Domani è il 15 Gennaio, giorno nel quale l’ufficiale giudiziario farà visita nuovamente ai locali di Rebeldia, per valutare se i locali di Via Battisti sono stati liberati a seguito della sentenza di sfratto del 27 Luglio. Non ci siamo arrivati in un buon clima. Si sta delineando una frattura forte tra chi sostiene Rebeldia e chi no. Si parla di un’altra Pisa, di una Pisa che resiste, come se si potesse dividere e frammentare la nostra città. Uno scontro verbale che ricorda il tema caldo del momento, Mirafiori: o con la Fiom o con Marchionne. Non sono tollerate sfumature, eccezioni, gradazioni. O con Rebeldia o contro Rebeldia. C’è chi accusa il Comune di essere troppo duro e inflessibile e chi invece lo critica per essere troppo disponibile e sottomesso verso le associazioni in questione. Una divisione che porta solo a incrementare i contrasti, che genera disinformazione e non riesce a rilanciare il dialogo e la mediazione, gli unici strumenti utili per una serena risoluzione della vicenda.
Personalmente cerco sempre di affrontare ogni problema, di analizzarlo, di sviscerarlo, senza farmi condizionare da nessuno, cercando di farmi una mia opinione. Non mi piace ragionare per “fazioni”, vorrei essere libero di sostenere le mie opinioni e di discuterle, senza per questo essere collocato o posizionato in questa o quell’altra corrente/fazione.
“In medio stat virtus”, dicevano i filosofi medievali. La verità sta nel mezzo. Ieri in Consiglio Comunale è stata discussa un’interpellanza su Via Saragat. Inevitabile che la discussione si sia spostata su Rebeldia. Ma questo confronto è stato utile per fare maggiore chiarezza sulla situazione. Dalla CUT (conferenza università territorio) di ieri mattina è emersa chiaramente l’indisponibilità dell’Ex-Asnu come nuova sede del cartello di associazioni Rebeldia. In questa situazione, con i tempi che stringono per far iniziare i lavori della Sesta porta, opera mai messa in discussione dalle associazioni di Via Battisti, l’unica proposta possibile è Via Saragat. Rfi, che cura gli interessi delle ferrovie , dà in concessione lo stabile in comodato gratuito dal Comune di Pisa per 18 mesi, con impegno ad un’eventuale stipula di regolare contratto d’affitto alla scadenza dei 18 mesi. Lo spazio comprende un’area di 2020 mq contenente un fabbricato a due piani ed una pensilina di circa 621 mq.
Può contenere tutte le attività fatte attualmente dalle associazioni di Rebeldia? Sicuramente no, ma al momento attuale è il compromesso migliore che garantisce il continuo di una gran parte della vivace ed elaboriosa attività del cartello associazionistico. Va sottolineato anche che Via Saragat può essere una soluzione transitoria e che il Comune si è preso l’impegno a lavorare con gli altri Enti per trovare soluzioni diverse e magari più soddisfacenti. Un ulteriore riconoscimento al valore sociale/culturale di Rebeldia. Di più è stato difficile fare, proprio per non fare torto anche al notevole tessuto associativo che rende Pisa ricca e vitale.
Se nel frattempo ci sono anche altre soluzioni percorribili immediatamente, ben vengano, sempre che non siano un ostacolo al pacifico risolversi della situazione
L’eventuale accettazione, anche temporanea, dello stabile di Via Saragat, o di qualsiasi altra soluzione, non porta né vincitori né vinti nelle varie fazioni che si sono create. Non vince il Comune, non vince nessuna altra Pisa.
Adesso è arrivato davvero il momento della serenità, il momento di evitare uno scontro e uno sgombero che ferisce la storia di una città come Pisa, dove c’è un fermento associazionistico senza pari. E’ arrivato il momento di scrollarsi di dosso rancori e veleni passati, cercando di lavorare per una mediazione che può scontentare molti, ma che al momento è l’unica soluzione percorribile.
Possiamo ancora sanare questa frattura e restituire a Pisa una comunità più forte, serena e coesa. Lavoriamo fino all’ultimo per evitare un’amara sconfitta di tutta la città.






[...] Come avevo auspicato, la vicenda di Rebeldia è finita con una mediazione che ha allontanato l’ipotesi di sgombero. Non ci sono stati né vincitori né vinti, ma ha prevalso la volontà di andare oltre conflitti e fratture, cercando di superare le emergenze e normalizzare la situazione. Sono stati individuati i locali di via Andrea Pisano, dietro la piscina e accanto al palazzetto dello Sport, come altra proposta per la sede di Rebeldìa, che consistono in un capannone di 700 mq, di una tettoia di 260 mq e di un’area scoperta di 850 mq. La superficie complessiva è dunque di 1.810 mq, minore anche della proposta di Via Saragat. L’assegnazione degli spazi avverrà tramite manifestazione d’interesse. Punto fondamentale sarà la presentazione di un progetto di riqualificazione dei beni dell’area e una partecipazione all’investimento per i lavori di adeguamento. C’è tutta la volontà di dare a Rebeldia una sede per continuare a svolgere le sue attività, da sempre ritenute valide dall’amministrazione comunale. Anche se molto rapido è stato fatto un passaggio tra gli abitanti del quartiere tramite il ctp 2, che ha rassicurato i cittadini sulle problematiche relative all’impatto sonoro. Lieto fine? Un momento. Attualmente nel capannone si allenano due squadre del Gioco del Ponte: Leoni e Dragoni. Pensando che ci sarebbero state conseguenze per i combattenti subito si sono levate le polemiche. Si è cominciato a fare terrorismo psicologico e disinformazione, gettando fango sull’operato dell’amministrazione comunale. Volevo rassicurare tutti gli amici e i volontari del Gioco del Ponte che le loro esigenze e le loro necessità sono tenute in alta considerazione, essendo pedine fondamentali per la buona riuscita della nostra manifestazione storica. Non hanno da temere niente i combattenti che ora si allenano nei capannoni, dato che l’accesso alle strutture è a loro consentito per l’edizione del Gioco 2011. Non verranno privati degli spazi usati in precedenza e dell’uso degli attrezzi, dando loro la possibilità di prepararsi al meglio per la prossima battaglia sul carrello.. Nel frattempo, come la Giunta Comunale aveva esplicitato in Autunno, si cercherà di dare una collocazione stabile alle palestre dei due comandi, per dare finalmente un riconoscimento allo sforzo compiuto dai volontari, togliendo dalla precarietà una situazione emergenziale che si protrae da troppo tempo. L’amministrazione ha individuato in Via San Iacopo la sede della palestra di Tramontana e nel mercato ortofrutticolo di Ospedaletto lo spazio dove si alleneranno le squadre di Mezzogiorno, cercando di recuperare anche un senso di appartenenza al territorio. Alimentare la cattiva informazione e aumentare le fratture all’interno della comunità serve solo a paralizzare la situazione. Non c’è la volontà di sbattere le porte in faccia a qualcuno, ma anzi verranno accelerati i tempi per dare una sistemazione stabile e definitiva a chi investe tempo e denaro nel Gioco. Mezzogiorno non ha da temere niente. Non c’è una scelta, non c’è un’esclusione, ma solo la ricerca della migliore soluzione per tutto il prezioso tessuto associativo che rende così ricca la nostra città. L’amministrazione e il Consiglio degli Anziani lavorano alla prossima splendida edizione, sperando nei suggerimenti e nella partecipazione di tutta la cittadinanza, cercando di mettere i volontari nelle migliori condizioni di esprimere il loro amore per il Gioco. La via migliore, come sempre, è quella del dialogo e della sincerità, per trovare insieme soluzioni alternative alla mancanza di risorse, sfruttando l’enorme potenziale ancora inespresso. Solo condividendo il percorso possiamo ottenere nuovo slancio e rinnovato entusiasmo per rendere sempre più bella Pisa e gli eventi che la animano e la rendono viva. [...]