Gaber ha provato a dare una risposta a questa domanda con una geniale canzone. Ma purtroppo la realtà è molto più complessa. La risposta più semplice per me è che essere di destra significa pensare solo a se stessi, essere di sinistra significa pensare anche agli altri. Sinistra è una parola bella, è un’insieme di valori, di passioni, di programmi. Io sono di sinistra non solo se mi autodefinisco così, non solo perchè faccio parte di un partito che si colloca in questa area.
Sono di sinistra se di fronte alla solitudine di un’anziana, che con la sua pensione arriva a malapena a fine mese e non riesce ad avere le migliore cure, mi accorgo che anche la mia vita è più povera e quindi mi impegno perchè del benessere di quest’anziana si prenda cura una rete di servizi sostenuta dalle istituzioni, dal volontoriato, dalle associazioni.
Sono di sinistra se davanti alle rinunce e ai sacrifici di una famiglia di 4 persone che prende circa 1200 euro il mese, anche la mia vita perde qualcosa.
Sono di sinistra sei problemi di un’attesa di mesi di un malato che aspetta le cure o le operazioni che gli restituiranno salute e serenità è anche un mio problema.
Sono di sinistra se la frustrazione di un giovane precario che guadagna 7 euro l’ora rispondendo ininterrottamente per ore in un call center e non può avere la certezza del futuro è anche la mia frustrazione.
Sono di sinistra se gli anni di attesa di un giovane universitario per diventare un ricercatore che guadagna meno di 1000 euro, minano anche il mio futuro.
Sono di sinistra se il dramma di una persona che lascia la sua terra, stipato in navi bestiame, che rischia la vita, è anche il mio dramma e se il mio impegno è affinchè a questa persona vengano date assistenza e opportunità, insieme al dovere di rispettare la legge.
Sono di sinistra se la disperazione di un contadino del Sud del Mondo che vede il suo terreno arido per colpa della desertificazione è anche la mia disperazione.
Sono di sinistra se la richiesta di rispetto dei diritti umani in Cina e l’indipenza del Tibet è anche la mia richiesta.
Sono di sinistra quando si può pensare che è ancora possibile cambiare il mondo (in meglio eh!).
Sono di sinistra quando sono attento al sociale e anche nel programma si può vedere:
- Mantenere e consolidare i servizi alla persona come condizione essenziale per la qualità della vita e delle pari opportunità.
- Dopo l’azzeramento delle liste di attesa per i nidi, creare nuovi servizi, complementari e sussidiari, per arrivare oltre il 40% della domanda potenziale,rafforzando l’idea di un servizio essenziale per i cittadini.
- Rendere i servizi all’infanzia più flessibili, allungando i tempi di apertura durante il giorno e nei periodi estivi
- Contrastare sul fronte socio-educativo il disagio sociale e l’abbandono scolastico con particolare attenzione alle fasce meno protette della popolazione e favorire l’integrazione sociale e culturale dei bambini stranieri.
- Promuovere interventi di educazione non formale, che integrandosi con gli interventi scolastici, offrano ulteriori opportunità di educazione e socializzazione (ludoteche, laboratori pomeridiani, ecc.
- Migliorare l’assistenza domiciliare sociale e sanitaria.
- Puntare al raddoppio dell’assistenza domiciliare.
- Definire un piano di abbattimento delle barriere architettoniche su base decennale in collaborazione con tutte le istituzioni cittadine
- Individuare nuove aree per la realizzazione di edilizia sociale.
- Ricercare nel mercato alloggi da locare a canone concordato per le esigenze abitative dei cittadini con particolare attenzione ai giovani (giovani coppie, studenti fuori sede) e gestire le pratiche di locazione.
- Attivare un fondo di rotazione per il sostegno all’inquilino in caso di difficoltà momentanea a pagare il canone.
- Sostenere un offerta di appartamenti a canone concordati. Favorire percorsi di partecipazione alla vita della città, realizzando momenti di comunicazione e di incontro con le comunità di stranieri.