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	<title>Marco Bani &#187; Politica Estera</title>
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		<title>Diplomazia 2.0. Come cambia lo scenario politico mondiale grazie a un semplice sito</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Nov 2010 09:55:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Estera]]></category>
		<category><![CDATA[Wikileaks]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Da ieri la diplomazia internazionale è cambiata. E&#8217; caduto il velo dei falsi sorrisi, delle dichiarazioni ipocrite, delle amicizie simulate. Tutto questo è stato possibile da un sito, Wikileaks, che ha svelato diversi rapporti segreti del Dipartimento di Stato Americano, l&#8217;opinione di ambasciatori e funzionari su diversi leader mondiali e su questioni ancora scottanti.</p> <p>Alla fine, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da ieri la diplomazia internazionale è cambiata. E&#8217; caduto il velo dei falsi sorrisi, delle dichiarazioni ipocrite, delle amicizie simulate. Tutto questo è stato possibile da un sito, <a href="http://wikileaks.org/">Wikileaks</a>, che ha svelato diversi rapporti segreti del Dipartimento di Stato Americano, l&#8217;opinione di ambasciatori e funzionari su diversi leader mondiali e su questioni ancora scottanti.</p>
<p>Alla fine, in un modo quasi brutale,  si sta capendo il notevole impatto portato da Internet e dalle nuove tecnologie sullo scenario politico internazionale. Ma cos&#8217;è Wikileaks?</p>
<p><strong><em>WikiLeaks</em></strong><em> (da </em><em>leak</em><em>, &#8220;perdita&#8221;, &#8220;fuga [di notizie]&#8221; in inglese) è un&#8217;organizzazione internazionale che riceve in modo anonimo, grazie a una &#8220;cassetta della posta&#8221; protetta da un potente sistema di criptaggio, documenti coperti da segreto e poi li mette in rete sul proprio <a title="Sito web" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sito_web">sito web</a>. </em><em>WikiLeaks</em><em> riceve, in genere, documenti di carattere governativo o aziendale da fonti coperte dall&#8217;<a title="Anonimato" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Anonimato">anonimato</a>. L&#8217;organizzazione si occupa di verificare l&#8217;autenticità del materiale e poi lo pubblica tramite i propri <a title="Server web" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Server_web">server</a> dislocati in <a title="Belgio" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Belgio">Belgio</a>e <a title="Svezia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Svezia">Svezia</a> (due Paesi con leggi che proteggono tale attività), preservando l&#8217;anonimato degli informatori e di tutti coloro che sono implicati nella &#8220;fuga di notizie&#8221;. </em><span style="font-size: 13.3333px;"><em>WikiLeaks vuole essere &#8220;una versione irrintracciabile di <a title="Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia">Wikipedia</a> che consenta la pubblicazione e l&#8217;analisi di massa di documentazione riservata&#8221;. Lo scopo ultimo è quello della trasparenza da parte dei governi quale garanzia di giustizia, di etica, di una più forte democrazia. </em>(da Wikipedia)</span></p>
<p>La diplomazia, storicamente, è sempre stata elitaria. Le informazioni su uno Stato estero, la valutazione della vita privata di un leader, sono obbligatoriamente segrete perchè devono essere  I rapporti fra due Stati e le valutazioni private dei vari leader sono informazioni riservate che si scambiano poche persone e devono essere chiare e sincere per permettere ai leader di prendere delle decisioni oculate e precise.</p>
<p>La giornata di ieri ribalta tutto questo. Non aggiunge niente a quello che sapevamo già: l&#8217;Iran considerato uno stato &#8220;fascista&#8221;, Israele non mantiene le promesse, la Merkel è tosta ma troppo razionale, Sarkozy è malato di egocentrismo, Karzai è inaffidabile, Putin autoritario e machista, Gheddafi pieno di strane ossessioni, il governo cinese che mette lo zampino nell&#8217;attacco degli hacker a Google. Per non parlare di Berlusconi: <strong>&#8220;Portavoce di Putin, fa festini, è incapace&#8221;. Scusate, dov&#8217;è lo scoop? </strong></p>
<p>I documenti rilasciati da Wikileaks rivelano che la politica è molto più trasparente di quanto non si creda, che ormai i media possono tracciare il profilo di una nazione e di un capo di  Stato senza avere una laurea in relazioni internazionali o senza essere diplomatici.</p>
<p>Wikileaks ha solo svelato l&#8217;ovvio,  è il bambino che nella famosa favola urla &#8220;il re è nudo&#8221;. Un bambino che però ha la possibilità di certificare quello che dice. Questa fuga di notizie ( o hackeraggio, non si sa ancora) ha <span style="font-size: 13.3333px;">dimostrato l&#8217;incapacità di concepire la diplomazia nella maniera tradizionale. D&#8217;ora in avanti funzionari e diplomatici mentiranno nelle valutazioni, con la paura di essere scoperti? Falseranno così le decisioni dei vari leader che per non incorrere in imbarazzi o conseguenze peggiori preferiranno una politica estera più cauta? Le relazioni internazionali tra alcuni paesi sono irrimediabilmente distrutte? Andremo verso un inasprirsi delle situazioni già a rischio (Iran, Corea)?</span></p>
<p>E&#8217; troppo  presto per capire cosa succederà, ma la diffusione di un grosso quantitativo di documenti riservati della nazione più potente del mondo può cambiare concretamente gli equilibri geo-politici. Forse anche in peggio. Colpa anche di una politica che non ha saputo sfruttare i nuovi strumenti tecnologici, ma che ha sempre cercato di emarginarli e soffocarli.</p>
<p>Ma la vendetta di Internet è &#8220;esplosa&#8221; grazie a un sito che nasce con lo scopo di &#8221; portare trasparenza e democrazia&#8221;. E&#8217; davvero così? Non si rischia di creare altri conflitti con conseguenze nefaste sulla vita di molti civili? In un sondaggio di Repubblica.it a caldo dopo il rilascio delle informazioni segrete, più del 70% vede in maniera positiva il lavoro portato avanti da Wikileaks. C&#8217;è voglia di chiarezza, soprattutto in uno Stato come l&#8217;Italia che ha visto nella sua storia recente diversi punti oscuri e numerosi segreti di Stato. Non sarebbe l&#8217;ora di avere un nostro &#8220;wikileaks&#8221; , per sapere qualcosa di più su Ustica, Piazza Fontana e le altre stragi che ancora gridano verità?</p>
<p>Con i nuovi sviluppi offerti da Wikileaks ci sono alcune riflessioni da fare: c&#8217;è seriamente il rischio della morte della politica estera o  può esserci una diplomazia più trasparente, privata della sua segretezza, una diplomazia 2.0?</p>
<p>Alla politica l&#8217;ardua sentenza.</p>
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		<title>Should i stay or should i go? [Afghanistan]</title>
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		<pubDate>Tue, 18 May 2010 07:37:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Estera]]></category>
		<category><![CDATA[afghanistan]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Should i stay or should i go, cantavano i Clash nel lontano 1982. La stessa domanda ce la poniamo noi quando succede qualcosa ai nostri militari all&#8217;estero. Altri due ragazzi sono morti in quell&#8217;inferno che noi stessi abbiamo contribuito a creare. Un pezzo di terra dalla bellezza mozzafiato, ma che da anni non trova pace, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://worldonfocus.files.wordpress.com/2009/12/afghanistan.jpg" alt="" width="360" height="288" /><a href="http://www.youtube.com/watch?v=bYxkvAwIjzQ">Should i stay or should i go</a>, cantavano i Clash nel lontano 1982.<strong> La stessa domanda ce la poniamo noi quando succede qualcosa ai nostri militari all&#8217;estero. </strong>Altri due ragazzi sono morti in quell&#8217;inferno che noi stessi abbiamo contribuito a creare<strong>. Un pezzo di terra dalla bellezza mozzafiato, ma che da anni non trova pace, che ha visto il susseguirsi di guerre, violenze e sofferenza. </strong>Lontano dalla stabilità economica e politica, l&#8217;Afghanistan è occupato dalle forze della Nato. Noi paghiamo il nostro contributo con <strong>2.800 militari, ai quali se ne aggiungeranno altri 1000 a Giugno,</strong> conseguenza dell&#8217;impegno preso per cercare di controllare la zona in maniera più capillare. Siamo ormai invischiati in questo pantano da quasi 9 anni. Il fallimento dell&#8217;operazione iniziata dopo l&#8217;attacco alle Torri Gemelle è sempre dietro l&#8217;angolo. Ormai l&#8217;Afghanistan è controllato per la maggior parte dai Taliban e la Nato si sta giocando l&#8217;ultima carta, il <em>surge</em>, il rinforzo, per provare a riprendere il controllo di una s<strong>ituazione da troppo tempo impazzita.</strong> <strong>Noi ci dimentichiamo di quel pezzo di terra</strong> per tutto l&#8217;anno, quando improvvisamente, notizie di morte ci rinfrescano la memoria e riportano l&#8217;interesse su quel conflitto senza fine. <strong>E&#8217; di un&#8217;ipocrisia infinita  e crudele non aspettarsi perdite quando i nostri militari vengono mandati in scenari di guerra.</strong> Perchè in l&#8217;Afghanistan ci saremo anche in missione di pace, ma la semantica mi insegna che si cerca la pace dove c&#8217;è la guerra.</p>
<p>E i politici italiani ci regalano ancora una volta uno<strong> spettacolo desolante</strong>, con la Lega che urla di &#8220;voler far tornare a casa i militari&#8221; per poi in Parlamento votare ogni volta per il rifinanziamento delle missioni all&#8217;estero. I<strong>l solito siparietto mediocre, che soffia sulle emozioni per ottenere il consenso anche durante le tragedie</strong>.</p>
<p>La soluzione? Non è così semplice. Q<strong>uando si tratta di politica internazionale sono tante, troppe le pedine sullo scacchiere.</strong></p>
<p>Ma una via d&#8217;uscita ce la suggerisce la canzone dei Clash : <strong>If I go there will be trouble An&#8217; if I stay it will be double</strong> (Se me ne andrò saranno problemi e se resto ce ne saranno il doppio).</p>
<p>p.s: nel frattempo vi invito a leggere il<a href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=ROHSW"> bellissimo articolo di Rampoldi </a> scritto per Repubblica, dove viene analizzato lo stato della missione afghana e le possibili conseguenze di un ritiro Nato.</p>
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		<title>L&#8217;inferno</title>
		<link>http://www.marcobani.it/blog/2009/01/linferno/</link>
		<comments>http://www.marcobani.it/blog/2009/01/linferno/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 16 Jan 2009 00:36:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Estera]]></category>
		<category><![CDATA[gaza]]></category>
		<category><![CDATA[israele]]></category>
		<category><![CDATA[medio oriente]]></category>

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		<description><![CDATA[<p></p> <p class="MsoNormal">Non è facile commentare quello che sta succedendo a Gaza. Anni di lotte, di guerre, di tradimenti, di patti non rispettati hanno minato ogni razionalizzazione del conflitto e reso difficile ogni analisi. Chi è il “cattivo”? Israele che con la sua soverchiante forza militare sta massacrando un popolo, o Hamas, che nel suo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" title="gaza" src="http://cache.boston.com/universal/site_graphics/blogs/bigpicture/gaza_01_07/26a_17502705.jpg" alt="" width="704" height="463" /></p>
<p class="MsoNormal">Non è facile commentare quello che sta succedendo a Gaza.<span> </span>Anni di lotte, di guerre,<span> </span>di tradimenti, di patti non rispettati hanno minato ogni razionalizzazione del conflitto e reso difficile ogni analisi. <strong>Chi è il “cattivo”?</strong> Israele che con la sua soverchiante forza militare sta massacrando un popolo, o Hamas, che nel suo statuto si professa di annichilire Israele e lancia razzi verso civili?</p>
<p class="MsoNormal">Di sicuro posso dire chi sta soffrendo di più, ed è il <strong>popolo palestinese</strong>, da non confondere mai con Hamas.</p>
<p class="MsoNormal"><span id="more-88"></span></p>
<p class="MsoNormal"><strong>In quasi 20 giorni di offensiva israeliana, le vittime civili sono più di mille.</strong> Di questi mille più di 300 sono bambini .<span> </span>Un giusto prezzo per la sicurezza di Israele? Un sacrificio in nome della futura pace? Scudi umani da parte di Hamas per alimentare l’odio contro Israele?</p>
<p class="MsoNormal">Ci si stupisce e ci si indigna quando Hamas dice di avere migliaia di kamikaze a sua disposizione pronti a farsi esplodere. Ma si è mai pensato come mai? <strong>Quando<span> </span>un popolo vive nella povertà, nell’ingiustizia, gli rimane solo la forza della disperazione che porta inevitabilmente a scelte estremiste, come è stata l’elezione di Hamas nel Gennaio 2006. </strong>Una vittoria senza violenza, dettata solo dall’odio verso Israele e dalla consapevolezza dell’incapacità delle forze internazionali di creare tavoli di pace duraturi ed efficaci.</p>
<p class="MsoNormal"><strong>Come tutti gli estremismi anche Hamas ha solo peggiorato le cose</strong>, creando un’escalation di violenza che ha portato alla guerra civile e a un nuovo tipo di guerriglia con Israele: il lancio di razzi verso edifici: nel 2007 più di 2.000 sono stati i missili Qassam e le granate di mortaio palestinesi lanciati su Israele dalla striscia di Gaza, cioè il doppio di quelli lanciati nel 2006. Nel 2007 i lanci hanno causato la morte di due israeliani e 60 feriti.</p>
<p class="MsoNormal">Durante il giugno del 2007 la tensione tra Hamas e al-Fath, il partito del presidente dell&#8217;Autorità Nazionale Palestinese residente in Cisgiordania, sfociò in scontri aperti tra le due fazioni che in pochi giorni fecero oltre un centinaio di morti. Il 14 giugno 2007 Hamas, dopo una campagna militare efficace e violenta, conquistò la sede militare dell&#8217;ANP arrivando di fatto al controllo dell&#8217;intera Striscia di Gaza.</p>
<p class="MsoNormal"><strong>Dove era L’unione Europea quando si combatteva per le strade di Gaza</strong>? Dove erano gli Stati Uniti che, come hanno fatto per Israele, potevano aiutare militarmente il partito di al-Fath, l’unico interlocutore per un possibile dialogo di pace?</p>
<p class="MsoNormal">Hanno preferito lasciare che i due partiti si scannassero, creando altra devastazione e morte, terreno fertile per Hamas. Erano forse distratti dai problemi della guerra in Iraq? Pensavano forse che al-Fath e hamas si sarebbero distrutti a vicenda, eliminando il problema?</p>
<p class="MsoNormal">Cosa hanno fatto<span> </span>Ue e Usa? Considerando Hamas un&#8217;organizzazione terroristica, interruppero l&#8217;invio degli aiuti verso la Striscia di Gaza, alimentando sempre di più la crisi nel già martoriato popolo palestinese.</p>
<p class="MsoNormal">Iniziò contestualmente una nuova fase del conflitto tra Hamas ed Israele che vide, da parte palestinese, il lancio di razzi Qassam e tiri di mortaio contro installazioni e città israeliane e, da parte israeliana, un embargo verso la Striscia, missioni di guerra e cosiddetti assassinii mirati contro esponenti palestinesi giudicati particolarmente pericolosi per la sua sicurezza. <strong>La striscia di Gaza è sotto assedio.</strong></p>
<p class="MsoNormal"><strong>E il popolo palestinese continua la sua inesorabile discesa<span> </span>verso condizioni disumane, in una spirale di carestie e disperazione.</strong></p>
<p class="MsoNormal">Nell&#8217;ambito di una tregua di sei mesi, mediata nel giugno 2008 dall&#8217;Egitto, Hamas accettò di porre fine al lancio dei razzi in cambio di un alleggerimento del blocco da parte di Israele. Il cessate-il-fuoco, però, non fu completamente osservato, soprattutto da parte israeliana: si sono contati 49 palestinesi uccisi nel periodo di tregua. Inoltre Israele non ha rispettato la parte centrale dell&#8217;accordo, che prevedeva l&#8217;alleggerimento del blocco: invece dei 450 camion di aiuti giornalieri previsti, al massimo a una settantina era concesso attraversare i confini di Gaza, aggravando le condizioni di vita di una popolazione che sopravvive in gran parte grazie ad aiuti umanitari. Israele il 4 novembre ha violato per prima i termini della tregua, e precisamente , con un attacco dentro il territorio di Gaza che ha ucciso 6 palestinesi.</p>
<p class="MsoNormal">Forse Hamas trova la scusa per iniziare di nuovo con il lancio di missili, continuando per un mese a far piovere razzi su Israele. Personalmente<span> </span>mi sembra veramente un’arma da disperati,<span> </span>usata solo per creare terrore nelle zone di confine e per provocare Israele, perché i danni agli edifici è minimo. Ho fatto una ricerca per quantificare i morti e non sono riuscito a trovare niente se non la notizia di un ordigno lanciato da Gaza verso il territorio israeliano che è caduto per errore su una casa palestinese a Bet Lahiya, uccidendo due giovani sorelle di 5 e 13 anni.</p>
<p class="MsoNormal">Di fronte a una continua offensiva di Hamas non si può non reagire. Il problema è che ci sono svariati modi per farlo.<span> </span><strong>Israele ha scelto una strada, quella della violenza estrema, assolutamente non condivisibile.</strong> Un bombardamento a tappeto, indiscriminato, voluto per infliggere una punizione ad Hamas. <strong>Un’invasione che semina terrore, morte e distruzione.</strong> Golia contro Davide. Emblematiche le immagini di palestinesi che tirano sassi ai tank israeliani. Una potenza nucleare contro un popolo ridotto allo stremo delle forze, con tecnologie arretrate. Un atto di forza che ricorda le rappresaglie naziste del ”per ogni tedesco morto, 10 civili trucidati” (in questo caso molti di più).</p>
<p class="MsoNormal">Questo è il drammatico<span> </span>scenario riportato da una delegazione di europarlamentari, in visita nella Striscia di Gaza, durante una fragile pausa:</p>
<p class="MsoNormal"><em>Rafah, nella striscia di Gaza, è una città fantasma. Palazzi sbriciolati, come se una gigantesca mano li avesse accartocciati e rigettato a terra quello che ne rimaneva, polvere, rovine e morte. Nelle poche strade ancora percorribili solo macchine saltate in aria, sventrate dalle esplosioni, che esalano quell&#8217;odore acre della plastica bruciata. E poi scarpe abbandonate, borse, mucchi di stracci che qualcuno in fuga ha pensato fossero troppo ingombranti mentre si corre tra una bomba e l&#8217;altra in cerca di un possibile rifugio. In giro non c&#8217;è un&#8217;anima viva. Sedici giorni di bombardamenti continui hanno riportato Rafah a un Medio Evo moderno.( repubblica.it)</em></p>
<p class="MsoNormal"><strong>Hamas è una cellula terroristica, non c’è ombra di dubbio, ma se il terrorismo è “una forma di lotta politica che consiste in una successione di azioni clamorose, violente e premeditate (attentati, omicidi, stragi, sequestri, sabotaggi, ecc.) ai danni di nazioni, governi, gruppi etnici o fedi religiosi che si basa sul creare terrore nella popolazione”, allora cari miei, Israele sta commettendo terrorismo di stato e non legittima difesa</strong>. Quando si bombardano indiscriminatamente case, moschee, scuole perché si pensa che ci sia una figura legata ad Hamas non pensando alle possibili perdite civili, io lo chiamo terrorismo.</p>
<p class="MsoNormal"><strong>Se Hamas si vanta di avere camionate di kamikaze è perché siamo stati noi a crearli.</strong> Ogni padre che ha perso un figlio, ogni fratello che ha perso un familiare, ogni famiglia che ha perso la casa. Tutte persone disperate che alimentano il bacino di Hamas e vengono spinte ad atti contro natura, dettati solo dall’odio di chi ha provocato il male e indottrinati dai fanatici della religione.</p>
<p class="MsoNormal">La soluzione? Se fosse così facile non si sarebbero versati fiumi d’inchiostro. Le proposte più sensate sono:</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-indent: -18pt;"><!--if !supportLists--><span><span>-<span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; -x-system-font: none;"> </span></span></span><!--endif-->Immediata cessazione<span> </span>di ogni tipo di ostilità</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-indent: -18pt;"><!--if !supportLists--><span><span>-<span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; -x-system-font: none;"> </span></span></span><!--endif-->Ripresa di un piano di aiuti umanitari</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-indent: -18pt;"><!--if !supportLists--><span><span>-<span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; -x-system-font: none;"> </span></span></span><!--endif-->Togliere l’embarco a Gaza</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-indent: -18pt;"><!--if !supportLists--><span><span>-<span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; -x-system-font: none;"> </span></span></span><!--endif-->Forza internazionale a pattugliare il confine</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-indent: -18pt;"><!--if !supportLists--><span><span>-<span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; -x-system-font: none;"> </span></span></span><!--endif-->Rilancio di Al fatah<span> </span>come forza interlocutrice per la pace</p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">Né con Hamas, né con Israele. Io cerco di lottare per non vedere più <a href="http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/esteri/bambini-gaza/1.html">questo</a> .</p>
<p class="MsoNormal">
<div class="MsoNorma  mce_tmp="> &lt; &gt;&lt;&#8211;&gt;</div>
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		<title>Good morning Afghanistan</title>
		<link>http://www.marcobani.it/blog/2008/12/good-morning-afghanistan/</link>
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		<pubDate>Wed, 10 Dec 2008 00:10:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Estera]]></category>
		<category><![CDATA[afghanistan]]></category>

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		<description><![CDATA[<p class="home_middle">Da ICOS, the international council on security:</p> <p class="home_middle">The Taliban now holds a permanent presence in 72% of Afghanistan, up from 54% a year ago. Taliban forces have advanced from their southern heartlands, where they are now the de facto governing power in a number of towns and villages, to Afghanistan’s western and north-western [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="home_middle">Da ICOS, the international council on security:</p>
<p class="home_middle"><em>The Taliban now holds a permanent presence in 72% of Afghanistan, up from 54% a year ago. Taliban forces have advanced from their southern heartlands, where they are now the de facto governing power in a number of towns and villages, to Afghanistan’s western and north-western provinces, as well as provinces north of Kabul. Within a year, the Taliban&#8217;s permanent presence in the country has increased by a startling 18%. </em></p>
<p class="home_middle"><em>Three out of the four main highways into Kabul are now compromised by Taliban activity. The capital city has plummeted to minimum levels of control, with the Taliban and other criminal elements infiltrating the city at will. </em></p>
<p class="home_middle">Per chi non conoscesse la lingua d&#8217;Albione: in Afghanistan le forze Nato stanno perdendo il controllo del territorio, controllato dai Talebani per il 72%.</p>
<p class="home_middle"><strong>Vivissimi complimenti agli Stati Uniti e alla Nato.</strong> Montagne di soldi pubblici e migliaia di vittime innocenti per un&#8217;altra guerra assurda. Continuiamo a farci del male. Non impareremo mai.</p>
<p><a href="http://secondlife.com/land/privatepricing.php"></a></p>
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