Seconda e ultima parte (leggi la prima) della mia riflessione sulla comunicazione, il deficit più grosso del governo Prodi e il problema odierno del PD. Ma come facciamo a comunicare con i nostri elettori veri o potenziali se non abbiamo una piattaforma comune di valori e di idee, se non riusciamo a comunicare tra noi stessi?
Quello che vedo a un anno dalla nascita del partito è ancora diffidenza tra i vari gruppi che l’hanno formato, una sfiducia reciproca e una pluralità di temi che non hanno trovato ancora la famosa “sintesi“, parola che Veltroni cita in continuazione. Cambiamo anche il modo di fare comunicazione interna. Diminuire i dibattiti, spesso lunghi e fini a se stessi, ed aumentare le idee. I dibattiti non sono innovativi, le idee sì.
Un recente sondaggio ha rilevato che più della maggioranza degli italiani si trova a disagio con i Rom. Un modo carino per dire che non li sopportano. Ci sono 2 modi di affrontare questi numeri: o si rincorre questo dato e cerchiamo di fare una politica antirom o cercare di far scendere questo dato attraverso un’ampia azione di comunicazione a tutti i livelli, dove tutti uniti cerchiamo di far passare lo stesso messaggio, in questo caso che contro i rom non bisogna alimentare odio, ma cercare politiche di integrazione.
Sulla comunicazione bisogna sfidare uno dei maestri, se non il più grande. E la soluzione è fare comunicazione condivisa a 360° , dal volantinaggio del circolo alla dichiarazione sul giornale del deputato.
Avete visto il recente manifesto di Berlusconi sulle azioni fatte dal governo? Una buffonata, ma molto efficace. Rincorriamo il PdL sulla comunicazione, non sui temi. Costruiamo nel più beve tempo possibile una piattaforma comune di idee e di valori, una sintesi tra circoli, cittadini, associazioni. Solo avendo una nostra visione della società possiamo rilanciarci e arginarne la sua deriva. Io non voglio che l’Italia sia associata al razzismo alla giustizia facile, alla dittatura mascherata da democrazia.
Investiamo in comunicazione, amministrazione e partito, senza vendere fumo, ma cercando di cambiare la società, in meglio possibilmente.






Nel 2007 a Firenze si è svolto il convegno ‘L’ambientalismo del fare’ con conclusioni di W.Veltroni da cui nacquero gli Ecodem in riferimento al PD, non come corrente bensì come area più attenta alla tema dell’ambiente (aperti anche all’apporto di provenienza diversa come per esempio i Verdi ai quali si devono molte buone politiche, almeno in Toscana) e di supporto alle politiche generali nazionali, in considerazione che il principio della sostenibilità è di base a tutte le politiche anche quelle economiche.
Ti propongo all’attenzione il risultato Pisano tratto da http://www.ecologistidemocratici.it/
Costituito il circolo pisano:
Nell’incontro di giovedì 12 giugno, a cui hanno partecipato Amato, Brunetti, Colonna, Corallo, Del Pozzo, Fiaschi, Longobardi, Maccioni, Pracella D., Pracella M., Rossi, abbiamo ufficialmente costituito il circolo pisano dell’associazione degli Ecologisti Democratici e nominato un Coordinatore nella persona di Terenzio Longobardi.
Nella relazione introduttiva Terenzio Longobardi ha evidenziato la necessità di superare un sempre più frequente ambientalismo parolaio e di facciata, per riprendere la strada interrotta dell’ambientalismo scientifico, in grado di proporre soluzioni avanzate alle sempre più gravi crisi ambientali. L’accelerazione sempre più evidente di queste crisi, efficacemente esemplificate nella crescita esponenziale dei prezzi petroliferi, epifenomeno di un’incombente scarsità della risorsa, impone risposte non rassicuranti e scelte radicali non più rinviabili.
A livello locale, dovremo proseguire un confronto incalzante con la nuova amministrazione comunale sui temi contenuti nel documento programmatico presentato durante la campagna elettorale e, nello stesso tempo, individuare strumenti per diffondere e arricchire le proposte in esso contenute. A tale proposito, Giulia Del Pozzo ha costruito un blog [http://ecodempisa.blogspot.com] e un newsgroup attualmente in fase di sperimentazione, che saranno a breve a disposizione di tutti per accogliere suggerimenti e proposte.
Durante il dibattito è emersa l’esigenza di collocare l’associazione in uno spazio politico che interpreti il patto di consultazione con il PD in una chiave di marcata indipendenza e di stimolo sulle questioni ambientali, accentuando altresì il rapporto di collaborazione anche con le altre associazioni ambientaliste ed è stata auspicato il coordinamento dei circoli locali dell’associazione, almeno a livello di area pisana.
Se hai letto bene viene dichiarato a Pisa ‘il patto di consultazione con il PD in una chiave di marcata indipendenza’.
E’ un piccolo esempio….dal quale puoi trarre conclusioni, e considera che gli Ecodem nascono dopo la formazione del PD…fai te! Quale comunicazione possono dare certe figure? Il protagonismo provinciale, quello sì!
tratto da http://www.firmiamo.it/promuovetelo
A: http://www.collegiobentivoglio.it/
Data la recente proposta di Umberto Bossi di riformare la Pubblica Istruzione a seguito della seconda bocciatura consecutiva del figlio Renzo all’esame di maturità, Noi, firmatari del presente statuto, supplichiamo il Preside del Liceo “Bentivoglio” di Tradate di promuovere Renzo Bossi e di scongiurare il declino culturale delle future generazioni annunciato nelle parole del Ministro Delle Riforme e che riportiamo qui sotto:
Da Corriere.it:
«Dopo il federalismo bisogna passare anche alla riforma della scuola. Non possiamo più lasciare martoriare i nostri figli da gente che non viene dal Nord. Il problema della scuola è molto sentito perchè tocca tutte le famiglie» ha aggiunto Bossi . «La Padania ormai è nel cuore di tutti. Noi ai bambini la insegnamo fin da quando nascono, insegnamo loro che non siamo schiavi e non lo siamo mai stati», sottolinea il Senatur spiegando che sul fronte della scuola «tutto quello che dico è la verità. Un nostro ragazzo (suo figlio Renzo ndr) è stato “bastonato” agli esami perchè aveva portato una tesina su Carlo Cattaneo».
Il leader della Lega Nord Umberto Bossi ha chiamato sul palco la parlamentare leghista Paola Goisis, della commissione Cultura della Camera, che sul fronte della scuola ha rilanciato: «Gli studenti italiani sanno tutti i sette re di Roma ma non sanno neppure un nome di un doge della Repubblica Serenissima». «Dopo trent’anni di scuola di sinistra, di esami di sinistra, di professori di sinistra, di presidi di sinistra -ha stigmatizzato la parlamentare del Carroccio- i nostri ragazzi sono disorientati. I nostri studenti hanno bisogno di essere guidati da uno come Umberto Bossi. E non è possibile che vengano professori da ogni parte a togliere il lavoro agli insegnanti del Nord. Loro vogliono sentir parlare solo di Pirandello e Sciascia e non di un federalista come Carlo Cattaneo».
http://www.corriere.it/politica/08_luglio_20/bossi_lega_dialogo_a29d8d36-5644-11dd-a206-00144f02aabc.shtml
ECODEM? Sta per EcoDEMENTI?
si romano, senti la tua voce come si ripete…..