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Consigliere comunale del PD a Pisa, dottorando di Scienze Politiche presso la Scuola Superiore Sant'Anna , pessimista con l'intelligenza, ma ottimista con la volontà

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“Dammi quella mano…zingaro” ovvero 70 anni dopo la storia si ripete

schedature zingari

Tutto iniziò con la schedatura dei rom, la scientificità nello schedare il diverso, la volontà di identificare le razze considerate “inferiori”…poi dalla schedatura allo sterminio il passo è stato breve…pochi anni, milioni di morti. Nel 1935 si scriveva in Germania “Rassenzugehorigkeid-Zigeunerin”…”appartenenza di razza-zingara”

Oggi nel 2008 in Italia invece si scrive “Etnia- Rom di Serbia” “Ethnische zugehorigkeit- Rom von Serbien”.schedatura

Sono molto preoccupato dalla deriva razzista che sta prendendo questo paese, Il silenzio con il quale è passata la schedatura dei rom è preoccupante. Un recente sondaggio dice che il 47% si trova a disagio con i rom. Allora la risposta è che siamo un popolo di razzisti? Io credo di no. Siamo un popolo che si lascia facilmente influenzare dalla percezione di insicurezza che si è creata grazie alla destra e ai mass media.

Dove porta la strada della schedatura ai piccoli rom? «Si comincia così e poi si va avanti con l´allontanamento dalle scuole, le classi differenziate, le discriminazioni diffuse. Questo pesa terribilmente sul vissuto di un bambino che si sente trattato diversamente dai suoi coetanei, vive come un appestato, carico di ossessioni e nevrosi. E´ una ferita che dura una vita» dice Amos Luzzatto, ottuagenario presidente della Ucei, l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane.

La legge sulle impronte rom è una legge razziale. Non ci sono dubbi. Se per razzismo si intende ogni atteggiamento attivo di intolleranza (che può tradursi in minacce, discriminazione, violenza) verso gruppi di persone identificabili attraverso la loro cultura, religione, etnia, sesso, sessualità, aspetto fisico o altre caratteristiche (da wikipedia), allora questa è una legge razzista e quindi incostituzionale. L’articolo 3 recita:

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Un’attenta lettura dell’articolo 3 fa capire come questa legge va contro i principi fondamentali della costituzione.

Dopo un’altra legge razziale (quella che aggrava la pena agli extracomunitari trovati colpevoli di reato), ora bisogna ingoiare anche questa. Quale sarà la prossima? Gli arabi dovranno portare una fascia al braccio? Creiamo ghetti per i cinesi? Vietiamo l’ingresso ai negozi ai cani e agli zingari? (anche se questa piacerebbe a molti).

Io non sono contro il prendere le impronte digitali, ci sarebbe anche lo spazio nelle nuove carte d’identità elettroniche. L’unica cosa è che devono prenderle a tutti.TUTTI. Questo può essere molto utile per combattere la criminalità: italiani e immigrati che danno allo Stato italiano la loro impronta per associarla a un nome. Quindi anche chi fornisce false generalità può essere associato a un’impronta e successivamente se fermato si possono controllare facilmente i suoi precidenti.

Se si fa per i rom e basta non è una misura di sicurezza, ma una misura razzista e sono contento che oggi il Parlamento Europeo, con 336 sì, 220 no e 77 astenuti, abbia approvato una risoluzione sulle impronte ai nomadi, presentata da Pse, Verdi, Liberaldemocratici e Sinistra europea. Da Repubblica: “Gli europarlamentari hanno approvato un emendamento al testo della risoluzione col quale si esortano le autorità italiane “ad astenersi dal procedere alla raccolta delle impronte digitali dei rom, inclusi i minori e dall’utilizzare le impronte digitali già raccolte in attesa dell’imminente valutazione delle misure previste annunciata dalla Commissione, in quanto questo costituirebbe chiaramente un atto di discriminazione diretta fondata sulla razza e l’origine etnica”.

Questa legge non migliorerà la nostra sicurezza, ma aumenterà l’odio nei confronti dei rom, la percezione di insicurezza, l’intolleranza ma soprattutto diminuirà l’integrazione.

Chi protegge questa legge dice che difenderà i bambini Rom dai soprusi. Bene, allarghiamo la schedatura anche ai figli degli 800000 uomini legati alle mafie. O vogliamo che diventano criminali?

Non capisco il silenzio del mio partito. Anzi alcuni suoi esponenti, come il sindaco di Torino CHiamparino, che dice “Favorevole alle impronte digitali prese agli stranieri se maggiorenni, per i bambini lo è solo in casi eccezionali: quando sono senza genitori o personali responsabili.” Un partito che ha come valore principe l’antirazzismo su questo deve lottare e fare le barricate. Più che per le leggi ad personam bisogna battersi molto di più per le leggi contra personas.

Proprio oggi a San Rossore si tiene un seminario per non scordare il 70° anniversario dalle Leggi Razziali del ’38, quando c’era un razzismo di stato. A volte la storia è stronza.

3 comments to “Dammi quella mano…zingaro” ovvero 70 anni dopo la storia si ripete

  • bruno

    Io non credo che un bambino nasca ladro o delinquente solo perchè figlio di Rom, a riprova abbiamo tanti bambini italiani nati in ‘brave, oneste e semplici famiglie’ o ‘famiglie bene’, a volte anche ‘esemplari’, i quali una volta cresciuti anche non molto sono diventati autori di bestialità umane e sociali.
    E’ vero che i Rom non trasmettono ‘serenità’ al prossimo, come è anche vero che oltre ai ‘campi nomadi’, o qualche caso sporadico di ricerca di integrazione, si fa poco in Italia, come anche è vero che la direzione sociale è prevalentemente indirizzata alla loro esclusione (in generale non è che si comportino molto civilmente), come è anche vero che alla base del rapporto con loro è stigmatizzato il ‘diverso’, quindi il pericoloso.

    Trovo abbastanza odiosa questa ‘condanna sociale per il futuro’ dei bambini Rom, la trovo della peggiore ipocrisia italiana, mi spiego:
    - il problema in Italia di poter estirpare la mafia, la camorra, l’andrangheta e altre associazioni ‘fuori dello Stato’ risiede proprio nella radicalizzazione nel tessuto sociale, tramandata da generazioni – o accetti e ti adegui a certa cultura facendone parte o sei fuori senza futuro nel luogo, non è vero?
    - ultimamente sono balzate alla cronaca certi temi scritti in classi di scuole medie di Palermo e Napoli (per quel che ne siamo venuti a conoscenza) dove i ragazzini esaltano la mafia, la camorra, ecc…per loro e’ la sicurezza e la certezza nel futuro; eppure non sono bambini Rom, ma bambini italiani che vivono in case normali e vanno a scuola – non sono già delinquenti in essere questi bambini italiani?
    - la mafia, la camorra, ecc…utilizza spessissimo i minori (i quali si sentono oltretutto cresciuti di un gradino sociale e ‘rispettati’) per risolvere i loro affari, mercati e altro, non è vero?

    Allora, io sono per prendere le impronte digitali anche ai figli di tutti coloro che vivono certi territori ‘caldi e omertosi’ dove si nasce e ci si nutre di ‘pane e delinquenza’, in particolare ai figli bambini dei boss e di affiliati a questi Clan. E in certi paesi a tutti i bambini, escluso nessuno, prenderei le impronte digitali, onde evitare errori per il futuro. Anche se fossero figli del prete.

    Che differenza c’è tra questi bambini italiani e quelli Rom? Nessuna! Non sono condannati socialmente anche loro nel futuro? Non sono già delinquenti in erba che esaltano la ‘cultura del coltello e della pistola’ facendone pure uso per rubare, scippare, rapinare, uccidere, ecc…? Non sono già coloro che come vedono una divisa vedono il primo ‘nemico’?
    Che futuro hanno pur essendo italiani?

    E perchè non prendere anche le impronte digitali ai figli degli Amministratori della ‘cosa pubblica’ che rubano alla comunità e fanno varie malefatte? Certamente anche in questo caso una sana educazione non la riceveranno, tantomeno un buon esempio.

    Sono imbecille o razzista? No, preferisco prevenire!

  • Un grazie al mio “unico” lettore, prendiamo le impronte a tutti e faccioamola finita

  • Victoria

    Da noi ci sono sempre stati gli impronti digitali, per tutti i cittadini, visto che noi siamo una nazione multicultorale da secoli: diversi tribu indiane, spagnoli, neri, cinesi e dopo di nuovo europei e giapponesi…(sono peruviana); quindi non capisco dove vogliono arrivare questi politici, che piuttosto potrebbero fare di più per integrare questa gente -anche se sono tanti che non vogliono, lo reconosco: anche del mio paese sono proprio pochi che vogliono integrarsi… quindi direi impronti digitali per tutti, scuola materna e elementare obbligatoria per tutti i bimbi, solo cosi si riuscirà a unificare questa nazione… dobbiamo cambiare la mentalitá dei bambini, e questo non sará finche il governo reconosca che per fare crescere il paese bisogna lavorare insieme agli abitanti e non a di fianco… pensate che da noi non solo si prendono le impronti digitali, pure anche i xray dei denti, per potere identificare le persone se muoiono al’estero…

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