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	<title>Marco Bani &#187; scuola</title>
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		<title>Se pensate che l&#8217;istruzione sia costosa, provate con l&#8217;ignoranza</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Sep 2011 09:17:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scuola e Università]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Il primo giorno di scuola deve essere la data più importante del calendario della prossima Italia. Non dimentichiamolo. E diciamolo, soprattutto, perché di scuola si parla troppo poco. E molto male, anche.</p> <p>Così Pippo Civati aggiorna il suo status di Facebook oggi, mentre inizia un nuovo anno scolastico difficilissimo. Abbiamo sempre accusato il Governo e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Il primo giorno di scuola deve essere la data più importante del calendario della prossima Italia. Non dimentichiamolo. E diciamolo, soprattutto, perché di scuola si parla troppo poco. E molto male, anche.</p></blockquote>
<p>Così Pippo Civati aggiorna il suo status di Facebook oggi, mentre inizia un nuovo anno scolastico difficilissimo. Abbiamo sempre accusato il Governo e la ministra Gelmini di aver &#8220;smantellato la scuola pubblica&#8221;, senza mai spiegare nel dettaglio cosa significhi. Ora possiamo farlo con dati crudelmente reali. I finanziamenti alle scuole dati dal Governo per  le attività degli istituti è stato ridotto del 40%, quasi la metà. Cosa significa?</p>
<blockquote><p>E i presidi sono costretti a chiedere aiuto ai genitori. Oltre alle spese per il personale, che paga lo stato, le istituzioni scolastiche ampliano l&#8217;offerta formativa con una miriade di attività e servizi aggiuntivi che in futuro dovranno pagarsi le famiglie. Basti pensare al servizio pre e post-scuola, che consente ai genitori che lavorano di accompagnare in anticipo e prelevare in ritardo a scuola gli alunni delle materne e delle elementari, alle attività di recupero e sostegno per gli alunni in difficoltà e a quelle per i disabili. Fondi che sono usati anche per il potenziamento della lingua straniera, le gite scolastiche, le attività teatrali e di cineforum e per quelle alternative alla Religione cattolica. (<a href="http://www.repubblica.it/scuola/2011/09/12/news/scuola_al_via_con_i_fondi_dimezzati-21538307/">Repubblica.it</a>)</p></blockquote>
<p>Questo è lo smantellamento della scuola pubblica: non garantire a tutti gli studenti le stesse possibilità e la stessa formazione.  Hanno osato chiamare <strong>“riforma” una serie di tagli fatti nemmeno con l’accetta, ma con la motosega</strong> (per sottolineare la sprecisione e la violenza). Non hanno nemmenorisolto il problema del sovraffollamento delle aule, che<a href="http://www.repubblica.it/scuola/2010/09/04/news/la_scuola_scoppia-6748974/"> </a> scoppiano. <strong>C</strong><strong>lassi di 35/37 alunni</strong>, chiaramente non in regola secondo un decreto ministeriale del 1992, che fissa a 25 il tetto massimo di studenti. Mi domando come sarà possibile offrire un’istruzione di qualità in queste condizioni. E la sicurezza?</p>
<p>In questa giornata, che dovrebbe essere di gioia e di speranza, i<strong>l mio pensiero va a tutti  gli insegnanti</strong>, tra cui mia madre,<strong> sempre più lasciati soli e privati di ogni supporto</strong>. E’ difficile riuscire ad essere un buon formatore, preparare i ragazzi ad affrontare la vita e il futuro, quando non sei messo nelle condizioni di farlo. Quando hai di fronte classi in soprannumero,  ed è difficile riuscire a tirare fuori il meglio di ognuno. Quando non hai gli strumenti per farlo e ti mancano perfino i gessetti per scrivere alla lavagna. Quando non c’è la volontà di aggiornare le competenze, aumentando il gap tra  studente e docente. Quando hai perso gli stimoli e la passione. Quando insegnare ha perso la sua dignità morale e la sua fondamentale funzione sociale.</p>
<p><strong>La scuola non si può ridurre a una merce da tagliare in tempi di crisi. Parafrasando un famoso detto: se l&#8217;istruzione costa, non avete idea di quanti danni provochi l&#8217;ignoranza. Partiamo dalla scuola per riprenderci il futuro.</strong></p>
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		<title>Storie di ordinaria scuola pubblica</title>
		<link>http://www.marcobani.it/blog/2011/03/storie-di-ordinaria-scuola-pubblica/</link>
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		<pubDate>Tue, 15 Mar 2011 08:54:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scuola e Università]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Una persona a me molto cara, esponente della &#8220;casta&#8221; dei professori, ieri mi raccontava un episodio di ordinaria scuola pubblica. Nel suo liceo, un istituto che vede la presenza di molti studenti della provincia pisana, è tempo di voti dopo le temibili verifiche del primo quadrimestre.</p> <p>Il livello della classe, una seconda, è molto scarso. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una persona a me molto cara, esponente della &#8220;casta&#8221; dei professori, ieri mi raccontava un episodio di ordinaria scuola pubblica. Nel suo liceo, un istituto che vede la presenza di molti studenti della provincia pisana, è tempo di voti dopo le temibili verifiche del primo quadrimestre.</p>
<p>Il livello della classe, una seconda, è molto scarso. Forse perché è difficile insegnare bene a una classe di 32 ragazzi, forse perché ci sono delle lacune accumulate negli anni precedenti, forse perchè gli insegnanti non hanno più stimoli. Il problema è che la maggior parte dei voti da assegnare è insufficiente, la preparazione della classe  è veramente di basso livello. Ma purtroppo non si può dare una valutazione bassa, è necessario che a questi ragazzi sia data la sufficienza, il 6 politico. Come è possibile tutto questo? E&#8217; forse un complotto degli insegnanti comunisti in ansia di ritornare alle politiche sessantottine?</p>
<p>La spiegazione è semplice. Dando valutazioni molto basse si condanna lo studente a una bocciatura. Questo la scuola non se lo può permettere per diversi motivi: bocciare significa perdere gli iscritti. Chi non viene promosso molto spesso o smette di studiare o cambia istituto, sperando in una sorte migliore. Perdere gli alunni può portare a conseguenze disastrose per la scuola. Si perdono le sovvenzioni date dallo Stato in base al numero degli iscritti. Meno soldi significa meno possibilità di offrire una didattica mirata e varia, che porta a un&#8217;offerta limitata e alla conseguente perdita di  attrattività per le famiglie, che scelgono un&#8217;altra scuola. Un alto numero di bocciature è sinonimo di scuola selettiva, un altro ostacolo per chi vuole una via agevolata per i loro figli. Credetemi sono in molti a pensarla così.</p>
<p>Ma l&#8217;aspetto più crudele è il ricatto che si crea tra i colleghi. Meno iscritti e meno alunni che proseguono il percorso formativo significa meno classi e quindi andare verso una contrazione del numero di posti di lavoro per gli insegnanti.  La sorte economica e lavorativa di una persona affidata nella penna di una collega, che è costretta a cedere alla mortificazione del suo lavoro , al livellamento culturale, all&#8217;inutilità di compiti e valutazioni, alzando i voti della classe, pur non meritandoli. Ma così facendo magari salvi il futuro di quella persona meno fortunata, ma alteri l&#8217;avvenire di un&#8217;intera generazione che si ritroverà nel mondo del lavoro o all&#8217;università con una formazione totalmente inadeguata e scarsa, che li porterà inevitabilmente ad avere difficoltà a trovare occupazione.</p>
<p>Il welfare  non può essere nelle mani di un insegnante. Non si può sostituire allo Stato. In questo risiede la più grande sconfitta della scuola pubblica.  Salvarli dalla bocciatura  non li salverà dall&#8217;ignoranza. Ma non biasimo gli insegnanti, costretti a lavorare in condizioni veramente poco dignitose. Punto il dito contro chi ha permesso la creazione di questo sistema corrotto e spietato, contro chi ogni giorno fa di tutto per affossare l&#8217;ormai traballante scuola pubblica.</p>
<p>Mentre ci avviciniamo amaramente a festeggiare il 150°anniversario dell&#8217;Unità d&#8217;Italia, mi ritornano in mente le struggenti parole di Piero Calamandrei:</p>
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		<title>L&#8217;Italia di Berlusconi</title>
		<link>http://www.marcobani.it/blog/2011/02/litalia-di-berlusconi/</link>
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		<pubDate>Mon, 28 Feb 2011 09:29:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola e Università]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Live as if you were to die tomorrow. Learn as if you were to live forever. Diceva Gandhi. Vivi come se morissi domani e impara come se vivessi per sempre.  Non so perché, ma questa citazione mi è venuta in mente dopo l&#8217;ennesimo attacco di Berlusconi alla scuola. L&#8217;ultimo, forse il più deprimente e violento, attacco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Live as if you were to die tomorrow. Learn as if you were to live forever. Diceva Gandhi. Vivi come se morissi domani e impara come se vivessi per sempre.  Non so perché, ma questa citazione mi è venuta in mente dopo l&#8217;ennesimo attacco di Berlusconi alla scuola. L&#8217;ultimo, forse il più deprimente e violento, attacco alle strutture della società. Quando si colpisce la scuola pubblica si colpisce il futuro.  Una scuola impoverita dove manca quasi tutto: ore di lezione, tempi prolungati, ma anche presidi, docenti e bidelli. Una scuola dove le classi sono sempre più sovraffollate, fatiscenti e poco sicure. Dove le dotazioni di materiale didattico sono del tutto insufficienti. La scelta strategica di questo governo è di disinvestire nel sapere, quindi Berlusconi in realtà accusa se stesso.</p>
<p>Un altro brutto capitolo nell&#8217;Italia &#8220;sognata&#8221; da Berlusconi e resa invece un incubo per gli italiani.</p>
<p>Ricapitoliamo il Bel Paese visto dalla parte del Primo ministro??</p>
<p>da una nota di Francesca Terzoni su Facebook:</p>
<p><em>Ricapitolando e sintetizzando le dichiarazioni degli ultimi anni, mi par di capire che il modello preferito da Berlusconi consisterebbe in un paese senza <a title="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1996/12/22/vilipendio-flick-salva-berlusconi.html" rel="nofollow" href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1996/12/22/vilipendio-flick-salva-berlusconi.html" target="_blank">guardia di finanza</a>, senza <a title="http://qn.quotidiano.net/2009/05/22/181071-berlusconi_parlamento_inutile.shtml" rel="nofollow" href="http://qn.quotidiano.net/2009/05/22/181071-berlusconi_parlamento_inutile.shtml" target="_blank">parlamento</a>, senza <a title="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2005/01_Gennaio/16/berlusconi.shtml" rel="nofollow" href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2005/01_Gennaio/16/berlusconi.shtml" target="_blank">opposizione</a>, senza <a title="http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-2/riferire-parlamento/riferire-parlamento.html" rel="nofollow" href="http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-2/riferire-parlamento/riferire-parlamento.html" target="_blank">giornalismo d&#8217;inchiesta</a>, senza <a title="http://www.tgcom.mediaset.it/politica/articoli/articolo300290.shtml" rel="nofollow" href="http://www.tgcom.mediaset.it/politica/articoli/articolo300290.shtml" target="_blank">giudici</a> e pure senza <a title="http://www.repubblica.it/politica/2011/02/27/news/bersani_difende_la_scuola_pubblica_dal_premier_schiaffo_inaccettabile-12960510/?ref=HRER1-1" rel="nofollow" href="http://www.repubblica.it/politica/2011/02/27/news/bersani_difende_la_scuola_pubblica_dal_premier_schiaffo_inaccettabile-12960510/?ref=HRER1-1" target="_blank">insegnanti</a>.<br />
Manca solo che si incazzi perché ci sono i semafori, e poi abbiamo fatto filotto.</em></p>
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		<title>Contro i tagli alla scuola pisana &#8211; C.C 23 Settembre</title>
		<link>http://www.marcobani.it/blog/2010/09/contro-i-tagli-alla-scuola-pisana-c-c-23-settembre/</link>
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		<pubDate>Tue, 28 Sep 2010 09:11:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Consiglio comunale]]></category>
		<category><![CDATA[Pisa]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola e Università]]></category>
		<category><![CDATA[materne]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[tagli]]></category>

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		<description><![CDATA[In consiglio comunale è stata votata a maggioranza una mozione contro i tagli alla scuola pisana. Nonostante il forte impegno del Comune , la situazione scolastica, dovuta ai tagli voluti dal Governo Berlusconi sull&#8217;istruzione, è allarmante. Vengono tagliate classi (due sezioni delle medie di Pisa Città), non vengono soddisfatte le richieste del tempo pieno, non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste">In consiglio comunale è stata votata a maggioranza una mozione contro i tagli alla scuola pisana. Nonostante il forte impegno del Comune , la situazione scolastica, dovuta ai tagli voluti dal Governo Berlusconi sull&#8217;istruzione, è allarmante. <strong>Vengono tagliate classi</strong> (due sezioni delle medie di Pisa Città),<strong> non vengono soddisfatte le richieste del tempo pieno, non c&#8217;è futuro per i corsi serali, in piena negazione del diritto all&#8217;istruzione e alla formazione lungo tutto l&#8217;arco della vita. </strong>Per non parlare della mancanza di materiale necessario per l&#8217;insegnamento, fate un giro in qualsiasi scuola: gli alunni sono costretti a comprare gessi e altro materiale.</div>
<div>
<div>Questa situazione dimostra ulteriormente che nella politica del governo <strong>non c’è traccia di riforme</strong>, ma che la scuola è considerata, senza alcun criterio e senza alcuna sensibilità, <strong>solo come un settore di spesa</strong></div>
<div><strong>pubblica da tagliare selvaggiamente e non qualcosa di fondamentale per il futuro del Paese.</strong></div>
<div>
<div>A Pisa, nonostante i tagli agli enti locali voluti dal Governo,  <strong>il Comune investe cifre notevoli nell&#8217;istruzione, pari a 1/6 del bilancio annuale</strong>, una delle realtà più forti in Italia: <strong>860mila euro per le scuole materne</strong>, che sono una competenza statale, e circa <strong>4 milioni di euro per i servizi di supporto alla scuola dell’obbligo</strong> come il trasporto (515mila euro), la refezione (2,6 milioni), il sostegno (quasi 730mila euro, di cui 117 per le materne e 133 per i nidi) e i fondi per il diritto allo studio (117mila euro di libri di testo più quasi 400mila euro per i progetti integrati dell’area pisana dei sei comuni, di cui la metà dalla regione).A questi si aggiungono g<strong>li investimenti nell’edilizia scolastica (quasi 3 milioni di euro) e i circa 6 milioni di euro a beneficio degli asili nido</strong>.</div>
</div>
<div>Con il nostro documento vogliamo che si<strong> rendano noti i tagli alla scuola, per monitorare le ricadute sulla didattica, promuovendo ogni forma di protesta, di concerto con le altre istituzioni, i sindacati, i genitori, dove la formazione dei bambini e dei ragazzi è in pericolo</strong></div>
</div>
<div>Una giornata storica, l&#8217;aveva definita il ministro Gelmini, inaugurando l&#8217;anno scolastico. <strong><a href="http://www.marcobani.it/blog/2010/09/una-giornata-storica-per-lignoranza/">Una giornata storica per l&#8217;ignoranza.</a></strong></div>
<div></div>
<div><strong><a href="http://www.marcobani.it/Docs/mozione_controtagliscuola.pdf">Scarica il documento presentato e votato in consiglio comunale</a></strong></div>
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		</item>
		<item>
		<title>Lo studente modello dell&#8217;era Berlusconi</title>
		<link>http://www.marcobani.it/blog/2010/09/lo-studente-modello-dellera-berlusconi/</link>
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		<pubDate>Wed, 22 Sep 2010 08:11:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Ridiamoci sopra]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola e Università]]></category>
		<category><![CDATA[fascismo]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Si comincia a capire l&#8217;indirizzo che vuole dare alla scuola pubblica il governo Berlusconi. Dopo i simboli di partito di Adro, un nuovo accordo tra Gelmini e La Russa prevede il via a un corso per studenti delle superiori con lezioni di tiro con l&#8217;arco, con la pistola ad aria compressa e fondamentali di pattugliamento. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si comincia a capire l&#8217;indirizzo che vuole dare alla scuola pubblica il governo Berlusconi. Dopo <a href="http://www.ilpost.it/2010/09/11/simboli-lega-scuola-adro/">i simboli di partito di Adro</a>,<a href="http://www.famigliacristiana.it/Informazione/News/articolo/la-scuola-militare.aspx"> un nuovo accordo tra Gelmini e La Russa</a> prevede i<strong>l via a un corso per studenti delle superiori con lezioni di tiro con l&#8217;arco, con la pistola ad aria compressa e fondamentali di pattugliamento</strong>. Le lezioni teoriche verranno inserite nel corso di &#8220;Diritto e Costituzione&#8221;, che c&#8217;è il rischio che poi la imparano davvero, la Costituzione.</p>
<p>Comincio a profilare il prossimo studente modello: <a href="http://www.marcobani.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/studentemodello.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-13013" title="studentemodello" src="http://www.marcobani.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/studentemodello.jpg" alt="" width="550" height="720" /></a></p>
<p>E&#8217; esperto nell&#8217;uso della pistola, plagiato da simboli di partito e non <a href="http://www.bresciaoggi.it/stories/Home/179941_men_padano_e_zero_dilazioni__la_mensa_scolastica_leghista/">mangia con i suoi coetanei stranieri (</a>ad Adro la mensa vuole servire pietanze a base di maiale per non far mangiare gli islamici). Mi ricorda dannatamente qualcosa..</p>
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		<title>20 Settembre &#8211; La Breccia nel sapere &#8211; Programma completo</title>
		<link>http://www.marcobani.it/blog/2010/09/13004/</link>
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		<pubDate>Mon, 20 Sep 2010 07:26:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scuola e Università]]></category>
		<category><![CDATA[aprite questa porta]]></category>
		<category><![CDATA[oltre]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>A noi non ci interesssano le divisioni, i documenti, i rancori personali, le vendette. Noi vogliamo &#8220;aprire la porta&#8221; per discutere nuovamente di come fermare questo Governo che ci nega il futuro tagliando su istruzione e ricerca, gridando con forza la nostra visione e le nostre proposte.</p> Il 20 Settembre 1870 la breccia di Porta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A noi non ci interesssano le divisioni, i documenti, i rancori personali, le vendette. Noi vogliamo &#8220;aprire la porta&#8221; per discutere nuovamente di come fermare questo Governo che ci nega il futuro tagliando su istruzione e ricerca, gridando con forza la nostra visione e le nostre proposte.</p>
<div><img id="internal-source-marker_0.9339989540167153" class="alignleft" src="https://lh5.googleusercontent.com/P4R5_L-PWMa2KOlsIJizHqwRzADCrLO3rURGAOLhQRqZhRGJLFmdJfgRr3b8a6YP0b486nP-aswrwqFMwwJUwyfW7WsEUJiYl57bryyvGpNx4irieQ" alt="" width="157px;" height="158px;" />Il 20 Settembre 1870 la breccia di Porta Pia portava un nuovo futuro agli italiani. Centoquaranta anni dopo una nuova “breccia” taglia le prospettive ai giovani. E’ la breccia nel sapere, causata dagli ingenti tagli a scuola e università di quella che viene chiamata “riforma” Gelmini.</div>
<div>Oggi 20 settembre 2010, <strong>dalle ore 10.00 alle 19.00 in Piazza XX Settembre</strong>, davanti al Comune di Pisa passeremo una giornata dedicata alla cultura come diffusione del sapere per rilanciare le nostre proposte su scuola pubblica e università.<br />
Un gazebo davanti al Comune, luogo importante di vita istituzionale, dove si prendono decisioni per il futuro delle persone.<br />
Volantini e manifesti da diffondere, per una protesta-proposta che coinvolge fortemente Pisa in quanto città universitaria .<br />
Insieme a studenti di ogni ordine e grado e persone di passaggio cercheremo di sensibilizzare l’opinione pubblica sui molteplici danni al futuro dei giovani che questo governo sta realizzando con i tagli della coppia Gelmini-Tremonti. Verranno rilanciate le nostre proposte in maniera costruttiva, ironica e partecipata. Insieme ai Giovani Democratici della Provincia proveremo a coinvolgere giovani e non giovani, per realizzare striscioni con idee e alternative nate dal basso. Chiederemo quali sono i sogni degli studenti, quali sono le parole che si devono affiancare al mondo dell’istruzione e quali sono le aspettative dei genitori?<br />
La giornata verrà filmata da diverse telecamere che faranno inoltre brevi interviste sul futuro della scuola e dell’università e sulla consapevolezza degli effetti della riforma.<br />
Al termine dell’evento verrà realizzato un breve documentario da diffondere online.<br />
<strong>Perchè manifestare?</strong><br />
La scuola che è iniziata la scorsa settimana è una scuola molto diversa da quella rappresentata finora dal ministro Gelmini. E&#8217; una scuola impoverita dove manca quasi tutto: ore di lezione, tempi prolungati, ma anche presidi, docenti e bidelli. Una scuola dove le classi sono sempre più sovraffollate, fatiscenti e poco sicure. Dove le dotazioni di materiale didattico sono del tutto insufficienti. E dove il primo giorno è stata consegnata alle famiglie una lunga &#8216;lista della spesa&#8217; con cui si chiede di contribuire a finanziare ogni cosa: carta igienica, sapone dei bagni, gessi e pennarelli per le lavagne, risme di carta.<br />
La riforma dell’università è necessaria, ma la proposta di riforma del governo è profondamente sbagliata.La legge che è in discussione rappresenta la conferma della scelta strategica di questo governo: disinvestire nel sapere, affossare il sistema universitario e della ricerca italiana. Lo dimostrano i tagli di 1,4 miliardi di euro (il 20% delle risorse totali) e le recenti pesantissime misure della manovra, che colpiscono duramente chi lavora nell’università, con una intensità particolare per i più giovani, e i precari, molte migliaia dei quali nel prossimo anno sono destinati a perdere il lavoro senza alcuna tutela sociale.<br />
Una giornata per sconfiggere l’ignoranza e denunciare chi taglia i sogni dei giovani. <strong>Una giornata per ricucire la nuova “breccia” del sapere.</strong></p>
</div>
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		<title>20 Settembre &#8211; La Breccia nel Sapere</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Sep 2010 12:17:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bani</dc:creator>
				<category><![CDATA[partito democratico]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola e Università]]></category>
		<category><![CDATA[oltre]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Lunedì prossimo, anniversario della presa di Porta Pia, insieme ad altre città,  proveremo ad aprire le porte ai sogni e ai bisogni delle nuove generazioni. A Pisa parleremo di cultura intesa come diffusione del sapere. Scuola e Università sono emergenze drammaticamente attuali e bisogna far sentire alta la nostra voce di protesta e di proposte. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lunedì prossimo, anniversario della presa di Porta Pia,<a href="http://www.andiamooltre.it/joomla/blog/latest"> insieme ad altre città</a>,  proveremo ad aprire le porte ai sogni e ai bisogni delle nuove generazioni. A Pisa parleremo di cultura intesa come diffusione del sapere. Scuola e Università sono emergenze drammaticamente attuali e bisogna far sentire alta la nostra voce di protesta e di proposte. Sarà un evento non conformista, ma i dettagli li lascio nei prossimi giorni. Nel frattempo inserisco il parto di questa mattina, una locandina del nuovo film in uscita adesso <img src='http://www.marcobani.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><a href="http://www.marcobani.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/brecciasapere.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-13001" title="brecciasapere" src="http://www.marcobani.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/brecciasapere.jpg" alt="" width="595" height="842" /></a><a href="http://www.marcobani.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/brecciasapere2.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-13002" title="brecciasapere2" src="http://www.marcobani.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/brecciasapere2.jpg" alt="" width="595" height="842" /></a></p>
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		<title>&#8220;Una giornata storica&#8221; (per l&#8217;ignoranza)</title>
		<link>http://www.marcobani.it/blog/2010/09/una-giornata-storica-per-lignoranza/</link>
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		<pubDate>Mon, 13 Sep 2010 08:30:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scuola e Università]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>&#8220;Una giornata storica&#8221; la definisce  il ministro Gelmini.</p> <p>In questa giornata storica, dove viene chiamata &#8220;riforma&#8221; una serie di tagli fatti nemmeno con l&#8217;accetta, ma con la motosega (per sottolineare la sprecisione e la violenza), parte un anno scolastico difficile, segnato da polemiche e proteste.</p> <p>In questa giornata storica, dove invece di investire nell&#8217;istruzione si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Una giornata storica&#8221; la definisce  il ministro Gelmini.</p>
<p>In questa giornata storica, dove viene chiamata <strong>&#8220;riforma&#8221; una serie di tagli fatti nemmeno con l&#8217;accetta, ma con la motosega</strong> (per sottolineare la sprecisione e la violenza), parte un anno scolastico difficile, segnato da polemiche e proteste.</p>
<p>In questa giornata storica, dove invece di investire nell&#8217;istruzione si tolgono le risorse, stiamo assistendo al <strong>più grande licenziamento di massa</strong>, dove 20mila insegnanti precari hanno perso il loro lavoro, andando ad alimentare la nutrita schiera dei disoccupati.</p>
<p>In questa giornata storica dove <a href="http://www.ilpost.it/2010/09/11/simboli-lega-scuola-adro/">si espongono simboli collegati a partiti all&#8217;interno delle scuole</a>, <strong>l&#8217;istruzione diventa propaganda</strong>. Mi ricorda qualcosa. La scuola che passa dal &#8220;come pensare&#8221; al &#8220;cosa pensare&#8221;.</p>
<p>In questa giornata storica dove le<a href="http://www.repubblica.it/scuola/2010/09/04/news/la_scuola_scoppia-6748974/"> aule scoppiano</a>, vediamo<strong> formarsi classi di 35/37 alunni</strong>, chiaramente non in regola secondo un decreto ministeriale del 1992, che fissa a 25 il tetto massimo di studenti.In questo anno scolastico avremo 20mila alunni in più, ma 3700 classi in meno. Mi domando come sarà possibile offrire un&#8217;istruzione di qualità in queste condizioni. E la sicurezza?</p>
<p>In questa giornata storica i<strong>l mio pensiero va a tutti  gli insegnanti</strong>, tra cui mia madre,<strong> sempre più lasciati soli e privati di ogni supporto</strong>. E&#8217; difficile riuscire ad essere un buon formatore, preparare i ragazzi ad affrontare la vita e il futuro, quando non sei messo nelle condizioni di farlo. Quando hai di fronte classi in soprannumero,  ed è difficile riuscire a tirare fuori il meglio di ognuno. Quando non hai gli strumenti per farlo e ti mancano perfino i gessetti per scrivere alla lavagna. Quando non c&#8217;è la volontà di aggiornare le competenze, aumentando il gap tra  studente e docente. Quando hai perso gli stimoli e la passione. Quando insegnare ha perso la sua dignità morale e la sua fondamentale funzione sociale.</p>
<p><strong>In questa giornata storica ci hanno tagliato i sogni. In questa giornata storica ha vinto l&#8217;ignoranza.</strong></p>
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		<title>Le classi-ponte per l&#8217;esclusione</title>
		<link>http://www.marcobani.it/blog/2008/11/le-classi-ponte-per-lesclusione/</link>
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		<pubDate>Mon, 24 Nov 2008 00:31:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scuola e Università]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[educazione]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[razzismo]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Ancora la scuola al centro dell&#8217;attenzione, nel bene e nel male. Sembrava che le&#8217;istituzione di classi ponte fosse stata una sparata autunnale. Invece dalla bocca del nostro Presidente del Consiglio arrivano parole che rilanciano e affermano la prosecuzione di questa follia: &#8220;Le classi ponte? Una scelta di buon senso, utile a studenti e insegnanti&#8221;.</p> <p>Partiamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ancora la scuola al centro dell&#8217;attenzione, nel bene e nel male. Sembrava che le&#8217;istituzione di classi ponte fosse stata una sparata autunnale. Invece dalla bocca del nostro Presidente del Consiglio arrivano parole che rilanciano e affermano la prosecuzione di questa follia:<strong> &#8220;Le classi ponte? Una scelta di buon senso, utile a studenti e insegnanti&#8221;.</strong></p>
<p>Partiamo dal dato sul quale il governo punta la sua campagna comunicativa: <strong>il 42,5% di alunni stranieri non è in regola con gli studi e il crescere dell&#8217;età aumenta il loro disagio scolastico. </strong></p>
<p><strong>Non serve essere un esperto di psicologia per capire che se i bambini e le bambine vengono trattati in modo discriminatorio l&#8217;integrazione diventa molto difficile</strong>. E&#8217; come quando i tuoi genitori spendono una fortuna per mandarti a studiare in un college a Londra durante l&#8217;estate e tutto quello che hai imparato è la parola vagina in 10 dialetti diversi, ma di inglese poco o niente.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/scuola_e_universita/servizi/classi-inserimento/reazioni-classi/stor_1417386_08140.jpg" alt="classi ponte" width="230" height="289" /></p>
<p>Gli esperti di<strong> Sig</strong> (Società italiana di glottologia), Sli (Società di linguistica italiana), Aitla (Associazione italiana di linguistica applicata) e <strong>Giscel</strong> (Gruppo di intervento e studio nel campo dell&#8217;educazione linguistica) attraverso un <a href="http://www.repubblica.it/2008/11/sezioni/scuola_e_universita/servizi/scuola-2009-7/linguisti-contro/linguisti-contro.html">ampio documento criticano sia nell&#8217;idea che nel metodo queste &#8220;classi ponte&#8221; </a>, auspicando una <strong>maggiore immersione dello straniero anche con l&#8217;aiuto di &#8220;facilitatori linguistici&#8221;.</strong></p>
<p><span id="more-72"></span></p>
<p><a href="http://www.marcobani.it/blog/?p=63#more-63">In un post precedente avevo già analizzato e criticato queste classi.</a> Nel documento approvato dalla Camera si parla di &#8220;<strong>discriminazione transitoria positiva</strong>&#8220;, un termine che fa rabbrividire solo a sentirlo, mai udito prima. Discriminare per il bene degli stranieri, una delle assudità più grosse mai sentita. Roba da ventennio.</p>
<p>Visto che diciamo che il PD non fa proposte concrete, pubblico qui le soluzioni inserite nel <a href="http://www.marcobani.it/files/ddl-soliani.pdf">decreto legge presentato al Parlamento</a>, del quale condivido la linea:</p>
<p>a) prevedere la possibilità di ammissione in corso d&#8217;anno scolastico dei minori stranieri secondo i medesimi criteri e con le modalità riservati ai minori italiani;<br />
b) potenziamento dell&#8217;attività didattica e del curricolo tenuto conto dei minori stranieri che frequentano i cicli di istruzione presso le scuole italiane, finalizzati all&#8217;apprendimento della lingua e della cultura italiana, compresa la conoscenza e la condivisione dei valori costituzionali fondanti la Repubblica, e all&#8217;interculturalità;<br />
c) potenziamento dell&#8217;organico funzionale degli insegnanti, attraverso il ricorso a mediatori culturali e linguistici, anche di origine extracomunitaria ovvero individuati nell&#8217;ambito delle famiglie di appartenenza dei minori stranieri;<br />
d) dotazione alle scuole di libri di testo e altri strumenti didattici che facilitino l&#8217;apprendimento della lingua italiana, e per le regioni a statuto speciale le lingue parificate, e l&#8217;interculturalità;<br />
e) realizzazione di un piano di formazione degli insegnanti e di tutto il personale della scuola, con l&#8217;obiettivo dell&#8217;integrazione dei minori immigrati e dell&#8217;interculturalità, anche in collaborazione con università, enti e istituti di ricerca, associazioni;<br />
f) nell&#8217;ambito di ciascuna comunità scolastica, promozione di iniziative aperte alle famiglie degli studenti italiani e stranieri, volte alla accoglienza, alla tutela della cultura e alla conoscenza delle lingue d&#8217;origine degli studenti stranieri, nonché alla realizzazione di attività interculturali comuni. Le iniziative e le attività di cui alla presente lettera sono realizzate sulla base di una rilevazione dei bisogni locali e di una programmazione territoriale integrata, anche in convenzione con le associazioni degli stranieri, con le rappresentanze diplomatiche o consolari dei Paesi di appartenenza e con le organizzazioni di volontariato e del terzo settore operanti sul territorio;<br />
g) promozione di azioni volte a favorire la partecipazione attiva degli studenti immigrati e delle rispettive famiglie alle attività della scuola e della comunità locale, anche attraverso l&#8217;attivazione di corsi di lingua italiana, e nelle regioni a statuto speciale le lingue parificate e di educazione civica per gli adulti, mirati in particolare alle madri straniere, con il coinvolgimento degli enti locali e delle associazioni di volontariato e del terzo settore operanti sul territorio;<br />
h) realizzazione di un&#8217;offerta didattica valida per gli stranieri adulti regolarmente soggiornanti che intendano conseguire il titolo di studio della scuola dell&#8217;obbligo e attivazione, su base comunale, di iniziative per l&#8217;accoglienza degli stranieri adulti regolarmente soggiornanti, mediante l&#8217;attivazione di corsi di alfabetizzazione nelle scuole elementari e medie;<br />
i) previsione di iniziative per promuovere a livello statale l&#8217;educazione interculturale, attraverso la predisposizione di appositi spazi formativi nell’ambito della programmazione televisiva pubblica, nonché di programmi didattici multimediali, anche con l’utilizzo della rete internet e della rete televisiva digitale;<br />
j) potenziamento dell&#8217;attività degli istituti di cultura italiana all&#8217;estero volta all&#8217;offerta di corsi di lingua italiana nei Paesi da cui ha origine l&#8217;immigrazione.</p>
<p>Siccome sembra che il governo sia molto attento alla questione della lingua, a queste  proposte inoltre  voglio aggiungere quella di <strong>creare dei corsi di perfezionamento dell&#8217;italiano ai parlamentari </strong>visto <a href="http://www.marcobani.it/blog/?p=54">che ne hanno un disperato bisogno.<br />
</a></p>
<p><strong>L&#8217;integrazione, come dice la parola stessa, non si fa escludendo.</strong></p>
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		<title>Così lontano, così vicino. Calamandrei sulla scuola</title>
		<link>http://www.marcobani.it/blog/2008/11/cosi-lontano-cosi-vicino-calamandrei-sulla-scuola/</link>
		<comments>http://www.marcobani.it/blog/2008/11/cosi-lontano-cosi-vicino-calamandrei-sulla-scuola/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 21 Nov 2008 00:39:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scuola e Università]]></category>
		<category><![CDATA[Calamandrei]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Questo discorso di Piero Calamandrei in difesa della Scuola Pubblica non è stato scritto oggi. Ha già 60 anni ma è dannatamente reale. La differenza è che lui ipotizzava un problema, oggi è, purtroppo, realtà attraverso un &#8220;totalitarismo subdolo, indiretto, torbido. come certe polmoniti torpide che vengono senza febbre ma che sono pericolosissime&#8220;. La differenza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo discorso di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Piero_Calamandrei">Piero Calamandrei</a> in difesa della Scuola Pubblica non è stato scritto oggi. Ha già 60 anni ma è dannatamente reale.<br />
La differenza è che lui ipotizzava un problema, oggi è, purtroppo, <strong>realtà</strong> attraverso un &#8220;<em>totalitarismo subdolo, indiretto, torbido. come certe polmoniti torpide che vengono senza febbre ma che sono pericolosissime</em>&#8220;.<br />
La differenza sta nel fatto che il &#8220;<em>partito dominante</em>&#8221; ipotizzato da Pietro Calamandrei oggi non vuole neanche &#8220;<em>rispettare la Costituzione</em>&#8220;, troppi decreti sono infatti al vaglio della Corte Costituzionale.</p>
<p><span id="more-70"></span></p>
<p>Ora la &#8220;<em>scuola di stato</em>&#8221; è la televisione, la grande livellatrice delle culture. A cosa serve la scuola se non a sfamare gli insegnanti di sinistra e quindi fannulloni?</p>
<p><img src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/2/2a/Pierocalamandrei.gif" alt="" width="157" height="192" /></p>
<p><strong>Screditare la scuola pubblica, offendere gli insegnanti, significa uccidere il futuro. </strong>Perchè un popolo senza cultura e educazione è un popolo ignorante, limitato, pieno di pregiudizi<strong>.</strong> Ma il popolo ignorante è un popolo facile da gestire.</p>
<p><strong>Molti ragazzi</strong><strong> non sono così stupidi come li hanno dipinti.</strong> Si sono uniti, hanno fatto massa critica, hanno provocato un calo dei consensi nell&#8217;operato del governo, quello che non ha fatto l&#8217;opposizione in 6 mesi.</p>
<p>Onore a questi studenti e a chi li ha supportati, perchè in Italia l&#8217;educazione, la ricerca, il merito devono essere una priorità, <strong>Non è con i tagli che miglioriamo, non è con i tagli che risolviamo il problema. </strong></p>
<p><strong>Facciamolo anche per Calamandrei, che non merita di rivoltarsi nella tomba.</strong></p>
<p><strong>Piero Calamandrei &#8211; discorso pronunciato al III Congresso in difesa della Scuola nazionale a Roma l&#8217;11 febbraio 1950</strong></p>
<p><em>Ci siano pure scuole di partito o scuole di chiesa. <strong>Ma lo Stato le deve sorvegliare, le deve regolare; le deve tenere nei loro limiti e deve riuscire a far meglio di loro.</strong> La scuola di Stato, insomma, deve essere una <strong>garanzia</strong>, perché non si scivoli in quello che sarebbe la fine della scuola e forse la fine della democrazia e della libertà, cioè nella scuola di partito.</em></p>
<p><em>Come si fa a istituire in un paese la scuola di partito? Si può fare in due modi. Uno è quello del totalitarismo aperto, confessato. Lo abbiamo esperimentato, ahimè. Credo che tutti qui ve ne ricordiate, quantunque molta gente non se ne ricordi più. Lo abbiamo sperimentato sotto il fascismo. Tutte le scuole diventano scuole di Stato: la scuola privata non è più permessa, ma lo Stato diventa un partito e quindi tutte le scuole sono scuole di Stato, ma per questo sono anche scuole di partito. Ma c&#8217;è un&#8217;altra forma per arrivare a trasformare la scuola di Stato in scuola di partito o di setta. Il totalitarismo subdolo, indiretto, torpido, come certe polmoniti torpide che vengono senza febbre, ma che sono pericolosissime&#8230; Facciamo l&#8217;ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l&#8217;aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una <strong>larvata dittatura</strong>. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le s<strong>cuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali</strong>. C&#8217;è una certa resistenza; in quelle scuole c&#8217;è sempre, perfino sotto il fascismo c&#8217;è stata. Allora, il partito dominante segue un&#8217;altra strada (è tutta un&#8217;ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. <strong>Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole,</strong> perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A &#8220;quelle&#8221; scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d&#8217;occhio i cuochi di questa bassa cucina. L&#8217;operazione si fa in tre modi: ve l&#8217;ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. <strong>Dare alle scuole private denaro pubblico&#8221;</strong></em></p>
<p>&#8212;&#8212;</p>
<p>in due parole: <strong>diseguaglianza sociale.</strong> Mai più denaro pubblico alle scuole private. Chi parte svantaggiato economicamente deve avere gli stessi mezzi e la stessa istruzione di chi si può permettere di andare nella scuola privata. Questo è un <strong>dogma</strong> da seguire. Nessun compromesso.</p>
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