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Consigliere comunale del PD a Pisa, dottorando di Scienze Politiche presso la Scuola Superiore Sant'Anna , pessimista con l'intelligenza, ma ottimista con la volontà

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Il 2° consiglio comunale: se il buongiorno si vede dal mattino…

Il secondo consiglio comunale è stato un po’ atipico. C’era da eleggere il presidente e le vicepresidenze del consiglio. Una procedura burocratica prima di  iniziare al più presto il lavoro vero, quello fatto di ordinanze, delibere ed emendamenti. Il nome fatto dal PD per la presidenza è quello di Titina Maccioni, una donna  d’esperienza con un passato da consigliera comunale, capogruppo e da presidente della Circoscrizione 5. Un curriculum istituzionale da invidiare. Quindi la sua scelta non è un “contentino” per non essere  stata messa in giunta. Titina è una figura d’esperienza e di autorità che MERITA il posto da presidente del consiglio comunale.

Chiarito questo, il nodo da sciogliere era quello se dare tutte e due le vicepresidenze all’opposizione, per dimostrare il nuovo modo di fare politica e iniziare un periodo di collaborazione istituzionale. Il capogruppo del Pd, Ranieri del Torto, formalizza la richiesta di accordo istituzionale con un intervento prima della terza votazione.  Per essere eletta la Titina erano necessari ancora 27 voti, quindi non bastavano i voti della sola maggioranza. No grazie, è la risposta: «Intanto contatevi, poi vediamo» ribatte la minoranza.

L’esito della votazione è disastroso: la Maccioni prende solo 16 voti su 24 della maggioranza (Titina avrebbe votato scheda bianca). La tempesta può cominciare. La seduta è sospesa per mezz’ora. Riunione dei gruppi. Che il diluvio inizi!

Non posso dirvi cosa è successo durante la riunione, ma è facilmente intuibile. Voci che girano parlano di pugni sbattuti sul tavolo, finestre che si chiudono violentemente, urla e strepiti. Non confermo, né smentisco. Posso dire che il clima non era buono.

Poi in successione c’è stata la riunione dei capigruppo , ancora una riunione interna al Pd e poi allargata alla giunta e agli altri consiglieri di maggioranza. C’era bisogno di ricompattare il gruppo e abbiamo scelto collegialmente di portare avanti il nome di Titina Maccioni.

Ma non era passata mezz’ora dall’inizio dalla sospensione, bensì erano già trascorse tre ore… i consiglieri dell’opposizione, giustamente, erano infastiditi, arrabbiati, (ma anche soddisfatti della cattiva tenuta della maggioranza).

Riporto cosa dice la Nazione sul proseguo della seduta:

“i capigruppo delle opposizioni presentano una proposta unanime alla maggioranza: il centrosinistra porti una terna di nomi di «papabili» alla presidenza (ma senza quello della Maccioni, ormai bruciata) e anche dei due vicepresidenti (per le opposizioni) e si chiuderà la partita.

 Il Pd risponde proponendo un rinvio di una settimana, ma gli altri non ci stanno. (assolutamente non vero, il PD si stringe da subito su Titina. Nota mia)

.Nuovi incontri e telefonate. Alle 18.30 Garzella (Pdl) chiede ancora la conta, ma Zappacosta non c’è. Arriva alle 19.05, accolto dalle urla di protesta del centrodestra che salgono di tono quando il presidente annuncia che si apre la quarta votazione. I consiglieri di maggioranza sono infatti rientrati nei ranghi, pronti stavolta a sostenere Maccioni.

A QUESTO PUNTO l’opposizione annuncia in blocco di lasciare l’aula. Patrizia Paoletti (Pdl) parla di «atto di arroganza e accordo delle poltrone nella maggioranza: quali posti avete barattato?» si chiede, mentre Bini profetizza l’«apertura di una stagione di dura contrapposizione» e Petrucci (Pdl) invita la Maccioni «a ritirare la sua candidatura perché possa essere eletto un presidente di tutto il consiglio e non solo di una parte».”

Rispondo alla Paoletti: non c’è stato nessuno scambio di poltrone, le lunghe riunioni (imperdonabili!!) sono servite solo a ricompattare l’intera maggioranza sul nome di Titina Maccioni, SENZA scambi di nessuna sorta.

Il consiglio prosegue con il consigliere Mastantuono (socialisti) che difende la maggioranza e parla d’inesperienza della maggioranza. Può anche essere  vero che molti di noi siano inesperti, ma sicuramente qui non è questione di esperienza o no, qualcuno ha voluto dare un segnale.

L’opposizione, come aveva annunciato se ne va e inizia a urlare cori beceri, da stadio, nei confronti della maggioranza, visibilmente in stato confusionale. Il capogruppo del PD Ranieri del Torto chiede una nuova sospensione, che non viene votata per la troppa confusione in aula. La maggioranza è come imbambolata dagli eventi che stanno accadendo. Si decide di votare e stavolta tutto (o quasi) fila liscio.

Titina Maccioni è il nuovo presidente del consiglio con 23 voti, una scheda nulla e una bianca (la sua). Fiori, baci, abbracci che stemperano la situazione. Discorso d’insediamento del presidente, con l’opposizione ancora fuori dall’aula e seguente sospensione della seduta. Finalmente questo spettacolo indegno si è concluso. Il PD ha dimostrato ancora una volta che è troppo acerbo, la maggioranza ne è uscita a pezzi.

Ora è tempo di verifica, tempo di risolvere le problematiche interne e dimostrare nell’aula che la maggioranza è compatta e coesa. «C’è stato un evidente momento di difficoltà. Farò finta che la cosa non sia accaduta» conclude il sindaco Marco Filippeschi.

Purtroppo non è così semplice.  Il bicchiere ora è mezzo vuoto.

Vi posso assicurare che ci sono stati chiarimenti. Passata questa fase di definizione dei ruoli possiamo davvero iniziare a lavorare. Ce lo chiede la gente, lo dobbiamo alla città. Facciamo dimenticare questi sgradevoli episodi  con azioni concrete

P.s: un grande merito va a Carmine Zappacosta, il consigliere anziano, che ha dovuto gestire una situzione molto scottante.

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