Grande è la confusione sotto il cielo

Mao Tze Tung diceva: “grande è la confusione sotto il cielo: la situazione è eccellente”. Una massima perfetta in tempi di rivoluzioni, ma che può descrivere la situazione politica italiana
Tassisti che bloccano le città, siciliani che riprendono i forconi, navi che affondano, disoccupazione galoppante, borse come altalene, teorie complottiste. Tutti che improvvisamente diventano esperti di economia, novelli Keynes o studiosi di Friedman, giocando con la macroeconomia come se fosse fatta di pongo, facile da manipolare e modellare. Siamo arrivati all’ora X che tanto temevamo, le decisioni difficili da prendere, come risposta alle continue non-scelte fatte nel passato. Si parla di cambiamento quando invece siamo innamorati dello status quo, della nostra sfera personale, come se ci fosse una sindrome nimby anche sui sacrifici da fare: non nel mio cortile.
C’è la forte percezione di essere in movimento verso qualcosa, ma non sappiamo ancora se ci porterà benessere o altra disperazione. Qualcosa che assomiglia vagamente all’interregno gramsciano, ovvero la consapevolezza di aver fallito nel passato e della necessità di andare oltre, anche se non è ben chiaro come costruire il futuro.
Sono queste le fasi più a rischio, perché non si ha più né il tempo né la pazienza di aspettare che i lunghi ma necessari tempi della democrazia abbiano un effetto sulle nostre vite disastrate.
Tempi come questo hanno visto nel secolo scorso l’insorgere di regimi totalitari, o più recentemente, della (ormai finita?) fase berlusconiana. L’impossibilità di soddisfare tutti cercando di mantenere i privilegi per pochi.
Al contrario di quello che dicono i sondaggi, i partiti possono contare molto, se mettono in secondo piano i “giochi” a favore di una visione collettiva che deve scontentare i piccoli aggregati di potere in nome di una visione collettiva che indirettamente favorisce tutti. Non possiamo aspettare di vedere con quale riforma elettorale andremo a votare per poi formare le alleanze. I leader delle coalizioni “fatte in fretta” possono essere solo leader “frettolosi”. Non serve il messia, serve credibilità. Cercate chi vi sembra più meritevole, chi ha una visione chiara del futuro e si limita a inveire contro il presente e dategli una mano .
Grande è la confusione sotto il cielo: la situazione fa schifo.

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