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Consigliere comunale del PD a Pisa, ricercatore universitario presso il King's College London, scettico ottimista.

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  • Graziosa Scarpellini commented on Marco Filippeschi's status.
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  • Samuele Agostini tagged you in the note "Forse sbaglia solo chi guarda indietro...io provo a guardare avanti".
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  • Dario Marchi commented on your status.
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Serenità di stampa

Abbiamo visto nei mesi precedenti quale sia il metodo utilizzato dai mezzi d’informazione controllati da Berlusconi per “uccidere” mediaticamente il personaggio di turno che si oppone al governo: trovare un caso, un episodio che può far storcere il naso all’opinione pubblica e urlarlo in modo ossessivo e ripetitivo. Volete un esempio pratico?  Guardate la serie di [...]

Verso il congresso pisano: alla ricerca della passione perduta, riscoprendo i “veri” problemi

Strano paese il nostro, abbiamo passato Agosto a inseguire le ultime dichiarazioni di Bocchino, un nome un programma, per sapere se il nuovo gruppo parlamentare farà cascare il governo o no. Siamo aggrappati alla speranza che dopo 15 anni un ex-fascista di nome Fini, che ha dato il nome a 2 delle leggi più liberticide degli ultimi anni, improvvisamente si svegli e faccia traballare il trono di Cesare.
Un agosto contrassegnato dalla politica-pettegolezzo con i giornali e le televisioni ridotte a pallidi cloni di Novella 2000 e Verissimo, sempre pronti a esaltare il “lato oscuro” del personaggio al centro delle momentanee attenzioni.
Ma in quest’Agosto nessuna risposta è stata data ai “veri” problemi dell’Italia:
Dopo 4 mesi non abbiamo un Ministro dello Sviluppo Economico, mentre la ripresa tanto acclamata da Berlusconi si è rilevata più difficile del previsto, almeno in Italia. Con più di 200 tavoli di crisi aperti e le fabbriche che chiudono o si trasferiscono all’estero, il quadro è desolante.
Siamo l’unico paese a chiamare con il nome di riforma  i “tagli” pesanti e senza logica alla scuola, così sprecisi e violenti che sembrano fatti non con  l’accetta, ma con la motosega. 22000 docenti perderanno il posto di lavoro per quello che è stato già definito come “il più grande licenziamento pubblico di tutti i tempi”. Anche a Pisa assistiamo a questo “festival“ dei tagli che ha portato a formare classi con un sovrannumero di studenti come nel caso delle Medie Gamerra e Tongiorgi, e alla soppressione di alcuni corsi serali che hanno portato a gesti estremi di protesta come lo sciopero della fame.
Abbiamo “scoperto” di avere una disoccupazione giovanile superiore alla media europea: un giovane su 4 è disoccupato.Tutti i rischi sociali – come perdere il lavoro, non avere alcun aiuto dello Stato, avere una paga da fame, probabilmente non avere una pensione o averla sotto la soglia di povertà, non ricevere formazione – sono tutti sulle spalle dei giovani.
Un paese che non investe su lavoro, formazione e giovani è un paese condannato a sparire, a morire.

Una brutta pagina della politica pisana

Giovedì scorso non ho partecipato al Consiglio Comunale per motivi di lavoro (sono in Inghilterra al momento) e la mia assenza mi ha permesso di non assistere a un episodio veramente brutto e vergognoso. Una settimana fa la marina militare israeliana ha assaltato nella notte una nave del convoglio Freedom Flotilla, organizzato dalle ong internazionali e [...]

I costi della casta

Dopo le dichiarazioni di Calderoli, c’è grande fermento sulla proposta di tagliare il 5% dello stipendio di ministri e parlamentari. Finalmente una risposta della “casta”?Non credo proprio. Anche se questa proposta venisse accolta(e io ne dubito), non sarebbe certo risolutiva, come ci fa notare Luca Ridolfi della Stampa. Per restituire la fiducia nella politica non serve un [...]

La libertà è partecipazione informata

La scorsa settimana invece di seguire i nuovi scandali del governo Berlusconi, con le dichiarazioni al limite dell’impossibile dell’ex Ministro alle attività economiche Scajola, ho preferito disintossicarmi della politica italiana e buttarmi sulle elezioni inglese. Lo scandalo della casa comprata all’insaputa dell’On.Scajola però non sarebbe mai venuto fuori se fosse già in vigore la legge proposta dal ministro Alfano sulle intercettazioni. Cosa c’entra?

Alla base della sua vicenda non ci sono microspie, ma solo assegni bancari e dichiarazioni di testimoni, atti peraltro tutti non più coperti da segreto perché depositati al Tribunale del Riesame. Eppure, , gli italiani nulla saprebbero ancora della casa di Scajola. E nulla gli italiani ancora saprebbero perché nulla i giornali avrebbero potuto scriverne in questi 12 giorni, e ancora fino a chissà quanti altri mesi. Al contrario di quello che i promotori della legge raccontano, e cioè che con essa intendono impedire la pubblicazione selvaggia di intercettazioni segrete, l’attuale testo in discussione alla Commissione Giustizia del Senato vieta, con la scusa delle intercettazioni, la pubblicazione — non solo integrale ma neanche parziale, neanche soltanto nel contenuto, neanche soltanto per riassunto — degli atti d’indagine anche se non più coperti dal segreto, e questo fino a che non siano concluse le indagini preliminari ovvero fino al termine dell’udienza. In più, aggancia la violazione di questo divieto a un’altra legge già esistente (la 231/2001 sulla responsabilità amministrativa delle imprese per reati commessi dai dipendenti nell’interesse aziendale), e per ogni pubblicazione arbitraria fa così scattare non solo ammende maggiorate per i cronisti (da 2 a 10 mila euro, dunque con oblazione a 5 mila euro), ma soprattutto maxi-sanzioni a carico delle aziende editoriali fino a 465 mila euro a notizia

Per dare un’idea dell’impatto, i quotidiani nazionali, con quello che hanno pubblicato di vero e di più non segreto in questi 12 giorni, rischierebbero già 4/5 milioni di euro, e i loro cronisti oblazioni già per 60 mila euro a testa (sempre che il giudice non ritenga, a motivo della gravità del fatto, di negare l’oblazione e avviare il giornalista a un processo che potrebbe concludersi con la condanna a 2 mesi di arresto per ogni pubblicazione arbitraria).                                                                                                                                                                           (Corriere sera – 5 Maggio)

La materia è molto delicata e accelerazioni fatte a colpi di maggioranza per coprire e insabbiare non servono. Si può benissimo formulare una proposta che regolamenti le intercettazioni che lascia lavorare la Magistratura e che rispetti la privacy di tutti,evitando inutili gogne mediatiche.  Invece la legge che propone Alfano permette  impunità e una seria limitazione alla libertà di stampa Per questo ho aderito all’appello di Rodotà e altri indirizzato ai senatori su Facebook. Riporto il testo qui sotto. Aderiamo in massa.

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L’umiltà dei diversamente vittoriosi (analisi voto Regionali 2010)

E’ sempre difficile fare un’analisi dopo il voto. Soprattutto quando non hai vinto. La matematica ci dovrebbe venire in aiuto: 7 regioni a 6. Una in più del centrodestra. Evviva, festeggiamo, abbiamo fermato Berlusconi. Ma la fredda logica ci riporta alla triste realtà: non abbiamo vinto 7 regioni, ne abbiamo perse 4, quelle più popolose e [...]

Orvieto - cambia l'italia

Ma che fine ha fatto Marino? Dopo le primarie del 25 ottobre la mozione del senatore chirurgo sembrava sciolta nelle varie discussioni locali. Ma I temi tanto cari ai sostenitori di Marino sembrano lontani dalla scena politica attuale dominata dal vortice dalle alleanze, fatte non sui programmi e sui contenuti, ma solo su strani giochi matematici [...]

Lo stato dell'Italia

Settimana scorsa Obama ha tenuto il discorso sullo Stato dell’Unione, un evento che si ripete annualmente dove il presidente degli Stati Uniti D’America parla al congresso del futuro del Paese e analizza le scelte compiute.
Un discorso di alto livello, da statista, dove Obama con molta umiltà ha parlato degli errori compiuti, ma ha anche tracciato il [...]

Sono in “crisi” di titoli

In questi giorni, oltre al congresso del PDL, è in corso a Roma il G8 Social Summit dove i vari ministri del Welfare stanno discutendo su come superare la crisi.
Drammatici i dati dell’OCSE: la percentuale dei disoccupati dei paesi del g8 salirà fino alla doppia cifra.
Anche secondo la Confindustria la situazione diventerà insostenibile: tra la metà [...]

C’era una volta…

C’era una volta il paese Ailati. Mentre nel resto del mondo imperversava una delle più grandi crisi economiche degli ultimi secoli, nel paese Ailati prosperava felicità e benessere. Tutti avevano un lavoro, la criminalità era ridotta a piccoli furtarelli nei negozi, le industrie crescevano di fatturato. Questo era possibile grazie all’abilità politica del loro Leader, Sconi [...]