Il (new) new labour

Mentre in Italia ci riprendiamo ancora dall’ultima fatica elettorale, in Inghilterra, mio paese adottivo, ci avviciniamo al voto nazionale previsto  per il 6 di Maggio. Gordon Brown, premier uscente, si candida per il secondo mandato, dopo essere subentrato a Tony Blair nel 2007.  I Labour, dopo 15 anni al potere, si trovano in difficoltà data la mancanza di carisma del loro candidato rispetto a David Cameron, leader dei tories, che incarna i valori di una destra moderna e rinnovata. Un difficile passaggio per il centrosinistra inglese che si deve reinventare ancora una volta (dopo il New Labour blairiano) per scrollarsi l’opacità accumulata negli ultimi anni di governo.

Ma quali nuove idee mette in campo? Il manifesto inizia con una frase molto obamiana ( o forse dovremmo dire blair-iana): un futuro giusto per tutti! Si torna a parlare di prospettive di lungo raggio, a regalare una visione della società dei prossimi anni. I punti focali del programma sono:

  • Rinnovare l’economia puntando sulla rivoluzione energetica e digitale (banca d’investimento per le energie rinnovabili, treni superveloci, Internet a banda larga per tutti, accesso al credito facilitato)
  • Un affare migliore per la famiglia ( 10mila case più economiche, incrementare la paga minima, 4 settimane di ferie per i neopadri)
  • Digitalizzazione e miglioramento del servizio sanitario (se aspetti più di 18 mesi per una visita puoi andare dal privato gratis, test anticancro in una settimana, check-up gratuiti per gli over 40)
  • Una comunità più forte (più poliziotti nelle strade per una sicurezza maggiore)
  • Una educazione eccellente per tutti
  • Democrazia attiva

Idee nuove, fresche e semplici da trasmettere. Interessante, qualcuno può prendere appunti?

Integrazioni al programma di mandato. Le mie aggiunte

Il programma di mandato 2008-2013 è stato votato dalla maggioranza durante il consiglio comunale del 2 Ottobre. E’ in sintesi il programma che il sindaco e la giunta seguiranno in questi 5 anni,l’ufficializzazione del programma elettorale. Offre un’analisi molto chiara e dettagliata della visione che abbiamo della nostra città fra 5 anni. Realizzare solamente il 70% dell’intero programma porterebbe a una rivoluzione positiva nella gestione della città e del rapporto dei cittadini con essa. Tuttavia volevo presentare alcune riflessioni e spunti per dare un quadro più approfondito e puntuale dei problemi e delle possibili soluzioni che attanagliano la città. Alcuni punti sono integrazioni, altri ancora modifiche a quelli già esistenti. Chiedo al Sindaco e alla giunta di usare il programma di mandato come la via da seguire, ma di restare aperti e permeabili a nuove proposte o idee, cercando di risolvere prontamente i problemi che si presenteranno e avendo come fine ultimo la crescita e lo sviluppo della nostra città.

Il programma di mandato integrale è diponibil: download (tasto destro, salva oggetto con nome)

Ecco qua nel dettaglio le mie proposte:

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Ma cos’è la destra? Cos’è la sinistra?

Gaber  ha provato a dare una risposta a questa domanda con una geniale canzone. Ma purtroppo la realtà è molto più complessa. La risposta più semplice per me è che essere di destra significa pensare solo a se stessi, essere di sinistra significa pensare anche agli altri. Sinistra è una parola bella, è un’insieme di valori, di passioni, di programmi. Io sono di sinistra non solo se mi autodefinisco così, non solo perchè faccio parte di un partito che si colloca in questa area.

Sono di sinistra se di fronte alla solitudine di un’anziana, che con la sua pensione arriva a malapena a fine mese e non riesce ad avere le migliore cure, mi accorgo che anche la mia vita è più povera e quindi mi impegno perchè del benessere di quest’anziana si prenda cura una rete di servizi sostenuta dalle istituzioni, dal volontoriato, dalle associazioni.

Sono di sinistra se davanti alle rinunce e ai sacrifici di una famiglia di 4 persone che prende circa 1200 euro il mese, anche la mia vita perde qualcosa.

Sono di sinistra sei problemi di un’attesa di mesi di un malato che aspetta le cure o le operazioni che gli restituiranno salute e serenità è anche un mio problema.

Sono di sinistra se la frustrazione di un giovane precario che guadagna 7 euro l’ora rispondendo ininterrottamente per ore in un call center e non può avere la certezza del futuro è anche la mia frustrazione.

Sono di sinistra se gli anni di attesa di un giovane universitario  per diventare un ricercatore che guadagna meno di 1000 euro, minano anche il mio futuro.

Sono di sinistra  se il dramma di una persona che lascia la sua terra, stipato in navi bestiame, che rischia la vita, è anche il mio dramma e se il mio impegno è affinchè a questa persona vengano date assistenza e opportunità, insieme al dovere di rispettare la legge.

Sono di sinistra se la disperazione di un contadino del Sud del Mondo che vede il suo terreno arido per colpa della desertificazione è anche la mia disperazione.

Sono di sinistra se la richiesta di rispetto dei diritti umani  in Cina e l’indipenza del Tibet è anche la mia richiesta.

Sono di sinistra quando si può pensare che è ancora possibile cambiare il mondo (in meglio eh!).

Sono di sinistra quando sono attento al sociale e anche nel programma si può vedere:

  • Mantenere e consolidare i servizi alla persona come condizione essenziale per la qualità della vita e delle pari opportunità.
  • Dopo l’azzeramento delle liste di attesa per i nidi, creare nuovi servizi, complementari e sussidiari, per arrivare oltre il 40% della domanda potenziale,rafforzando l’idea di un servizio essenziale per i cittadini.
  • Rendere i servizi all’infanzia più flessibili, allungando i tempi di apertura durante il giorno e nei periodi estivi
  • Contrastare sul fronte socio-educativo il disagio sociale e l’abbandono scolastico con particolare attenzione alle fasce meno protette della popolazione e favorire l’integrazione sociale e culturale dei bambini stranieri.
  • Promuovere interventi di educazione non formale, che integrandosi con gli interventi scolastici, offrano ulteriori opportunità di educazione e socializzazione (ludoteche, laboratori pomeridiani, ecc.
  • Migliorare l’assistenza domiciliare sociale e sanitaria.
  • Puntare al raddoppio dell’assistenza domiciliare.
  • Definire un piano di abbattimento delle barriere architettoniche su base decennale in collaborazione con tutte le istituzioni cittadine
  • Individuare nuove aree per la realizzazione di edilizia sociale.
  • Ricercare nel mercato alloggi da locare a canone concordato per le esigenze abitative dei cittadini con particolare attenzione ai giovani (giovani coppie, studenti fuori sede) e gestire le pratiche di locazione.
  • Attivare un fondo di rotazione per il sostegno all’inquilino in caso di difficoltà momentanea a pagare il canone.
  • Sostenere un offerta di appartamenti a canone concordati. Favorire percorsi di partecipazione alla vita della città, realizzando momenti di comunicazione e di incontro con le comunità di stranieri.

Lo sport per tutti, straordinario strumento sociale. Le cose da fare a Pisa

Lo sport per tutti rappresenta una strategia attiva delle pari opportunità, della salute, della prevenzione e dell’educazione. Possiede un’ineguagliabile capacità di tradursi  in pratica sociale e in stili di vita individuale, perciò lo sport è uno straordinario strumento di inclusione sociale. Partendo da questa filosofia, che lo sport rappresenta un possibile paradigma della società, le istituzioni devono proporre progetti ed azioni tese ad utilizzare lo sport come mezzo per favorire la coesione sociale in particolare in quei settori del disagio e dell’emarginazione.

Ho lavorato nell’UISP, associazione che promuove lo sport per tutti e il ruolo sociale che esso svolge. Più precisamente:
A) un ruolo formativo, nell’ambito di un’educazione concepita come percorso che accompagna il cittadino attraverso tutto l’arco della sua vita, dall’infanzia all’età anziana.
B) un ruolo di prevenzione sanitaria, per prevenire e contrastare i danni derivanti dagli stili di vita correnti. L’OMS ha indicato nella sedentarietà una delle maggiori cause di malattie cardiovascolari, di diabete e obesità .
C) un ruolo di inclusione e coesione sociale. L’inclusione è la grande sfida dei prossimi decenni.
D) un ruolo di educazione alla democrazia. Rispetto delle regole, rispetto dell’altro, assunzione di responsabilità, senso della collettività come primo passo per l’affermarsi della solidarietà…

Bisogna che le istituzioni incentivino lo sport per tutti attraverso un maggior coinvolgimento delle associazioni sportive durante la fase della programmazione, della definizione di obiettivi
sportivi di legislatura, sulla base dei bisogni dei cittadini sul territorio. Ricerca degli spazi di sport nella città, nuova impiantistica leggera e polifunzionale, attività sportiva come
prevenzione per la salute, come strumento di attenzione sociale alle fragilità e alle marginalità.

Ecco un estratto del programma sullo sport:

  • Ampliare la funzione di conoscenza e trasparenza dell’Albo Comunale dello Sport (anagrafe di società ed enti sportivi, caratteristiche di ciascuna, attività svolte, impianti utilizzati, ecc.), rendendolo disponibile a tutti i cittadini e alle organizzazioni e associazioni.
  • Istituzionalizzare la Festa annuale dello Sport, continuando a prestare attenzione agli atleti pisani, o che gareggiano per società cittadine, che abbiano conseguito risultati a livello nazionale e internazionale.
  • Promuovere lo sport come elemento di inclusione culturale e sociale, ponendo una particolare attenzione agli anziani, alle scuole e realizzare azioni coordinate tra la Società della Salute ed Enti di Promozione Sportiva atte a sensibilizzare i cittadini all’attività motoria come fattore di benessere e di salute.
  • Promuovere la cultura dell’attività motoria, ricreativa e sportiva, coniugando le esperienze di sport sociale con quelle di sport di prestazione.
  • Realizzare nuovi impianti sportivi e/o ristrutturare e ampliare quelli esistenti, attraverso progetti di finanza e partenariato pubblico-privato.
  • Realizzare un piano per il risparmio energetico, con l’istallazione di pannelli solari in tutti gli impianti e l’utilizzo di tecnologie a basso impatto.
  • Prevedere la possibilità di una gestione integrata degli impianti sportivi cittadini per realizzare economie di scala da reinvestire nella promozione delle attività coinvolgendo in questo disegno anche l’Università.
  • Promuovere, patrocinare e organizzare, iniziative e attività, con particolare attenzione alle discipline che manifestano difficoltà e con una particolare attenzione agli sport minori, utilizzando nostri impianti, strade e piazze cittadine.

 Inoltre voglio i campi da calcio e da calcetto gratuiti! Possibile che a Londra si possano trovare parchi con enormi distese di campetti e nella patria del Sole niente!

L’ambiente, la sfida del futuro

L’ambiente, tema ormai inflazionato ed abusato. C’è la gara a chi profetizza la catastrofe più grossa, a chi è più ambientalista e chi smentisce ogni cosa. C’è da allarmarsi veramente, perché gli effetti del famigerato “global warming” li viviamo sulla nostra pelle: inverni più caldi, estati torride, malattie tropicali.

La protezione dell’ambiente è essenziale per la qualità della vita delle generazioni presenti e future. La sfida è combinare in modo sostenibile nel lungo termine la protezione dell’ambiente con le esigenze di un’economia in continua crescita. La politica ambientale si basa sul convincimento che norme ambientali elevate stimolino l’innovazione e le opportunità imprenditoriali. Le politiche economiche, sociali e ambientali sono strettamente integrate.

In Italia ci sono parecchi sprechi, che si possono evitare utilizzando tecnologie economicamente mature. Riducendo gli sprechi e aumentando l’efficienza non soltanto si ottiene la massima riduzione possibile delle emissioni di CO2 a parità di investimenti, ma si recuperano anche i capitali necessari a sostenerne i costi.

Bisogna far cambiare idea alla gente: basta con gli sprechi, si al riciclaggio e all’ecosostenibilità.

Dal sito dell’Ulivo prendo questo mini-manifesto sull’ambiente, da me condiviso in pieno:

”L’ambiente ha bisogno di nuove politiche, e, d’altra parte, una nuova politica, che si voglia autenticamente riformista, non può non avere al centro anche l’ambiente. Questo è vero in generale, ma è tanto più vero nel caso dell’Italia dove, sui temi della salvaguardia ambientale, si pongono particolari urgenze. Basti pensare alla lotta contro l’illegalità, l’abusivismo, le ecomafie, alla necessità di tutelare la biodiversità e il territorio, di affrontare il dissesto idrogeologico, la morsa dell’inquinamento e la congestione che attanaglia le nostre belle città. Più ancora, in Italia, la qualità ambientale è uno degli elementi decisivi tanto di quell’insieme di economie dal forte radicamento territoriale e dallo spiccato valore immateriale, quanto della coesione sociale e della stessa identità nazionale”.

Ecco qui invece un estratto del programma cmunale per l’ambiente:

  • Puntare all’autosufficienza completa del ciclo dei rifiuti, alla riduzione del 15% della produzione e alla crescita della raccolta differenziata al 55% nel 2010.
  • Reintrodurre la raccolta differenziata “porta a porta” come modo per raggiungere gli obbiettivi previsti con strumenti e metodi di gestione innovativi e allargandola a tutta la città.
  • Inserire sistemi premianti per i cittadini che più si impegno nella raccolta differenziata anche utilizzando sistemi tecnologici innovativi.
  • Attuare il Piano dei Rifiuti che si basi sul potenziamento e lo sviluppo della termovalorizzazione, la tecnologia di trattamento del residuo che anche l’Unione europea valuta più sostenibile
  • Favorire la creazione di società per il risparmio energetico cercando di attuare tali procedure a partire dagli edifici pubblici.
  • Incentivare l’utilizzo di strumenti che rendano più gradevole l’uso dell’acqua anche per usi alimentari.
  • Riqualificare le aree verdi in città e nelle periferie, a partire dal progetto del Giardino Scotto che deve mantenere la sua funzione di luogo di incontro, anche come momento ricreativo per manifestazione di qualità.
  • Realizzare un piano per l’arredo urbano per uno sviluppo armonico e coerente.
  • Continuare gli interventi di abbellimento di piazze e rotonde con l’iniziativa “adotta un area verde”.
  • Realizzare politiche di sensibilizzazione per un consumo equilibrato delle risorse idriche.
  • Vincolare e incentivare le costruzioni e le ristrutturazioni, anche per gli edifici per usi industriali, ecologicamente sostenibili nell’ambito delnuovo regolamento edilizio e favorire l’istallazione del solare termico e del fotovolaico a partire dalle aree industriali.

 

Pratale – San Francesco, i quartieri del mio circolo, le nostre proposte.

Sabato pomeriggio c’è stata la presentazione dei candidati del circolo di Pratale ai cittadini. Non avendo ancora una sede, l’incontrosi è svolto presso il Bar L’antico, vicino alla rotonda di Via Battelli. Erano presenti circa una trentina di persone. Dopo una breve biografia, io e l’altra candidata Giulia Del Pozzo abbiamo parlato delle proposte del Partito Democratico per la zona:

  1. Ricordare che la zona di Pratale è abitata da molte persone anziane e da molti studenti (in un recente rapporto del DSU risulta che la prima richiesta di residenza degli studenti fuori sede è questa zona: questo deve indurci a tenerne di conto nel momento di creare servizi).
  2. Per gli anziani: garantire continuità al progetto Speranz (sportello emergenza rischio anziani soli) della Commissione Affari Sociali della circoscrizione 5 (dati derivati dalla indagine telefonica e applicati alla cartografia, geo-referenziazione del rischio).
  3. Ristrutturare lo spazio in Largo Petrarca di fronte alla sede della Circ. 5 e restituirlo alla comunità come spazio giochi per bambini e ragazzi (attualmente è un campo da basket fatiscente).
  4. Dotare via di Pratale di dissuasori abbastanza alti, che impediscano alle auto di circolare a velocità troppo elevata, come invece accade attualmente.
  5. Portare avanti il progetto di recupero dell’acquedotto mediceo e di creazione di una pista ciclabile come già progettato dalla circoscrizione. Creare una pista ciclabile che colleghi la zona del CNR e i Praticelli con via San Francesco (passando da via Battelli) e che segua l’acquedotto romano di via Parini, valorizzandolo. Quest’asse, che collega il centro con la zona del CNR e del campus universitario appena inaugurato, viene percorso da molti giovani e studenti che lavorano e vivono in quella zona e che potrebbero essere incentivati ad utilizzare la bicicletta contribuendo a decongestionare quella zona di grande traffico. Recuperare l’acquedotto con una striscia di verde attrezzato di panchine e giochi per i bambini, insieme alla pista ciclabile, in modo da rendere via Parini una passeggiata anche per gli abitanti della zona. Contestualmente recuperare anche il parco di fronte al Carcere di Don Bosco, che adesso non è utilizzato al meglio delle sue potenzialità (pensando ai bambini e anche ai cittadini a 4 zampe).
  6. Contestualmente al punto 5 risolvere anche il problema della rotonda del CNR, che è pericolosa per i pedoni ed i ciclisti. Fare maggiori controlli di polizia al flusso automobilistico che proviene dalla Coop.
  7. Fare in modo che la struttura sportiva di via di Pratale sia gestita in modo ospitale anche per gli abitanti del quartiere, pensando ad una ristrutturazione che la doti di attrezzature per i bambini e facendo in modo che il campo da gioco sia a loro disposizione, gratuitamente, una volta alla settimana, pensando anche ai molti studenti che vivono ed andranno a vivere in quella zona.
  8. Valorizzazione dell’area verde di piazza delle Gondole, pensando anche ai più piccoli.

Ma la platea non era venuta solo ad ascoltare. La discussione che si è sviluppata dopo è stata molto accesa e animata. Il problema verteva sull’inizio dei lavori per la costruzione della nuova farmacia e dei poliambulatori in Via Battelli. Gli abitanti della zona parlano di svalutazione delle loro case, impatto ambientale molto forte, rischio cedimenti strutturali, riduzione drastica dei parcheggi, interessi occulti nella costruzione di questo edificio.Anchei consiglieri di circoscrizione erano contrari.

Tutto questo è stato causato dalla scarsa comunicazione e dalla mancata partecipazione dei cittadini nel processo di decisione. Il circolo di Pratale alla fine della discussione ha promesso di farsi carico di questo problema. Cercheremo di informarci nel modo più esauriente possibile e dare delle risposte concrete in tempi brevi. Speriamo che i cittadini abbiano capito che una nuova realtà si è affacciata sul territorio. Io resto molto soddisfatto, meglio un incontro acceso e con un confronto che delle iniziative celebrative ed autoreferenziali.

Il nuovo consiglio comunale comunque dovrà sicuramente aumentare la comunicazione e la partecipazione, per evitare situazioni di questo genere, evitando in ogni modo di creare sospetti di interessi occulti. La politica degli interessi personali è la politica che NON vogliamo.

Poker, Pokemon, Spha…

No, non sto scrivendo parole a caso. Sono le tag (firme) dei writers (graffitari) più attivi di Pisa. La piaga delle scritte sui muri è sempre di più un problema attuale. Nessuna parete del centro storico viene risparmiata, nessuna pietà per edifici  storici o importanti. Il fatto è che il 90% delle scritte non sono nemmeno belle o artistiche, si riducono a scritte indecifrabili in una lingua sconosciuta o dichiarazioni d’amore per la gnocca di turno. Si contano sulle dita le scritte di protesta E’ l’ora di dire basta. Bisogna cercare soluzioni a 360° per proteggere il patrimonio artistico e diminuire la percezione di degrado che i graffiti causano. Sono stato un anno e mezzo a Londra e  nel centro storico di scritte sui muri nemmeno l’ombra. Come hanno risolto? Con 3 modalità:
- graisy paint sui pali, paline, fermate autobus che evitano la scrittura, lo scratch e l’attacco di poster o stickers
- le telecamere “followfinders” (una vede l’altra)che chiudono a reticolo il centro e sono presenti su autobus e metro.L’accesso al database telecamere è permesso a pochissime persone responsabili della catalogazione ed eventuale divulgazione. Forse è arrivato il momento di barattare un po’ di privacy (se mai ne abbiamo avuta) per, almeno, un po’ di decoro.
- pene sociali, chi viene colto in fragranza di reato non và in galera ma gli viene commissionata una mansione lavorativa pensante (lavare strade, servizi di pulizia bagni ospedali, servizi alle carceri). Dopo questa applicazione i reati si sono ridotti del 50% ..nessuno vuole fare quei lavori pesanti ed umilianti….

Aggiungo da parte mia un percorso formativo nelle scuole di educazione al decoro.

Questi interventi ridurrebbero sicuramente il problema anche qui a Pisa, restituendoci la bellezza del centro storico.

Ma i murales e i graffiti sono anche un’arte. Mi viene in mente la bellezza del murales di Haring, così poco conosciuto dai Pisani.

haring

Per questo bisogna cercare di far esprimere gli artisti su muri predisposti ai graffiti: sottopassaggi, edifici in cemento, scuole e altri spazi scelti che attraverso i murales possono acquistare un valore aggiunto.

Dulcis in fundo, una pillola del programma sulla vivibilità della città:

Il salto di qualità della città si misura anche con altre sfide: il governo della mobilità urbana, la cura delle infrastrutture di base e dell’arredo urbano, il rispetto per i monumenti, la pulizia, la manutenzione del verde pubblico, il buon funzionamento dei servizi che invogli i cittadini ad essere i primi tutori della qualità dell’ambiente urbano. L’impegno dev’essere moltiplicato, per conquistare uno standard permanente di qualità migliore, quello che altre città storiche hanno visibilmente affermato, non avendo subito i contraccolpi degli sconvolgimenti bellici e di una crescita a volte disordinata, profittando nel tempo di maggiore stabilità politica di quella che Pisa ha conosciuto, attrezzando adeguatamente il loro apparato amministrativo. Questo si deve fare, coltivando una sensibilità per la bellezza che è un valore-guida, da riconquistare.
L’ingente mole d’investimenti pubblici realizzati e programmati – dal rifacimento delle piazze ai recuperi del patrimonio monumentale, dalle opere di salvaguardia idraulica e di risanamento ambientale a quelle per il recupero di aree fruibili di verde pubblico, dalla realizzazione i nuovi parcheggi e quella di nuove opere e snodi strategici per la mobilità – oggi consente di lavorare in modo credibile al perseguimento di una migliore qualità urbana. Ciò anche avvalendosi delle tecnologie più avanzate – dall’ingegneristica, alla telematica –, investendo sul trasporto collettivo, per una città sempre più accessibile e godibile – anche ai diversamente abili – e sempre meno attraversata e congestionata, dalla vita convulsa e frenetica.

p.s: è dura la vita del candidato!

La necessità di investire sulla comunicazione. I Cittadini informati e partecipi sono cittadini soddisfatti

Uno dei fondamenti di uno Stato democratico è la comunicazione. Comunicazione tra le istituzioni politiche e i cittadini e comunicazione delle istituzioni tra loro. Perché una democrazia funzioni bene infatti, è vitale che sia possibile comunicare e interagire attraverso strumenti efficaci e accessibili a tutti. Non a caso i Romani chiamavano lo Stato res publica, cosa che appartiene al popolo. Le istituzioni politiche devono essere percepite dai cittadini come un corpo unito, dalla condotta prevedibile e dal linguaggio comprensibile ( non politichese).

Solo una comunicazione trasparente, infatti, garantisce la possibilità di scegliere i propri rappresentanti in maniera informata e consapevole, di controllarne e indirizzarne l’attività, e, più in generale, di esercitare liberamente e responsabilmente i propri di
ritti di partecipazione alla formazione della volontà popolare.

Ci si scontra con un’ormai cronica incapacità delle nostre democrazie di coinvolgere i cittadini sui temi politici. Ovunque si lamenta indifferenza e si annota che la maggior parte degli individui è incapace di inquadrare i problemi e di ricostruire anche solo i temi più importanti. La comunicazione dei politici, sfruttando una lacuna strutturale dei media tradizionali e la carenza di attenzione del pubblico, ormai è strutturata per «lavorare» su un’audience senza memoria, su cui hanno influenza solo le affermazioni di oggi e delle ultime ore.

Le riflessioni, le analisi, le informazioni che vanno in profondità sono bandite del tutto dalle TV. Purtroppo siamo un popolo che non legge i giornali e quindi la televisione rappresenta oggi il medium più utilizzato nella comunicazione , con tutti i rischi che ne derivano, ma Internet potrebbe rappresentare l’alternativa del prossimo futuro, una grande opportunità, una nuova dimensione che ha trasformato e continua a trasformare il mondo della comunicazione.

Su una comunicazione attiva e trasparente il PD ha puntato molto e lo possiamo riscontrare nel programma:

  1. Incentivare una rete di cittadini attivi (“volontari-sentinelle”) del decoro e del controllo della città con particolare attenzione al ruolo degli anziani costituendo un apposito ufficio di riferimento.

  2. Realizzare riunioni periodiche con le forme del question time con il Sindaco e la Giunta nei quartieri.

  3. Creare un budget per l’informazione e la comunicazione legata alla realizzazione dei lavori pubblici e dei servizi comunali.

  4. Potenziare i servizi di front office anche decentrandoli sul territorio, utilizzando le sedi distaccate dell’anagrafe e le sedi delle circoscrizioni.

  5. Sviluppare il progetto CITEL e renderlo ancora più diffuso e utilizzabile da tutti i cittadini;per un E-Government efficiente ed efficace ma soprattutto inclusivo delle diverse fasce di popolazione.

  6. Potenziare il portale della rete Civica Pisana, come strumento per la comunicazione, la partecipazione e la diffusione di cultura. La gestione informatizzata dei servizi e delle informazioni dovrà svilupparsi a livello di ‘Area Pisana.

  7. Consolidare e continuare a diffondere il progetto per la carta di identità elettronica da distribuire a tutti i cittadini di Pisa per consentire l’accesso ai servizi on-line.

  8. Individuare strumenti efficaci che consentano ai cittadini il controllopuntuale dei servizi pubblici erogati dal comune e dalle aziende pubbliche.

  9. Creare un numero verde del comune connesso ad una rete informativa più ampia e verificare il funzionamento dei numeri verdi delle aziende partecipate.

  10. Rispettare le leggi sulla trasparenza amministrativa e il rispetto dei tempi di risposta al cittadino.

Tornerò sul tema dello sviluppo delle tecnologie informatiche e digitali. Per ora gustatevi questa clip. Hanno chiesto a Silvio Berlusconi: “Quanto pesa internet nella campagna elettorale italiana?”. La risposta del leader Pdl è una confessione di estraneità anagrafica al tema, che sembra franca e sincera, e ironizza sul suo essere troppo vecchio per governare un Paese moderno. Ma non era la stessa persona che professava le tre i (inglese, informatica, impresa)? Io spero nella gaffe suprema il giorno prima delle elezioni, ma da un esperto di comunicazione come lui sospetto che è tutto qualcosa di studiato…

Per entrare in Piazza delle Vettovaglie ci vuole il passaporto. Il problema della sicurezza

Ieri sera, mentre camminavo per le strade del centro, un amico mi raccontava un episodio accaduto la sera prima in Piazza delle Vettovaglie. Un gruppo di nordafricani ha cominciato a picchiarsi violentemente tra di loro. Dopo pugni e calci sono cominciate a volare bottiglie e sedie, mettendo a rischio l’incolumità degli altri occupanti della piazza. Qualcuno, preoccupato, comincia a chiamare i Carabinieri per fare in modo che intervenissero a sedare la rissa. Dopo mezz’ora di cazzotti, bottiglie di vetro in frantumi, sangue, insulti in una lingua a me incomprensibile, finalmente la lite si era conclusa. Grazie alle forze dell’ordine? Assolutamente no…dopo mezz’ora dalla chiamata non si era visto un agente, uno sbirro, un poliziotto, un carabiniere, una guardia di finanza, una guardia forestale…niente di niente. Il mio amico, per niente razzista, mi raccontava che per tutto il giorno successivo ha avuto il nervoso, che non tollerava più questa situazione e che aveva ascoltato altre persone che, esasperati anche loro, si preparavano autonomamente a punire gli immigrati.

Bisogna evitare tutto questo. Bisogna prevenire il razzismo e le forme di violenza. Bisogna garantire sicurezza.

Quando si verificano questi episodi aumenta il clima di intolleranza verso gli immigrati e la percezione di insicurezza nel cittadino. La sicurezza è un diritto fondamentale, da perseguire con prioritaria importanza, ma è necessario anche interrompere la dicotomia immigrato=criminale, punendo in modo deciso e definitivo chi commette sbagli, nell’ottica di tutelare anche le politiche di integrazione.

La sicurezza non è di destra, è di sinistra perchè mira a proteggere i più deboli. Io vorrei una città dove sia possibile camminare a tutte le ore e ovunque senza preoccupazioni e non avere ansie se uno dei miei cari vuole attraversare a piedi zone ritenute pericolose. Pisa non è il Bronx, basta poco per migliorare la percezione di sicurezza del cittadino.

Il PD e Filippeschi hanno voluto puntare su questo, trovandomi pienamente d’accordo. Ecco l’estratto del programma sulla sicurezza, con obbiettivi chiari, giusti, non contro qualcuno ma per il bene di tutti:

Serve prevenire, con politiche d’integrazione e contrastando il degrado urbano. Si devono colpire con decisione la microcriminalità, il vandalismo, con una pianificazione e un’azione coordinata tra le forze
dell’ordine, per la quale il sindaco, nel rispetto delle diverse competenze, deve continuare a svolgere un ruolo attivo, promuovendo un Patto organico e partecipato con la Prefettura, “Per Pisa sicura”, per l’integrazione di tutte le azioni per la sicurezza urbana, coerente con gli indirizzi del “Patto per la Sicurezza” sottoscritto tra il Ministero degli Interni e l’Anci. Ciò a partire dal contenimento dei fenomeni di disordine nelle aree che già si segnalano come critiche, incidendo, per parte del comune, sulla qualità dei luoghi, sull’illuminazione, sulla sorveglianza con nuovi supporti tecnologici (videosorveglianza), sviluppando accorgimenti ed investimenti già programmati ed ampliandone il raggio operativo, prevedendo lo stanziamento di altri investimenti del comune e una finalizzazione mirata dell’azione della Polizi Municipale. Si deve operare per il contenimento della presenza di “campi-nomadi”, contrastando l’abusivismo, evitando che si creino “zone franche” sottratte alle regole, riequilibrando la presenza d’insediamenti, che non può gravare in modo preponderante sulla città, ma dev’essere gestita in un territorio più vasto, anche per garantire le politiche d’integrazione già in atto che altrimenti non potrebbero dare i risultati voluti.

A questo aggiungo una maggiore presenza delle forze dell’ordine dopo le 7 nei punti più “caldi” della città come Piazza delle Vettovaglie o la Stazione.