Compito di tutte le democrazie è quello di segnalare ogni comportamento che calpesta i diritti umani, sia interni che di un altro paese.. Il controllo della memoria come forma di controllo sociale è utilizzato da molti regime per addormentare il popolo, facendogli dimenticare le passioni e i sentimenti che un ricordo può suscitare. Ma così si perde la nostra storia, le nostre tradizioni, il nostro passato e quindi la nostra identità.
Con l’installazione di una targa commemorativa vogliamo ricordare i caduti di Piazza Tien An Men durante gli scontri con gli studenti del 1989. Infatti la Cina sta cercando in tutti i modi di far dimenticare quei giorni di lotta utilizzando le più bieche forme di controllo mediatico, censurando stampa e Internet e arrestando preventivamente i possibili fomentatori.
Perdere la memoria significa uccidere ancora una volta chi ha combattuto per la libertà.
Come reagiremmo se cercassero di cancellare il ricordo di Piazza Fontana o delle Fosse Ardeatine?
Senza la conoscenza del passato l’uomo è destinato a ripetere gli stessi errori ciclicamente.
Ma non ci vogliamo limitare a una targa. Quest’anno abbiamo stipulato un gemellaggio con Hangzou, in Cina, perchè crediamo che l’apertura e lo scambio culturale sia la migliore via per la crescita di entrambi. Attraverso il confronto le popolazioni prendono coscienza di quali siano i comportamenti virtuosi e quelli sbagliati.
La Cina deve imparare dall’Occidente la capacità di non calpestare alcuni diritti umani fondamentali, noi dalla Cina l’aiuto reciproco e una minore attenzione al consumismo sfrenato.






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