale della tranquillità con la quale devono svolgere il loro lavoro di presidio.<br />
Dopo poco vediamo il gruppo di venti tunisini, già pronti ad affrontare le attività della giornata, che ci vengono incontro sorridenti. Con noi è presente anche Osvaldo Ciaponi, sindaco di Santa Croce, chiamato &#8220;il babbo&#8221; dalle persone migranti, data anche la sua aria serena e rassicurante.<br />
Ad accoglierci e a rispondere alle nostre domande c&#8217;è Aby, un tunisino con gli occhi verde acqua, sorriso pronto e cappellino in testa. Parla in italiano, o meglio, prova a rispondere nella nostra lingua e questo sforzo viene apprezzato con risate e battute. Ci racconta che il più giovane del gruppo ha 19 anni e il più vecchio 29.  Ci narra la sua terribile storia: dopo Lampedusa hanno passato 4 giorni e mezzo in mare. Prima erano diretti a Taranto, forse destinati alla tendopoli di Manduria. Poi, come novelli Odisseo, sono stati deviati a Civitavecchia,  dove volevano scendere perché stremati. Le loro richieste non sono state esaudite e sono ripartiti destinazione Livorno. Sulla nave oltre a non avere informazioni sul loro futuro, si sono formati gruppi solidali di sostegno. Ma anche queste amicizie si sono dissolte nel momento della loro discesa a terra, perchè caricati sui pullman in ordine casuale, dividendo amici e compagni. Qualcuno gli chiede di Lampedusa, come sono stati trattati. A quel punto Aby si intristisce, cambia espressione e con gesti inequivocabili fa segno di non voler ricordare.  Riusciamo a strappare una confessione: sull&#8217;isola siciliana dormivano in 16 in una tenda per 6, in condizioni disastrose.<br />
Ci parlano delle loro giornate, passate a imparare l&#8217;italiano, fare lavoretti e a giocare a pallone. Per loro il babbo/sindaco ha già organizzato una partita  con la squadra locale per aggiudicarsi un trofeo chiamato ironicamente &#8220;Coppa Maroni&#8221;.<br />
Si presentano uno a uno, tutti in religioso silenzioso, interrotto quando un ragazzo dice il suo nome: Ben-Alì, come l&#8217;ex presidente tunisino che ha mantenuto il potere per troppi anni. Qualcuno gli dice sorridendo: &#8221; Dove sono i tuoi soldi?Dammi i tuoi soldi.. &#8220;, facendo riferimento alla fuga del vero Ben-Alì con tutto il suo denaro e le ricchezze accumulate dopo anni di corruzione. L&#8217;atmosfera è molto serena e conviviale.<br />
Entriamo dentro la struttura, dove dormono i tunisini. Della loro colazione rimane un pandoro mezzo mangiato, residuo delle ultime vacanze di Natale.<br />
In uno stanzone si trovano 20 letti, uno accanto all&#8217;altro, in puro stile caserma americana, come vediamo nei film di guerra. Tutti i letti hanno sopra un grande numero, che contraddistingue il piccolo spazio di ogni &#8220;ospite&#8221;. L&#8217;arredamento della stanza si conclude con un cartello delle attività del giorno, rigorosamente in arabo, e una mappa dell&#8217;Italia. Sono curiosi di sapere dove sono, che tragitto hanno fatto e come arrivare negli altri paesi. Qualcuno chiede dov&#8217;è la Svezia, speranzoso di raggiungere un suo familiare. L&#8217;operatore sociale sorridendo indica il soffitto, come per sottolineare la lunga distanza del paese scandinavo.</p>
<p>Dopo un ulteriore scambio di battute, è tempo di andare. Montopoli ci aspetta.  Altre storie, altri tristi drammi, altre persone. Perchè quello che stiamo facendo non è solo un viaggio nell&#8217;accoglienza, per capire la nostra risposta al modello Maroni. E&#8217; un viaggio per noi stessi, per capire e verificare la validità delle nostre idee.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.marcobani.it/blog/wp-content/uploads/2011/04/220689_175964795789136_154905254561757_427731_5441377_o.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-13506" title="220689_175964795789136_154905254561757_427731_5441377_o" src="http://www.marcobani.it/blog/wp-content/uploads/2011/04/220689_175964795789136_154905254561757_427731_5441377_o-1024x768.jpg" alt="" width="614" height="461" /></a></p>
<div style="height:33px;" class="really_simple_share robots-nocontent snap_nopreview"><div class="really_simple_share_google1" style="width:90px;">
					<g:plusone size="medium" href="http://www.marcobani.it/blog/2011/04/pisa-il-modello-toscano-per-principianti-la-coppa-maroni-1/" ></g:plusone>
				</div><div class="really_simple_share_twitter" style="width:110px;">
					<a href="http://twitter.com/share" class="twitter-share-button" data-count="horizontal" 
						data-text="Pisa &#8211; Il modello toscano per principianti &#8211; La coppa Maroni &#8211; 1via @marcobani" data-url="http://www.marcobani.it/blog/2011/04/pisa-il-modello-toscano-per-principianti-la-coppa-maroni-1/" 
						data-via="" ></a> 
				</div></div>
		<div style="clear:both;"></div><fb:like href='http://www.marcobani.it/blog/2011/04/pisa-il-modello-toscano-per-principianti-la-coppa-maroni-1/' send='false' layout='standard' show_faces='true' width='450' height='65' action='like' colorscheme='light' font='lucida+grande'></fb:like>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.marcobani.it/blog/2011/04/pisa-il-modello-toscano-per-principianti-la-coppa-maroni-1/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Raul, Fernando, Sebastian e Patrizia &#8211; i morti dell&#8217;indifferenza</title>
		<link>http://www.marcobani.it/blog/2011/02/raul-fernando-sebastian-e-patrizia-i-morti-dellindifferenza/</link>
		<comments>http://www.marcobani.it/blog/2011/02/raul-fernando-sebastian-e-patrizia-i-morti-dellindifferenza/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 07 Feb 2011 07:50:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[rom]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.marcobani.it/blog/?p=13322</guid>
		<description><![CDATA[<p>Un&#8217;altra tragedia dopo quella di Livorno del 2007 ha colpito un campo rom. A Roma sono morti 4 bambini, carbonizzati. Le fiamme sviluppate da una stufa. Una tragedia vittima dell&#8217;indifferenza.</p> <p>Il mio pensiero va ai campi pisani. E&#8217; un argomento delicato quello dei rom, è difficile replicare al senso comune e agli stereotipi che serpeggiano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un&#8217;altra tragedia dopo quella di Livorno del 2007 ha colpito un campo rom. A Roma sono morti 4 bambini, carbonizzati. Le fiamme sviluppate da una stufa. Una tragedia vittima dell&#8217;indifferenza.</p>
<p>Il mio pensiero va ai campi pisani. E&#8217; un argomento delicato quello dei rom, è difficile replicare al senso comune e agli stereotipi che serpeggiano nella società, alimentati dai partiti di destra. E&#8217; facile il loro punto di vista e la loro soluzione: cacciamoli tutti, senza se e senza ma. Anziani, donne, bambini di nuovo senza un tetto, costretti a trovare altre locazioni e altri alloggi di fortuna da qualche altra parte, in attesa di un nuovo sgombero.  Il problema si sposta, non si risolve.</p>
<p>Ma purtroppo oggi lo sgombero è lo strumento più utilizzato dai comuni. Pisa in passato ci aveva provato a trovare metodi alternativi. Avevamo il progetto più avanzato in Italia sul fronte dell’integrazione dei rom (lo definisce così il rapporto della Fundamental Rights Agency dell’Unione Europea). Si chiamava “Le Città sottili” e prevedeva l’inserimento abitativo dei Rom e la chiusura dei cosiddetti “campi nomadi”. Elaborato nel 2002, le Città sottili prendeva atto del fatto che “praticamente tutti i rom che vivono sul territorio pisano” (erano circa 450) “appartengono a gruppi che ormai da decenni non praticano più il nomadismo”.  La sintesi del progetto finanziato da fondi europei era questo: il Comune faceva da garante per l&#8217;affitto di case ai rom che vedevano negarsi gli alloggi da tutti i proprietari contattati e nel frattempo costruiva case minime nel sud di Coltano, in un luogo di scarso valore immobiliare vicino alle autostrade. Il tutto realizzato e deciso insieme a rappresentanti dei rom.  Ora il progetto è nell&#8217;ultimo anno di finanziamento. Dal prossimo non avremo più risorse. Impossibile sperimentare progetti così avanzati con i fondi che abbiamo per il sociale. Impossibile trovare una copertura finanziaria per estendere il progetto alle altre centinaia di rom che sono venuti in città dal 2002.</p>
<p>Appena si parla di rom al centrosinistra viene l&#8217;orticaria, pensando di perdere consenso. Invece per rispondere al facile populismo e alla distruzione umanitaria perpetrata dai partiti di destra è necessario trovare nuove strade.  Una strada che metta al centro i diritti di una persona, il diritto di lavorare, di vivere in armonia con la comunità, che non faccia discriminazioni apriori, che sappia offrire un sostegno e un aiuto concreto a chi vuole iniziare una nuova vita e un nuovo percorso. Dare la possibilità di scolarizzare i bambini, che saranno gli italiani del domani, baluardi del vivere orgogliosamente insieme. Evitare i quartieri ghetto, che non fanno crescere l&#8217;integrazione, per fare in modo che italiani e rom possano conoscersi per abbattere gli stereotipi reciproci. Combattere la criminalità non per perseguire i rom, ma per tutelarli, per far emergere i moltissimi che vogliono trovare realizzazione in questo paese. Fermare il racket delle baracche abusive, perchè non si specula sulla povertà. Non tollerare chi vive nel fango, tra i rifiuti, tra continui pericoli, senz&#8217;acqua, luce e gas, perchè non sono i presupposti di una vita dignitosa. Costringere l&#8217;Europa a adottare politiche di larga scala. Sostenere chi lavora, punto fermo per arginare la delinquenza.</p>
<p><strong>Riuscire a far dire  &#8221; Sì, io sono Rom, ma sono anche Pisano&#8221;. E&#8217; questa l&#8217;identità, il sentimento di appartenere alla medesima comunità, la vera chiave per ottenere una vera coesione. </strong>Bisogna affrontare il problema con i nostri valori e i nostri ideali, per evitare che le uniche soluzioni possibili siano le sterili politiche della destra. Lo dobbiamo a RauL, Fernando,Sebastian e Patrizia, vittime di un tragico destino, ma lo dobbiamo soprattutto agli altri bambini della comunità rom, che hanno il diritto di un futuro uguale a quello dei loro coetanei.</p>
<div style="height:33px;" class="really_simple_share robots-nocontent snap_nopreview"><div class="really_simple_share_google1" style="width:90px;">
					<g:plusone size="medium" href="http://www.marcobani.it/blog/2011/02/raul-fernando-sebastian-e-patrizia-i-morti-dellindifferenza/" ></g:plusone>
				</div><div class="really_simple_share_twitter" style="width:110px;">
					<a href="http://twitter.com/share" class="twitter-share-button" data-count="horizontal" 
						data-text="Raul, Fernando, Sebastian e Patrizia &#8211; i morti dell&#8217;indifferenzavia @marcobani" data-url="http://www.marcobani.it/blog/2011/02/raul-fernando-sebastian-e-patrizia-i-morti-dellindifferenza/" 
						data-via="" ></a> 
				</div></div>
		<div style="clear:both;"></div><fb:like href='http://www.marcobani.it/blog/2011/02/raul-fernando-sebastian-e-patrizia-i-morti-dellindifferenza/' send='false' layout='standard' show_faces='true' width='450' height='65' action='like' colorscheme='light' font='lucida+grande'></fb:like>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.marcobani.it/blog/2011/02/raul-fernando-sebastian-e-patrizia-i-morti-dellindifferenza/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>[C.C] Consiglio Comunale 21 Dicembre: il Bilancio 2011 , il futuro per Pisa</title>
		<link>http://www.marcobani.it/blog/2010/12/c-c-consiglio-comunale-21-dicembre-il-bilancio-2011-il-futuro-per-pisa/</link>
		<comments>http://www.marcobani.it/blog/2010/12/c-c-consiglio-comunale-21-dicembre-il-bilancio-2011-il-futuro-per-pisa/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 22 Dec 2010 08:19:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Consiglio comunale]]></category>
		<category><![CDATA[Pisa]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[bilancio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.marcobani.it/blog/?p=13173</guid>
		<description><![CDATA[<p>Eccoci all&#8217;appuntamento più importante dell&#8217;anno: la discussione del Bilancio 2011, dove si delineano le linee politiche e amministrative del prossimo anno, quelle che poi verranno toccate con mano dai cittadini di Pisa. Antonio Mazzeo, mio collega in consiglio, prova a spiegare cosa abbiamo cercato di fare insieme alla Giunta: &#8220;Farcela prima della fine dell&#8217;anno è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Eccoci all&#8217;appuntamento più importante dell&#8217;anno: la discussione del Bilancio 2011, dove si delineano le linee politiche e amministrative del prossimo anno, quelle che poi verranno toccate con mano dai cittadini di Pisa.<br />
Antonio Mazzeo, mio collega in consiglio, prova a spiegare cosa abbiamo cercato di fare insieme alla Giunta:<br />
&#8220;Farcela prima della fine dell&#8217;anno è un record se si considera la portata dei tagli diretti del Governo, oggi stimati in circa 4 milioni di euro, e quelli indiretti e non ancora quantificabili. Il taglio è pari al 12% dei trasferimenti, mentre non si fa nulla per ridurre sprechi e clientelismi governativi.<br />
Siamo riusciti a proporre un bilancio basato su <strong>equità, sobrietà e mantenimento dei servizi</strong>: ciò è stato possibile grazie alla sana gestione dei conti pubblici, alla capacità dei nostri amministratori e alle scelte fatte negli ultimi anni. Ne ricordo alcune.<strong> La riduzione del debito</strong>, passato dal 2003 a oggi da 139 a 64 milioni di euro, che ci ha consentito di liberare 11 milioni di risorse. <strong>Il recupero dell&#8217;evasione</strong>: 2 milioni nel 2009, 1,5 milioni nel 2010. La decisione di destinare il 100% degli oneri di urbanizzazione agli investimenti, mentre molti altri Comuni li usano per coprire la spesa corrente. È grazie a queste scelte che offriamo alla città un bilancio che non è un semplice esercizio di ragioneria.<strong>Confermiamo una forte caratterizzazione sociale e sui servizi alle famiglie</strong>; per esempio, con l&#8217;ultima variazione di bilancio 2010 abbiamo stanziato 500.000 euro per tamponare i tagli indiretti alla Società della Salute. Nella proposta di bilancio, nonostante la crisi, manteniamo i servizi ai cittadini e alle famiglie e non tocchiamo né l&#8217;istruzione né la spesa sociale (per quanto di nostra competenza).<br />
Non c&#8217;è l&#8217;aumento di alcuna tariffa eccetto la Tarsu (e ne avremmo fatto volentieri a meno). Facciamo molti sforzi e chiediamo un sacrificio, ma comunque l&#8217;aumento sarà contenuto e la tariffa rimane ancora più bassa rispetto a Comuni simili a Pisa.<br />
Questo è il nostro bilancio. Per il 2011 ce l&#8217;abbiamo fatta, ma si prospetta un anno di controllo ancor più rigoroso ai conti pubblici, per evitare che il 2012, anno in cui i tagli sono maggiori, sia più difficile per i nostri concittadini&#8221;.</p>
<p>Insomma le linee guida sono state:<strong> mantenimento dei servizi, riduzione dei costi della macchina amministrativa, investimenti sul sociale</strong>. Mi sembra un bilancio condivisibile e di &#8220;sinistra&#8221; (se vogliamo ancora utilizzare questa parola). Speriamo che il prossimo anno i tagli agli enti locali siano ridotti, per garantire più servizi e per migliorare la qualità della vita. Ne va del benessere dei cittadini pisani.</p>
<div style="height:33px;" class="really_simple_share robots-nocontent snap_nopreview"><div class="really_simple_share_google1" style="width:90px;">
					<g:plusone size="medium" href="http://www.marcobani.it/blog/2010/12/c-c-consiglio-comunale-21-dicembre-il-bilancio-2011-il-futuro-per-pisa/" ></g:plusone>
				</div><div class="really_simple_share_twitter" style="width:110px;">
					<a href="http://twitter.com/share" class="twitter-share-button" data-count="horizontal" 
						data-text="[C.C] Consiglio Comunale 21 Dicembre: il Bilancio 2011 , il futuro per Pisavia @marcobani" data-url="http://www.marcobani.it/blog/2010/12/c-c-consiglio-comunale-21-dicembre-il-bilancio-2011-il-futuro-per-pisa/" 
						data-via="" ></a> 
				</div></div>
		<div style="clear:both;"></div><fb:like href='http://www.marcobani.it/blog/2010/12/c-c-consiglio-comunale-21-dicembre-il-bilancio-2011-il-futuro-per-pisa/' send='false' layout='standard' show_faces='true' width='450' height='65' action='like' colorscheme='light' font='lucida+grande'></fb:like>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.marcobani.it/blog/2010/12/c-c-consiglio-comunale-21-dicembre-il-bilancio-2011-il-futuro-per-pisa/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il sociale siamo noi &#8211; Cap.3 &#8211; Pane e coraggio</title>
		<link>http://www.marcobani.it/blog/2009/04/il-sociale-siamo-noi-cap3-pane-e-coraggio/</link>
		<comments>http://www.marcobani.it/blog/2009/04/il-sociale-siamo-noi-cap3-pane-e-coraggio/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2009 23:39:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sociale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.marcobani.it/blog/?p=283</guid>
		<description><![CDATA[<p>Nel post precedente apprezzavamo la posizione di alcuni franchi tiratori della Destra che hanno fatto uscire la norma sulle ronde dal decreto sicurezza, scherzetto che non è piaciuto alla Lega.</p> <p>Come non gli è piaciuta la bocciatura della norma che aumentava la detenzione nei Cpt ( o come si chiama ora in modo più  aggressivo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.marcobani.it/blog/?p=277">Nel post precedente</a> apprezzavamo la posizione di alcuni franchi tiratori della Destra che hanno fatto uscire la norma sulle ronde dal decreto sicurezza, scherzetto che non è piaciuto alla Lega.</p>
<p>Come non gli è piaciuta la bocciatura della norma che aumentava la detenzione nei Cpt ( o come si chiama ora in modo più  aggressivo CIE &#8211; Centro d’inclusione e d’espulsione ) a 180 giorni. Il ministro Maroni si lamenta:”Ora dobbiamo liberare più di mille clandestini” Sì, <strong>liberare</strong>. Ma come possiamo detenere migliaia di persone in condizioni disumane in centri che hanno una capienza molto minore?<br />
Nel frattempo altri arrivano e altri non ci riescono.</p>
<p><span id="more-283"></span></p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/2009/02/sezioni/cronaca/immigrati-4/centinaia-dispersi/centinaia-dispersi.html">Poche settimane fa</a> <strong>due barconi carichi di clandestini sono affondati</strong>. A bordo c&#8217;erano centinaia di disperati e quasi tutti sono dati per dispersi dai guardacoste libici che hanno condotto le operazioni di soccorso. Intere famiglie distrutte, centinaia di persone morte per cercare di scappare dalla miseria da “<strong>un paese che non li vuole verso un altro che li detesta</strong>” come dice il buon vecchio Ivano Fossati. <strong>Ma non è una notizia degna di essere diffusa dai telegiornali, anche perché non avevano stuprato o derubato nessuno.</strong></p>
<p>Nel frattempo un&#8217;altra tragedia si è svolta nei mari a sud della Sicilia. <strong>Uno scambio di scaricabarile tra l&#8217;Italia e Malta ha costretto una barca piena di 144  disperati a restare in mare per 5 giorni in condizioni atroci, senza pane nè acqua</strong>. Malta accusava l&#8217; Italia per il mancato intervento e la stessa cosa facevano i vertici politici del nostro Paese nei confronti dell&#8217; isola. Sul barcone si trovano uomini, donne tra cui alcune gravide, bambini, anziani. <strong>Nessuno si è preoccupato dei bisogni di queste persone,</strong> facendo diventare questo ennesimo caso di disperazione in una vicenda discussa nei vertici dei palazzi politici. <strong>C&#8217; è stata una palese, gratuita e brutale violazione dei più basilari diritti inviolabili e propri di ogni essere umano, ma nessuno sembra accorgersene. L&#8217;intera vicenda trattata attraverso fastidiosi dispacci d&#8217;agenzia.</strong></p>
<p><a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/04/22/sei-mesi-senz-acqua-ne-soldi-natale.html">Vale la pena leggere i racconti del perchè sono fuggiti dalle loro terre</a>, dato che siamo sempre pronti a giudicare senza soffermarci a capire il perchè di un gesto così disperato, <strong>rischiare la vita per una vita migliore.</strong></p>
<p><strong>Quando c&#8217;è l&#8217;indifferenza bisogna incominciare a preoccuparci.</strong><br />
Ma chi riesce ad arrivare non pensi che i suoi problemi siano finiti.</p>
<div style="height:33px;" class="really_simple_share robots-nocontent snap_nopreview"><div class="really_simple_share_google1" style="width:90px;">
					<g:plusone size="medium" href="http://www.marcobani.it/blog/2009/04/il-sociale-siamo-noi-cap3-pane-e-coraggio/" ></g:plusone>
				</div><div class="really_simple_share_twitter" style="width:110px;">
					<a href="http://twitter.com/share" class="twitter-share-button" data-count="horizontal" 
						data-text="Il sociale siamo noi &#8211; Cap.3 &#8211; Pane e coraggiovia @marcobani" data-url="http://www.marcobani.it/blog/2009/04/il-sociale-siamo-noi-cap3-pane-e-coraggio/" 
						data-via="" ></a> 
				</div></div>
		<div style="clear:both;"></div><fb:like href='http://www.marcobani.it/blog/2009/04/il-sociale-siamo-noi-cap3-pane-e-coraggio/' send='false' layout='standard' show_faces='true' width='450' height='65' action='like' colorscheme='light' font='lucida+grande'></fb:like>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.marcobani.it/blog/2009/04/il-sociale-siamo-noi-cap3-pane-e-coraggio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il sociale siamo noi. Cap.2. La degenerazione delle ronde</title>
		<link>http://www.marcobani.it/blog/2009/04/il-sociale-siamo-noi-cap2-la-degenrazione-delle-ronde/</link>
		<comments>http://www.marcobani.it/blog/2009/04/il-sociale-siamo-noi-cap2-la-degenrazione-delle-ronde/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2009 22:50:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[ronde]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.marcobani.it/blog/?p=277</guid>
		<description><![CDATA[<p class="MsoNormal">Ieri ho iniziato un piccolo approfondimento a puntate sulla deriva intollerante dello stato italiano e la necessità di proporre nuove politiche sociali giuste, eque, solidali.</p> <p class="MsoNormal">Vi ho promesso 4 esempi:</p> <p class="MsoNormal">Iniziamo da Padova dove per sedare una rissa tra rondisti e no-global sono intervenuti polizia e carabinieri che a detta del sindaco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal">Ieri ho iniziato un piccolo approfondimento a puntate sulla deriva intollerante dello stato italiano e la necessità di proporre nuove politiche sociali <strong>giuste, eque, solidali</strong>.</p>
<p class="MsoNormal">Vi ho promesso 4 esempi:</p>
<p class="MsoNormal">Iniziamo da <a href="http://www.corriere.it/cronache/09_febbraio_28/marisa_fumagalli_padova_ronde_scortate_dalla_polizia_41043278-056c-11de-b310-00144f02aabc.shtml">Padova</a> <span> </span>dove per sedare una rissa tra rondisti e no-global sono intervenuti polizia e carabinieri che a detta del sindaco Zanonato “potevano essere impiegati in un modo più efficace. Siamo alle guardie dei guardiani”.</p>
<p class="MsoNormal"><span id="more-277"></span></p>
<p class="MsoNormal">Questo esito era appunto già preventivato, data la <strong>politicizzazione delle ronde, </strong>fenomeno alquanto raggelante soprattutto quando appaiono rigurgiti neofascisti come <strong>la Guardia Nazionale Italiana</strong>, così descritti <a href="http://www.unita.it/news/83677/guardia_nazionale_italiana_vecchi_fascisti_si_riciclano">dall’Unità</a>.</p>
<p><em>La <a href="http://www.guardianazionaleitaliana.org/">Guardia Nazionale Italiana</a> è pronta per le ronde, per rassicurare cittadini bramosi di sicurezza e praticare il decreto legge (il n.733 art. 46) approvato dal consiglio dei ministri in data 20 febbraio 2009. Pochi giorni dopo, l’11 marzo, partono le lettere indirizzate a Berlusconi, a Maroni, ai capi di polizia, carabinieri e Gdf e alla protezione civile. Un’operazione che cerca il timbro dello Stato,l’accredito per avere mani libere sul territorio. L’ente, si legge, «ha durata illimitata, è cristiano e apartitico», anche se il primo gruppo di sostegno aperto su Facebook annovera tra gli amici Forza Nuova, Italia Nera, gioventù italiana e il movimento de “La Destra”. Affinità elettive. Un tesserino nero, una sede torinese, un motto «Domine dirige nos» (Signore guidaci), l’ambizione di dotarsi di «mezzi stradali, navali ed aerei» (per adesso c’è un bimotore parcheggiato a Novara&#8230;) per la «salvaguardia, tutela e assistenza dei cittadini con compiti di protezione civile, ambientale, ittica, faunistica, venatoria» e la «promozione della storia, delle lingue e delle tradizioni italiane con particolare riferimento all’impero romano». </em></p>
<p class="MsoNormal">BRrrrrrrrrrrrrrrr, un brivido sale sulla schiena.</p>
<p class="MsoNormal">«La Guardia nazionale cerca veri italiani nazionalisti e patrioti, gente che sappia portare degnamente e con orgoglio l’uniforme, &#8230; per servire la nostra terra ed il popolo italiano, con regolare mandato e in piena legalità». <strong>In piena legalità e con il bollino di approvazione dello stato.</strong></p>
<p class="MsoNormal">Ma per fortuna la Destra ha ancora un’anima e alcuni franchi tiratori si oppongono all’arroganza e alla lucida follia dei leghisti votando contro l’istituzione delle Ronde. Questo non piacerà al ministro Maroni..ma noi siamo contenti.</p>
<p class="MsoNormal">E noi cosa proponiamo? Resta il problema di trovare <strong>un nostro linguaggio per risolvere i problemi relativi alla sicurezza</strong>. Un nuovo modo di concepire il rispetto altrui, che non lede i diritti di nessuno. <strong>Che tuteli tutti, dai primi agli ultimi,</strong> senza trovare scorciatoie facili, magari più efficaci, ma lontane dai nostri valori di solidarietà e giustizia.</p>
<p class="MsoNormal">Domani vedremo alcuni degli ultimi che volevano arrivare, ma non ce l&#8217;hanno fatta.</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">
<div style="height:33px;" class="really_simple_share robots-nocontent snap_nopreview"><div class="really_simple_share_google1" style="width:90px;">
					<g:plusone size="medium" href="http://www.marcobani.it/blog/2009/04/il-sociale-siamo-noi-cap2-la-degenrazione-delle-ronde/" ></g:plusone>
				</div><div class="really_simple_share_twitter" style="width:110px;">
					<a href="http://twitter.com/share" class="twitter-share-button" data-count="horizontal" 
						data-text="Il sociale siamo noi. Cap.2. La degenerazione delle rondevia @marcobani" data-url="http://www.marcobani.it/blog/2009/04/il-sociale-siamo-noi-cap2-la-degenrazione-delle-ronde/" 
						data-via="" ></a> 
				</div></div>
		<div style="clear:both;"></div><fb:like href='http://www.marcobani.it/blog/2009/04/il-sociale-siamo-noi-cap2-la-degenrazione-delle-ronde/' send='false' layout='standard' show_faces='true' width='450' height='65' action='like' colorscheme='light' font='lucida+grande'></fb:like>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.marcobani.it/blog/2009/04/il-sociale-siamo-noi-cap2-la-degenrazione-delle-ronde/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il Il sociale siamo noi. Il sociale è nostro. Ripartiamo da qui. Cap.1 &#8211; Gli ultimi</title>
		<link>http://www.marcobani.it/blog/2009/04/il-il-sociale-siamo-noi-il-sociale-e-nostro-ripartiamo-da-qui-cap1-gli-ultimi/</link>
		<comments>http://www.marcobani.it/blog/2009/04/il-il-sociale-siamo-noi-il-sociale-e-nostro-ripartiamo-da-qui-cap1-gli-ultimi/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 19 Apr 2009 23:22:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[intolleranza]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.marcobani.it/blog/?p=274</guid>
		<description><![CDATA[<p>Stiamo vivendo tempi difficili. E&#8217; tempo di crisi, che inevitabilmente crea e alimenta nuove diseguaglianze. Gli immigrati, gli ultimi, fanno fatica ad integrarsi, non c’è lavoro, non c’è predisposizione per loro. Ma sta anche  esplodendo la rabbia dei penultimi, quelli che non erano poveri, quelli che ogni tanto, con fatica, si potevano permettere il lusso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Stiamo vivendo tempi difficili</strong>. E&#8217; tempo di crisi, che inevitabilmente <strong>crea e alimenta nuove diseguaglianze</strong>. Gli immigrati,<strong> gli ultimi</strong>, fanno fatica ad integrarsi, non c’è lavoro, non c’è predisposizione per loro.<br />
Ma sta anche  esplodendo la rabbia dei <strong>penultimi</strong>, quelli che non erano poveri, quelli che ogni tanto, con fatica, si potevano permettere il lusso di <strong>sognare</strong> un auto nuova, una vacanza, un nuovo cappotto.<br />
Ora i penultimi non arrivano alla quarta settimana, trovano difficoltà a sostenere le spese più elementari, non hanno le garanzie per accendere un mutuo, odiano la classe politica, buona solo a sprecare denaro pubblico. Ma i politici, i manager, i banchieri, i “primi” sono troppo lontani, si nascondono dietro la televisione o nelle loro ville con piscine. E’ più facile <strong>prendersela con il nuovo vicino di casa, l’immigrato, l’ultimo</strong>. E’ lui la causa della loro vita difficile, è lui che li rende così insicuri, è lui che gli ruba il lavoro. A lui vengono dati soldi pubblici, case, privilegi e a loro, gli “italiani” non resta niente, solo la disperazione.</p>
<p class="MsoNormal">La televisione alimenta questa paura, questa diffidenza, esaltando fatti di cronaca nera perpetrati da gente straniera, gli ultimi, così insolentemente arroganti.</p>
<p class="MsoNormal">E’ la nuova guerra tra “<strong>poveri</strong>”. Sì, la parola con la “p”. Non indigente, non “diversamente ricco”, ma povero.</p>
<p class="MsoNormal"><strong>Povero è chi ha perso la speranza , chi ha perso la voglia di lottare per migliorare il suo stato, chi non riesce più a sognare, chi si è arreso.</strong></p>
<p class="MsoNormal">Noi del Partito Democratico bisogna dare<strong> nuove risposte, soluzioni concrete ai problemi dei poveri</strong>, tutti, sia agli ultimi che <span> </span>ai penultimi. Evitare quella guerra che porta solo odio, disperazione e intolleranza. <strong>È nel nostro DNA, non bisogna inventarci niente di nuovo.</strong> È il nostro linguaggio, quello dell’uguaglianza e della lotta alle ingiustizie. <strong>Il sociale è nostro, non perdiamolo. </strong>Ci vuole <strong>coraggio</strong> per parlare di questi temi, ma bisogna farlo, perché la situazione sta diventando drammatica, offrendo proposte concrete, nuovi metodi per superare questa crisi sociale. <strong>La nostra visione di una società giusta, equa, tollerante.</strong></p>
<p class="MsoNormal">Vorrei iniziare questa serie di post sul sociale parlando degli <strong>ultimi</strong>, dato che mi preoccupa la drammatica escalation di notizie raccapriccianti che si sono verificate nelle ultime settimane che hanno come argomento gli immigrati.</p>
<p class="MsoNormal"><strong>E’ lo specchio di una nuova società, intollerante, xenofoba, che indica come capro espiatorio di tutti i mali l’ultimo arrivato.</strong> A tratti spaventosamente e odiosamente  razzista. Il governo nazionale sta alimentando <span> </span>questa <span> </span>concezione dell’immigrato con i suoi decreti<span> </span>e le sue norme sulla sicurezza, subendo passivamente le volontà della <strong>Lega Nord, un partito nato per dividere e odiare.</strong></p>
<p class="MsoNormal">4 esempi, 4 notizie che messe in fila <strong>creano spavento.</strong> Un breve viaggio dove vince l’intolleranza e dove tornano fascismi che credevamo estinti. 4 vicende reali che non hanno avuto la fortuna di diventare casi mediatici, perché nessun italiano è stato ferito o ucciso brutalmente.</p>
<p class="MsoNormal">Domani il primo esempio di <strong>cosa può portare un esempio di sicurezza sbagliata</strong>: le ronde, uno spot del governo che per fortuna non vedrà la luce, ma che ha suscitato un largo dibattito. Vedremo in cosa può <strong>degenerare.</strong></p>
<div style="height:33px;" class="really_simple_share robots-nocontent snap_nopreview"><div class="really_simple_share_google1" style="width:90px;">
					<g:plusone size="medium" href="http://www.marcobani.it/blog/2009/04/il-il-sociale-siamo-noi-il-sociale-e-nostro-ripartiamo-da-qui-cap1-gli-ultimi/" ></g:plusone>
				</div><div class="really_simple_share_twitter" style="width:110px;">
					<a href="http://twitter.com/share" class="twitter-share-button" data-count="horizontal" 
						data-text="Il Il sociale siamo noi. Il sociale è nostro. Ripartiamo da qui. Cap.1 &#8211; Gli ultimivia @marcobani" data-url="http://www.marcobani.it/blog/2009/04/il-il-sociale-siamo-noi-il-sociale-e-nostro-ripartiamo-da-qui-cap1-gli-ultimi/" 
						data-via="" ></a> 
				</div></div>
		<div style="clear:both;"></div><fb:like href='http://www.marcobani.it/blog/2009/04/il-il-sociale-siamo-noi-il-sociale-e-nostro-ripartiamo-da-qui-cap1-gli-ultimi/' send='false' layout='standard' show_faces='true' width='450' height='65' action='like' colorscheme='light' font='lucida+grande'></fb:like>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.marcobani.it/blog/2009/04/il-il-sociale-siamo-noi-il-sociale-e-nostro-ripartiamo-da-qui-cap1-gli-ultimi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Arsenio Lupin con dentiera e bastone</title>
		<link>http://www.marcobani.it/blog/2009/03/arsenio-lupin-con-dentiera-e-bastone/</link>
		<comments>http://www.marcobani.it/blog/2009/03/arsenio-lupin-con-dentiera-e-bastone/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2009 23:37:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[anziani]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.marcobani.it/blog/?p=229</guid>
		<description><![CDATA[<p>Ieri ho dato alcuni dati sulla crisi e su quali fasce sociali bisogna agire al più presto. Tra queste ho inserito anche i pensionati. Perchè? Non dovrebbero essere al sicuro loro con le pensioni assicurate ogni mese?</p> <p></p> <p>Nella provincia di Pisa ci sono 120000 anziani con pensioni minime, cioè meno di 600 euro al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.marcobani.it/blog/?p=223">Ieri</a> ho dato alcuni dati sulla crisi e su quali fasce sociali bisogna agire al più presto. Tra queste ho inserito anche i <strong>pensionati.</strong> Perchè? Non dovrebbero essere al sicuro loro con le pensioni assicurate ogni mese?</p>
<p><img class="alignnone" title="anziani" src="http://www.marcobani.it/imageblog/anziani.jpg" alt="" width="427" height="300" /></p>
<p>Nella provincia di Pisa ci sono <strong>120000 anziani con pensioni minime</strong>, cioè meno di 600 euro al mese.  <strong>La &#8220;mitica&#8221; social card ha dato l&#8217;elemosina a soli 1204 di questi, </strong>con disservizi e problemi che hanno causato degli imbarazzi notevoli. Diciamo che se non per rari casi  non hanno nemmeno dei genitori a cui appoggiarsi.</p>
<p>Ma come si può vivere in tempi di crisi con meno di 600 euro al mese? Infatti non si può e sul Tirreno di domenica 29 Marzo c&#8217;era un servizio <strong>sui pensionati che sono costretti a rubare.</strong> <strong> Spinti dalla disperazione </strong>si mettono in tasca lamette, fette di parmigiano o addirittura pasta per la dentiera, un bisogno primario considerato troppo caro ( ben 5 euro).</p>
<p>L&#8217;Unicoop afferma che dopo Natale c&#8217;è stato <strong>un boom di furti effettuati dai pensionati</strong>, anche perchè dopo una dura vita fatta di sacrifici e passione non è semplice riscoprirsi ladri e i novelli Arsenio Lupen sono quasi sempre colti in flagrante. <strong>I ladri &#8220;per necessità&#8221; sono l&#8217;ultima frontiera del disagio sociale.</strong> Anziani soli  di fronte alla crisi, che per disperazione e per fame <strong>si umiliano e si riducono a piccoli criminali. </strong>Magari vivendo con un costante rimorso e peso sulla coscienza per non essere riuscito a garantirsi una vecchiaia dignitosa e onesta, oppure strangolato dai sensi di colpa e dall&#8217;oppressione di una vita che non gli può più dare niente.</p>
<p><strong>Parliamo tanto di politiche giovanili,ma i giovani hanno bisogno degli anziani tanto quanto gli anziani hanno bisogno dei giovani.</strong></p>
<p><strong>C&#8217;è un&#8217;età nella vita nella quale si ha tanto da dare, ma nessuno che chieda. Io credo che noi dovremmo anche restituire.</strong></p>
<div style="height:33px;" class="really_simple_share robots-nocontent snap_nopreview"><div class="really_simple_share_google1" style="width:90px;">
					<g:plusone size="medium" href="http://www.marcobani.it/blog/2009/03/arsenio-lupin-con-dentiera-e-bastone/" ></g:plusone>
				</div><div class="really_simple_share_twitter" style="width:110px;">
					<a href="http://twitter.com/share" class="twitter-share-button" data-count="horizontal" 
						data-text="Arsenio Lupin con dentiera e bastonevia @marcobani" data-url="http://www.marcobani.it/blog/2009/03/arsenio-lupin-con-dentiera-e-bastone/" 
						data-via="" ></a> 
				</div></div>
		<div style="clear:both;"></div><fb:like href='http://www.marcobani.it/blog/2009/03/arsenio-lupin-con-dentiera-e-bastone/' send='false' layout='standard' show_faces='true' width='450' height='65' action='like' colorscheme='light' font='lucida+grande'></fb:like>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.marcobani.it/blog/2009/03/arsenio-lupin-con-dentiera-e-bastone/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Siamo noi i bersagli</title>
		<link>http://www.marcobani.it/blog/2009/02/siamo-noi-i-bersagli/</link>
		<comments>http://www.marcobani.it/blog/2009/02/siamo-noi-i-bersagli/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 22 Feb 2009 21:12:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.marcobani.it/blog/?p=144</guid>
		<description><![CDATA[<p>Qui il bellissimo appello del consigliere regionale lombardo Giuseppe Civati, una promessa del PD che rischia di rimanere tale.</p> <p>Siamo noi i bersagli Appello al Pd e alle forze democratiche del nostro Paese</p> <p>Dalla fine della seconda guerra mondiale c&#8217;è una linea chiarissima e invalicabile che le grandi democrazie occidentali hanno tracciato tra sé e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qui il bellissimo appello del consigliere regionale lombardo Giuseppe Civati, una promessa del PD che rischia di rimanere tale.</p>
<p><strong>Siamo noi i bersagli<br />
Appello al Pd e alle forze democratiche del nostro Paese</strong></p>
<p><em>Dalla fine della seconda guerra mondiale c&#8217;è una linea chiarissima e invalicabile che le grandi democrazie occidentali hanno tracciato tra sé e la barbarie dato dal ripudio fermo e inequivoco del fascismo, della xenofobia, del razzismo e delle forze politiche che li rappresentano. Razzismo e xenofobia sono scoraggiate con un continuo ed univoco lavoro di educazione e di prevenzione, le forze politiche che ne fanno una bandiera sono escluse dal governo perché nessuno &#8211; a destra come a sinistra &#8211; stringerebbe mai accordi con esse, anche a costo di perdere le elezioni. Perché un&#8217;elezione si può ben perdere, ma lo spirito democratico, perdere quello non si può. Con l&#8217;approvazione del pacchetto sicurezza l&#8217;Italia ha tristemente varcato quella linea; con l&#8217;infamia di norme che legittimano sinistre ronde di cittadini e consentono la delazione del malato al personale sanitario si è rotto definitivamente un tabù. Abbiamo chiesto al nostro partito di chiamare tutto il Paese alla mobilitazione, per una grande manifestazione di italiani e stranieri insieme, aperta alle forze sociali, alle realtà associative e alle coscienze democratiche di tutta Italia. Abbiamo chiesto ai circoli di mobilitarsi, informare, denunciare e &#8216;segnalare&#8217; non gli stranieri ma quel legislatore che ha approvato una legge così radicalmente inaccettabile per un paese civile. Bisogna dire di no, con forza, manifestando tutti insieme. Perché quando c&#8217;è un colpo ai diritti umani, i bersagli non sono solo i più deboli, siamo tutti noi.</em></p>
<div style="height:33px;" class="really_simple_share robots-nocontent snap_nopreview"><div class="really_simple_share_google1" style="width:90px;">
					<g:plusone size="medium" href="http://www.marcobani.it/blog/2009/02/siamo-noi-i-bersagli/" ></g:plusone>
				</div><div class="really_simple_share_twitter" style="width:110px;">
					<a href="http://twitter.com/share" class="twitter-share-button" data-count="horizontal" 
						data-text="Siamo noi i bersaglivia @marcobani" data-url="http://www.marcobani.it/blog/2009/02/siamo-noi-i-bersagli/" 
						data-via="" ></a> 
				</div></div>
		<div style="clear:both;"></div><fb:like href='http://www.marcobani.it/blog/2009/02/siamo-noi-i-bersagli/' send='false' layout='standard' show_faces='true' width='450' height='65' action='like' colorscheme='light' font='lucida+grande'></fb:like>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.marcobani.it/blog/2009/02/siamo-noi-i-bersagli/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ma cos&#8217;è la destra? Cos&#8217;è la sinistra?</title>
		<link>http://www.marcobani.it/blog/2008/04/ma-cose-la-destra-cose-la-sinistra/</link>
		<comments>http://www.marcobani.it/blog/2008/04/ma-cose-la-destra-cose-la-sinistra/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 10 Apr 2008 23:37:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pisa]]></category>
		<category><![CDATA[programma]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[veltroni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.marcobani.it/blog/?p=14</guid>
		<description><![CDATA[<p>Gaber  ha provato a dare una risposta a questa domanda con una geniale canzone. Ma purtroppo la realtà è molto più complessa. La risposta più semplice per me è che essere di destra significa pensare solo a se stessi, essere di sinistra significa pensare anche agli altri. Sinistra è una parola bella, è un&#8217;insieme di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gaber  ha provato a dare una risposta a questa domanda con una geniale <a href="http://it.youtube.com/watch?v=Y5eJDLyAtOs" title="gaber">canzone</a>. Ma purtroppo la realtà è molto più complessa. La risposta più semplice per me è che <strong>essere di destra significa pensare solo a se stessi, essere di sinistra significa pensare anche agli altri</strong>. S<strong>inistra è una parola bella, è un&#8217;insieme di valori, di passioni, di programmi</strong>. Io sono di sinistra non solo se mi autodefinisco così, non solo perchè faccio parte di un partito che si colloca in questa area.</p>
<p><strong>Sono di sinistra se di fronte alla solitudine di un&#8217;anziana</strong>, che con la sua pensione arriva a malapena a fine mese e non riesce ad avere le migliore cure, <strong>mi accorgo che anche la mia vita è più povera</strong> e quindi mi impegno perchè del benessere di quest&#8217;anziana si prenda cura una rete di servizi sostenuta dalle istituzioni, dal volontoriato, dalle associazioni.</p>
<p><strong>Sono di sinistra se davanti alle rinunce e ai sacrifici</strong> <strong>di una famiglia di 4 persone </strong>che prende circa 1200 euro il mese, <strong>anche la mia vita perde qualcosa</strong>.</p>
<p><strong>Sono di sinistra sei problemi di un&#8217;attesa di mesi di un malato</strong> che aspetta le cure o le operazioni che gli restituiranno salute e serenità <strong>è anche un mio problema.</strong></p>
<p><strong>Sono di sinistra se la frustrazione di un giovane precario</strong> che guadagna 7 euro l&#8217;ora rispondendo ininterrottamente per ore in un call center e non può avere la certezza del futuro <strong>è anche la mia frustrazione</strong>.</p>
<p><strong>Sono di sinistra se gli anni di attesa di un giovane universitario</strong>  per diventare un ricercatore che guadagna meno di 1000 euro, <strong>minano anche il mio futuro.</strong></p>
<p><strong>Sono di sinistra  se il dramma di una persona che lascia la sua terra</strong>, stipato in navi bestiame, che rischia la vita, <strong>è anche il mio dramma</strong> e se il mio impegno è affinchè a questa persona vengano date assistenza e opportunità, insieme al dovere di rispettare la legge.</p>
<p><strong>Sono di sinistra se la disperazione di un contadino del Sud del Mondo</strong> che vede il suo terreno arido per colpa della desertificazione <strong>è anche la mia disperazione</strong>.</p>
<p><strong>Sono di sinistra se la richiesta di rispetto dei diritti umani  in Cina e l&#8217;indipenza del Tibet è anche la mia richiesta.</strong></p>
<p><strong>Sono di sinistra quando si può pensare che è ancora possibile cambiare il mondo (in meglio eh!).</strong></p>
<p>Sono di sinistra quando sono attento al sociale e anche nel programma si può vedere:</p>
<ul>
<li>Mantenere e consolidare i servizi alla persona come condizione essenziale per la qualità della vita e delle pari opportunità.</li>
<li>Dopo l&#8217;azzeramento delle liste di attesa per i nidi, creare nuovi servizi, complementari e sussidiari, per arrivare oltre il 40% della domanda potenziale,rafforzando l&#8217;idea di un servizio essenziale per i cittadini.</li>
<li>Rendere i servizi all&#8217;infanzia più flessibili, allungando i tempi di apertura durante il giorno e nei periodi estivi</li>
<li>Contrastare sul fronte socio-educativo il disagio sociale e l&#8217;abbandono scolastico con particolare attenzione alle fasce meno protette della popolazione e favorire l&#8217;integrazione sociale e culturale dei bambini stranieri.</li>
<li>Promuovere interventi di educazione non formale, che integrandosi con gli interventi scolastici, offrano ulteriori opportunità di educazione e socializzazione (ludoteche, laboratori pomeridiani, ecc.</li>
<li>Migliorare l&#8217;assistenza domiciliare sociale e sanitaria.</li>
<li> Puntare al raddoppio dell&#8217;assistenza domiciliare.</li>
<li>Definire un piano di abbattimento delle barriere architettoniche su base decennale in collaborazione con tutte le istituzioni cittadine</li>
<li>Individuare nuove aree per la realizzazione di edilizia sociale.</li>
<li>Ricercare nel mercato alloggi da locare a canone concordato per le esigenze   abitative dei cittadini con particolare attenzione ai giovani (giovani   coppie, studenti fuori sede) e gestire le pratiche di locazione.</li>
<li> Attivare un fondo di rotazione per il sostegno all&#8217;inquilino in caso di difficoltà momentanea a pagare il canone.</li>
<li> Sostenere un offerta di appartamenti a canone concordati. Favorire percorsi di partecipazione alla vita della città, realizzando momenti di comunicazione e di incontro con le comunità di stranieri.</li>
</ul>
<div style="height:33px;" class="really_simple_share robots-nocontent snap_nopreview"><div class="really_simple_share_google1" style="width:90px;">
					<g:plusone size="medium" href="http://www.marcobani.it/blog/2008/04/ma-cose-la-destra-cose-la-sinistra/" ></g:plusone>
				</div><div class="really_simple_share_twitter" style="width:110px;">
					<a href="http://twitter.com/share" class="twitter-share-button" data-count="horizontal" 
						data-text="Ma cos&#8217;è la destra? Cos&#8217;è la sinistra?via @marcobani" data-url="http://www.marcobani.it/blog/2008/04/ma-cose-la-destra-cose-la-sinistra/" 
						data-via="" ></a> 
				</div></div>
		<div style="clear:both;"></div><fb:like href='http://www.marcobani.it/blog/2008/04/ma-cose-la-destra-cose-la-sinistra/' send='false' layout='standard' show_faces='true' width='450' height='65' action='like' colorscheme='light' font='lucida+grande'></fb:like>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.marcobani.it/blog/2008/04/ma-cose-la-destra-cose-la-sinistra/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

