Chi sono

Consigliere comunale del PD a Pisa, dottorando di Scienze Politiche presso la Scuola Superiore Sant'Anna , pessimista con l'intelligenza, ma ottimista con la volontà

Agenda

Loading...

Categorie

http://www.wikio.it

Una brutta pagina della politica pisana

Giovedì scorso non ho partecipato al Consiglio Comunale per motivi di lavoro (sono in Inghilterra al momento) e la mia assenza mi ha permesso di non assistere a un episodio veramente brutto e vergognoso. Una settimana fa la marina militare israeliana ha assaltato nella notte una nave del convoglio Freedom Flotilla, organizzato dalle ong internazionali e diretto verso Gaza. Fonti israeliane dicono che ci sono stati almeno una decina di morti. Secondo Manolo Luppichini, uno degli attivisti italiani della Freedom Flotilla, nel blitz dell’esercito israeliano ”ci sono stati almeno 19 morti e parecchi cadaveri sono stati buttati in mare”. “Diversi morti nei bagni uccisi con un colpo alla nuca, sono stati colpiti dagli elicotteri che hanno sparato raffiche di mitra dall’alto”.

Un massacro inutile e oscuro che richiede una trasparente e veloce inchiesta internazionale per restituire giustizia ed eventualmente condannare i colpevoli e i mandanti di questi omicidi. A seguito di questi episodi, durante le comunicazioni del consiglio comunale, il nostro capogruppo Ranieri Del Torto chiede un minuto di silenzio per le vittime della nave Freedom Flotilla,un “gesto  che al di là delle posizioni politiche sul merito del conflitto arabo-israeliano, sottolineare la grande preoccupazione del consiglio comunale e di tutta la città per quello che è accaduto contro una delegazione internazionale di organizzazioni non governative, e la volontà che siano accertate le responsabilità”.

Tutti si aspettavano un’ampia condivisione, ma improvvisamente il gruppo consiliare del PDL si alza dagli scranni ed esce dall’aula, volgendo la schiena ai morti , senza dire niente o lasciare commenti.

Un gesto vergognoso che non ha scusanti, fuori da ogni concetto di dignità umana. Dov’è il rispetto dei morti? Dov’è la sensibilità di dimenticare le proprie convinzioni politiche di fronte a una tragedia? Che valore danno alla vita umana? Esistono forse persone di serie A e persone di serie B che possono morire tranquillamente? Eppure sono quelli che condannavano (giustamente) chi urlava ” 10,100,100o Nassyria”.

Non si chiedeva di firmare un documento di solidarietà o di appoggio alla comunità palestinese, solamente di ricordare chi ha dato la vita mentre cercava di migliorare quella degli altri. Aiutare gli altri.  Un pensiero molto distante da questa destra, capace solo di alimentare odio, rancore ed egoismi.

Ma dal Partito dell’Odio non posso aspettarmi niente di meglio, visto anche come Feltri ha orribilmente  intitolato la pagina del “Giornale” il mattino dopo gli scontri:

In un momento come questo riesco a focalizzare un solo obiettivo che mi spinge a lottare e a andare avanti: far sì che la società italiana non diventi come loro (troppo tardi?)

3 comments to Una brutta pagina della politica pisana

  • Filippo Bedini

    O che cazzo scrivi?!? Mi era sfuggito… Comunque ho spiegato sui quotidiani cittadini le ragioni della scelta mia , uno dei pochi presenti…
    “Questa destra capace solo di alimentare odio”… Oh Marco… ma se ‘un c’eri, perchè ‘un t’informi bene?!?

  • L’odio non è riferito alla destra pisana, ma in quei giorni si parlava di Partito dell’Amore e volevo far notare la contrapposizione di questa definizione con i mezzi utilizzati dai giornali di B. (anche oggi pieni di rancore e offese).
    Poi il blog è uno spazio democratico, se mi è sfuggita la vostra risposta sarei felice di vederla postata qui.

  • Pubblico volentieri il comunicato stampa di Bedini dopo quello che è accaduto in cc:

    La nota dei capigruppo della sinistra e del centrosinistra in Consiglio Comunale si riferisce alla scelta che chi scrive ha fatto, in occasione del minuto di silenzio per le vittime della nave “pacifista” “Mavi Marmara” diretta a Gaza, di uscire rispettosamente dall’aula. In quel momento, casualmente, in aula eravamo solo tre consiglieri del PdL, essendo in corso una riunione del resto del gruppo sui lavori all’odg.
    Chiamati in causa rispondiamo a titolo personale. Prima di tutto, consigliamo ai nostri detrattori di andarsi a rivedere i filmati dell’accaduto e confrontarli con il comportamento dei veri nonviolenti, come per esempio al tempo della cosiddetta protesta “del sale” in India, o al tempo delle battaglie per i diritti civili capeggiate da Martin Luther King, o il 30 gennaio 1972, in occasione della marcia per i diritti civili a Derry in Irlanda, finita in quel bagno di sangue noto con il nome di Bloody Sunday. Ebbene, quello che è successo sulla nave della Freedom Flotilla il 31 maggio scorso è un’altra cosa.
    La nostra scelta di abbandonare l’aula durante il minuto di silenzio seguito all’intervento del capogruppo PD, col quale ci si schierava nettamente e aprioristicamente sulla triste vicenda, senza peraltro che si potesse dibattere sul tema, è stato un gesto di protesta. Una protesta dettata non dalla mancanza di rispetto per le vittime, quanto piuttosto dalla necessità di non “aderire” alla posizione proposta, figlia di un atteggiamento partigiano, troppo lontano dalla lucida e attenta riflessività che deve caratterizzare un politico che vuol parlare di pace: con le manifestazioni a senso unico e gli slogan non si costruisce pace. Come non costruisce certamente pace chi reagisce brandendo bastoni e spranghe di ferro per colpire dei soldati o chiunque altro, neanche quando è aggredito, oppure sottrae le armi all’aggressore per rivolgergliele contro (la prima vittima è stata uccisa mentre puntava alla testa del capo del commando israeliano la pistola che gli aveva appena sottratto…). Non costruisce pace chi trasporta fionde e sacchi di biglie di ferro e di vetro chiamandole aiuti umanitari, né chi risponde all’ordine di tornare indietro dicendo: “Tornate ad Auschwitz!”…
    Ecco perché non abbiamo voluto partecipare al minuto di silenzio. Non ci è stato modo di spiegare le nostre ragioni in Consiglio né ci era stato comunicato prima che si sarebbe fatta una simile proposta. E noi siamo usciti. Non ci piacciono le posizioni pregiudiziali, non ci piacciono le imposizioni. Riteniamo che sia l’ora di dire basta a chi si scandalizza sempre a senso unico, dimenticandosi spesso di episodi altrettanto gravi che vedono come vittime magari sacerdoti o vescovi trucidati in terre ostili… Non accettiamo lezioni da chi oggi si meraviglia del nostro comportamento, ma ieri ha alzato la manina per votare a favore di un gemellaggio con una città della Cina, che in fatto di violazione dei diritti umani non è seconda a nessuno. Crediamo che nessuno abbia niente da insegnarci in fatto di libertà, solidarietà e rispetto dei diritti umani, gestione non violenta dei conflitti.
    Chi scrive non ha mai nascosto le sue simpatie per la lotta per l’indipendenza del popolo palestinese, e sempre ha criticato Israele per le sue scelte politiche. Chi scrive è per due popoli in due stati. E soprattutto chi scrive è molto attento alle vicende dell’interminabile conflitto israelo-palestinese, e ritiene che le navi sedicenti pacifiste non aiutino… Anzi!

    Filippo Bedini
    Francesco Capecchi
    Consiglieri Comunali PdL

Leave a Reply

Connect with Facebook

  

  

  

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>