Razzismopedia – per rinfrescarci la memoria

Bersani oggi su ” La Padania” : “Lega non è razzista”
Davvero? Non me ne ero accorto, sono veramente bravi a recitare:

Vi dirò di più: considero la Lega più pericolosa e schifosa di Berlusconi. Almeno Silvio le giovani straniere aiuta…

Ah Bersà, cambia team di comunicazione e rinfrescati la memoria, siamo qui per aiutarti. Non abbiamo bisogno di autogol in questo momento.

Shamepedia (piccolo spaccato dell’Italia odierna)

Negli ultimi 4 mesi mi sono “divertito” a collezionare link di episodi a sfondo razziale. Sicuramente me ne sono sfuggiti molti altri.  Ci domandavamo se c’era rimasto qualcosa che unisce l’Italia dal Nord a Sud. L’abbiamo trovato. Rabbrividisco, provo vergogna e chiedo scusa. Anche per l’incapacità di reagire.

La Regione Straniera – Viaggio nell’Italia razzista e intollerante

Pubblico un’interessante e allo stesso tempo drammatica info-grafica sui casi di intolleranza e di razzismo delle amministrazioni locali del Nord e del Centro. Una sola immagine ti fa capire il rapido cambiamento verso una società che odia, che discrimina, destinata all’isolamento e all’ignoranza. Piano piano abbiamo sdoganato e accettato casi di intolleranza privi di ogni dignità umana. E’ ora di fermarsi e dire basta alla deriva xenofoba.

(clicca sulla mappa per ingrandirla)

Il nord Italia, e la Lombardia in particolare, sono le regioni che hanno più bisogno degli immigrati per il lavoro
in fabbrica, nelle campagne o per l’assistenza agli anziani.

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Romeni? zingari? albanesi?

da un’amica su Facebook

“Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura.
Non amano l’acqua, molti di loro puzzano perchè tengono lo stesso vestito per molte settimane. Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci. Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro. Dicono che siano dediti al furto e, se ostacol ati, violenti . Le nostre donne li evitano non solo perchè poco attraenti e selvatici ma perchè si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro. I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali”.

Il testo è tratto da una relazione dell’Ispettorato per l’Immigrazione del Congresso americano sugli immigrati italiani negli Stati Uniti, Ottobre 1912.

La relazione così prosegue:

“Propongo che si privilegino i veneti e i lombardi, tardi di comprendonio e ignoranti ma disposti più di altri a lavorare. Si adattano ad abitazioni che gli americani rifiutano pur che le famiglie rimangano unite e non contestano il salario.
Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte di questa prima relazione, provengono dal sud dell’Italia. Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più. La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione”.

Le classi-ponte per l’esclusione

Ancora la scuola al centro dell’attenzione, nel bene e nel male. Sembrava che le’istituzione di classi ponte fosse stata una sparata autunnale. Invece dalla bocca del nostro Presidente del Consiglio arrivano parole che rilanciano e affermano la prosecuzione di questa follia: “Le classi ponte? Una scelta di buon senso, utile a studenti e insegnanti”.

Partiamo dal dato sul quale il governo punta la sua campagna comunicativa: il 42,5% di alunni stranieri non è in regola con gli studi e il crescere dell’età aumenta il loro disagio scolastico.

Non serve essere un esperto di psicologia per capire che se i bambini e le bambine vengono trattati in modo discriminatorio l’integrazione diventa molto difficile. E’ come quando i tuoi genitori spendono una fortuna per mandarti a studiare in un college a Londra durante l’estate e tutto quello che hai imparato è la parola vagina in 10 dialetti diversi, ma di inglese poco o niente.

classi ponte

Gli esperti di Sig (Società italiana di glottologia), Sli (Società di linguistica italiana), Aitla (Associazione italiana di linguistica applicata) e Giscel (Gruppo di intervento e studio nel campo dell’educazione linguistica) attraverso un ampio documento criticano sia nell’idea che nel metodo queste “classi ponte” , auspicando una maggiore immersione dello straniero anche con l’aiuto di “facilitatori linguistici”.

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Pisa città antirazzista – 2 + mappa della vergogna

Nel precedente post avevo inserito la prima parte dell’ intervento sulla mozione di pisa città antirazzista. Ecco la seconda parte:

E’ nel toccare i nostri istinti più bestiali che il governo di centrodestra sta facendo da molti anni la sua campagna anti immigrazione. Ci fanno credere che tutti gli zingari rubano bambini, i marocchini stuprano, i senegalesi picchiano. Come è possibile fare integrazione se il clima attorno agli stranieri si basa su stereotipi vili e comuni?

Ma vorrei elencare alcune delle politiche di integrazione del governo:

La camera dei deputati il 14 ottobre scorso ha approvato la mozione proposta dalla Lega (1-00033 Cota ed altri – 10.10.2008) valida a costituire ‘classi d’inserimento’ volte a che il Governo debba rivedere il sistema d’ accesso degli studenti stranieri alla scuola di ogni ordine e grado, prevedendo il loro ingresso previo superamento di test e specifiche prove di valutazione. Chi non supererà questi esami sarà iscritto appunto in “classi d’inserimento” (in un primo tempo nomate ‘classi ponte’, ma pareva brutto il termine) per lo studio della lingua italiana, classi propedeutiche all’ingresso nelle classi permanenti. Nel testo della mozione, tra l’altro, leggiamo che questa è ‘discriminazione transitoria positiva’, viene perciò spontaneo dedurre che il parlamento italiano perciò autorizzi qualunque cittadino ad arrogarsi la pretesa di poter discriminare positivamente, ci mancano solo i dati per poter stabilire quando e chi può stabilire la positività della discriminazione, ma se del caso lo stabilirà la corte costituzionale se avrà ancora un po’ di tempo visto che in questo periodo è molto occupata. Gli stranieri sono gli immigrati fuori dalla Comunità europea, gli unici destinatari di questa delibera. Con questa mozione si assume che i cittadini belgi,olandesi, danesi sanno l’italiano più degli stranieri? Non credo proprio. “Le classi ponte per gli studenti stranieri – sostiene inoltre il direttore di Famiglia cristiana don Sciortino, in un’intervista al Corriere della Sera – complicano l’integrazione e puntano all’espulsione degli immigrati“. Con questi provvedimenti, aggiunge, si costruisce “l’humus in cui nascono continui episodi di intolleranza, violenza e razzismo“.

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Pisa Città antirazzista – 1

Nello scorso consiglio ho presentato un ordine del giorno su un tema molto delicato, ma purtroppo molto attuale: l’aumento degli episodi di razzismo e la deriva xenofoba del paese.

Il titolo era: “Di razza ce n’è solo una, quella umana” ed è stata approvato con l’appoggio dalla maggioranza e della Sinistra Arcobaleno (anche loro presentavano un documento simile). Astenuto Gorreri (Lista per Pisa) e contrari la PDL (ovviamente).

Ecco, più o meno, la traccia del mio intervento:

“Speravo non ci fosse bisogno di presentare questo un ordine del giorno. Un ordine del giorno forte, che è una sconfitta , perché significa che abbiamo perso i più semplici valori etici e morali. Il razzismo c’è. Allontanarlo da noi con un gesto di fastidio, non aiuta ad affrontarlo. Il razzismo esiste: in Italia come altrove. Sono fermamente convinto che ora però stiamo passando il limite. Chi si domanda se c’è un’ondata di razzismo in questi giorni, chi risponde che non si può parlare di razzismo, chi semplicemente non sa come valutare i fenomeni di questi giorni può dare un’occhiata al rapporto RAXEN curato dall’Agenzia per i diritti fondamentali dell’Ue e che esiste dal 2002.

Ebbene nel periodo dell’ultimo studio, che comprende l’anno 2007, gli episodi comprovati di razzismo commessi da cittadini italiani verso cittadini extracomunitari sono stati 203, uno ogni 43 ore. In almeno 13 casi la discriminazione razziale è stata in tutto o in parte causa della morte dell’immigrato.

Sicuramente,quest’anno la situazione è peggiorata; gli episodi di violenza, solo nell’ultimo mese, sono stati quasi quotidiani.

Vorrei citare qualche esempio:

A Milano è possibile morire per un biscotto come è successo ad Abdoul Guiebrè, 19 anni, originario del Burkina faso ma italiano a tutti gli effetti. P oche ore dopo il delitto il pubblico ministero Roberta Brera nello stabilire che non c’ entra nulla il razzismo nell’ uccisione a sprangate al grido di «sporco negro di merda!» di Abdoul, colpevole di non aver pagato un pacchetto di biscotti Ringo. Dopo di che, sia il premier Berlusconi che il sindaco di Milano, hanno proclamato che nel «deprecato episodio non c’ entra il colore della pelle». Per il ministro della Difesa Ignazio La Russa «la xenofobia c’ entra, malgrado quello che dice il magistrato. Non sarà stato l’ elemento scatenante, ma non mi sento di dire che quel sentimento non c’ era».

A Parma prima umiliano una ragazza nera perché prostituta, poi massacrano di botte un ragazzo, Emmanuel,20 anni, colpevole di girare nel parco ed essere di colore come la maggior parte dei pusher. Questi avvenimenti evidenziano un’ impreparazione culturale di settori della forza pubblica nella pur necessaria opera di vigilanza e prevenzione anticrimine.

il ragazzo picchiato

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“Dammi quella mano…zingaro” ovvero 70 anni dopo la storia si ripete

schedature zingari

Tutto iniziò con la schedatura dei rom, la scientificità nello schedare il diverso, la volontà di identificare le razze considerate “inferiori”…poi dalla schedatura allo sterminio il passo è stato breve…pochi anni, milioni di morti. Nel 1935 si scriveva in Germania “Rassenzugehorigkeid-Zigeunerin”…”appartenenza di razza-zingara”

Oggi nel 2008 in Italia invece si scrive “Etnia- Rom di Serbia” “Ethnische zugehorigkeit- Rom von Serbien”.schedatura

Sono molto preoccupato dalla deriva razzista che sta prendendo questo paese, Il silenzio con il quale è passata la schedatura dei rom è preoccupante. Un recente sondaggio dice che il 47% si trova a disagio con i rom. Allora la risposta è che siamo un popolo di razzisti? Io credo di no. Siamo un popolo che si lascia facilmente influenzare dalla percezione di insicurezza che si è creata grazie alla destra e ai mass media.

Dove porta la strada della schedatura ai piccoli rom? «Si comincia così e poi si va avanti con l´allontanamento dalle scuole, le classi differenziate, le discriminazioni diffuse. Questo pesa terribilmente sul vissuto di un bambino che si sente trattato diversamente dai suoi coetanei, vive come un appestato, carico di ossessioni e nevrosi. E´ una ferita che dura una vita» dice Amos Luzzatto, ottuagenario presidente della Ucei, l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane.

La legge sulle impronte rom è una legge razziale. Non ci sono dubbi. Se per razzismo si intende ogni atteggiamento attivo di intolleranza (che può tradursi in minacce, discriminazione, violenza) verso gruppi di persone identificabili attraverso la loro cultura, religione, etnia, sesso, sessualità, aspetto fisico o altre caratteristiche (da wikipedia), allora questa è una legge razzista e quindi incostituzionale. L’articolo 3 recita:

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Un’attenta lettura dell’articolo 3 fa capire come questa legge va contro i principi fondamentali della costituzione.

Dopo un’altra legge razziale (quella che aggrava la pena agli extracomunitari trovati colpevoli di reato), ora bisogna ingoiare anche questa. Quale sarà la prossima? Gli arabi dovranno portare una fascia al braccio? Creiamo ghetti per i cinesi? Vietiamo l’ingresso ai negozi ai cani e agli zingari? (anche se questa piacerebbe a molti).

Io non sono contro il prendere le impronte digitali, ci sarebbe anche lo spazio nelle nuove carte d’identità elettroniche. L’unica cosa è che devono prenderle a tutti.TUTTI. Questo può essere molto utile per combattere la criminalità: italiani e immigrati che danno allo Stato italiano la loro impronta per associarla a un nome. Quindi anche chi fornisce false generalità può essere associato a un’impronta e successivamente se fermato si possono controllare facilmente i suoi precidenti.

Se si fa per i rom e basta non è una misura di sicurezza, ma una misura razzista e sono contento che oggi il Parlamento Europeo, con 336 sì, 220 no e 77 astenuti, abbia approvato una risoluzione sulle impronte ai nomadi, presentata da Pse, Verdi, Liberaldemocratici e Sinistra europea. Da Repubblica: “Gli europarlamentari hanno approvato un emendamento al testo della risoluzione col quale si esortano le autorità italiane “ad astenersi dal procedere alla raccolta delle impronte digitali dei rom, inclusi i minori e dall’utilizzare le impronte digitali già raccolte in attesa dell’imminente valutazione delle misure previste annunciata dalla Commissione, in quanto questo costituirebbe chiaramente un atto di discriminazione diretta fondata sulla razza e l’origine etnica”.

Questa legge non migliorerà la nostra sicurezza, ma aumenterà l’odio nei confronti dei rom, la percezione di insicurezza, l’intolleranza ma soprattutto diminuirà l’integrazione.

Chi protegge questa legge dice che difenderà i bambini Rom dai soprusi. Bene, allarghiamo la schedatura anche ai figli degli 800000 uomini legati alle mafie. O vogliamo che diventano criminali?

Non capisco il silenzio del mio partito. Anzi alcuni suoi esponenti, come il sindaco di Torino CHiamparino, che dice “Favorevole alle impronte digitali prese agli stranieri se maggiorenni, per i bambini lo è solo in casi eccezionali: quando sono senza genitori o personali responsabili.” Un partito che ha come valore principe l’antirazzismo su questo deve lottare e fare le barricate. Più che per le leggi ad personam bisogna battersi molto di più per le leggi contra personas.

Proprio oggi a San Rossore si tiene un seminario per non scordare il 70° anniversario dalle Leggi Razziali del ’38, quando c’era un razzismo di stato. A volte la storia è stronza.