Ogni volta che si avvicina l’estate, i giornali cominciano a parlare di lotta all’abusivismo e dei venditori che affollano le nostre spiagge offrendo merci e servizi. Per alcuni sono un’emergenza da debellare, per altri un fastidio alla quiete. Altri ancora sono spesso clienti, visto che i prezzi sono rimasti low-cost. Alcuni si fermano a parlare con loro e scoprono spesso storie drammatiche, degne di diventare un copione di un film strappalacrime.
E’ chiaro che è sbagliato vendere merce contraffatta e che, come amministrazione, puntiamo a un quadro fatto di regole e legalità. Ma le soluzioni brevi e di corto raggio, che non risolvono le questioni, ma anzi alimentano conflitti, non vanno nemmeno prese in considerazione. Occorre un impegno che coinvolga tutte le Istituzioni (dal Comune fino allo Stato) e le associazioni di categoria e del Terzo Settore per trovare soluzioni convincenti al fenomeno dell’abusivismo, che possano creare un nuovo modello coraggioso, come è stato fatto in primavera dalla Regione Toscana sul caso delle persone migranti dalla Tunisia.
Resta il fatto che adesso i venditori abusivi non sono invisibili,ma sono persone reali, tangibili, che provano fatica e sudore. Spesso lo dimentichiamo e parliamo dell’argomento come se fosse solo una “questione burocratica”: una norma da cambiare, un regolamento da scrivere, una piaga da debellare.
In questo clima generale di “lotta” c’è un’iniziativa molto interessante, che restituisce uno spiraglio di speranza. Il bagno Vittoria, a Marina di Pisa, ha messo a disposizione un ombrellone gratuito per chi vuole sostare all’ombra, per un massimo di trenta minuti garantendo così un “turn over”. Scrive Il Tirreno:
Per l’ombrellone del viandante, indicato da un cartello scritto in diverse lingue, sono stati scelti i colori della pace. Oltre ad andare incontro a quanto prescrive l’ordinanza per gli stabilimenti balneari che prevede il libero accesso al mare per tutti l’iniziativa ha risolto il problema della presenza degli ambulanti sotto gli ombrelloni dei clienti dello stabilimento. Stanchi di camminare sotto il sole, i venditori di colore sono soliti sedersi sulle sdraio dei bagni, con inevitabili proteste da parte dei clienti. Ora al Vittoria il problema è superato.
Una risposta di sensibilità che permette a tanti “venditori” di trovare un minimo di riposo dopo aver camminato e sudato sotto il sole. Anche gli ambulanti soffrono. Un’altra via per la risoluzione dei conflitti è possibile. E abbiamo scoperto che può essere più umana e più dolce.

