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	<title>Marco Bani &#187; Sicurezza</title>
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		<title>[Pisa] Risposta all&#8217;editoriale de &#8220;La Nazione&#8221;. Pisa o New Bronx?</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Jan 2011 10:33:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pisa]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Nuovo anno, nuovi editoriali, stesso vecchio sistema.  E&#8217; domenica ed è tempo di commenti. Su &#8220;La Nazione&#8221; la responsabile della cronaca locale, Valeria Caldelli, attacca nuovamente il PD pisano. Un copione già visto. Una linea di fuoco continua, costante,  che colpisce indistintamente partito e amministrazione. Capisco che i giornali ormai siano per la maggior parte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nuovo anno, nuovi editoriali, stesso vecchio sistema.  E&#8217; domenica ed è tempo di commenti. Su &#8220;La Nazione&#8221; la responsabile della cronaca locale, Valeria Caldelli, attacca nuovamente il PD pisano. Un copione già visto. Una linea di fuoco continua, costante,  che colpisce indistintamente partito e amministrazione. Capisco che i giornali ormai siano per la maggior parte ramificazioni di un disegno politico, ma la delusione è ancora forte. E&#8217; straziante vedere come la stampa sia sempre libera, ma non  più &#8220;serena&#8221;, perchè sempre pronta a commentare e spesso a fomentare l&#8217;odio, i pettegolezzi e i sentimenti più negativi.</p>
<p>Nell&#8217;editoriale di oggi si parla di una Pisa ormai allo sbando, trasformata in una deserta località del Far West, dove le pistole e i coltelli regnano sovrani. I malfattori sono dietro ogni angolo, pronti a colpire anche alla luce del sole. L&#8217;anarchia è padrona, il mercato delle armi non è mai stato così fiorente. Attento te, temerario che vuoi andare in Corso Italia a fare shopping, ricordati di levarti anello e orologio, per non incorrere in sicuri accoltellamenti. E te, madre che devi comprare il latte al negozio di alimentari sottocasa, desisti dall&#8217;intento, non vorrai mica subire delle violenze? Pisani, state in casa, non uscite scaldatevi sopra le vostre poltrone guardando della sana televisione, nella sicurezza delle vostre pareti domestiche. Ma non scordatevi di tenere il ferro a portata di mano, l&#8217;irruzione da parte di rapinatori assassini può avvenire in ogni momento. Turisti, non venite a Pisa, dove accanto all&#8217;Arno, scorrono fiumi di cocaina, eroina e altre droghe sintetiche dalle sigle più strane. Scappate, e non dire che non vi avevamo avvisato. All&#8217;ingresso della città campeggiano nuovi cartelli:  &#8221;Per me si va ne la città dolente, per me si va ne l&#8217;etterno dolore, per me si va tra la perduta gente. Lasciate ogni speranza o voi che entrate&#8221;.</p>
<p>Io questa Pisa sinceramente  non la conosco. Mi domando se la Nazione ha dei dati recenti sul reale numero dei crimini effettuati a Pisa, perchè mi risulta che gli ultimi dati rilasciati dalla Questura sono del 2009, dove denunce (-3,4%),  furti in casa (-18%) e i borseggi (-19%) erano in numero ridotto rispetto all&#8217;anno precedente. Se ci sono dati recenti vi prego smentitemi, altrimenti potrei pensare che tutta questa descrizione di Pisa novella Gomorra sia realizzata sulla percezione  piuttosto che da dati empirici. Ma può un giornale, che dovrebbe disegnarci la realtà, basarsi sulle sensazioni e impressioni, soprattutto quando esprime giudizi?</p>
<p>Mi domando inoltre se la giornalista legge il suo stesso giornale perchè, prendendo in giro il sondaggio commissionato dal Pd pisano, dice &#8220;<em>qualcosa che non torna deve pur esserci se nell’arco del 2009 tutti le città toscane hanno visto incrementare i propri abitanti, mente Pisa è stata l’unica a registare la significativa riduzione di 1742 unità (dati Wikipedia segnalati da un lettore</em>)&#8221;. Ma come? Solamente due settimane fa, sulle pagine di quello stesso giornale, a firma di Antonia Casini, un articolo sottolineava come <a href="http://www.pisainformaflash.it/notizie/dettaglio.html?nId=6018">Pisa stia recuperando gli abitanti</a> (saliti a quota 91.069 nel 2009 rispetto ai 90.709 del 2008). Può un giornale basarsi su notizie fornite da un lettore, senza nemmeno verificarne l&#8217;attendibilità o la fonte?</p>
<p>Per costruire la sicurezza occorrerebbe agire con una visione lunga. Disporre di valori forti. Servirebbero attori politici e sociali disposti a lavorare insieme. In nome del &#8220;bene comune&#8221;. Pronti a investire sul futuro. Mentre ora domina il marketing. Trionfa il mercato della paura. La percezione come strumento politico per attaccare e terrorizzare. Come strumento per far aumentare le vendite.</p>
<p>Che l&#8217;angoscia sia con voi, io me ne esco fuori. E sono così coraggioso da lasciare il giubbotto antiproiettili a casa.</p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="line-height: normal; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px;"><br />
</span></span></p>
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		<title>Il diritto di sopravvivere</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 08:22:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Mentre a Pomigliano si discute ancora se in futuro ci sarà lavoro o no per gli operai campani, qualcuno questo lavoro l&#8217;ha già perso irrimediabilmente. Sono le &#8220;morti bianche&#8221;, anche se non hanno niente di puro, e sono ancora tante, troppe. In media 3 al giorno. Qualcosa su cui riflettere e agire immediamente. A questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre a Pomigliano si discute ancora se in futuro ci sarà lavoro o no per gli operai campani, qualcuno questo lavoro l&#8217;ha già perso irrimediabilmente. Sono le &#8220;morti bianche&#8221;, anche se non hanno niente di puro, e sono ancora tante, troppe. In media 3 al giorno. Qualcosa su cui riflettere e agire immediamente.<br />
<small>A questo link potete vedere una drammatica infografica degli <a style="color: #0000ff; text-align: left;" href="http://maps.google.it/maps/ms?ie=UTF8&amp;hl=it&amp;msa=0&amp;msid=112428224521612612900.00047c7b9b771aed5cd99&amp;source=embed&amp;ll=42.163403,12.963867&amp;spn=10.258211,13.183594">INCIDENTI MORTALI SUL LAVORO (2010)</a> purtroppo aggiornata a Maggio. Sono dannatamente certo che adesso dobbiamo aggiornarla con molti altri &#8220;cappelli&#8221;. </small></p>
<p>Stiamo discutendo sui diritti dei lavoratori.Non è forse il più importante dei diritti quello di sopravvivere?</p>
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		<title>La politica degli spot</title>
		<link>http://www.marcobani.it/blog/2009/11/la-politica-degli-spot/</link>
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		<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 00:37:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[ronde]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Sono passati 3 mesi dal decreto Maroni che ha regolarizzato le &#8220;ronde&#8221;. L&#8217;Italia è stata descritta dalla destra come un paese allo sbando, impaurito, bisognoso di protezione. Quindi mi aspettavo una grande partecipazione da chi da anni va urlando sull&#8217;insicurezza nelle nostre strade.  &#8220;Non ci risultano in effetti molte richieste dal territorio&#8221;, sentenzia Giuseppe Forlani, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono passati 3 mesi dal decreto Maroni che ha regolarizzato le &#8220;ronde&#8221;. L&#8217;Italia è stata descritta dalla destra come un <strong>paese allo sbando, impaurito, bisognoso di protezione.</strong> Quindi mi aspettavo una grande partecipazione da chi da anni va urlando sull&#8217;insicurezza nelle nostre strade.  <span class="Apple-style-span" style="border-collapse: separate; color: #000000; font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; line-height: normal; orphans: 2; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: 2; word-spacing: 0px;"><span class="Apple-style-span" style="color: #222222; font-family: 'Lucida Grande','Lucida Sans Unicode','Lucida Sans',LucidaGrande,Geneva,Arial,Verdana,sans-serif; font-size: 13px; line-height: 18px;"><strong>&#8220;Non ci risultano in effetti molte richieste dal territorio&#8221;</strong>, sentenzia Giuseppe Forlani, presidente del sindacato dei prefetti. In tutta Italia solo sei richieste. Il flop delle ronde era già annunciato: <strong>la sicurezza non può che essere affidata allo Stato.</strong> Ma allora perchè la Lega conquista consenso? Perchè ha dimostrato di avere un progetto chiaro e di perseguirlo con tutti i mezzi, anche con provvedimenti di &#8220;facciata&#8221; che non risolvono i problemi, ma che a volte li aumentano. Nell&#8217;opinione pubblica è passato forte il messaggio che il partito di Bossi cerca di proteggere i cittadini contro il male, contro l&#8217;oscuro (o lo scuro) e questo la ripaga in termini di voti elettorali. E&#8217; una politica sbagliata? <strong>E&#8217; una politica al momento vincente, che non viene smentita dai fatti o da controproposte. Compito nostro, come al solito, è sbugiardare questa politica fatta di spot e proporre un&#8217;alternativa seria, rispondere al pacchetto sicurezza col pacchetto integrazione. </strong><br />
</span></span></p>
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		<title>Comuni, basta prostitute e sicurezza ora i sindaci se la prendono con i giovani &#8211; cronaca &#8211; Repubblica.it</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Oct 2009 22:44:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[ordinanze]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Devono aver visto che non funzionano&#8230;è più facile prendersela con un giovane che cercare di risolvere davvero i problemi</p> <p>Comuni, basta prostitute e sicurezza ora i sindaci se la prendono con i giovani &#8211; cronaca &#8211; Repubblica.it.</p> ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Devono aver visto che non funzionano&#8230;è più facile prendersela con un giovane che cercare di risolvere davvero i problemi</p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/cronaca/ordinanze-giovani/ordinanze-giovani/ordinanze-giovani.html">Comuni, basta prostitute e sicurezza ora i sindaci se la prendono con i giovani &#8211; cronaca &#8211; Repubblica.it</a>.</p>
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		<title>Sul decreto sicurezza di ieri</title>
		<link>http://www.marcobani.it/blog/2009/07/sul-decreto-sicurezza-di-ieri/</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Jul 2009 13:54:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Povera Italia!]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[stranieri]]></category>

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		<description><![CDATA[ Se voi però avete diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri allora vi dirò che, nel vostro senso, io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall&#8217;altro. Gli uni son la mia Patria, gli altri miei stranieri. Don [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 class="UIIntentionalStory_Message"><span class="UIIntentionalStory_Names"> </span><em>Se voi però avete diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri allora vi dirò che, nel vostro senso, io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall&#8217;altro. Gli uni son la mia Patria, gli altri miei stranieri. </em></h3>
<h3 class="UIIntentionalStory_Message">Don Milani</h3>
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		<title>Romeni? zingari? albanesi?</title>
		<link>http://www.marcobani.it/blog/2009/05/romeni-zingari-albanesi/</link>
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		<pubDate>Sat, 09 May 2009 09:06:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[razzismo]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>da un&#8217;amica su Facebook</p> <p>&#8220;Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura. Non amano l&#8217;acqua, molti di loro puzzano perchè tengono lo stesso vestito per molte settimane. Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>da un&#8217;amica su Facebook</p>
<p>&#8220;Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura.<br />
Non amano l&#8217;acqua, molti di loro puzzano perchè tengono lo stesso vestito per molte settimane. Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci. Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l&#8217;elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro. Dicono che siano dediti al furto e, se ostacol ati, violenti . Le nostre donne li evitano non solo perchè poco attraenti e selvatici ma perchè si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro. I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali&#8221;.</p>
<p>Il testo è tratto da una relazione dell&#8217;Ispettorato per l&#8217;Immigrazione del Congresso americano sugli immigrati italiani negli Stati Uniti, Ottobre 1912.</p>
<p>La relazione così prosegue:</p>
<p>&#8220;Propongo che si privilegino i veneti e i lombardi, tardi di comprendonio e ignoranti ma disposti più di altri a lavorare. Si adattano ad abitazioni che gli americani rifiutano pur che le famiglie rimangano unite e non contestano il salario.<br />
Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte di questa prima relazione, provengono dal sud dell&#8217;Italia. Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più. La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione&#8221;.</p>
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		<title>Una ronda non fa primavera</title>
		<link>http://www.marcobani.it/blog/2009/03/una-ronda-non-fa-primavera/</link>
		<comments>http://www.marcobani.it/blog/2009/03/una-ronda-non-fa-primavera/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 06 Mar 2009 00:32:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[ronde]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Ronde sì, ronde no. Mentre ci siamo fatti trovare ancora una volta impreparati sul tema della sicurezza, oggi ho sentito alcuni discorsi fatti da donne adulte che hanno votato centrosinistra nelle ultime elezioni e che adesso sono favorevoli alle ronde, stanche ormai della continua criminalità (secondo loro). Ecco che il governo ha fatto di nuovo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ronde sì, ronde no. Mentre ci siamo fatti trovare ancora una volta<strong> impreparati sul tema della sicurezza</strong>, oggi ho sentito alcuni discorsi fatti da donne adulte che hanno votato centrosinistra nelle ultime elezioni e che adesso sono favorevoli alle ronde, stanche ormai della continua criminalità (secondo loro). <strong>Ecco che il governo ha fatto di nuovo centro con la sua politica fatta di spot</strong>. Il cittadino medio, affamato di sicurezza, vuole le ronde. <img class="aligncenter" title="sicurezza" src="http://www.nicolacaputo.eu/wp/wp-content/uploads/2009/02/ronde-padane.jpeg" alt="" width="297" height="207" />O meglio, la percezione di protezione che queste associazioni di privati garantiscono al cittadino. Subito il PD con la maggior parte dei suoi sindaci ha negato la volontà di far ricorso a questo strumento, argomentando questa decisione con due principali motivi:il primo è che <strong>non si può delegare ai privati la sicurezza, perchè se mancano la risorse ai poliziotti e alle altre forze dell&#8217;ordine queste non possono intervenire rendendo inutile il lavoro delle ronde e il secondo perchè c&#8217;è il rischio che possano essere politicizzate o fatte oggetto di infiltrazioni della malavita.<span id="more-171"></span></strong></p>
<p>E&#8217; ancora oscuro se possono avere a disposizione armi o cani. Inoltre non avendo strumenti operativi restano solo come elemento di dissuasione che si va a perdere la notte, quando ce ne sarebbe bisogno e invece non è possibile controllare il territorio capillarmente. Preoccupanti le parole del capo della polizia Manganelli: «Secondo me <strong>la militarizzazione genera le paure.</strong> In un paese blindato viviamo impauriti, non rassicurati». Per il capo della Polizia «questo è un periodo in cui ci allarma il lavavetri, che è un rispettabile allarme, ma attenzione a ricondurre sempre l&#8217;incertezza agli effettivi fatti di cronaca».</p>
<p>Franceschini oggi ha fatto una bella uscita, da premiare, che deve diventare la nostra linea: <strong>accorpare il referendum alle altre elezioni risparmiando 400 milioni e destinandoli alla sicurezza,</strong> <strong>cercando di rimettere in sesto un settore che ha accusato dei tagli mostruosi, tanto da avere un parco macchine ridotto a causa della mancanza della benzina o perchè ci sono tanti veicoli da riparare (si parla di 500 vetture ferme, il 30-40%) .</strong></p>
<p><!--more--> Un&#8217;ottima posizione su due tematiche molto sensibili. Decisa la linea del partito vorrei fare una riflessione più ampia: possibile che su questo tema continuiamo a sembrare inadeguati? Possibile che noi parliamo di sicurezza con il linguaggio della destra, senza dare una valida alternativa?   Studiamo insieme un nuovo modo per garantire la sicurezza liberandoci dai tabù ideologici e garantendo i<strong>l rispetto e la dignità di tutti .</strong> Come? Non è così semplice, ma possiamo partire da <a title="sicurezza" href="http://www.nandodallachiesa.it/public/index.php?option=content&amp;task=view&amp;id=1047">qui </a>( un&#8217;alternativa sociale a un problema di ordine pubblico) e cercando di approfondire una delle parole più belle del lessico italiano: <a title="volontariato" href="http://stefanolanducci.wordpress.com/2009/03/03/il-funerale-del-volontariato/"><strong>VOLONTARIATO.</strong></a></p>
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		<title>Il consiglio comunale del 6 Novembre: la sicurezza prima di tutto</title>
		<link>http://www.marcobani.it/blog/2008/11/il-consiglio-comunale-del-6-novembre-la-sicurezza-prima-di-tutto/</link>
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		<pubDate>Wed, 19 Nov 2008 00:59:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Consiglio comunale]]></category>
		<category><![CDATA[Pratale -San Francesco]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[pratale]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Consiglio comunale denso e interessante. Interrogazioni e interpellanze aprono la giornata; le più interessanti sono sullo stato di vicolo del vigna e sulla lapide a ricordo dei docenti universitari oggetto di discriminazioni razziali.</p> <p></p> <p>A questo punto era previsto l&#8217;intervento della signora Elena Casarosa in seguito alla richiesta del comitato di Via Battelli di essere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Consiglio comunale denso e interessante. Interrogazioni e interpellanze aprono la giornata; le più interessanti sono sullo stato di vicolo del vigna e sulla lapide a ricordo dei docenti universitari oggetto di discriminazioni razziali.</p>
<p><img src="http://www.marcobani.it/imageblog/salabaleari.jpg" alt="salabaleari" width="300" height="225" /></p>
<p>A questo punto era previsto l&#8217;intervento della signora Elena Casarosa in seguito alla richiesta del comitato di Via Battelli di essere ascoltato in consiglio comunale. Ma la raccolta firme è avvenuta quando ancora la situazione era nebulosa. <a title="pratale" href="http://www.marcobani.it/blog/?p=43">Dopo l&#8217;assemblea pubblica del 1 Ottobre</a> il comitato era stato rassicurato dagli amministratori e quindi la signora Casarosa ha accettato di non parlare. In compenso il Cerri, assessore all&#8217;Urbanistica, <strong>ha fatto votare un ordine del giorno che ribadisce l&#8217;importanza svolta da Farmacie SPA</strong> che, in questi anni, ha erogato crescenti e qualificanti servizi alla città , aumentando e stabilizzando l&#8217;occupazione e consentendo di reinvestire gli utili nelle politiche social. Inoltre il documento <strong>invita il sindaco e la giunta a proseguire nell&#8217;azione intrapresa per contribuire a realizzare i punti indicati nell&#8217;ordine del giorno del 29 Luglio  e a proseguire nel rapporto con i cittadini e i comitati della zona, stimolando la partecipazione.</strong></p>
<p><strong>Un ordine del giorno che serviva a dare una risposta alle recenti polemiche dei soci di minoranza delle farmacie SPA (privati) e a dimostrare che le istanze del comitato sono state ascoltate: cantiere rimosso e permesso a costruire revocato. Il cerchio si chiude e ora lavoriamo al nuovo progetto.</strong></p>
<p>Ed eccoci arrivati al momento più atteso: <strong>la discussione sulla sicurezza</strong>. Il documento finale da approvare arriva alla fine di una settimana fatta di commissioni congiunte, tavoli tecnici, opere di mediazione.</p>
<p>Questo documento darà delle linee generali al prefetto di Pisa, sulle politiche della sicurezza. E&#8217; un documento molto generale, con poche risposte concrete, ma perchè deve essere così. Un bel riassunto lo potete leggere <a href="http://antoniomazzeo.blogspot.com/2008/11/intervento-odierno-in-consiglio.html">nel blog del mio collega Antonio Mazzeo, </a>presidente della IV commissione consiliare che ha presieduto la discussione,</p>
<p>Le mie impressioni e commenti su questo argomento le vorrei scrivere succesivamente. Nel frattempo vi segnalo che <strong>l&#8217;ordine del giorno ha avuto incredibilmente il consenso del centrodestra, nonostante le allusioni ai tagli del governo, che ha portato la sinistra Arcobaleno a scrivere un proprio documento sull&#8217;argomento, molto simile, ma che si distingueva per alcune cose come nel deprecare l&#8217;utilizzo delle ordinanze.</strong> Al momento del voto di questo secondo documento sono uscito dall&#8217;aula. Non avrei potuto votare contro un documento equilibrato, che rispecchiava la maggior parte del programma di mandato e che si distingueva solo nella richiesta di non utilizzare lo strumento delle ordinanze se non per urgenze, per altro tesi da me condivisa.<br />
Ma votare favorevole era impensabile, per un discorso politico di reciprocità. Il partito della Sinistra Arcobaleno ha dimostrato di avere molti pregiudizi durante la stesura del documento finale, ottima opera di mediazione portata avanti dai due presidenti di commissione e la somiglianza del loro documento con il nostro testimonia che si poteva arrivare ad un accordo unanime del consiglio. Votare a favore del documento,anche se da me condiviso, significava screditare il lavoro svolto nella commissione congiunta e dare credito a un modo di fare politica fatta di pregiudizi, di barriere, che a me sinceramente non piace e non soddisfa.<br />
Astenersi non avrebbe avuto senso. Proprio la netta somiglianza con il  documento presentato dal PD avrebbe dovuto portare a un&#8217;espressione di voto favorevole, situazione non possibile per i motivi già indicati.<br />
Date tutte queste premesse ho valutato che <strong>l&#8217;unica opzione era non votare e quando sono uscito ho notato con stupore che non ero il solo. </strong></p>
<p>A breve i miei commenti sul documento portato avanti dal gruppo e votato insieme al centrodestra (questa cosa mi deve far riflettere).</p>
<p>Infine, discussione serrata e animata sull&#8217;ultimo argomento del consiglio, <strong>la mozione che esprimeva solidarietà allo Spazio Antagonista Newroz, oggetto di un attacco col lancio di una bomba carta nel cortile, la sera di Venerdi 24 Novembre.</strong> Il problema era nel contenuto della mozione, che inquadrava lo spazio sociale newroz come protagonista delle lotte di questo periodo. Il testo era ritenuto troppo forte e per arrivare ad un&#8217;ampia condivisione il documento è stato riscritto togliendo tutto il corpo e cambiando il titolo, che è diventato <strong>condanna dell&#8217;atto di violenza subito dallo spazio antagonista Newroz</strong>. Cambi di parole e riformulazione necessarie che testimoniano l&#8217;avversioni di molti consiglieri verso questo centro sociale, che non riesce più a dialogare con le istituzioni. <strong>Compagni del Newroz è arrivato il momento di dialogare, è un peccato sprecare quello che di fate di buono.</strong></p>
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		<title>&#8220;Dammi quella mano&#8230;zingaro&#8221; ovvero 70 anni dopo la storia si ripete</title>
		<link>http://www.marcobani.it/blog/2008/07/dammi-quella-manozingaro-ovvero-70-anni-dopo-la-storia-si-ripete/</link>
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		<pubDate>Thu, 10 Jul 2008 23:46:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Interna]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[razzismo]]></category>
		<category><![CDATA[zingari]]></category>

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		<description><![CDATA[<p></p> <p>Tutto iniziò con la schedatura dei rom, la scientificità nello schedare il diverso, la volontà di identificare le razze considerate &#8220;inferiori&#8221;&#8230;poi dalla schedatura allo sterminio il passo è stato breve&#8230;pochi anni, milioni di morti. Nel 1935 si scriveva in Germania &#8220;Rassenzugehorigkeid-Zigeunerin&#8221;&#8230;&#8221;appartenenza di razza-zingara&#8221;</p> <p>Oggi nel 2008 in Italia invece si scrive &#8220;Etnia- Rom di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://lombardia.indymedia.org/sites/lombardia.indymedia.org/files/Rom%20Schedatura%20nel%20Terzo%20Reich%201941%20ca.II.jpg" alt="schedature zingari" width="500" height="294" /></p>
<p>Tutto iniziò con la schedatura dei rom, la scientificità nello schedare il diverso, la volontà di identificare le razze considerate &#8220;inferiori&#8221;&#8230;poi dalla schedatura allo sterminio il passo è stato breve&#8230;pochi anni, milioni di morti. Nel 1935 si scriveva in Germania &#8220;Rassenzugehorigkeid-Zigeunerin&#8221;&#8230;&#8221;appartenenza di razza-zingara&#8221;</p>
<p>Oggi nel 2008 in Italia invece si scrive &#8220;Etnia- Rom di Serbia&#8221;  &#8220;Ethnische zugehorigkeit- Rom von Serbien&#8221;.<img src="http://lombardia.indymedia.org/sites/lombardia.indymedia.org/files/images/Censimento...Rom%20di%20Serbia.preview.jpg" alt="schedatura" width="495" height="640" /></p>
<p><strong>Sono molto preoccupato dalla deriva razzista che sta prendendo questo paese,</strong> Il silenzio con il quale è passata la schedatura dei rom è preoccupante.  Un recente sondaggio dice che il <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/07/02/uno-zingaro-come-vicino-di-casa-in.html"><strong>47% si trova a disagio con i rom</strong></a>. Allora la risposta è che <strong>siamo un popolo di razzisti?</strong> Io credo di no. Si<strong>amo un popolo che si lascia facilmente influenzare dalla percezione di insicurezza che si è creata grazie alla destra e ai mass media.</strong></p>
<p>Dove porta la strada della schedatura ai piccoli rom? «Si comincia così e poi si va avanti con l´allontanamento dalle scuole, le classi differenziate, le discriminazioni diffuse. Questo pesa terribilmente sul vissuto di un bambino che si sente trattato diversamente dai suoi coetanei, vive come un appestato, carico di ossessioni e nevrosi.<strong> E´ una ferita che dura una vita</strong>» dice Amos Luzzatto, ottuagenario presidente della Ucei, l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane.</p>
<p>La legge sulle impronte rom è una legge razziale. Non ci sono dubbi. Se per razzismo si intende ogni atteggiamento attivo di intolleranza (che può tradursi in minacce, discriminazione, violenza) verso gruppi di persone identificabili attraverso la loro cultura, religione, etnia, sesso, sessualità, aspetto fisico o altre caratteristiche (da wikipedia), allora questa <strong>è una legge razzista e quindi incostituzionale</strong>. L&#8217;articolo 3 recita:</p>
<p><strong>Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e                          sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso,                          di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche,                          di condizioni personali e sociali.</strong></p>
<p><strong>È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli                          di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto                          la libertà e l&#8217;eguaglianza dei cittadini, impediscono                          il pieno sviluppo della persona umana e l&#8217;effettiva partecipazione                          di tutti i lavoratori all&#8217;organizzazione politica, economica                          e sociale del Paese.</strong></p>
<p>Un&#8217;attenta lettura dell&#8217;articolo 3 fa capire come questa legge va contro i principi fondamentali della costituzione.</p>
<p><strong>Dopo un&#8217;altra legge razziale (quella che aggrava la pena agli extracomunitari trovati colpevoli di reato), ora bisogna ingoiare anche questa. </strong>Quale sarà la prossima? Gli arabi dovranno portare una fascia al braccio? Creiamo ghetti per i cinesi? Vietiamo l&#8217;ingresso ai negozi ai cani e agli zingari? (anche se questa piacerebbe a molti).</p>
<p>Io non sono contro il prendere le impronte digitali, ci sarebbe anche lo spazio nelle nuove carte d&#8217;identità elettroniche. L&#8217;unica cosa è che devono prenderle a tutti.<strong>TUTTI</strong>. <strong>Questo può essere molto utile per combattere la criminalità</strong>: italiani e immigrati che danno allo Stato italiano la loro impronta per associarla a un nome. Quindi anche chi fornisce false generalità può essere associato a un&#8217;impronta e successivamente se fermato si possono controllare facilmente i suoi precidenti.</p>
<p><strong>S</strong><strong>e si fa per i rom e basta non è una misura di sicurezza, ma una misura razzista</strong> e sono contento che oggi <strong>il Parlamento Europeo</strong>, con 336 sì, 220 no e 77 astenuti, <strong>abbia approvato una risoluzione sulle impronte ai nomadi</strong>, presentata da Pse, Verdi, Liberaldemocratici e Sinistra europea. Da Repubblica: &#8220;<em>Gli europarlamentari hanno approvato un emendamento al testo della risoluzione col quale si esortano le autorità italiane &#8220;ad astenersi dal procedere alla raccolta delle impronte digitali dei rom, inclusi i minori e dall&#8217;utilizzare le impronte digitali già raccolte in attesa dell&#8217;imminente valutazione delle misure previste annunciata dalla Commissione, in quanto questo costituirebbe chiaramente un atto di discriminazione diretta fondata sulla razza e l&#8217;origine etnica&#8221;</em>.</p>
<p><strong>Questa legge non migliorerà la nostra sicurezza, ma aumenterà l&#8217;odio nei confronti dei rom, la percezione di insicurezza, l&#8217;intolleranza ma soprattutto diminuirà l&#8217;integrazione.</strong></p>
<p>Chi protegge questa legge dice che difenderà i bambini Rom dai soprusi. Bene, allarghiamo la schedatura anche ai figli degli 800000 uomini legati alle mafie. O vogliamo che diventano criminali?</p>
<p>Non capisco <strong>il silenzio del mio partito</strong>. Anzi alcuni suoi esponenti, come il sindaco di Torino CHiamparino, che dice &#8220;Favorevole alle impronte digitali prese agli stranieri se maggiorenni, per i bambini lo è solo in casi eccezionali: quando sono senza genitori o personali responsabili.&#8221;  Un partito che ha come valore principe l&#8217;antirazzismo su questo deve lottare e fare le barricate. Più che per le leggi ad personam bisogna battersi molto di più per le leggi contra personas.</p>
<p><strong>Proprio oggi a San Rossore si tiene un seminario per non scordare il 70° anniversario dalle Leggi Razziali del &#8217;38, quando c&#8217;era un razzismo di stato.  A volte la storia è stronza.</strong></p>
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		<title>La paura scema la memoria (proverbio popolare)</title>
		<link>http://www.marcobani.it/blog/2008/06/la-paura-scema-la-memoria-proverbio-popolare/</link>
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		<pubDate>Fri, 06 Jun 2008 15:03:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bani</dc:creator>
				<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[camorra]]></category>
		<category><![CDATA[immiagrazione]]></category>
		<category><![CDATA[mafia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Sono stato una settimana via da Pisa per lavoro a Pompei. In questo periodo sono entrato in contatto con diverse realtà spesso filtrate da giornali e televisioni : i Campani, i rifiuti, la camorra.</p> <p>Domenica scorsa dovevo recarmi agli scavi di Oplonti, Torre Annunziata, per raccogliere informazioni. Non un lavoro lungo, 2/3 ore e poi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono stato una settimana via da Pisa per lavoro a Pompei. In questo periodo sono entrato <strong>in contatto con diverse realtà spesso filtrate da giornali e televisioni</strong> : i Campani, i rifiuti, la camorra.</p>
<p>Domenica scorsa dovevo recarmi agli scavi di Oplonti, Torre Annunziata, per raccogliere informazioni. Non un lavoro lungo, 2/3 ore e poi avrei finito, libero di passare la giornata al mare o da qualunque altra parte.</p>
<p>Da Pompei, dove avevo l&#8217;appartamento, a Torre Annunziata c&#8217;è solo una fermata di stop della Circumvesuviuana. Ma quella mattina un treno aveva subito un guasto e come nella tradizione italica, tutto era fermo, immobile. Nessun cenno di quando sarebbe ripartito il servizio. Sconsolato ma paziente, cerco un altro mezzo che mi porti a Torre, un bus extraurbano.</p>
<p>Alla fermata dell&#8217;autobus con me c&#8217;erano 4 ragazzi, palesemente liceali. Chiedo informazioni per raggiungere gli scavi di Oplonti e iniziamo a parlare per intrattenere il tempo. Gli chiedo se il mare era lontano dalla villa romana e come sarei potuto andarci. Loro mi sconsigliano vivamente di andarci da solo, dato che gli scavi erano situati in una zona abbastanza malfamata e percorrere il centro con una borsa piena di oggetti elettronici non era molto sicuro. Si offrono di portarmi alla spiaggia in motorino. Mi lasciano il loro cellulare e io gli lascio il mio, con la promessa che l&#8217;avrei chiamati quando avessi finito di lavorare.</p>
<p>Raggiungo gli scavi e anche i custodi mi sconsigliano di andare al mare da solo. <strong>Troppa malavita, troppi ragazzi sbandati, troppa camorra.</strong></p>
<p>Dopo 2 ore i ragazzi mi chiamano dicendomi che erano all&#8217;entrata e mi aspettavano in moto. Avevo 2 opzioni:</p>
<p>1) <strong>andare con loro</strong>, fidandomi del prossimo, rischiando di essere derubato/picchiato/accoltellato da qualche camorrista della zona</p>
<p>2) <strong>dirgli di andarsene</strong>, seguendo la <strong>logica della paura, del terrore</strong>. Quella che ti fa dubitare dell&#8217;altro, quella che ti fa vivere con l&#8217;ansia, quella  che ti rende schiavo delle abitudini e del menefreghismo.</p>
<p>Ripensavo alla politica interna di Berlusconi di questi giorni. Ripensavo ai temi della campagna elettorale, tutta incentrata sulla sicurezza. Ripensavo agli ultimi fatti di cronaca, i raid neonazisti, le violenze sugli immigrati. E allora ho preso una decisione: non voglio vivere in un mondo di paura e di sfiducia reciproca. Non voglio crederci. Vediamo se ho ragione io o la destra.</p>
<p>Ho scelto di fidarmi, ho scelto la strada dell&#8217;integrazione e dell&#8217;ottimismo.<br />
Mentre sfrecciavo per le strade deserte di Torre Annunziata, in tre su un motorino 50 rigorosamente senza casco, riflettevo sui pensieri che avevo fatto. Perchè non dovevo accettare l&#8217;invito? Sono forse ragazzi diversi da me? Sono forse nati tutti ladri qui?  <strong>La povertà genera malavita, microcriminalità, disagio, ma l&#8217;emarginazione e l&#8217;isolamento possono creare conseguenze peggiori.</strong></p>
<p>Morale della favola: ho passato tre ore al mare,divertendomi giocando a pallone e riposandomi al sole. Discutendo con  i ragazzi ho cercato di capire meglio la loro realtà, che mi arrivava dalla televisione e dai giornali., arrivando a queste semplici conclusioni:</p>
<p>- il problema dei rifiuti non è avvertito nello stesso modo da tutti gli abitanti della Campania e della provincia di Napoli. A Torre Annunziata per esempio la situazione è sotto controllo. A Pompei invece ho visto molti cumuli di spazzatura.</p>
<p>-<strong> la camorra c&#8217;è ed è un problema reale</strong>. Ma la gente del luogo ormai ci convive e sa anche come trattarla. Esempio: c&#8217;erano 3 ragazze che prendevano in giro un ragazzo che era nel nostro gruppo. Ho chiesto spiegazioni:-Perchè non dite niente?-.  La risposta mi ha gelato: &#8211; sono sorelle di un camorrista e rischiamo grosso, rischiamo che vengono a casa nostra-. <strong>Benvenuti in Campania, dove mentre io ero a prendere il sole, un uomo, che collaborava con la giustizia, <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/06/02/na_014la.html" title="camorra">è stato ucciso</a> dalla camorra in pieno centro e alla luce del sole.</strong></p>
<p><strong>I rifiuti e la paura degli immigrati sono solo falsi problemi per nascondere le emergenze vere</strong>. Possibile che la gente protesti, si batta, crea barricate e cortei contro gli immigrati che rubano e non faccia niente contro la malavita organizzata, il vero cancro del paese, quelli che <strong>uccidono</strong>?  Ci siamo forse rassegnati?</p>
<p><strong>Io no,e per questo continuo la strada della fiducia, della tolleranza e dell&#8217;integrazione. Ma soprattutto non vado dietro agli allarmi di stampa e tv, troppo spesso legati a logiche di partito.</strong></p>
<p><strong>&#8220;Quante cose abbiamo perduto per paura di perdere&#8221; diceva lo scrittore Paulo Coelho. Io non voglio pedere più niente.</strong></p>
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