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	<title>Marco Bani &#187; Cambia l&#8217;Italia</title>
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		<title>Violentocrazia &#8211; Storia di un giorno di ordinaria follia a Roma</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 09:19:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Un clima di delusione e sconforto regnava a Colle Oppio, rifugio dei manifestanti in fuga, mentre pochi metri più in là, verso Piazza San Giovanni, stava scoppiando la guerriglia. Cosa stava succedendo si poteva intuire: avete presente i rumori di sottofondo che si sentono durante i servizi negli scenari di guerra? Scoppi, sirene, urla. Esattamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.marcobani.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_0781.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13963" title="IMG_0781" src="http://www.marcobani.it/blog/wp-content/uploads/2011/10/IMG_0781-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a>Un clima di delusione e sconforto regnava a Colle Oppio, rifugio dei manifestanti in fuga, mentre pochi metri più in là, verso Piazza San Giovanni, stava scoppiando la guerriglia. Cosa stava succedendo si poteva intuire: avete presente i rumori di sottofondo che si sentono durante i servizi negli scenari di guerra? Scoppi, sirene, urla. Esattamente gli stessi che si potevano udire nella Capitale. Roma come Baghdad, Tripoli, Kabul. Non doveva finire così. Ma come siamo arrivati a questo?<br />
Eppure tutto era iniziato nel migliore dei modi. Un sole fuori stagione si rifletteva negli occhiali da sole dei molti giovani (e meno giovani) accorsi a Roma per unirsi alla Prima Protesta Globale, in contemporanea con altre 800 città. 300mila persone, indignate ma sorridenti, consapevoli della necessità di un cambiamento, anche piccolo, negli ingranaggi dell&#8217;economia e della democrazia. 300mila persone, un numero considerevole se consideriamo che nelle altre città il totale dei manifestanti si riduceva a poche migliaia: a New York la &#8220;famosa&#8221; Occupy Wall Street ha visto la partecipazione di 6mila persone, a Francoforte 3mila, in Giappone poche centinaia. Numeri nettamente inferiori rispetto alla protesta italiana. Nel nostro paese la piazza attira, piace, è un altro momento sociale. Muoversi insieme in tanti contro l&#8217;immobilismo dei pochi della classe dirigente.<br />
Con questo spirito è partito il corteo. Precari, studenti, disoccupati, semplici cittadini. Per la maggioranza giovani, uniti globalmente dal fatto di essere in difficoltà, con un futuro incerto, con disuguaglianze sempre più vistose. E&#8217; stato visto come un corteo di parte, di sinistra. Se sinistra vuol dire ancora lotta alle ingiustizie, allora sì, era un corteo di sinistra, della quale abbiamo però un disperato bisogno, oggi più che mai. C&#8217;erano le bandiere storiche, la falce col martello, quella di Rifondazione, aggrappati al disperato tentativo di restare al passo con i tempi, come se le loro idee fossero ancora valide. La stagione degli -ismo è finita, ne rimane solo uno, il capitalismo, ma sembra in evidente difficoltà. Equità chiedono i manifestanti, declinata in molti modi: redistribuzione della ricchezza, accesso alla conoscenza e fine dei privilegi. Eccolo un programma politico per il futuro. Il resto sono solo nostalgie e malinconie, sintetizzate con un cartello: &#8220;doveva essere una manifestazione apartitica, ve ne siete impadroniti con le vostre bandiere antiche&#8221;. Apolitici vogliono essere i manifestanti, contro tutti i partiti, spesso considerati uguali e collusi col &#8220;potere&#8221;.<br />
Mentre scendo per una Via Cavour affollata all&#8217;estremo, incrocio la parte del corteo degli studenti, che marciano compatti dietro &#8220;scudi di polistirolo&#8221; con sopra scritti i titoli più significativi della letteratura passata e recente. Classici contro l&#8217;ignoranza. Già visto, ma sempre piacevole. Ci sono gli inevitabili carri che sparano musica, alimentando il clima di festa. Su uno di questi si trova Frankie Hi-nrg, che canta rappando le sue canzoni di denuncia. Ogni tanto vengo pervaso da un acre odore di erba. Ovunque i manifestanti fanno a gara per il cartello più ironico. Sorrisi, musica e risate. D&#8217;altra parte protesta fa rima con festa, e non è male vederla così.<br />
Eppure scendendo il corteo per avvicinarsi al Colosseo, ecco che l&#8217;allegra sinfonia si guasta e iniziano le prime stonature. Cosa ci fanno quei ragazzi con i caschi? Non faccio in tempo a girarmi che vengo spintonato da un gruppo di incappucciati, che si fa largo con fare spedito e minaccioso. Appena la folla li vede iniziano gli insulti e le richieste di andarsene. Un unico coro, scandito dalle parole &#8220;Buffoni&#8221;, &#8220;Fascisti&#8221;, &#8220;Andatevene&#8221;. Gli incappucciati, molto giovani in effetti, salutano alzando il dito medio e proseguono la loro marcia. Chi erano? Cosa ci facevano? Erano solo quelli? Purtroppo a breve avrei conosciuto la drammatica risposta.<br />
Il rumore degli elicotteri accompagna la manifestazione, ma è un suono al quale siamo ormai abituati durante i cortei. Quello che non mi aspettavo è l&#8217;odore pungente di bruciato. Cerco di capirne la direzione e trovo la scheletrica carcassa grigia di un SUV, dato alle fiamme poco tempo prima. Purtroppo non sarebbe stata l&#8217;unica. Una Mercedes presa a mazzate e contenitori dell&#8217;immondizia bruciati non fanno presagire niente di buono.<br />
E le banche? Nessuna pietà. Una filiale di una banca a me sconosciuta ha le vetrine in frantumi. Gli scontri dei giorni precedenti erano solo l&#8217; &#8220;anteprima&#8221;. Più vado avanti più il corteo è meno compatto, qualcosa non quadra. Fino a quando, tagliando per una via parallela, cerco di raggiungere in fretta Piazza San Giovanni per capire meglio cosa sta succedendo. C&#8217;è tensione. Purtroppo appena arrivato al Colosseo tutte le mie preoccupazioni hanno una risposta. Fumata nera. Avete presente quando muore un Papa e si riunisce il conclave per scegliere il successore? Se non trovano l&#8217;accordo il popolo ne viene informato tramite una &#8220;fumata nera&#8221;, che genera delusione tra chi era accorso per sentire e acclamare chi avrebbe portato nuove parole e nuove speranze.<br />
La stessa delusione di chi, arrivato al Colosseo, ha visto un enorme fumo nero provenire da Piazza San Giovanni e capisce che la protesta è finita. La civiltà lascia spazio all&#8217;inciviltà, la democrazia alla violenza, i sogni agli incubi. Seguono scene di panico, manifestanti che non sanno dove andare e si rifugiano in alto, come faceva la popolazione assediata, persone che scappano, ragazzi che piangono, rumori di guerriglia, odore di lacrimogeni. E&#8217; decisamente finita. Il resto è la triste storia che sappiamo.<br />
Inizia il valzer delle responsabilità, il solito gioco politico dello scaricabarile, condito dalla solita violenza verbale che contraddistingue l&#8217;atmosfera italiana da molti anni a questa parte. E&#8217; colpa dei manifestanti, dei poliziotti, di Berlusconi, della sinistra, degli studenti, dei servizi segreti. E&#8217; la sfera pubblica italiana, bellezza: se dividiamo i colpevoli, sarà difficile individuarli.<br />
Resta il fatto che sapevamo di vivere un momento molto teso, alimentato dalla rissosa arena politica, e non si è fatto niente per prevenire. C&#8217;è stata una sbagliata valutazione? Un intelligence fallace? Un&#8217;organizzazione superficiale? Non lo so, e difficilmente sapremo qualcosa, lasciandoci ancora una volta con l&#8217;amaro in bocca e l&#8217;odore dei lacrimogeni nel naso, generando ancora più sfiducia e alimentando teorie complottistiche che non fanno bene alla tenuta democratica del Paese.<br />
L&#8217;Italia si mostra al Mondo ancora per le sue contraddizioni: un paese con un civismo straordinario, con qualità strabilianti, con una voglia folle di cambiare, ma che rimane fermo per colpa di pochi. l&#8217;1% tiene ancora in scacco il rimanente 99%. L&#8217;Italia, l&#8217;unico paese dove comanda la violenza, verbale e fisica, e la democrazia è relegata alle sole elezioni.<br />
Hanno ucciso l&#8217;indignazione, hanno reso muto chi chiedeva più giustizia, hanno assordato chi doveva ascoltare. Non devono passarla liscia. La politica ora deve farsi carico delle istanze e delle richieste portate avanti dai manifestanti. Solo così riusciremo a ridare un minimo di fiducia, una speranza di futuro. Solo così potremo ripartire. Solo così potremo finalmente uscire dal governo della violenza.</p>
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		<title>[Elezioni nazionali] Vincere x convincere. Endorsment vari a Milano, Napoli, Torino, Vercelli, Varese</title>
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		<pubDate>Fri, 13 May 2011 11:15:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bani</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopodomani  e lunedì mattina si vota per le amministrative. Ormai da molti anni c&#8217;è la malsana abitudine di dare rilevanza nazionale a ogni elezione. Un modo per rafforzare il governo o cercare di abbatterlo. Invece di parlare di programmi e prospettive di una città, si cerca di nazionalizzare lo scontro. Fautore di questa politica è Silvio Berlusconi, che si è candidato addirittura capolista PDL al Comune di Milano, cercando di sfruttare il suo nome per portare acqua al mulino della Moratti. Ma non c&#8217;è solo Milano. Torino e Napoli sono altre due grandi città che andranno al voto, insieme a molte altre diversamente importanti.<br />
C&#8217;è da seguire con molta attenzione queste elezioni, non solo per vedere la tenuta dei partiti, ma anche per quanto riguarda le possibili alleanze. Il centrosinistra si presenta compatto in tutte le maggiori città, con il terzo polo che va da solo o con il candidato PDL. Una vittoria di questa alleanza rafforzerebbe la visione della necessità di continuare su questa strada, vista la possibilità di trovare convergenze sui programmi.<br />
Andate a votare (PD!) e lasciate la preferenza perché la politica si cambia non solo con le idee, ma con le persone.</p>
<p><strong>Milano</strong><br />
Dopo l&#8217;aggressività verbale e la poca eleganza della candidata del PDL Letizia Moratti, che svelano la sua paura di perdere, sono convinto che una vittoria di Pisapia, candidato del centrosinistra, non è poi così lontana dalle nostre mani. Vincere a Milano significherebbe sconfiggere Berlusconi nella sua terra, dimostrare che il suo sogno è fragile e debole. La &#8220;riconquista&#8221; può partire dalla capitale &#8220;fashion&#8221; dell&#8217;Italia, per dare  un nuovo &#8220;abito&#8221; alla politica.<br />
Amici milanesi, non ho dubbi nel suggerire di dare la preferenza a <strong>Carlo Monguzzi,</strong> che ho avuto la possibilità di conoscere e apprezzare negli ultimi mesi. Carlo è il classico esempio di come si può tradire la data di nascita sulla carta d&#8217;identità presentando idee e riflessioni giovani, fresche, d&#8217;impatto.</p>
<p><strong>Torino</strong><br />
Qui Fassino vuole continuare la preziosa eredità di Chiamparino, un sindaco molto amato dai suoi concittadini. Fassino, uscito vincitore dalle primarie, ha condotto una buona campagna elettorale, incentrata su temi locali e su come dare una visione di lungo respiro alla città. Chi aveva dubbi su un suo possibile arrugginimento, si è dovuto ricredere.<br />
Qui la preferenza da dare è a <strong>Ilda Curti</strong>, stimata Assessore all&#8217;integrazione, una grande passionaria che ha dato pratica alle sue idee, rendendo Torino una città all&#8217;avanguardia e un modello nazionale per quanto riguarda le politiche dell&#8217;immigrazione.</p>
<p><strong>Vercelli</strong><br />
Menzione speciale per il candidato pd nel collegio di Trino per le provinciali di Vercelli. Qui c&#8217;è da votare <strong>Alessandro Portinaro</strong>, un caro amico che ha dimostrato serietà, spirito di sacrificio, competenza e dedizione. Un mix di umanità, preparazione e di amore verso la politica. What else? Cosa volete di più? Vedendo politici come Alessandro non capisco davvero come al Nord il PD non riesce a sfondare.</p>
<p><strong>Napoli</strong><br />
Ah Napoli. Bellissima città che sta soffrendo molti disagi. Qui i politici si scaricano le responsabilità l&#8217;uno con l&#8217;altro da anni. Con che faccia vi dico di votare per il Pd e quindi per Morcone? Scusate, non vi basta la dichiarazione di Berlusconi di ieri: &#8220;Non verranno abbattute le case degli abusivi&#8221;. Non vi sembra un attacco alla legalità in una città che ne avrebbe tanto bisogno?  Non vi sembra ridicolo un governo che manda in città l&#8217;Esercito per raccogliere i rifiuti, e non per contrastare l&#8217; &#8220;immondizia&#8221; della società, la malavita organizzata?<br />
Votate PD e scrivete <strong>Francesco Nicodemo</strong>, giovane consigliere comunale uscente. Francesco mi ha dimostrato che anche un semplice consigliere può cambiare fortemente le politiche della città. Basta lavorare e persistere.</p>
<p><strong>Varese</strong><br />
Non conosco la città, non conosco il candidato sindaco del centrosinistra, ma conosco <strong>Andrea Civati</strong>, candidato giovanissimo al consiglio comunale per il PD. Varesotti, fatevi un regalo, votate Andrea Civati, non ve ne pentirete! Basta stare con lui per qualche ora per vedere la passione politica nei suoi occhi e la voglia di contribuire per una città/Italia/mondo migliore! L&#8217;esempio incarnato della politica del futuro: seria, trasparente, fresca e dinamica.</p>
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		<title>Un nuovo risorgimento</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Feb 2011 09:44:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#8220;Un nuovo risorgimento!&#8221;. A chiederlo non è l&#8217;ennesimo oppositore di Berlusconi, ma queste sono parole del discorso che John Fitzgerald Kennedy tenne il 16 marzo 1961 per il centenario dell’Unità d’Italia, che ci fanno inorgoglire e allo stesso tempo rammaricare, pensando alla triste fine che abbiamo fatto. Qui sotto una mia grezza traduzione di alcuni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Un nuovo risorgimento!&#8221;. A chiederlo non è l&#8217;ennesimo oppositore di Berlusconi, ma queste sono parole del discorso che John Fitzgerald Kennedy tenne il 16 marzo 1961 per il centenario dell’Unità d’Italia, che ci fanno inorgoglire e allo stesso tempo rammaricare, pensando alla triste fine che abbiamo fatto. Qui sotto una mia grezza traduzione di alcuni passaggi, per il resto trovate il discorso completo (in Inglese) su <a href="http://nomfup.wordpress.com/2011/02/14/a-new-risorgimento/">Nomfup</a>.</p>
<p><em>&#8220;E &#8216;un fatto straordinario nella storia che tanto di ciò che siamo e così tanto di ciò che crediamo abbia avuto origine in questo spicchio piuttosto piccolo di terra protesa nel Mediterraneo. Quello che combattiamo strenuamente oggi aveva le sue origini in Italia. Per questo è  un onore partecipare, come presidente degli Stati Uniti, a questo momento così  importante nella vita di un paese amico, la Repubblica<br />
Italiana.</em></p>
<p><em>[...] Il risorgimento che diede vita alla moderna Italia, come la rivoluzione americana che ha portato alla nascita del nostro paese, è stato il risveglio degli ideali più profondamente radicati nella civiltà occidentale: il desiderio di libertà, la tutela dei diritti della persona.</em></p>
<p><em>[...]La storia di Italia del dopoguerra è una storia di determinazione e di coraggio, di fronte a un compito immane e difficile. Il popolo italiano ha ricostruito un&#8217;economia violentata dalla guerra e ha giocato un ruolo vitale nello sviluppo dell&#8217;integrazione economica dell&#8217;Europa occidentale.  L&#8217;Italia ha migliorato il benessere della sua gente, portando loro la speranza di una vita migliore, e  ha giocato un ruolo significativo nella difesa dell&#8217;Occidente. </em></p>
<p><em>[....]Se vogliamo far fronte alle prossime sfide, noi-l&#8217;Italia e gli Stati Uniti, dobbiamo dimostrare al nostro popolo e al mondo che ci guarda, che gli uomini che agiscono nella tradizione di Mazzini, Cavour, Garibaldi , Lincoln  e Washington possono costruire la base per rendere la vita di un uomo migliore, più ricca e più piena. Questo è il compito del <strong>nuovo Risorgimento, un nuovo risveglio delle antiche aspirazioni dell&#8217;uomo per la libertà e per il progresso</strong>, fino a quando la torcia accesa nell&#8217;antica Torino un secolo fa guiderà ovunque questa lotta degli uomini per la libertà &#8211; in Italia, negli Stati Uniti, nel mondo intorno a noi.</em></p>
<p>Parole straordinariamente attuali, no?</p>
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		<title>La manifestazione &#8220;gentile&#8221;</title>
		<link>http://www.marcobani.it/blog/2011/02/la-manifestazione-gentile/</link>
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		<pubDate>Mon, 14 Feb 2011 11:35:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Cambia l'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Dio è comunista&#8221;, deve aver pensato qualche gufo berlusconiano, dopo che  ha smesso di piovere. Di sicuro la pioggia battente del mattino, se fosse continuata nel pomeriggio, avrebbe ridotto la partecipazione. Ci piace la rivoluzione, ma ci piace ancora di più non avere i piedi bagnati. Invece ieri il tempo ha graziato la manifestazione organizzata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste">&#8220;Dio è comunista&#8221;, deve aver pensato qualche gufo berlusconiano, dopo che  ha smesso di piovere. Di sicuro la pioggia battente del mattino, se fosse continuata nel pomeriggio, avrebbe ridotto la partecipazione. Ci piace la rivoluzione, ma ci piace ancora di più non avere i piedi bagnati.</div>
<div id="_mcePaste">Invece ieri il tempo ha graziato la manifestazione organizzata dalle donne, dando modo anche ai più &#8220;timorosi&#8221; di partecipare.</div>
<div id="_mcePaste">&#8220;Un successo oltre le aspettative&#8221;, hanno detto le organizzatrici. Che sarebbe stato un successo si capiva da subito: già pochi minuti dopo le 14 e 30, orario di ritrovo, Piazza S.Antonio non riusciva a contenere le migliaia di persone che si stavano radunando.</div>
<div id="_mcePaste">E&#8217; stato bello non vedere nessuna bandiera politica e nessun partito che si è appropriato dell&#8217;evento, due elementi chiave che hanno sicuramente  decretato la buona riuscita della manifestazione.</div>
<div id="_mcePaste">In questa festa delle donne, tanti sono stati gli uomini che hanno espresso solidarietà, per una volta attori secondari e non protagonisti della scena. Non c&#8217;erano  gli uomini con le mogli, ma le donne con i mariti.</div>
<div id="_mcePaste">E&#8217; stata la festa della dignità. L&#8217;urlo di chi troppe volte è ridotto al silenzio, la riscossa della donna non come servitrice dell&#8217;uomo, che riesce ad emergere solo se subalterna al potente di turno. Non mamma, non amante, non moglie, non radical chic, semplicemente donna, l&#8217;altra metà del mondo, non da adorare o discriminare, ma da rispettare.</div>
<div id="_mcePaste">Ed è normale che tutta la rabbia, la frustrazione di migliaia di donne si incanali nella richiesta di dimissioni del premier Silvio Berlusconi, esempio pubblico di chi concepisce la donna come strumento di piacere per i sensi maschili, da premiare per la loro obbedienza e devozione. Lottare contro Berlusconi significa battersi contro questa visione della donna che è ancora troppo radicata nella società italiana. Per questo mi auguro che la protesta possa continuare. Nei modi pacifici e colorati che abbiamo visto nelle strade di tutta Italia. Una rivoluzione &#8220;gentile&#8221;, nei modi e nella pratica, come ci hanno insegnato le donne di ieri, ma che riesce a cambiare la sensibilità degli italiani. L&#8217;indignazione lasciamola ai lamentosi. Noi vogliamo cambiare le cose, tutti insieme.</div>
<div id="_mcePaste">Se non ora quando?</div>
<p><img class="aligncenter" src="http://a5.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc6/181970_656029185696_60507380_38403439_4854933_n.jpg" alt="" width="720" height="537" /></p>
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		<title>Dimissioni perchè?</title>
		<link>http://www.marcobani.it/blog/2011/02/dimissioni-perche/</link>
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		<pubDate>Fri, 04 Feb 2011 13:59:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Cambia l'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Povera Italia!]]></category>
		<category><![CDATA[dimissioni]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>5000 firme già raccolte in un solo weekend nella Provincia di Pisa. La campagna del Pd di raccolta firme per le dimissioni di Berlusconi sta avendo molto successo. Ma tanti criticano l&#8217; aspetto semplicistico di questa iniziativa, accusandoci di non spiegare perchè vogliamo mandare a casa un Primo ministro democraticamente eletto. Anche se non ce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>5000 firme già raccolte in un solo weekend nella Provincia di Pisa. La campagna del Pd di raccolta firme per le dimissioni di Berlusconi sta avendo molto successo. Ma tanti criticano l&#8217; aspetto semplicistico di questa iniziativa, accusandoci di non spiegare perchè vogliamo mandare a casa un Primo ministro democraticamente eletto. Anche se non ce ne sarebbe bisogno, integro qui alcuni ( fra i tanti)  motivi del perchè bisogna liberarci al più presto di Berlusconi. Attenzione, si raccomanda la lettura agli stomaci forti:</p>
<p><strong>- per non aver fermato la crescita inarrestabile del nostro debito pubblico</strong>. Aumenta di 1.300 euro al secondo. Nel 2009, in rapporto al Pil, dopo il calo rilevato nel 2007, ha proseguito la crescita già registrata nel 2008, aumentando di quasi 10 punti percentuali rispetto all&#8217;anno precedente e attestandosi al 115,8%, valore molto prossimo a quelli rilevati alla fine degli anni &#8217;90.</p>
<p><strong>- per non aver frenato il drammatico aumento della disoccupazione.</strong> Secondo Confindustria il 2010 si è chiuso con 500 mila persone occupate in meno rispetto al 2008. A Gennaio la disoccupazione è all&#8217;8,7, Il dato più alto dal 2004. Ma quello che più preoccupa è l&#8217;aumento di quella giovanile che si attesta al 28,9 % con un aumento percentuale rispetto a novembre 2009 di 2,4 punti. E aumentano anche gli &#8220;inattivi&#8221;, cioé quelli che hanno rinunciato a cercare o non possono più accedere al lavoro.</p>
<p><strong>- per aver fatto accrescere gli evasori fiscali:</strong> + 6,7 per cento nel 2010. Al primo posto dell&#8217;evasione c&#8217;è l&#8217;economia sommersa (soprattutto il lavoro in nero). L&#8217;81 % delle società di capitali dichiara redditi negativi. Siamo nell&#8217;ordine dei 156 miliardi di euro l&#8217;anno. L&#8217;economia sommersa sottrae al fisco italiano un imponibile di circa 135 miliardi di euro l&#8217;anno. I lavoratori in nero sono circa 2,4 milioni, di cui 850.000 sono dipendenti che fanno il secondo o il terzo lavoro. Si stima un&#8217;evasione d&#8217;imposta pari a 34 miliardi di euro.</p>
<p><strong>- per aver aumentato la pressione fiscale</strong>: nel 2009 è salita al 43,5% del prodotto interno lordo, dal 43,3% del 2008. E&#8217; quanto riferisce l&#8217;Ocse nelle stime preliminari relative all&#8217;anno scorso contenute in &#8220;Revenue Statistics&#8221;. L&#8217;Italia così supera il Belgio (che nel 2009 ha visto il peso del fisco diminuire al 43,2% dal 44,2% del 2008) e sale dal quarto al terzo posto nella classifica dei Paesi dove maggiore è il peso delle entrate rispetto al prodotto interno lordo.</p>
<p>- per aver massacrato la cultura e gestito in maniera impietosa i nostri tesori, come Pompei. Esempi: la legge di stabilità ha ridotto gli interventi per i restauri dei beni a 102 milioni, erano 148 l’anno scorso, 155 milioni nel 2009. Il Fus – il fondo unico dello spettacolo – ha falciato le risorse dai 402 milioni del 2010 ai 258 del 2011: erano 550 milioni nel 2007. E lo spettacolo, in Italia, dà lavoro a 250mila persone. I 125 milioni destinati alle 14 fondazioni liriche, sono ormai quasi la metà dei 229 milioni del 2009: la stessa somma che la Francia dedica all’Opèra di Parigi. Pressappoco dimezzati i fondi agli istituti culturali.</p>
<p><strong>- per aver lasciato al palo l&#8217;innovazione.</strong> Un recente studio OCSE calcola che nel 2008 il sistema imprenditoriale italiano era solo al 28esimo posto (su 38 paesi) per rapporto tra spese in Ricerca e Sviluppo delle imprese e Prodotto Interno Lordo. O perche’, sebbene abbia un tasso di nascita di micro-imprese tra i piu’ alti tra i paesi industrializzati, l’Italia sia all’ultimo posto di 13 paesi studiati dall’OCSE per percentuale di brevetti realizzati da nuove imprese (eta’ inferiore ai 5 anni). L’Italia e’ anche il paese OCSE che tra il 2001 e il 2007 ha registrato sia la piu’ bassa crescita del reddito pro-capite che la piu’ bassa crescita della produttivita’ del lavoro.  L’OCSE rivela inoltre che la modesta crescita della produttivita’ del lavoro in Italia e’ in gran parte frutto di investimenti tradizionali mentre il nostro paese viene superato anche dalla Grecia in termini di contributo che l’investimento in nuove tecnologie e conoscenze fornisce alla produttivita’ del lavoro.</p>
<p><strong>- per aver ristretto la banda. </strong>l&#8217;Italia continua a mostrare un forte ritardo in quanto a diffusione della banda larga. Solo il 53% degli italiani ha accesso a internet (quale che sia la velocità di connessione), contro una media Ue del 65%. A farci compagnia sul fondo della classifica ci sono Cipro (53%) e Repubblica Ceca (54%), mentre Olanda, Svezia Lussemburgo e Danimarca sono i Paesi più &#8220;online&#8221; con tassi di penetrazione che superano l&#8217;83%.</p>
<p>- <strong>per aver insistito sul nucleare quando tutto il mondo va da un&#8217;altra parte</strong>. L&#8217;ultimo rapporto di Bloomberg fotografa la travolgente ascesa delle fonti verdi. Nell&#8217;anno appena trascorso hanno attratto 243 miliardi di dollari, +30% rispetto al 2009. CINQUE volte la cifra del 2004, il doppio del 2006 e un +30% rispetto al 2009. Con un totale di 243 miliardi di dollari investiti nel 2010.Con 51,1 miliardi di dollari investiti nel 2010, un +30% rispetto al 2009, la Cina è ora la nazione regina nelle rinnovabili. Una spinta che ha trascinato con sé un intero continente. La cifra totale degli invetimenti in energia verde in Asia e Oceania ha superato infatti quello messo in campo dalle Americhe e si sta avvicinando sempre più alla leadership europea. Altra notizia molto positiva che emerge dallo studio è il record di investimenti destinati alla ricerca e allo sviluppo di nuove tecnologie, passati dai 15,8 miliardi di dollari del 2009 ai 21 dello scorso anno.</p>
<p><strong>- per aver soffiato sul fuoco della sicurezza con la paura</strong>, istituendo le ronde, un flop clamoroso. Solo 6 in tutto il territorio nazionale.</p>
<p><strong>- per aver demonizzato gli stranieri e appoggiato il razzismo della Lega</strong>: riceviamo dagli immigrati 19,3 miliardi di entrate e ne diamo solo 10,3 per la loro spesa sociale. I lavoratori stranieri sono circa due milioni e producono il 10% del Pil nazionale. I vantaggi dello Stato sono visibili da altri numeri: gli immigrati versano ogni all&#8217;Inps sette miliardi di euro e pagano al Fisco una cifra che supera i 3,2 miliardi di euro. Inoltre, ogni cento neonati in Italia, ormai più del 12% ha un almeno un genitore straniero. Per non parlare delle morti per l&#8217;attraversamento del Mediterraneo, per fuggire da situazioni disastrose: la Repubblica stima la morte di 42000 persone dal 2002 al 2008 mentre cercavano di attraversare il mediterraneo. 30 persone al giorno.</p>
<p><strong>- per aver dimenticato i diritti civili.</strong> Appiattito su temi del passato e usati solo per il consenso elettorale, nessuna traccia di coppie di fatto, lotta all&#8217;omofobia, diritti dei disabili. Non sono temi di destra? Le altre destre europee sono molti anni più avanti.</p>
<p><strong>- per aver ridotto di un terzo la spesa sociale</strong>, privando di servizi essenziali gli italiani e costringendo regioni e comuni a rivedere l&#8217;offerta per i cittadini</p>
<p><strong>- per essere la barzelletta del Mondo.</strong> Solo i dittatori (Gheddafi) o i finti democratici (Putin) ci sono amici. Per il resto la poca credibilità che avevamo è stata buttata al vento per colpa degli scandali e della nostra politica estera</p>
<p><strong>- per avere ucciso il futuro.</strong> Tagli per un miliardo e 400 milioni di euro al sistema universitario,  una riforma imposta a maggioranza senza una discussione nel merito.Cervelli sempre più in fuga.  La scuola pubblica allo sfascio:8 miliardi di euro in meno alla scuola per tre anni. Lasciati a casa 132.000 tra insegnanti e dipendenti. Il più grande licenziamento di massa della storia italiana. Le conseguenze sono disastrose:  classi sovraffollate (fino a 33 alunni) in violazione di ogni norma di sicurezza. Migliaia di bambini e bambine senza scuola dell’infanzia. Studenti con disabilità senza sostegno. Tempo pieno con le compresenze, riconosciuto in Europa come eccellente, eliminato. Meno ore di lezione per ogni ordine di scuola: dalla primaria al termine dell’obbligo i nostri ragazzi avranno frequentato l’equivalente di due anni di scuola in meno. Alle superiori, taglio indifferenziato delle sperimentazioni. Meno laboratori e insegnanti tecnico pratici. Senza collaboratori scolastici, bambini in stato d&#8217;abbandono fuori dall&#8217;aula. Le strutture cadono a pezzi, gli insegnanti hanno uno stipendio da fame.</p>
<p>- <strong>per aver tagliato i fondi agli enti locali, togliendo la possibilità di rispondere alle tante richieste dei cittadini</strong>. I comuni sono costretti a tagliare sull&#8217;assistenza, sulla cultura, sul &#8220;sociale&#8221;, sul volontariato. Il che è lo stesso, perché la cultura e l&#8217;assistenza, oltre, ovviamente, all&#8217;integrazione sociale, sono affidate, ormai in larga misura, al &#8220;volontariato&#8221; e, in senso lato, al Terzo settore. Il &#8220;patto di stabilità&#8221;, peraltro, costringerà le amministrazioni virtuose, quelle che avevano risparmiato negli ultimi anni per investire nei prossimi, a pagare duramente il proprio impegno virtuoso. A &#8220;risparmiare&#8221;, forzatamente, anche in futuro. Il federalismo fiscale, la Terra Promessa dalla Lega ai cittadini del Nord: procede a zig-zag. Se tutto andasse secondo le previsioni, entrerebbe a regime nel 2019. Cioè, &#8220;troppo tardi&#8221;, rispetto agli obiettivi e ai problemi a cui dovrebbe rispondere.<br />
<strong><br />
- per aver stuprato continuamente la Costituzione con leggi fatte per i suoi interessi.</strong> 2 le leggi rispedite al mittente dalla Corte Costituzionale.  175 milioni di euro l’evasione fiscale di Mondadori, sanata dalla legge ad aziendam</p>
<p><strong>- per essersi continuamente riempito la bocca con la parola &#8220;famiglia&#8221; per poi voltargli le spalle nei fatti.</strong> soltanto l&#8217;1,4% del Pil viene destinato nel nostro Paese a famiglia e maternità, contro il 2,1 della media europea e il 3% di Danimarca e Norvegia. Ma a rileggere i dati e le ricerche degli ultimi vent&#8217;anni si capisce che se i genitori sono cambiati, se i nonni si ritrovano d&#8217;un tratto ad essere le &#8220;querce&#8221; a cui si appoggiano figli e nipoti (il 64% dei bambini da 0 a 13 anni viene accudito da uno o più nonni), se i piccoli sono soggetti amatissimi ma unici, ciò che resta scarso e avaro è soprattutto il tempo della relazione.</p>
<p><strong>- per aver promesso di curare il cancro, giocando perversamente sulla sensibilità dei molti colpiti direttamente o indirettamente da questa tremenda malattia.</strong> La manovra finanziaria 2010 taglia le spese sulla sanità. Meno 20mila medici in 3 anni per via del blocco del turnover: una assunzione per 5 pensionamenti. Dimezzamento contratti precari.10mila interventi chirurgici in meno, taglio 20% servizi.</p>
<p><strong>- per aver salvato un&#8217;azienda morente con i nostri soldi, solo per favorire pochi.</strong> Sto parlando di Alitalia. Dopo aver lottato contro le soluzioni proposte dal Governo Prodi, decisamente più vantaggiose, il Premier salva Alitalia con un enorme finanziamento fatto di soldi pubblici.<br />
Si, poi però nel 2009 Alitalia ha avuto perdite pari a 326 milioni di euro.</p>
<p>Non ho messo il Ruby-gate? Non mi interessa, mi sembra che ci siano già abbastanza motivi per firmare in uno dei 10mila gazebo preparati dal PD.<br />
Per aver trasformato il sogno italiano in un incubo, <strong>BERLUSCONI DIMETTITI. </strong></p>
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		<title>Immaginatevi il futuro</title>
		<link>http://www.marcobani.it/blog/2011/02/immaginatevi-il-futuro/</link>
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		<pubDate>Tue, 01 Feb 2011 08:24:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cambia l'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Governo Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusoconi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Immaginatevi migliaia di persone in strada, con cartelli e bandiere di tutti i colori, una nuova Liberazione, uniti dalla voglia di cambiare.</p> <p>Immaginatevi la manifestazione dell&#8217;11 Dicembre moltiplicata per 100, militanti dell&#8217;IDV che vanno a braccetto con quelli dell&#8217;UDC, simpatizzanti di Ferrero accanto a sostenitori di Vendola, senza bandiere politiche, scandendo la propria indignazione verso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Immaginatevi migliaia di persone in strada,<br />
con cartelli e bandiere di tutti i colori,<br />
una nuova Liberazione, uniti dalla voglia di cambiare.</p>
<p>Immaginatevi la manifestazione dell&#8217;11 Dicembre moltiplicata per 100,<br />
militanti dell&#8217;IDV che vanno a braccetto con quelli dell&#8217;UDC,<br />
simpatizzanti di Ferrero accanto a sostenitori di Vendola,<br />
senza bandiere politiche, scandendo la propria indignazione verso un governo paralizzato</p>
<p>Immaginatevi il viola mescolato all&#8217;arancio,<br />
il blu impastato con il rosso,<br />
il verde schiarito con il bianco,<br />
un arcobaleno fatto di persone ed emozioni.</p>
<p>Immaginatevi gli operai, i terremotati, le donne,<br />
gli studenti universitari, i disoccupati,<br />
le forze di polizia, gli insegnanti, i gay,<br />
e tutti quelli ai quali è stato negato il futuro gridare forte &#8220;Basta. E&#8217; ora di farla finita&#8221;</p>
<p>Immaginatevi molti amici ritrovati nel corteo,<br />
persone non più diffidenti tra loro,<br />
ricche di passione, pronte a dare senza chiedere nulla in cambio.</p>
<p>Immaginatevi milioni di bandiere italiane sventolare ovunque,<br />
in strada, sui terrazzi, sui lampioni, sulle macchine,<br />
simbolo dell&#8217;amore per la nostra nazione e del dispiacere nel vederla così insultata,infangata, stuprata<br />
proprio in quest&#8217;anno così speciale.</p>
<p>Immaginatevi di condividere lo stesso sogno con molti altri ,<br />
quello di un paese normale, che va oltre i difetti che si porta dietro da anni,<br />
che si ricorda dei grandi eroi e delle esemplari figure politiche del passato,<br />
di chi ha lottato per la Resistenza e ha provato a darci un futuro migliore.</p>
<p>Immaginatevi un popolo che ha capito che un giorno senza sorriso è un giorno perso,<br />
che si renda conto che l’Italia non è più una repubblica televisiva basata sull’impunità dei pochi,<br />
che l’arroganza e la prepotenza sono segnali di debolezza,<br />
che le passioni non muoiono mai,<br />
che è arrivato il momento della riscossa, non dello sconforto,<br />
che c’è spazio per tutti…perchè uniti si può fare tutto.</p>
<p>Immaginatevi una folla arrabbiata ma civile,<br />
lottare per il lavoro, l&#8217;onestà, la serietà,<br />
le regole e i diritti per tutti,l&#8217;uguaglianza e l&#8217;integrazione,<br />
la dignità e l&#8217;etica, la giustizia e l&#8217;equità.</p>
<p>Immaginatevi un esercito pacifico pronto a &#8220;invadere&#8221; le strade, <br />
agenti attivi del cambiamento, rivoluzionari dolci,<br />
orgogliosi di partecipare insieme alla rinascita di una nuova Italia,</p>
<p>Immaginatevi il suono di milioni di persone che all&#8217;unisono chiedono solo una cosa:&#8221;DIMISSIONI&#8221;.<br />
Non solo per gli scandali privati, ma per aver violentato l&#8217;Italia e la sua Costituzione,<br />
per averci rubato il futuro, per averci condannato all&#8217;intolleranza,<br />
per aver trasformato il sogno in incubo, per aver scambiato il Parlamento per un reality show,<br />
per averci fatto sparire dal palcoscenico internazionale, per aver privilegiato i furbi e i disonesti.<br />
Per averci fatto vergognare di essere italiani.</p>
<p>Immaginatevi tutto questo e poi dimenticatevelo subito,<br />
dopotutto domani è un altro giorno,<br />
dopotutto domani torneremo <strong>nuovamente a litigare.</strong></p>
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		<item>
		<title>Nuova grafica, nuovo mese, nuovi colori, nuova Italia?</title>
		<link>http://www.marcobani.it/blog/2010/09/nuova-grafica-nuovo-mese-nuovi-colori-nuova-italia/</link>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 13:11:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cambia l'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[colori]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Settembre, nuovo mese, ritorno alla normalità (?). Il caldo se ne sta andando, le teste calde no. Ma quelle non mancano mai. Agosto è stato dominato da domande ricorrenti: ma quando si va alle elezioni? quando casca il governo Berlusconi? Cosa fanno le opposizioni? Sarà riuscito il premier a &#8220;comprare&#8221; qualche deputato e/o senatore? Bla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Settembre, nuovo mese, ritorno alla normalità (?). Il caldo se ne sta andando, le teste calde no. Ma quelle non mancano mai.<br />
Agosto è stato dominato da domande ricorrenti: ma quando si va alle elezioni? quando casca il governo Berlusconi? Cosa fanno le opposizioni? Sarà riuscito il premier a &#8220;comprare&#8221; qualche deputato e/o senatore? Bla bla Bla. Facile riempire i giornali agostani, difficile riempire il vuoto di politica, non quella delle indiscrezioni, ma quella che cambia la vita delle persone e dell&#8217;Italia.<strong> Non la politica-pettegolezzo, con i giornali e le televisioni ridotte a effimeri cloni di Novella 2000 e Verissimo</strong>, sempre pronti a esaltare il &#8220;lato oscuro&#8221; del personaggio al centro delle momentanee attenzioni.<br />
Mentre la &#8220;vera&#8221; Italia non ha ancora dopo 4 mesi un Ministro allo sviluppo economico con 200 tavoli di crisi aperti, c&#8217;è una scuola che si rende conto solo adesso dei terribili tagli effettuati dalla Gelmini, una situazione occupazionale disastrosa, dove un giovane su 4 è disoccupato. Queste sono le tematiche da affrontare, gli unici &#8220;pettegolezzi&#8221; da condividere.<br />
Per fare questo bisogna <strong>affilare gli strumenti</strong> a disposizione. Personalmente ho iniziato con un sito nuovo nella grafica e nei colori. Ho lasciato il viola, colore infausto e ormai relegato a un movimento che si sta già spegnendo, dopo aver tentato di &#8220;partitizzarsi&#8221;. E&#8217; rimasto il <strong>rosso</strong>, un rosso molto forte, il primo colore dell&#8217;arcobaleno.  Provoca passione e spinge verso l&#8217;attività, oggi più che mai richiesta per smuovere l&#8217;immobilità del nostro paese. La scelta del rosso corrisponde ad uno stato d’attivazione, ad uno slancio diretto verso la conquista, ad un desiderio ardente ed in espansione. Il rosso rappresenta la mobilitazione di tutte le energie, necessarie per andare oltre tutti i problemi che da troppo tempo ci portiamo dietro. Il rosso è anche la sicurezza di sé, la fiducia nelle proprie forze e capacità,<strong> la consapevolezza di muoversi per un ideale di progresso, di riformismo e di condivisione di felicità. </strong><br />
Ho aggiunto il <strong>giallo</strong>, che rimanda alla radiosità del risveglio. Il risveglio democratico, dopo anni di videocrazia. Suscitando una sensazione d’espansione e spingendo al movimento, il giallo corrisponde ad una condizione di libertà e autosviluppo. Il giallo, infatti, è il colore dell&#8217;illuminazione, di chi tende al cambiamento e alla ricerca del nuovo. Concetto obamiano, ma oggi più attuale che mai.<br />
Ovviamente la teoria e il significato dei colori è stato solo un pretesto simpatico e &#8220;new age&#8221; per sottolineare le chiavi che devono aprire la nuova stagione che abbiamo davanti: <strong>passione, volontà e voglia di cambiare</strong>, in modo da relegare in secondo piano gli attuali colori dominanti: il verde truffa leghista e il blu pallido di Berlusconi, simbolo di un fallimento durato troppo a lungo.<br />
<strong> Preparate gli strumenti, ci aspettano mesi di lotta (democratica eh)!</strong></p>
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		<title>Andare oltre</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Apr 2010 08:33:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bani</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cambia l'Italia]]></category>
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		<category><![CDATA[Innovazione e nuove tecnologie]]></category>
		<category><![CDATA[partito democratico]]></category>
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		<category><![CDATA[Internet]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Sabato 10 a Milano e Domenica 17 a Roma sono stati due giorni fondamentali per ridare slancio e fiducia al Pd, sceso ai minimi livelli più per il dopo-voto che per l&#8217;esito della votazione stessa. Due iniziative legate dalla stessa voglia di &#8220;andare oltre&#8221;  i litigi, le incomprensioni, il linguaggio oscuro, l&#8217;incapacità di comunicare una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.lucanicotra.org/sites/default/files/oltre.jpg" alt="" width="200" height="186" />Sabato 10 a Milano e Domenica 17 a Roma sono stati due giorni fondamentali per ridare slancio e fiducia al Pd, sceso ai minimi livelli più per il dopo-voto che per l&#8217;esito della votazione stessa. Due iniziative legate dalla stessa voglia di &#8220;<strong>andare oltre</strong>&#8221;  i litigi, le incomprensioni, il linguaggio oscuro, l&#8217;incapacità di comunicare una nostra visione di società. Dove l&#8217;età e l&#8217;appartenenza territoriale si mescolavano e quello che contava davvero era ciò che dicevi e come emozionavi la gente.  Ma cos&#8217;è &#8220;Oltre&#8221; (nome dato alle iniziative)?</p>
<p><em>Il presente non è una corrente, né una componente, né una mozione, ma un contratto a progetto, della durata di tre mesi. Non ha a cuore le fondazioni, ma le fondamenta da cui ripartire per rilanciare il Pd. Questo contratto impegna a non prendere in considerazione le vicende interne del partito (a cui abbiamo dedicato l&#8217;intera annata 2009) ma a prendere in considerazione esclusivamente i progetti e le proposte da fare al Paese (a cui dedicheremmo, ove possibile, l’annata 2010). Ogni forma di subordinazione a logiche correntizie o a cordate a tempo indeterminato è bandita e esclusa. Il progetto è aperto a tutti e si basa sulla condivisione di una «banda larga» di persone, senza capo (all&#8217;infuori di Pigi) ma con una lunga coda di lavoro da fare. All&#8217;ingresso è sufficiente presentarsi con un&#8217;idea. ( </em><a href="http://oltre.pbworks.com/">dal sito ufficiale</a>)</p>
<p>Ho provato a dare un piccolo contributo anche io e cerco di riscrivere l&#8217;intervento fatto a Milano, promettendo di approfondire le singole proposte in maniera più organica e esauriente:</p>
<div id="_mcePaste">Vengo dalla Toscana, una regione che ci ha visto vittoriosi. <strong>La Toscana si é voluta bene</strong>, ha premiato un&#8217;amministrazione che ha <strong>saputo osare</strong>, che ha avuto coraggio e che non ha fatto politica orecchiando le mode del momento. La Toscana ha una legge sull&#8217;immigrazione che tutela i diritti delle persone , la Toscana è una delle prime regioni che ha sperimentato  la pillola ru486.</div>
<div id="_mcePaste">Cosa fare? Chiudere le barriere e formare il granducato? Offrire asilo politico a chi lo richiede?</div>
<div id="_mcePaste">Fermi tutti. Anche in Toscana l&#8217;avanzata dell&#8217;astensionismo ci deve fare rifletter. <strong>Abbiamo perso miglaia di voti</strong>. Non c&#8217;é emozione nel partito, non c&#8217;é un progetto politico chiaro, <strong>si vota piú per compassione che per passione.</strong></div>
<div id="_mcePaste">Noi abbiamo anche una responsabilita maggiore, un&#8217;occasione bellissima: governiamo e possiamo mettere in pratica le idee piú innovative, diventare laboratorio nazionale, l&#8217;opposto della Lega che parla in</div>
<div id="_mcePaste">un modo e governa in un altro. <strong>Regalare una visione nuova partendo dalla buona amministrazione.</strong></div>
<div id="_mcePaste">C&#8217;é una parola che rimbomba nelle analisi post-elettorali<strong>. Una parola che dovrebbe esortare all&#8217;azione, che fa infiammare gli animi, che regala speranza: coraggio.</strong> Questo coraggio viene spesso richiesto ai giovani, che devono portano freschezza e nuova linfa vitale. Noi ci siamo. <strong>Ma oltre al coraggio di dire ci vuole il coraggio di ascoltare.</strong></div>
<div id="_mcePaste">Cosa ascoltare?</div>
<div id="_mcePaste">Vorrei azzardarmi a fare <strong>3 proposte semplici e  dirette</strong>, ma proprio per questo rivoluzionarie perché concrete. Idee che potrebbero alimentare la discussione e il dibattito. Proposte twitter, massimo 140 caratteri.</div>
<div id="_mcePaste"></div>
<div>1)<strong>Internet gratis per tutti</strong>. O meglio portare la banda larga ovunque e poi garantire questo servizio a tutti. . <em>(maggiori informazioni seguiranno ndr)</em></div>
<div id="_mcePaste">2)Case, uffici,industrie, edifici pubblici e ospedali devono <strong>produrre energia, non consumarla. </strong> Detassiamo al 100% gli investimenti sulle energie rinnovabili e sul risparmio energetico <em>(maggiori informazioni seguiranno ndr)</em></div>
<div id="_mcePaste">3) <strong>Migliorare la qualitá della comunicazione</strong>: basta con i volantini pieni di testo e vuouti di significato. Voglio un laboratorio di comunicazione politica inogni territorio. Qualcosa come Moveon, come le fabbriche di Nichi che hanno unito concretezza all&#8217;utopia. <em>(maggiori informazioni seguiranno ndr)</em></div>
<div><em><br />
</em></div>
<div id="_mcePaste">Asciughiamoci gli occhi, la cautela strategica ha ucciso fin troppe idee.<strong> Non stiamo giocando a Risiko</strong>, aspettando di aumentare i nostri carri armatini, rigorasamente rossi, per poi assistere alla loro distruzione da parte delle armate blu, nere, verdi. <strong>Siamo responsabili di quello che non sappiamo evitare</strong>. Berselli <em>(il compianto Edmondo ormai ndr)</em> diceva: &#8220;Rivolto A sinistra sta il cuore, da sinistra parte il tiro mancino.. diamoci da fare, non é possibile sfuggire al nostra DNA&#8221;. <strong>Divertiamoci a stupirli.</strong></div>
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		<title>Un&#8217;altra città è possibile</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Apr 2010 09:35:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Cambia l'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[amministrazione]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Interi quartieri liberi da auto, ricchi di verde e di spazi a misura di socializzazione. Edifici che non consumano, ma producono energia. Illuminazione pubblica a Led, pannelli e collettori solari sopra ogni abitazione. Colonnine per la ricarica delle auto elettriche. Comignoli trasformati in mini pale eoliche. Scarichi domestici e una parte dei rifiuti selezionati grazie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Interi quartieri liberi da auto, ricchi di verde e di spazi a misura di socializzazione. Edifici che non consumano, ma <strong>producono energia</strong>. Illuminazione pubblica a Led, pannelli e collettori solari sopra ogni abitazione. Colonnine per la ricarica delle auto elettriche. Comignoli trasformati in mini pale eoliche. Scarichi domestici e una parte dei rifiuti selezionati grazie alla raccolta differenziata  che contribuiscono a creare biogas usato per il riscaldamento domestico. Fontanelli pubblici che portano acqua controllata e certificata in ogni quartiere. Aree della città costruite secondo criteri di bioediliza. <a href="http://www.repubblica.it/esteri/2010/04/21/news/le_citt_del_futuro_nuova_faccia_dell_europa-3498371/">Queste sono le  città del futuro</a>. Favolose.Ma la realtà italiana?</p>
<p>Nel 2007 la media italiana è di <strong>598 auto ogni 1.000 abitanti </strong>contro la media di 464 dell’Unione Europea; se guardiamo alle città è ancora peggio: a Copenaghen ci sono 27 auto ogni 100 abitanti, a Madrid 32, a Berlino 35, a Londra 36, a Milano 63, a Roma 76. Allora cerchiamo di aumentare l&#8217;efficienza del trasporto pubblico.  E quindi, ad esempio, metropolitana o corsie preferenziali per autobus: 408 km di metropolitana a Londra, 284 a Madrid, 213 a Parigi, 144 a Berlino, 107 a Barcellona, 106 a Stoccolma, 101 a Monaco e Amburgo…contro i 78 di Napoli (compresi servizi di ferrovia urbana), 75 di Milano, 37 di Roma, 10 di Torino, i 6 di Genova. E le corsie preferenziali: 600 km a Vienna, 289 a Milano, 119 a Torino, 111 a Roma. Siamo il paese del Sole..la bicicletta dovrebbe essere uno dei mezzi di trasporto favoriti. Per favorire l’uso della biciclette, le piste ciclabili sicuramente non bastano (ci vogliono parcheggi, rastrelliere, bike sharing, zone 30, etc…) ma sono un buon indicatore. Anche qui i numeri sono impietosi: attualmente a Milano i km di piste ciclabili sono 74, 175 a Roma (il dato è sovrastimato perché include percorsi ricreativi), 124 a Torino, 190 km a Modena (la città italiana che ne ha di più), contro i 390 di Copenaghen, i 740 di Monaco di Baviera, i 730 di Stoccolma, i 1.000 di Vienna, etc.</p>
<p>Una volta dicevano che le amministrazioni di sinistra erano le migliori. Possiamo ancora esserlo. <strong>Un&#8217;altra città è possibile.</strong></p>
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		<title>L&#8217;umiltà dei diversamente vittoriosi (analisi voto Regionali 2010)</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Mar 2010 09:33:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Bani</dc:creator>
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		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[partito democratico]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Interna]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Lega Nord]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>E&#8217; sempre difficile fare un&#8217;analisi dopo il voto. Soprattutto quando non hai vinto. La matematica ci dovrebbe venire in aiuto: 7 regioni a 6. Una in più del centrodestra. Evviva, festeggiamo, abbiamo fermato Berlusconi. Ma la fredda logica ci riporta alla triste realtà: non abbiamo vinto 7 regioni, ne abbiamo perse 4, quelle più popolose [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; sempre difficile fare un&#8217;analisi dopo il voto. Soprattutto quando non hai vinto. La matematica ci dovrebbe venire in aiuto: 7 regioni a 6. Una in più del centrodestra. Evviva, festeggiamo, abbiamo fermato Berlusconi. <strong>Ma la fredda logica ci riporta alla triste realtà: non abbiamo vinto 7 regioni, ne abbiamo perse 4, quelle più popolose e fondamentali per un rilancio nazionale.</strong> Come iniziare questa riflessione? Disperandosi per l&#8217;avanzata xenofoba e razzista targata Lega? Piangere dopo aver visto la Polverini  festeggiare la vittoria con tanto di saluto romano? Prendersela con la classe dirigente del PD, che non è riuscita a far partire la riscossa democratica? Maledire grilli, grillini, grilletti per aver tolto voti alla sinistra?</p>
<p>Gli spunti sono tanti, purtroppo. <strong>Più viene voglia di parlare, più significa che siamo insoddisfatti.</strong> Partiamo dal primo dato che è rimbalzato durante la due giorni elettorale: <strong>l&#8217;aumento dell&#8217;astensionismo.</strong> Crolli anche di 10 punti, sia nelle regioni rosse che azzurre. E tutti noi,popolo di centrosinistra,  a sperare che fosse l&#8217;elettorato di centrodestra a non essere andato alle urne,provando un ottimismo che alla fine rende più bruciante la sconfitta. <strong>L&#8217;astensionismo è stato trasversale.</strong> Fessi noi a credere che gli italiani, stanchi del teatrino della politica della Destra, scegliessero i partiti di centrosinistra come alternativa o come voto di protesta. Lo stereotipo della Casta, del politico che fa solo i suoi interessi, a danno dello Stato e dei cittadin<strong>i colpisce tutti</strong>: rossi,rosa, verdi, azzurri, tutti vengono considerati alla stessa stregua. Questo non deve stupire, visto <strong>il calare progressivo della fiducia nei partiti</strong>, iniziato con la fine della Prima Repubblica. Ma questo non è solo il problema dell&#8217;Italia. In Francia va anche peggio (più della metà degli aventi diritto non va a votare) e anche le altre nazioni europee non se la passano meglio.</p>
<p>Domanda n°1: Come restituire credibilità alla politica? Come far capire l&#8217;importanza di poter scegliere, di contare e perchè no, anche di lamentarsi se le cose vanno male? Non riusciamo a capire i veri bisogni del Paese, a essere rappresentativi? O semplicemente siamo diventati un popolo che se ne frega delle sorti del proprio Paese?</p>
<p>Ma un voto di protesta in parte c&#8217;è stato. Non è andato al Pd, bensì a<strong>ll&#8217;Italia dei valori e ai vari movimenti a 5 stelle</strong>, che si rifanno a <strong>Grillo</strong>,<strong> troppo comico per essere un politico, ma troppo politicizzato per essere un comico</strong>. Grillo e l&#8217;IDV sono la voce dell&#8217;indignazione, delle urla, portatori della rivoluzione più stupida:&lt;&lt; cambiare tutto affinché nulla cambi&gt;&gt;, di gattopardesca memoria. Fa sorridere come di fronte all&#8217;avanzata della Lega e alle dichiarazioni trionfalistiche del Presidente del Consiglio, affrancati da un voto che gli ha conferito capacità governative in molte regioni e comuni, invece di iniziare a cambiare l&#8217;Italia, <a href="http://www.beppegrillo.it/2010/03/linizio_di_un_percorso/index.html">Grillo</a> e <a href="http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/articoli/politica/parola_dordine_rinnovamento.php">Di Pietro</a> cerchino di annientare i resti del Partito Democratico infierendo senza pietà su un animale ferito. Con rabbia cieca e cinismo intollerabile ricordano gli errori del PD, in nome di una superiorità e libertà che è tutta da dimostrare. <strong>Liberi, si definiscono i grillini, ma sono schiavi della loro ottusità e della presunzione di essere i portatori della Verità, come i loro (presunti ) nemici del popolo della Libertà</strong>. Dove sono i grillini quando ad Arezzo la Lega regala sapone da usare dopo aver toccato un immigrato? Dov&#8217;è Di Pietro di fronte allo stupro sistematico dei diritti civili? Perchè ci avete lasciato soli nella nostra ( se pur fiacca) lotta al nucleare? Cosa ne pensa Grillo dei problemi dei precari? Fanno della trasparenza il loro punto forte, ma se ai cittadini importasse davvero vedere come lavorano i rappresentanti eletti nelle istituzioni, molti dei loro simpatizzanti forse cambierebbero idea. <strong>Non ci si improvvisa amministratori se hai come background solo l&#8217;odio e il non-dialogo</strong>.</p>
<p>Domanda n°2: Ma possibile che il Movimento a 5 Stelle e Di Pietro abbiano preso un sacco di voti senza essere reale alternativa di governo? Nell&#8217;Italia che va a rotoli, che senso ha quello di picchiare duro sul PD? Vogliono forse aiutarci o, come presumo,vogliono solo drenarci voti? Ma hanno capito qual&#8217;è il vero nemico? Non possiamo parlare insieme di soluzioni<strong>? Io continuo a credere che il PD ha le potenzialità di rubare non qualche elettore, ma TUTTI i voti all&#8217;IDV e ai grillini, accettando alcuni loro punti fermi, </strong>che abbiamo già nel nostro DNA, come la legalità e l&#8217;attenzione all&#8217;ambiente&#8230;basta ricordarcene sempre.</p>
<p>Ma come dicevo prima, c&#8217;è un vecchio/nuovo nemico che sta avanzando inesorabile: <strong>la Lega Nord</strong>, il partito più vecchio tra quelli esistenti adesso, il vero vincitore della campagna elettorale. <strong>La nuova destra, che ha rimpiazzato la PDL, che risponde alle paure della globalizzazione giocando in difesa: no al diverso, no all&#8217;Europa, no all&#8217;importazione</strong>. Una volta c&#8217;era anche il no a Roma, ma ora si sono adagiati sulle poltrone della Capitale.<strong> La Lega da partito-movimento ora movimenta i partiti</strong>, che devono rincorrere il loro linguaggio estremista e pericoloso.<strong> Un linguaggio che si dissocia dalla pratica</strong>, come dice<a href="http://www.repubblica.it/politica/2010/03/30/news/forza_carroccio-3033933/"> Ilvo Diamanti</a> oggi, in una lucida analisi dello strapotere leghista. Le ronde mai fatte, l&#8217;integrazione <em>de facto</em> nelle imprese del Nord sono solo esempi della politica fallimentare del partito di Bossi. Eppure i suoi amministratori hanno il più alto tasso di gradimento, sono a capo di 355 comuni e hanno il presidente di 14 province, da oggi anche due regioni. <strong>Quello che a noi di sinistra inorridisce, per la Lega è un punto di forza: la semplicità del linguaggio e la chiarezza del programma: pochi punti, da martellare nella testa degli italiani.</strong> La Lega in soli 5 anni ha visto moltiplicare i suoi voti, riuscendo nel Nord a prendere lo stesso consenso della DC(35% nel Veneto). Quando il berlusconismo passerà, l<strong>a Lega ci sarà ancora, con i suoi proclami, il suo populismo, i suoi slogan.</strong> <strong>Fino ad oggi è riuscita anche a rinnovarsi, </strong>rimpiazzando quasi totalmente la classe dirigente dei primi anni &#8217;90 e ci sono buone probabilità che riesca a farlo ancora.</p>
<p>Domanda n°3:  Che senso ha attaccare Berlusconi, quando lui stesso sta cercando di inseguire la politica leghista? <strong>Non è forse la Lega il &#8220;nemico&#8221; da combattere, con il suo programma incendiario, primordiale, arrogante?</strong> Siamo più spaventati di un Presidente del Consiglio che simula di fare il forte vedendo l&#8217;approssimarsi della sua fine,  o di un partito forte che ha ampi margini di miglioramento?</p>
<p><strong>E il PD? Il PD fa il PD. Niente di nuovo. </strong>Si barrica dietro la matematica, l&#8217;unica amica che gli tende la mano. I giornali parlano di resa dei conti, di attacchi al neosegretario, <strong>riprendendo un copione che non ci aveva mai lasciato e che ci accompagna tristemente dalla nascita. Un film già visto, noioso come non mai</strong>. Erano in tanti ad aver comprato il biglietto all&#8217;inizio,in sala ora rimangono solo gli irriducibili e i nostalgici, che <strong>votano più per compassione che per passione</strong>. Di errori ne sono stati fatti molti, troppi per soddisfare un elettorato esigente come il nostro. Ci siamo riempiti la bocca parlando di alternativa senza mai provare a crearla davvero.  <strong>Ha cercato di copiare la destra e dove l&#8217;ha fatto ha perso, e male</strong> (Penati?). <strong>L&#8217;originale merita sempre di più</strong>. Lo dico ai delusi: <strong>non c&#8217;è alternativa al Partito Democratico e al suo progetto originale. Ma c&#8217;è un&#8217;alternativa al tracollo</strong>. <strong>Non me la sento di sparare sul neosegretario: sarebbe troppo facile</strong>, ma anche ingiusto, visto che è stato eletto da pochi mesi, dopo altrettanti mesi di congresso. Non chiedo una rivoluzione (che sarebbe giusta, ma impossibile da ottenere), chiedo<strong> umiltà.</strong> L&#8217;umiltà necessaria per capire che <strong>la strategia delle alleanze non interessa alla gente</strong>, che a furia di cercare i voti di Casini ne abbiamo persi molto di più sfiduciando i cittadini. <strong>L&#8217;umiltà di ascoltare i giovani</strong> (mentalmente e non) del Partito, utili nel fermare l&#8217;emorragia movimentista. L&#8217;umiltà di capire, come dice <a href="http://www.francescocosta.net/2010/03/30/non-ci-provate/">Francesco</a>, che <strong>se uno i voti non ce li ha se li cerca e che la matematica può essere tua amica, ma è infinitamente bastarda e traditrice.</strong> <strong>L&#8217;umiltà di capire che in questa Italia razzista, ingiusta, mafiosa, debole i nemici non sono dentro noi, ma fuori </strong>(mi rivolgo anche a tanti militanti intransigenti)<strong>.</strong> <strong>L&#8217;umiltà di dare fiducia a chi ha tanto da dire e poco spazio per farlo</strong>. L&#8217;umiltà di non mandare La Torre a commentare i risultati, il quale dovrebbe essere bandito da ogni trasmissione dopo la <a href="http://www.corriere.it/politica/08_novembre_19/latorre_bocchino_pizzino_c4f4b654-b63c-11dd-909d-00144f02aabc.shtml">storia del pizzino</a>. <strong>L&#8217;umiltà di credere nel rinnovamento, essenziale per restituire fiducia in un partito poco credibile</strong>. L&#8217;umiltà di riportare la felicità nel votare PD. L&#8217;umiltà di lasciare stare modelli fantasiosi di alleanze polimorfiche (modello &#8220;Liguria&#8221;? 9 partiti, peggio dell&#8217;Unione prodiana) e <strong>cercare di pescare nell&#8217;immenso bacino dei 15 milioni (circa) che hanno deciso di non votare e che non sono ideologizzati.</strong> <strong>Aspettano noi</strong>. Risponderemo a loro e alle domande che facevo prima? Non è l&#8217;ultima occasione per migliorare il partito, che continuerà a esistere per molto. Ma ora più che mai è necessaria <strong>un&#8217;Italia migliore</strong>. Lasciamo poco spazio alle inutili lotte interne e lavoriamo uniti. <strong>Abbiamo l&#8217;obbligo morale di farlo. La storia ci giudicherà dal coraggio che avremo in queste situazioni difficili. Siamo in tanti. Contiamoci.</strong></p>
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