10 domande e 10 risposte sul Partito Democratico e il futuro dell’Italia

Dieci domande all’opposizione. Sulla scia delle dieci domande presentate l’estate scorsa da Repubblica a Berlusconi, un convegno di italianisti, accademici e giornalisti britannici lancia un decalogo al centrosinistra italiano. L’idea nasce dalla conferenza “Berlusconi and beyond: prospects for Italy” (Berlusconi e oltre: prospettive per l’Italia), organizzata ieri a Birmingham da Geoff Andrews, italianista della Open University, con il patrocinio della Birmingham University. Scopo dell’iniziativa era non solo stimolare il dibattito sul caso Berlusconi e i suoi sviluppi, ma pure incoraggiare una soluzione alla crisi politica, economica e istituzionale italiana, chiedendosi se il centro sinistra ha i programmi, le risorse e i leader per togliere il potere a Berlusconi e attuare una stagione di profonde riforme. (Da Repubblica.it)

Con molto piacere ho provato a condividere le mie idee, invito tutti a fare lo stesso: perchè il coraggio di rispondere non ci deve mancare.


1) Quali sono i vostri principali valori politici al di là dell’antiberlusconismo?

L’antiberlusconismo non è un nostro valore politico. E’ una necessità dovuta alle ripetute violenze compiute da questo governo a quello che crediamo veramente: il rispetto per la libertà altrui, la lotta alle diseguaglianze, la ricerca del merito, la necessità di una società più serena e sostenibile. Da questi semplici valori possiamo costruire un programma alternativo di governo serio, concreto e riformista. Perchè non dovremo avere paura del cambiamento, ma offrire questa nuova visione agli italiani.

2) Perché quando avete avuto l’opportunità di governare non avete regolamentato il conflitto d’interessi?

Perchè il conflitto d’interessi poteva essere usato in campagna elettorale come arma contro Berlusconi. Ma il mancato coraggio di allora si è trasformato nella deriva autocratica dell’informazione che infesta l’Italia al momento. Regolamentare il conflitto d’interessi deve essere una nostra priorità anche nel dopo Berlusconi, perchè ormai è chiaro che chi controlla la comunicazione può manipolare a suo piacimento le informazioni trasformando la democrazia in videocrazia.

3) Che visione avete della società italiana del futuro e per quale tipo di giustizia sociale vi schierate?

La società italiana ha bisogno di riforme urgenti  che guardano al futuro. Mentre si allarga il divario tra i primi e gli ultimi, la scala sociale si è bloccata. Investire sulla formazione significa investire sui giovani e sulla possibilità di trovare un lavoro che soddisfa e che faccia esprimere le potenzialità di ognuno di noi. Inoltre è necessaria una nuova politica redistributiva che attraverso la lotta ai “furbi” possa migliorare lo stato di molte famiglie (e non), aumentando serenità e benessere condiviso. Non si capisce perchè siamo l’unico paese OCSE senza una tassa sui grandi patrimoni. E non dimentichiamoci l’impegno per i diritti civili.

4) Quale è la vostra visione della globalizzazione e come vedete l’Italiani in essa?

Gli italiani sono molto più consapevoli della globalizzazione e dei suoi effetti  rispetto a chi li amministra. Dare supporto e fiducia ai giovani significa dare spazio a chi la globalizzazione l’ha vissuta fin dalla  nascita, migliorando e superando l’evidente localismo della maggior parte dei politici odierni. Anche il gap tecnologico non ci aiuta a sviluppare un miglior rapporto con il mondo, così affamato delle nostre specialità e particolarità. Dalla globalizzazione possiamo prendere il meglio: le buone pratiche di governo, la possibilità di entrare in contatto con realtà diverse, la messa in condivisione di idee e progetti internazionali. Ma per fare questo bisogna far cambiare la mentalità ottusa di molti italiani e migliorare le nostre infrastrutture tecnologiche.

5) Come pensate di aumentare le possibilità a disposizione dei giovani e che risposta date alla lettera di Pierluigi Celli che invitava il figlio a lasciare l’Italia?


Avendo sperimentato in prima persona l’Erasmus, credo che i giovani debbano lasciare l’Italia, magari aiutati da fondi statali o regionali. Però poi bisogna offrire loro le condizioni per ritornare e mettere in condivisione il grande bagaglio di esperienze e nuovo sapere che hanno maturato nella permanenza all’estero. Sicuramente un aiuto enorme potrebbe essere quello di riportare i fondi per la ricerca al pari (se non in quantità superiore) della media europea, perchè adesso siamo uno dei fanalini di coda.


6) Sarete in grado di apportare serie riforme alla classe politica in termini di numero dei parlamentari, immunità legali, costi della politica?

Da anni portiamo avanti la proposta di una riforma costituzionale che dimezza il numero dei parlamentari e supera il bicameralismo perfetto. Era uno dei nostri punti in campagna elettorale e la nostra sfida per snellire l’enorme burocrazia statale, dando un segnale di una politica “nuova”agli elettori. Berlusconi ha parlato molto spesso di taglio delle poltrone, ma nonostante abbia governato 8 degli ultimi 10 anni non si vede all’orizzonte nessun cambiamento. Altrimenti dovrebbe trovare altri metodi per compensare i suoi fedelissimi o per scappare dai suoi processi.

7) E’ possibile che l’inesistenza di un governo ombra comunichi agli elettori l’assenza di un governo alternativo e quindi la non presenza di un’opposizione ufficiale in Italia?


Il governo ombra è stata una prova, una novità nel panorama politico italiano. Non era una cattiva idea, ma gli esponenti di questo “governo ombra” preferivano uscire sui giornali e in televisione per attaccare membri dello stesso partito piuttosto che fare una opposizione fatta di denuncia e di proposte. Ora abbiamo i forum tematici che dovrebbero aiutare i parlamentari del PD a sbugiardare l’azione del governo di centrodestra e creare proposte alternative. Non sarebbe male valutare le persone che presiedono questi forum frequentemente e anche cambiarle se necessario, per dare più spinta e dinamismo al partito.


8) Perché non c’è un reale interesse e capacità nell’usare i nuovi media?

E’ difficile far capire le potenzialità comunicative dei nuovi media a una classe dirigente che vede ancora il computer come un nemico. Eppure la rete a causa della sua natura orizzontale, egualitaria, aperta, dovrebbe funzionare meglio per noi democratici, per  esprimere i nostri valori e intensificare il dialogo fra la base e gli amministratori / dirigenti del partito. La soluzione ancora una volta è dare fiducia ai giovani, che hanno più familiarità con le nuove tecnologie e riescono a sfruttarne il potenziale. Un partito veramente democratico inoltre si dovrebbe battere fortemente per annullare il divario digitale presente nel nostro paese, perchè non bisogna far restare fuori nessuno dai servizi e dalla conoscenza che la rete mette a disposizione.


9) Se aveste un miliardo di euro di risorse extra, come le utilizzereste?

Per dare coerenza a quello che ho detto le risorse extra le investirei in formazione e sviluppo. Ho usato il verbo “investire” perchè sono sicuro che il miglioramento dell’educazione e il potenziamento della ricerca porterà sicuramente a un ritorno economico in futuro. Futuro, parola sconosciuta alla politica attuale, accecata dalla ricerca di consenso immediato.Un’altra proposta ? Rendere il sistema sanitario meno energivoro (uso di fonti rinnovabili, lotta allo spreco) reinvestendo i risparmi per aumentare la qualità e l’offerta dei servizi.

10) Avete un Obama capace di sfidare Berlusconi in carisma e popolarità ma al tempo stesso di creare una visione un sogno per gli elettori che dovrebbero votarvi?

Non c’è bisogno di un Obama, basterebbe che il gruppo dirigente abbia coraggio nel dar voce ai tanti piccoli fautori del cambiamento che molto grezzamente chiamano “base”. Il sogno ce l’abbiamo chiaro, la visione è nitida. Per questo la sfiducia aumenta, vedendo che la volontà collettiva si scontra con l’interesse di pochi. Il nostro Obama si chiama Coerenza: fare le cose che diciamo. Sembra dannatamente facile, in realtà è  semplicemente difficile.

Anche Civati ha raccolto l’appello, aspetto le vostre risposte.


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