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	<title>Marco Bani &#187; Berlusconi</title>
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		<title>È iniziata la rivoluzione e io non ho niente da mettermi</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Nov 2011 13:11:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Ero a Roma alle 21.42 di Sabato. Ho festeggiato insieme a tanti altri la fine di un governo politicamente, socialmente, economicamente e umanamente disastroso. È finita come era iniziata, con un videomessaggio. Già la politica fatta in televisione. Buffo, Berlusconi entra in politica per portarci dentro il mondo economico, per poi venire cacciato dagli stessi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ero a Roma alle 21.42 di Sabato. Ho festeggiato insieme a tanti altri la fine di un governo politicamente, socialmente, economicamente e umanamente disastroso. È finita come era iniziata, con un videomessaggio. Già la politica fatta in televisione. Buffo, Berlusconi entra in politica per portarci dentro il mondo economico, per poi venire cacciato dagli stessi mercati che avevano fatto la sua fortuna personale. It&#8217;s the economy, stupid. Adesso, passata la sbornia del dolce weekend, resta un po&#8217; di amaro in bocca. E ora?<br />
Non cambia niente. C&#8217;è da costruire l&#8217;unica cosa che avrebbe sconfitto Berlusconi: la politica. Perchè l&#8217;analisi drammaticamente più pungente e veritiera è: bastava non votarlo. Voglio vedere ora se, tolto l&#8217;enorme masso che ci ostruiva l&#8217;orizzonte e la strada, possiamo riprendere il cammino.<br />
Per ora mi sento così: &#8220;oddio è iniziata la rivoluzione e io non ho niente da mettermi&#8221;</p>
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		<title>Scacco matto all&#8217;Italia?</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 09:37:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bani</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sembra che l&#8217;Italia da qualche giorno sia impegnata in un&#8217;enorme partita a scacchi. Da una parte c&#8217;è Silvio Berlusconi, il Re, con tutti i suoi alfieri e le sue regine a proteggerlo, mentre le sue pedine si muovono imprevedibilmente. Dall&#8217;altra il capo dello Stato Giorgio Napolitano, con Bersani e Casini come torri. A una mossa dell&#8217;uno, l&#8217;altro risponde. Uno non si rassegna a dimettersi, l&#8217;altro nomina Monti Senatore a vita.  Un gioco di tattica, tempismo e scelte sofferte, disturbato da fattori esterni come i mercati, che cercano di ribaltare il tavolo da gioco, e giocatori rimasti fuori, come Di Pietro e la Lega, che vorrebbero iniziare una nuova partita, per una manciata di voti in più, fregandosene degli effetti che potrebbero produrre sulla scacchiera.<br />
La partita deve <a href="http://civati.splinder.com/post/25742977/fare-presto-in-tutti-i-sensi">finire presto</a>, evitando ogni arrocco possibile,  perchè i giocatori passano, ma <a href="http://www.repubblica.it/economia/2011/11/10/news/fuga_di_capitali_e_blocco_dei_conti_cosa_succede_se_l_italia_fallisce-24758407/">l&#8217;unica a subire scacco matto</a> è l&#8217;Italia. </p>
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		<title>Non siamo antiberlusconisti. E&#8217; lui che è Berlusconi.</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 07:41:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[banda larga]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>No, non siamo antiberlusconisti. Non odiamo il Primo ministro. E&#8217; solo che lo riteniamo totalmente inadatto a governare. Le sue scelte distruttive per l&#8217;Italia, le sue politiche conservatrici e senza prospettiva</p> <p>Come quando fa sparire gli 800 milioni destinati alla banda larga, che dovrebbero colmare il gap digitale che abbiamo con le altre nazioni europee. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>No, non siamo antiberlusconisti. Non odiamo il Primo ministro. E&#8217; solo che lo riteniamo totalmente inadatto a governare. Le sue scelte distruttive per l&#8217;Italia, le sue politiche conservatrici e senza prospettiva</p>
<p>Come quando fa sparire <a href="http://www.repubblica.it/economia/2011/10/12/news/banda_larga_svaniscono_800_milioni_sempre_pi_lontana_la_nuova_rete-23129702/">gli 800 milioni destinati alla banda larga</a>, che dovrebbero colmare il gap digitale che abbiamo con le altre nazioni europee. Eppure uno studio recente della Bocconi ha dimostrato che ogni 10 per cento di aumento di penetrazione della banda larga, la ricchezza di un paese in termini di Pil cresce dell&#8217;1 per cento. E ogni mille nuovi utenti di banda larga si creano 80 nuovi posti di lavoro. Un bel &#8220;tesoretto&#8221; lavorativo in tempi di crisi. Una vasta e migliore connessione a Internet è una chance imperdibile per l’Italia, un Paese senza materie prime, ma con un immenso patrimonio culturale, commerciale, artigiano, industriale per il quale il web potrebbe rappresentare un volano eccezionale. Ma evidentemente alla banda larga si preferisce il ponte (sullo) stretto.</p>
<p>Per non parlare dell&#8217;ambiente, questo sconosciuto. Tra piano casa e condoni edilizi, le politiche ambientali sono sempre state viste come un &#8220;fastidio&#8221; dal governo Berlusconi. Qualcosa di superfluo. E infatti in quattro annici sono stati  tagli per ben il 90% del budget: dal 1,3 miliardi di euro del 2008 a 120 milioni di euro nel 2012.   Soldi che verranno tolti al piano bonifiche, alla gestione dei parchi, alla lotta al Co2. Ma soprattutto non ci saranno più soldi contro il dissesto idrogeologico. In un paese che troppe volte ha già visto la tragedia degli allagamenti e delle frane, come Messina o il nostro Serchio, togliere risorse alla prevenzione del territorio è come giocare alla roulette russa: si spera sempre che il colpo in canna sia vuoto. Ma se non lo fosse?</p>
<p>Per questo è necessario cambiare. Uscire da questo tunnel infinito. Non siamo antiberlusconisti. E&#8217; lui che è Berlusconi.</p>
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		<title>Las elecciones inmediatamente</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Sep 2011 08:13:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Avete presente il ritornello portato avanti dalla destra, ma anche da molti esponenti del partito democratico: &#8220;se andiamo a votare ora l&#8217;Italia sarà di nuovo attaccata dagli speculatori e la situazione economica peggiorerà ancora di più. C&#8217;è il rischio di far crollare lo Stato&#8230; Falliremo&#8230;&#8221; Non so come fanno a essere così sicuri,perchè ora c&#8217;è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Avete presente il ritornello portato avanti dalla destra, ma anche da molti esponenti del partito democratico: &#8220;se andiamo a votare ora l&#8217;Italia sarà di nuovo attaccata dagli speculatori e la situazione economica peggiorerà ancora di più. C&#8217;è il rischio di far crollare lo Stato&#8230; Falliremo&#8230;&#8221;<br />
Non so come fanno a essere così sicuri,perchè ora c&#8217;è una grande contraddizione alle loro convinzioni che si chiama Spagna. Zapatero, vedendo crollare l&#8217;economia del suo Stato, consapevole che ormai il suo Governo non sapeva reagire agli attacchi speculatori ha annunciato già da molte settimane elezioni anticipate, che si svolgeranno fra poco, per provare soprattutto a ridare credibilità.<br />
Il risultato? Nonostante le difficoltà continuano a persistere, la Spagna non è nell&#8217;occhio del ciclone, con i mercati rassicurati dalle decisioni di Zapatero.<br />
Berlusconi e i suoi hanno chiaramente paura del voto, i nostri che invocano un governo tecnico troppo attaccati a tatticismi e soluzioni che non convincono e che sono poco realizzabili, dato che il Parlamento non ha il cuore politico di fare un esecutivo condiviso.<br />
La strada è semplice e lineare. Dimissioni immediate, percorso comune per il programma, campagna elettorale ed elezioni. Si può fare tutto in pochi mesi.<br />
Basta avere il coraggio di cambiare.<br />
Olè!</p>
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		<title>Bossi e l&#8217;eterno fascismo italiano</title>
		<link>http://www.marcobani.it/blog/2011/09/spezzare-leterno-fascismo-italiano/</link>
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		<pubDate>Mon, 19 Sep 2011 08:32:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bani</dc:creator>
				<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Sì, ha ragione Bossi. Ieri, durante il suo comizio di fronte ai padani, un po&#8217; pochini a dir la verità, il Senatùr ha parlato di un &#8220;fascismo risorgente&#8221; per via delle contestazioni promosse sabato,  a Venezia, dai centri sociali, che volevano protestare contro una manifestazioni di leghisti.</p> <p>Ma questo &#8220;nuovo fascismo&#8221; non è opera dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sì, ha ragione Bossi. Ieri, durante il suo comizio di fronte ai padani, un po&#8217; pochini a dir la verità, il Senatùr ha parlato di un &#8220;fascismo risorgente&#8221; per via delle contestazioni promosse sabato,  a Venezia, dai centri sociali, che volevano protestare contro una manifestazioni di leghisti.</p>
<p>Ma questo &#8220;nuovo fascismo&#8221; non è opera dei ragazzi contestatori. La loro è solo una disperata e poco lungimirante lotta contro un nemico che va sconfitto con le armi della democrazia, non con la violenza (verbale o fisica). La loro è solo miopia politica, come quella che abbiamo visto a Pisa Sabato scorso, quando un gruppo di antagonisti  ha tirato monetine alla festa di Futuro e libertà in Logge di Banchi, ostacolando paradossalmente un dibattito sulla legalità. Posso capire la disperazione, la protesta e la contestazione, ma ai ragazzi e ai giovani si chiede uno sguardo al futuro, non la nostalgia del passato.</p>
<blockquote><p>Primo Levi diceva saggiamente: <em>‎Ogni tempo ha il suo fascismo. A questo si arriva in molti modi, non necessariamente col terrore dell’intimidazione poliziesca, ma anche negando o distorcendo l’informazione, inquinando la giustizia, paralizzando la scuola.</em></p></blockquote>
<p>Adesso stiamo rivivendo un &#8220;nuovo fascismo&#8221;, che sfrutta le storture della democrazia per legittimarsi. Un&#8217;informazione dominata dai partiti, dove soprattutto gli uomini del Premier, tra televisioni e giornali, hanno la possibilità controllare e influenzare la comunicazione. Non è un mantra della sinistra antiberlusconiana, ma un dato oggettivo riportato annualmente anche da <a href="http://www.freedomhouse.org/">Freedom House</a> e <a href="http://en.rsf.org/">Reporter senza frontiere</a>.  Non parliamo della giustizia, con gli attacchi quotidiani alla magistratura, offesa e vituperata dalle dichiarazioni politiche dei &#8220;sicari&#8221; di Berlusconi. Infine la scuola pubblica: tagliata, spezzettata, smantellata. Distrutta.</p>
<p>Chiamalo  fascismo, chiamalo berlusconismo, chiamalo regime democratico. Chiamalo come ti pare. L&#8217;importante è che ce ne dobbiamo liberare. Lo possiamo fare con gli strumenti più adatti: non con il lancio delle monetine, non con le offese, non con assurde idee di secessione, ma con la politica. Presentarsi al voto rinnovati e freschi, con le stesse parole che riecheggiavano tra le bocche dei partigiani: libertà, giustizia e coraggio. Sembra un progetto lungo e difficile, ma non abbiamo tempo. Riprendiamoci lo Stato e spezziamo l&#8217;eterno fascismo italiano, come diceva un profetico Carlo Levi:</p>
<blockquote><p>Noi non possiamo oggi prevedere quali forme politiche si preparino per il futuro: ma in un paese di piccola borghesia come l’Italia, e nel quale le ideologie piccolo-borghesi sono andate contagiando anche le classi popolari cittadine, purtroppo è probabile che le nuove istituzioni che seguiranno al fascismo, per evoluzione lenta o per opera di violenza, e anche le più estreme e apparentemente rivoluzionarie fra esse, saranno riportate a riaffermare, in modi diversi quelle ideologie; ricreeranno uno Stato altrettanto, e forse di più, lontano dalla vita, idolatrico e astratto, perpetueranno e peggioreranno, sotto nomi nuovi e nuove bandiere, l’eterno fascismo italiano&#8230;&#8221; <em>Carlo Levi, Cristo si è fermato a Eboli, 1945</em></p></blockquote>
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		<title>La storia si ripete. Nerone vs Berlusconi</title>
		<link>http://www.marcobani.it/blog/2011/09/la-storia-si-ripete-nerone-vs-berlusconi/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Sep 2011 07:25:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[Governo Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Ci sono tante fantastiche leggende  sulla vita di Nerone. Una delle più suggestive è quella dell&#8217;imperatore che, mentre Roma va a fuoco, cerca il punto più alto della città e si mette a suonare la lira, estasiato da quell&#8217;immagine di orrore e violenza.</p> <p>Nouriel Roubini, docente ed economista turco, professore di economia alla New York University è chiamato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono tante fantastiche leggende  sulla vita di Nerone. Una delle più suggestive è quella dell&#8217;imperatore che, mentre Roma va a fuoco, cerca il punto più alto della città e si mette a suonare la lira, estasiato da quell&#8217;immagine di orrore e violenza.</p>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nouriel_Roubini">Nouriel Roubini</a>, docente ed economista turco, professore di economia alla New York University è chiamato anche MR.Doom, ovvero Mister Apocalisse, perchè aveva previsto qualche anno prima la crisi finanziaria che è scoppiata nel globo. Non gli avevano dato credito allora, accusandolo di pessimismo e allarmismo. Già. Ha un canale twitter molto seguito e pochi giorni fa ha scritto una serie di passaggi sull&#8217;Italia che in pochi caratteri raccontano la caduta e il declino del nostro Paese.</p>
<p><em>&#8220;Italy&#8217;s crisis is one of confidence as much as fundamentals. Markets lost faith in the credibility of Italy&#8217;s government leader, Berlusconi&#8221;</em> Questo è il più scontato, credo l&#8217;abbiano capito in molti ormai. L&#8217;Italia ha perso credibilità nei mercati internazionali per colpa di Berlusconi e del suo governo, troppo rissoso e inconcludente durante i giorni neri del tracollo di Piazza Affari.</p>
<p><em>&#8220;In all EZ crisis countries government change: Greece, Ireland, Portugal; in Spain elections/change coming. The only one stalling is Italy&#8221;.</em> Un&#8217;altra anomalia italiana: durante la crisi dell&#8217;Eurozona in Grecia, Irlanda e Portogallo i governi sono cambiati, per dare spazio al popolo, in modo che decida chi deve affrontare la crisi, se continuare con quelli che hanno condotto gli Stati vicino al fallimento o dare la responsabilità ad altri. In Spagna Zapatero ha convocato le elezioni in anticipo rispetto alla naturale scadenza, dato che ormai non aveva più le condizioni politiche per andare avanti. L&#8217;anomalia italiana è sempre più evidente: non è bastato il balletto sulla manovra, diventata la barzelletta dell&#8217;Europa per via dei suoi cambi repentini e giornalieri, un suicidio politico-economico di fronte ai mercati. Non è bastata la prova di una maggioranza rissosa e litigiosa, incapace di essere responsabili di fronte alla tempesta. Anche dopo l&#8217;emanazione dell&#8217;ultima bozza, i mercati hanno reagito male, puntando ormai sul fallimento della nostra economia.</p>
<p>E qui viene l&#8217;ultimo tweet, il più bello e drammaticamente vero.<em> &#8220;Berlusconi, as Nero who fiddled while Rome burned, refuses 2 go. He&#8217;d rather see Italy burn rather than exit gracefully 2 let others save it&#8221;</em> Berlusconi, come Nerone suonava mentre Roma bruciava, rifiuta di andare. Preferisce vedere l&#8217;Italia bruciare piuttosto che uscire e lasciare che siano altri a salvarla. E qui la commedia della manovra si trasforma in tragedia. Un governo che ha perso ancora di più credibilità internazionale, diviso su tutto, rimane sempre lì, su quelle poltrone. Berlusconi sa benissimo che lasciare ora significherebbe la sua fine politica e preferisce affondare tutti insieme. Mal comune mezzo gaudio, al massimo lui si consola con i suoi miliardi di euro.</p>
<p>La tempesta è ancora in atto. La situazione drammatica. La manovra in discussione ora in Parlamento potrebbe non bastare più fra poche settimane, costringendoci a un&#8217;altra manovra di lacrime e sangue a breve. O magari non ne avremo il tempo, imprigionati in un vortice dal quale è quasi impossibile uscire.</p>
<p>Nerone, ormai accecato dalla sua stessa tracotanza, dal delirio di onnipotenza, dal lusso sfrenato nel quale viveva, reprimeva  e denigrava i suoi oppositori. Arrivato al limite della sopportazione, il Senato lo depose, consapevole della necessità di un nuovo imperatore.</p>
<p>La storia si ripete. Speriamo fino in fondo.</p>
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		<title>Non ci resta che piangere?</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Jul 2011 11:44:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bani</dc:creator>
				<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[disoccupazione giovanile]]></category>
		<category><![CDATA[manovra]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>E&#8217; drammatica la distanza tra il Governo e il PDL  e la realtà. Mentre l&#8216;agenzia di rating Standard &#38; Poor&#8217;s denuncia l&#8217;inefficacia della prossima manovra correttiva per lo sviluppo  e l&#8217;uscita degli ultimi drammatici dati  sulla disoccupazione giovanile (ormai un ragazzo su 3 è disoccupato), all&#8217;assemblea del partito di Berlusconi, il nuovo segretario viene eletto per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; drammatica la distanza tra il Governo e il PDL  e la realtà. Mentre l<a href="http://www.repubblica.it/economia/2011/07/01/news/standard_poor_s_in_italia_resta_rischio_debito-18501007">&#8216;agenzia di rating Standard &amp; Poor&#8217;s denuncia l&#8217;inefficacia della prossima manovra </a>correttiva per lo sviluppo  e <a href="http://www.repubblica.it/economia/2011/07/01/news/disoccupazione_a_maggio_8_1_-18489170">l&#8217;uscita degli ultimi drammatici dati  sulla disoccupazione giovanile</a> (ormai un ragazzo su 3 è disoccupato), all&#8217;assemblea del partito di Berlusconi, il nuovo segretario viene eletto per &#8220;acclamazione&#8221;, come nei regimi totalitari. E lo sapete quali sono le priorità che ha indicato?  <a href="http://www.repubblica.it/politica/2011/07/01/news/monumento_manovra-18491362/?ref=HRER3-1">Giustizia e intercettazioni.</a></p>
<p>Tremo al pensiero di immaginare che Italia ci lasceranno. &#8220;Non ci resta che piangere? No, bisogna reagire&#8221;<br />
<iframe width="640" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/JCiW01xHKn0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>La Forza (di milioni di persone) scorre forte in noi</title>
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		<comments>http://www.marcobani.it/blog/2011/06/la-forza-di-milioni-di-persone-scorre-forte-in-noi/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 14 Jun 2011 10:38:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[partito democratico]]></category>
		<category><![CDATA[Pisa]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>POW. Il suono di una sberla fortissima data da 27 milioni di persone. Facile ora dire che era diretta a Berlusconi. Ma prima di tutto è una forte opposizione alle politiche di questo governo. Un quorum raggiunto dopo 15 anni di referendum falliti. Un altro esempio della rinascita civica degli italiani. Vogliamo continuare con le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>POW. Il suono di una sberla fortissima data da 27 milioni di persone. Facile ora dire che era diretta a Berlusconi. Ma prima di tutto è una forte opposizione alle politiche di questo governo. Un quorum raggiunto dopo 15 anni di referendum falliti. Un altro esempio della rinascita civica degli italiani. Vogliamo continuare con le analisi?</p>
<p>1) Questo 2011 verrà segnato dalle grandi manifestazioni di piazza in tutto il Mondo. Medio Oriente, Nord Africa, Spagna e, in modo minore ma allo stesso tempo fondamentale, Italia. &#8220;Se non ora quando&#8221;, gli eventi per la Costituzione, le proteste per la (Non)Riforma Gelmini hanno innescato la miccia per il ritorno all&#8217;impegno politico e sociale degli italiani. Non c&#8217;è antipolitica, ma malessere contro &#8220;questa&#8221; politica.</p>
<p>2)Questi momenti di partecipazione sono stati amplificati dai social network (Facebook per lo più, ma anche Twitter e simili). Non dalla Rete in generale, che ormai è diventata la quotidianità per molti, ma da tutti quei siti che alimentano l&#8217;interesse sociale su un argomento, che fanno diventare &#8220;cool&#8221; un certo tema perché molti amici o conoscenti condividono un pensiero. Il voto come moda sociale. Il social network è utile anche come alternativa ai canali televisivi, ormai vecchi perché privati della componente &#8220;social&#8221;, portando a una nuova dimensione l&#8217;informazione, dove la notizia data &#8220;dall&#8217;amico&#8221; è più rilevante di quella data dal conduttore del telegiornale. Internet come strumento per incentivare la democrazia? Beh è da un po&#8217; di tempo che lo dico, ora dovrebbero seguire misure per permettere a tutti di usare questo strumento (ricordo ancora che in quanto a penetrazione della banda larga siamo indietro rispetto ad altri paesi europei). I giovani, maestri dell&#8217;uso delle nuove tecnologie, hanno tanto da insegnarci. Coinvolgiamoli di più, non ce ne pentiremo.</p>
<p>3)Ma è stato un voto politico? Perchè Bersani ha richiesto le dimissioni di Berlusconi? Sono stati bocciati 3 punti fondamentali del governo di centrodestra: gestione dei beni comuni, ambiente e energia, giustizia. Ovvero la stragrande maggioranza delle azioni compiute da Berlusconi e i suoi ministri. Cosa ci rimane? Ben poco, cari miei. Anche le percentuali (più che bulgare) dei Si dimostrano che è andato a votare tutto il grande blocco di opposizione a questo governo.<strong> Possiamo dire finalmente che il Presidente del Consiglio non ha la maggioranza degli italiani dalla sua parte.</strong></p>
<p>4)Vogliamo parlare del 4° quesito, il più politico di tutti, quello sul legittimo impedimento? Era la cartina di tornasole per l&#8217;identificazione politica dei votanti. Dubito che gli elettori di centrodestra e della coalizione (Lega) abbiano votato SI a questo quesito,che era un referendum nascosto su Berlusconi, dimostrando come al voto ci siano andati quelli che non si riconoscono nelle politiche di centrodestra. Lo ripeto di nuovo se non si fosse capito:  la maggioranza in questo paese.</p>
<p>5)Gli altri quesiti sul nucleare e sulla gestione dei beni comuni dimostrano un&#8217;altra cosa: non è vero che siamo un paese di destra.  La maggioranza degli italiani (si è capito <img src='http://www.marcobani.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> ? ) ha votato contro le politiche attuate da un governo di centrodestra: no alla privatizzazione forzata dell&#8217;acqua e Si alle energie rinnovabili. I nostri cavalli di battaglia. Da sempre.  Scommetto anche che sulle altre questioni come lavoro, economia e politiche sociali possiamo dire la nostra e trovare un ampio riscontro.</p>
<p>6)E ora? Ora basta fare le cose che diciamo da sempre: i partiti di centrosinistra devono smetterla di parlare di metapolitica, ovvero la politica fine a se stessa, ma cominciare a costruire un grande contenitore che farà da guida per la nuova Italia, attingendo dagli spunti che gli italiani ci hanno dato in questi mesi. Abbiamo capito che dietro c&#8217;è un intero popolo pronto a cambiare l&#8217;Italia. Sta alla politica ascoltarlo, renderlo partecipe e guidarlo verso un nuovo inizio, che ci faccia dimenticare in fretta gli ultimi venti anni. Non so, ma da ieri sono più ottimista. Basta un po&#8217; di coraggio.</p>
<p><em>&#8220;Rabbia, paura, violenza: sono loro il Lato Oscuro! La strada è ancora irta di pericoli, ma la Forza </em>(di milioni di persone aggiungo io)<em> scorre forte in noi&#8221; </em></p>
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		<title>[Elezioni] Il peggior status che puoi scrivere su Facebook. I video virali</title>
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		<pubDate>Thu, 12 May 2011 11:11:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Internet e politica]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione politica]]></category>
		<category><![CDATA[Youtube]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Ho sempre avuto un debole per i video virali americani sulla politica. Cosa sono i video virali? Sono quei piccoli montaggi, con una piccola sceneggiatura, che comunicano un messaggio attraverso un video coinvolgente e attivo. Qualcosa che faccia dire: &#8220;Bello! Lo voglio far vedere al mio amico&#8221; e quindi viene facilmente condiviso attraverso i social [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho sempre avuto un debole per i video virali americani sulla politica. Cosa sono i video virali? Sono quei piccoli montaggi, con una piccola sceneggiatura, che comunicano un messaggio attraverso un video coinvolgente e attivo. Qualcosa che faccia dire: &#8220;Bello! Lo voglio far vedere al mio amico&#8221; e quindi viene facilmente condiviso attraverso i social media quali Facebook e Youtube, ottenendo un ritorno d&#8217;immagine a costo zero e una maggior consapevolezza del messaggio politico che si vuole veicolare.<br />
Non devono per forza richiedere enormi spese o ingenti risorse. Basta un&#8217;idea, volontari con capacità diverse e tanto sacrificio. In America sono ormai uno standard e alcuni di questi sono piccoli capolavori. In Italia ovviamente sono in ritardo, ma ieri ne ho visto uno che mi fa sperare per il futuro. Un po&#8217; troppo lungo, ma ben girato e divertente. Godetevelo:</p>
<p><iframe width="560" height="349" src="http://www.youtube.com/embed/ZOXZUZSGp6s" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>L&#8217;Italia di Berlusconi</title>
		<link>http://www.marcobani.it/blog/2011/02/litalia-di-berlusconi/</link>
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		<pubDate>Mon, 28 Feb 2011 09:29:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola e Università]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Live as if you were to die tomorrow. Learn as if you were to live forever. Diceva Gandhi. Vivi come se morissi domani e impara come se vivessi per sempre.  Non so perché, ma questa citazione mi è venuta in mente dopo l&#8217;ennesimo attacco di Berlusconi alla scuola. L&#8217;ultimo, forse il più deprimente e violento, attacco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Live as if you were to die tomorrow. Learn as if you were to live forever. Diceva Gandhi. Vivi come se morissi domani e impara come se vivessi per sempre.  Non so perché, ma questa citazione mi è venuta in mente dopo l&#8217;ennesimo attacco di Berlusconi alla scuola. L&#8217;ultimo, forse il più deprimente e violento, attacco alle strutture della società. Quando si colpisce la scuola pubblica si colpisce il futuro.  Una scuola impoverita dove manca quasi tutto: ore di lezione, tempi prolungati, ma anche presidi, docenti e bidelli. Una scuola dove le classi sono sempre più sovraffollate, fatiscenti e poco sicure. Dove le dotazioni di materiale didattico sono del tutto insufficienti. La scelta strategica di questo governo è di disinvestire nel sapere, quindi Berlusconi in realtà accusa se stesso.</p>
<p>Un altro brutto capitolo nell&#8217;Italia &#8220;sognata&#8221; da Berlusconi e resa invece un incubo per gli italiani.</p>
<p>Ricapitoliamo il Bel Paese visto dalla parte del Primo ministro??</p>
<p>da una nota di Francesca Terzoni su Facebook:</p>
<p><em>Ricapitolando e sintetizzando le dichiarazioni degli ultimi anni, mi par di capire che il modello preferito da Berlusconi consisterebbe in un paese senza <a title="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1996/12/22/vilipendio-flick-salva-berlusconi.html" rel="nofollow" href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1996/12/22/vilipendio-flick-salva-berlusconi.html" target="_blank">guardia di finanza</a>, senza <a title="http://qn.quotidiano.net/2009/05/22/181071-berlusconi_parlamento_inutile.shtml" rel="nofollow" href="http://qn.quotidiano.net/2009/05/22/181071-berlusconi_parlamento_inutile.shtml" target="_blank">parlamento</a>, senza <a title="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2005/01_Gennaio/16/berlusconi.shtml" rel="nofollow" href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2005/01_Gennaio/16/berlusconi.shtml" target="_blank">opposizione</a>, senza <a title="http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-2/riferire-parlamento/riferire-parlamento.html" rel="nofollow" href="http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-2/riferire-parlamento/riferire-parlamento.html" target="_blank">giornalismo d&#8217;inchiesta</a>, senza <a title="http://www.tgcom.mediaset.it/politica/articoli/articolo300290.shtml" rel="nofollow" href="http://www.tgcom.mediaset.it/politica/articoli/articolo300290.shtml" target="_blank">giudici</a> e pure senza <a title="http://www.repubblica.it/politica/2011/02/27/news/bersani_difende_la_scuola_pubblica_dal_premier_schiaffo_inaccettabile-12960510/?ref=HRER1-1" rel="nofollow" href="http://www.repubblica.it/politica/2011/02/27/news/bersani_difende_la_scuola_pubblica_dal_premier_schiaffo_inaccettabile-12960510/?ref=HRER1-1" target="_blank">insegnanti</a>.<br />
Manca solo che si incazzi perché ci sono i semafori, e poi abbiamo fatto filotto.</em></p>
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