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	<title>Marco Bani &#187; Politica Interna</title>
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		<title>Non vi è libertà ogni volta le leggi permettono che, in alcuni eventi, l&#8217;uomo cessi di essere persona e diventi cosa</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 09:16:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Interna]]></category>
		<category><![CDATA[carceri]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Se non fosse tragicamente vero, la storia dei due detenuti scappati dal Don Bosco potrebbe essere benissimo la trama di un film di evasione con i soliti stereotipi: un buco nel muro, scavato probabilmente con un cucchiaio, e lenzuola annodate. Ma non c&#8217;è stato un lieto fine per tutti: mentre il secondo prigioniero scappava le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se non fosse tragicamente vero, la storia dei due detenuti scappati dal Don Bosco potrebbe essere benissimo la trama di un film di evasione con i soliti stereotipi: un buco nel muro, scavato probabilmente con un cucchiaio, e lenzuola annodate.<br />
Ma non c&#8217;è stato un lieto fine per tutti: mentre il secondo prigioniero scappava le lenzuola non hanno retto, facendolo precipitare a terra e causandogli la frattura di una gamba. Molto probabilmente se fosse stato un film ci sarebbe dispiaciuto per la mancata evasione, ma in realtà ci spaventa l&#8217;idea di sapere che c&#8217;è qualche criminale libero (come se non ci fossero di già).<br />
Ma questo episodio forse ci può far riflettere sull&#8217;altra faccia della medaglia e su uno dei fattori per i quali si misura la civiltà di un paese: lo stato delle carceri. Il sistema italiano oscilla tra il disumano e il criminogeno, perché piagato dal sovraffollamento e dall&#8217;arretratezza delle strutture penitenziarie.<br />
Ad esempio, Pisa oscilla mediamente fra i 360 e i 400 detenuti a fronte di una capienza di 225, col 50% in attesa di giudizio definitivo. Quasi il doppio della &#8220;sostenibilità&#8221; ammessa, una realtà comune a tutti i penitenziari. Ma qui si parla di persone e l&#8217;incapacità di gestione dell&#8217;individuo, &#8220;gettato&#8221; e dimenticato in una cella insieme ad altri reietti, ha delle conseguenze sociali enormi. Ne è testimonianza anche l&#8217;elevato numero di suicidi, che, in numero progressivo, segnano l&#8217;inefficacia e l&#8217;inadeguatezza del sistema carcerario attuale.<br />
Nel 2010, solo in Toscana &#8211; ricordano i sindacati della polizia penitenziaria &#8211; 4 detenuti si sono uccisi, 171 sono stati salvati dagli agenti, 792 hanno compiuto atti di autolesionismo e 335 si sono feriti da soli.<br />
Ma bisognerebbe ricordarci che siamo nel paese di Cesare Beccaria, dove nel suo &#8220;Dei delitti e delle pene&#8221; ci spiega come il carcere sia solo un &#8220;alloggio temporaneo&#8221;, un luogo attivo designato per il reinserimento in società appena scontata la giusta pena. In quello stesso Paese, la giustizia che interessa alla collettività è quella che inizia all’aperto e si esaurisce sulle soglie delle case circondariali. Ma le persone che commettono sbagli prima o poi torneranno nella nostra comunità e il trattamento che hanno subito in carcere sarà determinante per la buona integrazione.<br />
Sulla giustizia si è parlato esclusivamente di come evitare che uno solo andasse in prigione. Ora cerchiamo di affrontare il problema seriamente, restituendo dignità e speranza a un mondo che fa parte di noi, essenziale per il corretto funzionamento della società. Perché, citando ancora Beccaria, &#8220;Non vi è libertà ogni qualvolta le leggi permettono che, in alcuni eventi, l&#8217;uomo cessi di essere persona e diventi cosa&#8221;. O un numero.</p>
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		<title>Tra un disastro e l&#8217;altro, caro Monti ti scrivo, così mi distraggo un po&#8217;</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Nov 2011 08:53:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Interna]]></category>
		<category><![CDATA[Monti]]></category>
		<category><![CDATA[piogge]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Da quando si è insediato Mario Monti al governo non c&#8217;è stato giorno senza che apparisse una lettera destinata a lui. Ricercatori, industriali, innovatori, confederazioni, precari, amministratori e molte altre categorie, ansiosi di raccontare i loro problemi, hanno scritto i loro dubbi, le loro speranze, le loro proposte in forma di lettera e l&#8217;hanno inviate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da quando si è insediato Mario Monti al governo non c&#8217;è stato giorno senza che apparisse una lettera destinata a lui. Ricercatori, industriali, innovatori, confederazioni, precari, amministratori e molte altre categorie, ansiosi di raccontare i loro problemi, hanno scritto i loro dubbi, le loro speranze, le loro proposte in forma di lettera e l&#8217;hanno inviate al Primo Ministro, novello Babbo Natale. Ma in questo Natale non ci saranno buoni e cattivi. Tutti faremo sacrifici (anche se ovviamente mi auspico che a farli siano quelli che ne hanno fatti meno) e le belle letterine rimarranno solo  parole, in attesa che vengano ascoltate e rielaborate dai soggetti politici che si scontreranno alle prossime elezioni.<br />
Ma in questa effervescenza epistolare voglio esserci anche io, dare il mio modesto contributo:</p>
<p>Caro on.Monti,<br />
secondo Lei è normale avere ancora paura delle piogge? Fino a quando bisognerà pagare con vite umane la non curanza verso il territorio?<br />
Buon Lavoro,<br />
Marco</p>
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		<title>È iniziata la rivoluzione e io non ho niente da mettermi</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Nov 2011 13:11:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Governo Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Interna]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Ero a Roma alle 21.42 di Sabato. Ho festeggiato insieme a tanti altri la fine di un governo politicamente, socialmente, economicamente e umanamente disastroso. È finita come era iniziata, con un videomessaggio. Già la politica fatta in televisione. Buffo, Berlusconi entra in politica per portarci dentro il mondo economico, per poi venire cacciato dagli stessi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ero a Roma alle 21.42 di Sabato. Ho festeggiato insieme a tanti altri la fine di un governo politicamente, socialmente, economicamente e umanamente disastroso. È finita come era iniziata, con un videomessaggio. Già la politica fatta in televisione. Buffo, Berlusconi entra in politica per portarci dentro il mondo economico, per poi venire cacciato dagli stessi mercati che avevano fatto la sua fortuna personale. It&#8217;s the economy, stupid. Adesso, passata la sbornia del dolce weekend, resta un po&#8217; di amaro in bocca. E ora?<br />
Non cambia niente. C&#8217;è da costruire l&#8217;unica cosa che avrebbe sconfitto Berlusconi: la politica. Perchè l&#8217;analisi drammaticamente più pungente e veritiera è: bastava non votarlo. Voglio vedere ora se, tolto l&#8217;enorme masso che ci ostruiva l&#8217;orizzonte e la strada, possiamo riprendere il cammino.<br />
Per ora mi sento così: &#8220;oddio è iniziata la rivoluzione e io non ho niente da mettermi&#8221;</p>
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		<title>Scacco matto all&#8217;Italia?</title>
		<link>http://www.marcobani.it/blog/2011/11/scacco-matto-allitalia/</link>
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		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 09:37:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bani</dc:creator>
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		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Interna]]></category>
		<category><![CDATA[Povera Italia!]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Mi sembra che l&#8217;Italia da qualche giorno sia impegnata in un&#8217;enorme partita a scacchi. Da una parte c&#8217;è Silvio Berlusconi, il Re, con tutti i suoi alfieri e le sue regine a proteggerlo, mentre le sue pedine si muovono imprevedibilmente. Dall&#8217;altra il capo dello Stato Giorgio Napolitano, con Bersani e Casini come torri. A una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sembra che l&#8217;Italia da qualche giorno sia impegnata in un&#8217;enorme partita a scacchi. Da una parte c&#8217;è Silvio Berlusconi, il Re, con tutti i suoi alfieri e le sue regine a proteggerlo, mentre le sue pedine si muovono imprevedibilmente. Dall&#8217;altra il capo dello Stato Giorgio Napolitano, con Bersani e Casini come torri. A una mossa dell&#8217;uno, l&#8217;altro risponde. Uno non si rassegna a dimettersi, l&#8217;altro nomina Monti Senatore a vita.  Un gioco di tattica, tempismo e scelte sofferte, disturbato da fattori esterni come i mercati, che cercano di ribaltare il tavolo da gioco, e giocatori rimasti fuori, come Di Pietro e la Lega, che vorrebbero iniziare una nuova partita, per una manciata di voti in più, fregandosene degli effetti che potrebbero produrre sulla scacchiera.<br />
La partita deve <a href="http://civati.splinder.com/post/25742977/fare-presto-in-tutti-i-sensi">finire presto</a>, evitando ogni arrocco possibile,  perchè i giocatori passano, ma <a href="http://www.repubblica.it/economia/2011/11/10/news/fuga_di_capitali_e_blocco_dei_conti_cosa_succede_se_l_italia_fallisce-24758407/">l&#8217;unica a subire scacco matto</a> è l&#8217;Italia. </p>
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		<title>L&#8217;interregno</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 11:19:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bani</dc:creator>
				<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Interna]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Ieri a Ballarò ho sentito molte volte la parola &#8220;interregno&#8221;. Mi sono venute in mente le parole di Antonio Gramsci: «Il vecchio che non muore e il nuovo che non nasce. In questo interregno si verificano i fenomeni più morbosi». Siamo sospesi in attesa di qualcosa di nuovo che vogliamo ardentemente, ma che è ancora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri a Ballarò ho sentito molte volte la parola &#8220;interregno&#8221;.<br />
Mi sono venute in mente le parole di Antonio Gramsci: «Il vecchio che non muore e il nuovo che non nasce. In questo interregno si verificano i fenomeni più morbosi».<br />
Siamo sospesi in attesa di qualcosa di nuovo che vogliamo ardentemente, ma che è ancora difficile descrivere. Stanchi e stufi del passato e attendiamo un cambiamento impellente, immediato. Da questa sensazione di insofferenza nascono gli attuali fenomeni di protesta come gli Indignados e  Occupy Wall Street che, coscienti della polverizzazione del potere, scendono in piazza.<br />
Un nuovo governo, un nuovo modello economico, una nuova credibilità, una nuova globalizzazione, un nuovo mondo. Voglia di cambiare.<br />
Il sociologo Bauman ha detto in una recente lectio magistralis a Roma: </p>
<blockquote><p>&#8220;Il vecchio diventa impraticabile, ma il nuovo deve ancora essere individuato, un viaggio di cui rotta e meta sono sconosciute, molto peggio della transizione, che ha ben chiaro il traguardo da raggiungere. E’ come se si stesse scalando una montagna troppo ardua per permettersi di fermarsi, ma senza sapere, al contempo, cosa ci sarà al di là della vetta.&#8221;</p></blockquote>
<p>E nel frattempo siamo sospesi, in completa balia degli eventi. In questi momenti difficili occorre vigilare e mobilitarci il doppio, per evitare quelli che Gramsci definiva &#8220;fenomeni morbosi&#8221;. Occorre coraggio, responsabilità e sacrificio per ridurre i problemi dell&#8217;interregno. Il contrario di quello che sta facendo il Governo. </p>
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		<title>Signore e signori va in scena l&#8217;Italia, di nuovo</title>
		<link>http://www.marcobani.it/blog/2011/11/signore-e-signori-va-in-scena-litalia-di-nuovo/</link>
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		<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 11:06:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Interna]]></category>
		<category><![CDATA[Povera Italia!]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Signori e signore, il giorno dello spettacolo è finalmente arrivato. Un matinèe annunciato da tempo, che ha tenuto l’Italia paralizzata per giorni e settimane. Una campagna pubblicitaria mai vista, con tutti i giornali che dedicavano la prima pagina allo spettacolo di oggi. Come poteva essere altrimenti? Oggi va in scena l’Italia, con le sue virtù [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Signori e signore, il giorno dello spettacolo è finalmente arrivato. Un matinèe annunciato da tempo, che ha tenuto l’Italia paralizzata per giorni e settimane. Una campagna pubblicitaria mai vista, con tutti i giornali che dedicavano la prima pagina allo spettacolo di oggi. Come poteva essere altrimenti? Oggi va in scena l’Italia, con le sue virtù (poche) e i suoi difetti (tanti). Uno spettacolo che è già entrato nella storia prima del suo inizio, grazie alla lunghissima premessa. Un prologo fatto di tradimenti, colpi di scena, insulti, storie d’amore,  finti eroi e eroi finti. Per mesi i protagonisti, Berlusconi e i suoi ministri, hanno avuto l’attenzione del pubblico, lasciando agli altri il ruolo di comprimari, poche briciole mediatiche, pochi fischi e pochi applausi. Non c’è che da applaudire alla bravura dei protagonisti di tenerci incollati alle sottotrame dello spettacolo, come ad esempio le tragicomiche vicissitudini del gruppo di attori di ”responsabilità nazionale”. Ma voi non avete visto l’intensa agonia emotiva della Carlucci, quando interpreta la donna pentita dei suoi peccati, che aveva ceduto ai richiami della politica, solo per poterla cambiare dall’interno, ma che col tempo si ravvede e lascia il suo primo amore. E poi Scilipoti…una performance struggente, toccante. Non avete provato pena per chi, pieno di debiti, oppresso dai pignoramenti, vede la salvezza grazie alla bontà di uno dei due protagonisti principali. Non parliamo dei frondisti che fanno capo a Scajola, come novelli Otello, sublimi nel chiedere un passo indietro al loro ex capo, dopo aver partecipato a tutti i suoi misfatti.</p>
<p>E poi Bonciani, D&#8217;Ippolito, Gaglione, Pisacane, Guzzanti, Destro, Gava, Nucara&#8230;personaggi in cerca d’autore, vogliosi di andare in scena per comprarsi un futuro , ma inesperte marionette dei veri protagonisti dello spettacolo.</p>
<p>La tensione è altissima, il finale è veramente incerto. Non ci resta che assistere a questo spettacolo. D’altra parte il biglietto l’abbiamo già pagato tutti. Ed è stato molto salato.</p>
<p>Signori e signore, che ci siano fischi o applausi, è arrivato il momento di mettere in scena un nuovo spettacolo.<br />
Speriamo sia l&#8217;ultimo.</p>
<p>P.s: l&#8217;intervento è preso pari pari dal post che avevo scritto <a href="http://www.marcobani.it/blog/2010/12/lo-spettacolo-inizia/">il 14 Dicembre dell&#8217;anno scorso</a>. Cambiano solo alcuni attori secondari. Abbiamo perso un anno con il solito film e il solito protagonista, che non è decisamente piaciuto alla critica internazionale.<br />
Per una volta lo spettacolo non deve continuare.</p>
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		<title>Il crollo perpetuo</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Oct 2011 11:11:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bani</dc:creator>
				<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Interna]]></category>
		<category><![CDATA[Povera Italia!]]></category>
		<category><![CDATA[pompei]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>L&#8217;ennesimo crollo a Pompei, il terzo in una settimana, segna l&#8217;inevitabile declino che è metafora della realtà che stiamo vivendo. Pompei come l&#8217;Italia. Sappiamo che è in crisi, fragile, delicata, debole, ma non riusciamo a fare niente. Crollo dopo crollo, guardiamo impotenti la distruzione di una bellezza mondiale, lentamente, come un fiore che perde i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;ennesimo crollo a Pompei, il terzo in una settimana, segna l&#8217;inevitabile declino che è metafora della realtà che stiamo vivendo. Pompei come l&#8217;Italia. Sappiamo che è in crisi, fragile, delicata, debole, ma non riusciamo a fare niente. Crollo dopo crollo, guardiamo impotenti la distruzione di una bellezza mondiale, lentamente, come un fiore che perde i petali. Un tesoro enorme gestito da incapaci.<br />
E mi rivengono in mente le struggenti parole di Erri De Luca: </p>
<blockquote><p>Chiedo all’archeologia di smettere di scavare. Quello che riporta alla luce lo guastiamo e lo mandiamo in rovina. Chiedo di ricoprire gli scavi di Pompei con cenere spenta per poterli affidare alle generazioni future che saranno costrette a essere migliori, visto che peggiori non si può. Siamo eredi senza merito e tutori di una ricchezza che appartiene all’umanità e non  alla competenza di un ministero. Questa ricchezza è quanto di meglio abbiamo da offrire al mondo e siamo responsabili di questo di fronte al mondo. L’immagine dell’Italia all’estero è sfregiata dal ridicolo di certi pruriti anziani e dall’indecente incuria della bellezza ricevuta in dote. Custodire e tramandare la bellezza è la definizione più elementare di civiltà.</p></blockquote>
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		<title>Il sorpasso</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Oct 2011 10:19:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bani</dc:creator>
				<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Interna]]></category>
		<category><![CDATA[Visco]]></category>

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		<description><![CDATA[ &#8220;Aumento graduale delle quote per l&#8217;accesso alla pensione di anzianità (anni di età più anni di contribuzione&#8221;. Alzare in modo graduale l&#8217;età di pensionamento. &#8220;E&#8217; prioritario superare i rischi e le incertezze che scoraggiano le imprese a ricorrere ai contratti a tempo indeterminato&#8221;. Stop a contratti a termine. &#8220;Va riesaminato il peso del prelievo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<ul>
<li>&#8220;Aumento graduale delle quote per l&#8217;accesso alla pensione di anzianità (anni di età più anni di contribuzione&#8221;.<strong> Alzare in modo graduale l&#8217;età di pensionamento.</strong></li>
<li>&#8220;E&#8217; prioritario superare i rischi e le incertezze che scoraggiano le imprese a ricorrere ai contratti a tempo indeterminato&#8221;.<strong> Stop a contratti a termine.</strong></li>
<li>&#8220;Va riesaminato il peso del prelievo sulla ricchezza immobiliare. L&#8217;Italia è l&#8217;unico paese ad aver abolito l&#8217;imposta sull&#8217;abitazione principale&#8221;. <strong>Tassare la ricchezza immobiliare.</strong></li>
<li>&#8220;Abbassare la soglia per l&#8217;uso del contante e poi favorire un maggior uso della moneta elettronica per le spese delle famiglie&#8221;. <strong>Lotta all&#8217;evasione fiscale</strong></li>
<li>&#8220;Necessario un riordino delle professioni e delle regole imposte ai negozi&#8221; <strong>Liberalizzazioni</strong></li>
</ul>
<p>Chi ha detto queste semplici parole, che sanno tanto di un programma politico chiaro e convincente? Bersani? Renzi? Di Pietro? Vendola?<br />
No, nessuno di loro. E&#8217; stato il nuovo governatore della Bankitalia, Ignazio Visco, a elencare le possibili soluzioni future per l&#8217;Italia. Un incredibile e inatteso stimolo che va nella stessa direzione che vuole il centrosinistra, che però lo esprime in maniera confusa e complicata.<br />
Quando ci facciamo sorpassare dai tecnici in quanto a &#8220;chiarezza&#8221; e &#8220;coraggio&#8221; mi domando a cosa serva ancora la politica.<br />
Poi penso all&#8217;ultimo weekend a Bologna con Civati e la Serracchiani e al fatto che tutte queste cose erano state già dette in quell&#8217;occasione. E se venissimo a scoprire che Visco era a sedere insieme a noi?</p>
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		<title>[Roma - 15 Ott] Si intervistano i (pochi) teppisti, ci si dimentica dei (molti) manifestanti.</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Oct 2011 10:53:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Interna]]></category>
		<category><![CDATA[indignati]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Fiumi di parole sono stati scritti sui fatti accaduti Sabato a Roma. Mentre si discute di come stringere la democrazia, togliendo la possibilità di manifestare  in un momento difficile, che richiede tutto il nostro impegno, a volte le immagini possono far capire meglio cosa è successo in quella folle giornata. Così cerco di bilanciare l&#8217;enorme [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fiumi di parole sono stati scritti sui fatti accaduti Sabato a Roma. Mentre si discute di come stringere la democrazia, togliendo la possibilità di manifestare  in un momento difficile, che richiede tutto il nostro impegno, a volte le immagini possono far capire meglio cosa è successo in quella folle giornata. Così cerco di bilanciare l&#8217;enorme attenzione verso i teppisti (l&#8217;1%), con la conseguente dimenticanza delle istanze degli altri manifestanti (99%).  Pubblico le foto e i video fatti con il cellulare, per ricordarvi che oltre ai violenti c&#8217;era altro, che aspetta ancora risposte:<br />
<embed type="application/x-shockwave-flash" src="https://picasaweb.google.com/s/c/bin/slideshow.swf" width="600" height="400" flashvars="host=picasaweb.google.com&#038;hl=it&#038;feat=flashalbum&#038;RGB=0x000000&#038;feed=https%3A%2F%2Fpicasaweb.google.com%2Fdata%2Ffeed%2Fapi%2Fuser%2Fbani.marc%2Falbumid%2F5665119688539553025%3Falt%3Drss%26kind%3Dphoto%26hl%3Dit" pluginspage="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer"></embed><br />
Il corteo caccia i teppisti. Dovevamo usare la violenza? Non credo sia compito dei manifestanti usare la forza.<br />
<iframe src="http://www.youtube.com/embed/IcDwHs2G2wc" frameborder="0" width="420" height="315"></iframe></p>
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						data-text="[Roma - 15 Ott] Si intervistano i (pochi) teppisti, ci si dimentica dei (molti) manifestanti.via @marcobani" data-url="http://www.marcobani.it/blog/2011/10/si-intervistano-i-pochi-teppisti-ci-si-dimentica-dei-molti-manifestanti/" 
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		<title>Con PD e CGIL alla manifestazione di Roma avremmo evitato le violenze?</title>
		<link>http://www.marcobani.it/blog/2011/10/con-pd-e-cgil-alla-manifestazione-di-roma-avremmo-evitato-le-violenze/</link>
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		<pubDate>Tue, 18 Oct 2011 09:48:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Interna]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Sabato a Roma, mentre tornavo alla stazione amaro di delusione, mi sono intrattenuto con altri manifestanti che condividevano il mio stato d&#8217;animo. Durante la discussione, un ragazzo romano sbraita di rabbia:&#8221; E&#8217; colpa del Partito Democratico e della Cgil. Con la loro assenza hanno condannato il corteo&#8221;. Vabbè che ormai c&#8217;è il gioco di dare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>S<a href="http://www.marcobani.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_08031.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13968" title="IMG_0803" src="http://www.marcobani.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_08031-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a>abato a Roma, mentre tornavo alla stazione amaro di delusione, mi sono intrattenuto con altri manifestanti che condividevano il mio stato d&#8217;animo. Durante la discussione, un ragazzo romano sbraita di rabbia:&#8221; E&#8217; colpa del Partito Democratico e della Cgil. Con la loro assenza hanno condannato il corteo&#8221;. Vabbè che ormai c&#8217;è il gioco di dare la colpa al PD per ogni problema, ma questa volta mi sembra un&#8217;accusa fuori luogo. I promotori della manifestazione si erano vantati di essere &#8220;apolitici&#8221;, tagliando fuori dall&#8217;organizzazione anche tutti i partiti, che hanno solamente avuto la possibilità di aderire. Secondo voi un&#8217;organizzazione diversa avrebbe potuto evitare le violenze o almento attenuarle? Io sono dubbioso. Non spetta ai manifestanti mantenere l&#8217;ordine pubblico.</p>
<p>Resta il fatto che politicamente abbiamo fallito: la manifestazione di Sel i primi di Ottobre, gli &#8220;indignati&#8221; a metà del mese, la prossima settimana la CGIL, il 5 Novembre il PD. Era proprio necessario frammentarsi e apparire nuovamente sfilacciati e inconsistenti? Non potevamo accordarci e sfilare promuovendo 3-4 punti condivisi? No, siamo stati buoni a farci strumentalizzare ancora, come fessi alle prime armi. Questo anche perché troppo rancore, odio e disprezzo serpeggiano tra le fila dell&#8217;opposizione.</p>
<p>Continuiamo così. Continuiamo a farci del male. Intanto al governo c&#8217;è Berlusconi</p>
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